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La Compagnia del Cigno serie tv su Rai 1 | conferenza stampa

La Compagnia del Cigno. La conferenza stampa della serie diretta da Ivan Cotroneo in onda dal 7 gennaio su Rai 1. La vicenda è basata su un gruppo di giovani appassionati di musica classica.
Maria Lucia Tangorra

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La Compagnia del Cigno. La conferenza stampa della serie diretta da Ivan Cotroneo in onda dal 7 gennaio su Rai 1. La vicenda è basata su un gruppo di giovani appassionati di musica classica.
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Nel cast ci sono Alessio Boni, Anna Valle, Alessandro Roia, Carlotta Natoli, Francesca Cavallin, Stefano Dionisi, Giorgio Pasotti, Marco Bocci, Rocco Tanica, Claudia Potenza. Con la partecipazione di Giovanna Mezzogiorno. La produzione è della Indigo Film in collaborazione con Rai Fiction.

Ecco tutte le dichiarazioni degli intervenuti alla presentazione della fiction che inaugura la stagione della serialità di Rai1.

Prende la parola il sindaco di Milano Beppe Sala:

Grazie per l’atto di fiducia nei confronti di Milano. Questa fiction è molto rappresentativa della nostra città: i luoghi dicono tanto, ma vi sono anche altri due aspetti: la cultura milanese e, infine, i valori ambrosiani. La presentazione casca nel giorno in cui Milano e la sua provincia hanno scalato la classifica risultando tra la più vivibile d’Italia. È un segno del fatto che Milano sta andando avanti. Il merito è mio e della giunta in maniera infinitesimale, ma soprattutto dei milanesi, i quali hanno accettato la sfida di coniugare la storia di questa città con la proiezione verso il futuro e la contemporaneità. Milano si deve confrontare con il resto del Paese, ma il vero confronto è quello con le città del mondo”.

Prende la parola il direttore di Rai Fiction Tinny Andreatta: “uno dei nostri obiettivi è di raccontare la diversità del Paese. Milano l’avevamo sfiorata, ma non era mai stata protagonista. Una città diventa quasi ispiratrice, un luogo dove quel racconto avviene perché connesso a quella cultura e alle modalità di vivere di quella località. Per noi questa città è una capitale internazionale, uno di quei luoghi preziosi sia per il piccolo che per il grande schermo perché possono avvenire delle storie che riguardano i giovani, che trovano in Milano il loro luogo d’elezione per il suo essere moderna senza dimenticarne la storia antica. Con La compagnia del cigno raccontiamo un romanzo di formazione, una storia che parla di come sia difficile la crescita, ma anche di talento e disciplina. Ci si trova di fronte a un plot che, attraverso l’utilizzo della musica classica come qualcosa che appartiene alla vita di oggi, riesce a essere estremamente divulgativo. Il lavoro musicale di questa serie è molto complesso e proprio l’ibridazione della musica classica con quella odierna e la colonna sonora – a cominciare dalla sigla di Mika – è una delle cifre principali di questo racconto“, dice la responsabile di Rai Fiction.

La Andreatta continua: “Seguiamo i protagonisti nelle loro difficoltà di diventare grandi. E, in questo, la serie inevitabilmente riguarda gli adulti. La chiave è molto potente: gli adolescenti sono un po’ dei supereroi di oggi. Da un lato ognuno di loro ha delle fragilità e un talento, dall’altro, insieme, diventano una forza, che è quella dell’amicizia. La musica diventa metafora della nostra storia.
Il cast è invidiabile, è difficile avere tutti insieme interpreti di altissima qualità, a cominciare da Alessio Boni, Anna Valle, Alessandro Roia, Rocco Tanica e tanti altri non presenti a questa conferenza stampa. Loro fanno da corona a sette ragazzi che sono dei musicisti veri.
Abbiamo dato vita a una storia corale, che, però, ha un perno nella figura del maestro Marioni-Boni, il quale testimonia come per crescere sia importante anche la disciplina. In un mondo in cui le figure parentali e i buoni maestri non sono tanti, ci è sembrato fondamentale narrare una storia che ha al centro un buon maestro”
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Interviene Francesca Cima, produttrice di Indigo Film: “La serie rappresenta un percorso iniziato anni fa lavorando con Ivan Cotroneo. Siamo entrati nei conservatori e nelle scuole di musica, constatando come fossero dei mondi a parte, ma anche molto connessi con la contemporaneità osservando persone che si impegnavano per costruire un futuro. Parallelamente alla messa in onda ci saranno un progetto discografico e uno letterario”.

Prende la parola il regista e ideatore Ivan Cotroneo: “La compagnia del cigno è una serie sull’amicizia, ma quando sono emozionato non riesco a spiegarmi benissimo, per cui ho pensato che avrei potuto chiedere a un amico di dire qualcosa a riguardo”.

Assistiamo a un video di Mika nel quale l’artista dice:

“Sono molto felice di poter parlare di questo progetto molto importante per me. Al centro ci sono sette ragazzi che hanno fatto dei sacrifici molto grandi per seguire la passione della musica. Spesso non si parla di un aspetto, la disciplina, e qui viene affrontato benissimo tratteggiando il mondo speciale, doloroso, affascinante che è il conservatorio. Anch’io l’ho frequentato, a Londra, dagli otto ai ventuno anni, quando sono uscito per realizzare il mio disco per cui mi sento parte de La compagnia del cigno. Sono andato nel mondo per cercare la mia strada, sapendo che la musica classica non era ciò che avrei coltivato.
Ho scritto la canzone della sigla pensando a questi ragazzi e a me stesso, avendo realizzato che quel periodo è stato per me un privilegio perché ho potuto dedicarmi alla musica a livello più alto possibile. Ho voluto scrivere una canzone d’amore, non solo tra due persone, ma anche per la musica. Il brano si intitola ‘Sound of orchestra’, il suono dell’orchestra”.

Riprende il regista: “voglio ringraziare Mika, stavamo lavorando al suo show, gli ho detto di aver in mente questo progetto sulla musica. I sette ragazzi protagonisti hanno delle ferite da superare e molte relazioni difficili col mondo adulto. Con Monica (Rametta, la co-sceneggiatrice) abbiamo deciso di raccontare la forza della collettività e dello stare insieme. I loro superpoteri si vedono per la prima volta quando fanno gruppo”.

Poi Cotroneo continua: “Questi ragazzi non si ritrovano insieme per un caso, ma per la volontà di una persona, Luca Marioni. Volevo omaggiare la figura del maestro, un sostantivo bellissimo, antico, svalutato oggi. Desideravo raccontare come un maestro possa cambiare la vita di un ragazzo. È stato così per me quando ho cominciato a studiare sceneggiatura con Suso Cecchi D’Amico e Giorgio Arlorio ed è così per i ragazzi della serie, che incontrano un maestro duro, a volte spietato, che non è accondiscendente. È la chiave di accesso alla vita per i giovani studenti.
Devo ringraziare Alessio Boni per aver reso così bene questo personaggio. I miei maestri di vita sono incarnati perfettamente da Alessio. Non abbiamo bisogno di un eroe, ma abbiamo bisogno di lavorare sotto la guida di uno o più maestri con cui dialogare, riconoscendo che stanno facendo qualcosa per far stare le nostre vite in piedi”.
La prima testimonianza del cast arriva proprio da Boni: “davvero parte tutto dal Conservatorio Giuseppe Verdi di Milano, in cui Verdi non era stato ammesso, ma poi i milanesi ne hanno riconosciuto il talento, l’arte, quello che ha fatto per il mondo e quando è venuto a mancare, hanno posto dei sacchi di yuta con la paglia sotto gli zoccoli dei cavalli perché ci fosse il religioso silenzio durante il trasporto della sua salma.
Quando Ivan mi ha proposto questo personaggio ho accettato subito perché la musica esprime il meglio di noi. Queste sette note sono fondamentali nell’esistenza di ognuno. La Rai ha avuto coraggio, raramente si sente la musica classica per due minuti in una fiction tv. Parte tutto da cosa eravamo, dal buon senso dei nostri genitori. Mia nonna mi diceva che, nella scelta dei maestri, si selezionava nel Paese quello più severo. Figuriamoci un maestro – come quello di cui ho avuto l’onore di interpretare, scritto magnificamente – che insegna l’arte per eccellenza: la musica. Fuori saranno diecimila volte più spietati di lui”.
Poi continua: “Ho aderito a questo progetto con un entusiasmo incredibile perché raramente mi sento così contagiato in personaggi delle serie. La musica, la dedizione, il talento vengono troppo poco affrontati. Si parla dei giovani troppo spesso come degli sdraiati di Michele Serra. I ragazzi hanno bisogno dei no, dei binari e vanno avanti su quei binari, non mollano e tengono duro. 

Questi attori giovanissimi si sono dati anima e corpo. Loro sono il quadro, io e gli altri colleghi siamo solo la cornice, magari bella, ma loro sono i colori.
Amate l’arte perché, ricordatevi, tra tutte le menzogne che ci sono nella vita, è quella che mente meno“.

Ascoltiamo Anna Valle, che dà volto a Irene, la moglie del prof. Luca Marioni: “Ivan mi ha raccontato di quest’idea e io me ne sono innamorata. Alessio è stato un compagno di lavoro straordinario. In ogni scena c’era molta carne al fuoco e abbiamo sviscerato ogni aspetto. Il progetto in sé è qualcosa di magico e speciale”.
A ruota segue Alessandro Roia: “I ragazzi, quasi tutti, non sono attori professionisti, ma musicisti professionisti. È stato impressionante vedere la capacità di trasferire la loro educazione allo studio sul set. Hanno dimostrato e insegnato un’attitudine quasi perfetta. Sembrano un gruppo di amici e Ivan è stato un alchimista in questo. 
Spesso in Italia non si raccontano i giovani che danno speranza e sono la parte positiva della nostra società. La Compagnia del Cigno non è solo un racconto di speranza, ma di realtà che sta nei comportamenti, nell’educazione all’arte e alla cultura. Questo si deve fare nel servizio pubblico”.
Parlando di musica, non poteva mancare Rocco Tonica: “ho frequentato il conservatorio, ne sono uscito nel 1981, detestandolo. È stato un rancore che mi sono portato dentro. Forse perché non avevo scelto di farlo in quel modo.
Lavorare a questa serie, mi ha aiutato a riconciliarmi con quel luogo, con le persone e le idee. Mi sono ritrovato – merito pure di ciò che si sviluppa all’interno della fiction – a essere conscio di una verità che avevo dimenticato: la regola rende liberi. Il che significa che bisogna imparare come funziona un meccanismo per essere liberi di disconoscerlo, se necessario.

Ricordo che ai miei tempi era impossibile parlare di qualcosa che non facesse parte del repertorio classico. Il maestro Marioni della serie parla della continuità tra la musica classica e quella pop”.

Tocca a Ivan Cotroneo presentare i sette ragazzi de La compagnia del cigno, che con emozione raccontano la propria esperienza.

Leonardo Mazzarotto: “mi piace pensare che tutto quello che ho fatto nella vita mi ha portato qui. Siamo diventati un gruppo di amici grazie a Ivan”.
Fotinì Peluso: “grazie a Ivan, Monica e a tutti gli attori, in primis ad Alessio.
Mi sono resa conto, rivedendomi, di quanto sia importante che, avendo dato vita a un lavoro di gruppo, venisse un bellissimo prodotto pure per gli altri. Ho capito subito l’importanza del progetto ed è stata una soddisfazione portarlo a termine insieme a tutti gli altri per i quali nutro un profondo affetto”.
Hildegard De Stefano: “ho sentito una responsabilità sia per i valori che vogliamo comunicare alla nostra generazione, sia per lo spazio dato alla musica classica, che ha sempre avuto un ruolo importante per ciò che mi riguarda”.
Ario Nikolaus Sgroi: “sono diventati i miei migliori amici”.
Emanuele Misuraca: “vorrei ringraziare anche la nostra coach”
Chiara Pia Aurora: “abbiamo condiviso soprattutto la quotidianità, a volte non riuscivamo neanche a distinguere se stessimo recitando o meno”.
Francesco Tozzi: “sono molto orgoglioso di aver preso parte a questo progetto”.

Non è una fiction da vedere ma anche da leggere ci viene detto.

Infatti, dal 15 gennaio saranno disponibili sette volumi su ciascuno dei sette protagonisti, una sorta di prequel sul passato dei giovani prima del loro arrivo al Conservatorio di Milano. È previsto anche un ottavo romanzo conclusivo che tirerà le fila della storia mediante la narrazione della direttrice. Si tratta di un esperimento di crossmedialità.
La conferenza stampa si conclude qui.
Appuntamento su RaiUno a lunedì 7 e martedì 8 gennaio alle 21,25 per le prime due puntate. 

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Pugliese di nascita, ma milanese d'adozione da quando, anni fa, ha scelto di trasferirsi per l'università e dal desiderio di concretizzare la professione giornalistica e di critico. Grande appassionata di teatro e cinema, di cui si occupa da tempo, sta scoprendo sempre più da vicino e sul campo anche il mondo della tv.

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The Power serie tv Prime Video – trama, cast, finale

In produzione negli Amazon Studios la nuova serie thriller di 10 episodi, ecco gli attesissimi nomi del cast.
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The Power serie tv Prime video cast trama regia finale
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Amazon ha recentemente annunciato i nuovi nomi protagonisti della serie tv The Power. La serie di genere thriller è basata sull’omonimo romanzo bestseller internazionale di Naomi Alderman. The Power non ha ancora una data d’uscita ma è in produzione negli Amazon Studios.

The Power serie tv – regia, produzione, dove è girato

Amazon ha annunciato che The Power sarà articolata in 10 episodi ed è composta da un cast ricco ed internazionale.

La serie tv è prodotta da Sister – casa di produzioni di tv series come Chernobyl e The Split – mentre la regia è affidata a Reed Morano, regista vincitrice di un Emmy per The Handmaid’s Tale. Il team registico è inoltre composto da Shannon Murphy, regista della serie Killing Eve e del più recente film Babyteeth.

Tra i molteplici interpreti, Amazon ha anticipato l’attore premio Oscar Tim Robbins, le attrici Leslie Mann e Alice Eve e l’attore, comico e scrittore Rob Delaney.

The Power è una serie di genere thriller, basata sull’omonimo romanzo bestseller di Naomi Alderman. Il libro, in Italia edito con il titolo Ragazze Elettriche, è stato pubblicato nel 2016. E’ stato inoltre inserito nella lista dei 10 migliori libri dell’anno dal The New York Times.

The Power è inoltre adattato per lo schermo dall’autrice stessa del romanzo, Naomi Alderman. La scrittrice ha curato la sceneggiatura assieme ad un team al femminile, tra cui figurano Claire Wilson e Sarah Quintrell.

L’inizio delle riprese della serie tv è previsto dai primi giorni di marzo fino a luglio, nella città di Vancouver, in Canada.

The Power verrà poi distribuita sulla piattaforma on demand Amazon Prime Video.

The Power serie tv Prime Video trama cast regia finale

The Power serie tv – trama

La serie tv The Power è ambientata nella realtà contemporanea. Ed è basata su una caratteristica. Senza preavviso, ogni ragazza adolescente sviluppa il potere di emettere scosse elettriche. Questo tipo di capacità innata non può essere loro sottratta. Il genere femminile ottiene pertanto un ruolo dominante, capace di cambiare l’equilibrio del potere nel mondo.

La serie segue i propri personaggi in molteplici città come Londra e Seattle, ma anche Paesi quali la Nigeria o la Moldavia. L’obiettivo è quindi raccontare una società in cui avviene indiscriminatamente un ribaltamento dei ruoli, grazie al potere acquisito da ragazze e donne di tutto il mondo.

The Power – cast e protagonisti

Ecco tutti gli attesissimi nomi che figurano nel cast internazionale della serie.

Tra gli attori menzionati c’è il premio Oscar Tim Robbins (vinto per Mystic River), il quale interpreta il Governatore repubblicano dello Stato di Washington Daniel Dandon.

Leslie Mann riveste il ruolo di Margot Cleary-Lopez, la Sindaca democratica di Seattle, mentre suo marito Rob è interpretato da John Leguizamo.

L’attrice americana Edwina Findley (conosciuta per la soap opera If Loving You Is Wrong) recita la parte di Helen, la fidata consigliera della Sindaca.

L’attore e comico Rob Delaney ha il ruolo Tom, l’amato presentatore di un programma di news, condotto assieme a Kristen, interpretata da Alice Eve (apparsa in molteplici film, tra cui Before We Go).

L’attrice croata Zrinka Cvitešić interpreta Tatiana Moskalev, moglie del Presidente moldavo e donna tenace, abile ed intelligente.

La famiglia Monke situata nell’Est London è invece recitata da Eddie Marsan nel ruolo del capo famiglia Bernie e da Jacob Fortune-Lloyd (visto recentemente in The Queen’s GambitLa Regina degli Scacchi) in quello di Ricky. Al loro fianco, Sam Buchanan nel ruolo di Terry, e Archie Rush (Black Mirror) che è il più giovane dei tre fratelli, Darrell.

Juliet Cowan interpreta Barbara, moglie di Bernie e madre dei suoi figli ed eredi. Ria Zmitrowicz (come precedentemente annunciato) è l’adolescente Roxy, figlia illegittima di Bernie.

La cantante e attrice Little Simz, all’anagrafe Simbi Ajikawo interpreta infine Adunola, personaggio che per primo farà sperimentare il “Potere” all’aspirante giornalista nigeriano Tunde (interpretato dal già annunciato Toheeb Jimoh).

The Power serie tv – il cast completo

Di seguito il cast completo della serie tv The Power e i rispettivi personaggi interpretati dagli attori.

  • Tim Robbins – Daniel Dandon
  • Leslie Mann – Margot Cleary-Lopez
  • John Leguizamo – Rob
  • Gerrison Machado – Matty
  • Pietra Castro – Izzy
  • Edwina Findley – Helen
  • Rob Delaney – Tom
  • Alice Eve – Kristen
  • Zrinka Cvitešić – Tatiana Moskalev
  • Eddie Marsan – Bernie Monke
  • Jacob Fortune-Lloyd – Ricky Monke
  • Sam Buchanan – Terry Monke
  • Archie Rush – Darrell Monke
  • Juliet Cowan – Barbara Monke
  • Ria Zmitrowicz – Roxy
  • Simbi “Little Simz” Ajikawo – Adunola
  • Toheeb Jimoh – Tunde

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Leonardo serie tv Rai 1 – trama, cast, anticipazioni

La serie racconta la vita e le opere di Leonardo da Vinci, figlio illegittimo di un notaio toscano. Rai 1 la propone in prima visione mondiale.
Massimo Luciani

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Leonardo serie tv Rai 1
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La serie tv Leonardo è prevista su Rai 1 in prima serata a partire da martedì 23 marzo 2021.

La rete leader di viale Mazzini la trasmette in prima visione assoluta mondiale. Si tratta di un vero e proprio evento in quanto la produzione è internazionale e le attese sono molto elevate.

Le atmosfere sono storico biografiche. La serie è composta da otto episodi suddivisi in quattro prime serate. È stata girata interamente in inglese e poi doppiata in italiano.

Leonardo serie tv attori

Leonardo serie tv – regia, protagonisti, dove è girato

La regia è di Dan Percival e Alexis Sweet. Personaggio principale è Leonardo Da Vinci, interpretato dall’attore irlandese Aidan Turner che i telespettatori italiani conoscono nella serie Poldark e nella serie britannica Being Human nel ruolo del vampiro John Mitchell.

Giancarlo Giannini si cala nel ruolo di Andrea del Verrocchio, maestro di Leonardo. Matilda De Angelis è Caterina da Cremona, la musa di Leonardo. Freddie Highmore, ovvero The Good Doctor, è Stefano Giraldi, un investigatore che indaga su un caso di omicidio in cui è coinvolto Leonardo.

Le riprese si sono svolte in oltre 50 location tra interni ed esterni. La regione principale è stata il Lazio. Le città di Firenze e Milano sono state ricostruite nel backlot nei pressi degli studi Lux Vide di Formello in provincia di Roma. Il backlot è un’area adiacente uno studio cinematografico in cui ci sono edifici permanenti o spazi adatti alla costruzione temporanea dei set.

La serie è stata girata con oltre 1900 ore di lavorazione, 3000 comparse e sono stati utilizzati 2500 costumi. Le musiche sono di John Paesano.

La produzione è della Lux Vide di Luca e Matilde Bernabei in collaborazione con Rai Fiction per l’Italia. Partner internazionali sono Sony Pictures Entertainment, la Big Light Productions di Frank Spotnitz e France Television, oltre la RTVE il più importante gruppo radiotelevisivo spagnolo.

Sotto la guida dello scenografo Domenico Sica sono state impegnate circa 200 maestranze.

Leonardo serie tv dove è girato

Leonardo serie tv – trama

La trama inizia raccontando la giovinezza di Leonardo, figlio illegittimo di un notaio e di Caterina, una modesta servetta del tempo. La storia del genio, la cui personalità è molto complessa ed enigmatica, rimane ancora oggi un segreto avvincente. Leonardo vive la sua infanzia nella cittadina rurale di Vinci in Toscana. Non ha amici ma dimostra fin da subito una notevole capacità di impegno culturale. sente infatti un profondo bisogno di ricerca e di scoperta.

A 10 anni aveva realizzato dei disegni così belli da convincere il Verrocchio a farlo entrare nella sua bottega. Siamo nel 1469 e Leonardo vi rimase fino all’anno successivo. Entra così in un mondo che già si rivelava una fucina di nuovi talenti.

Con instancabile curiosità il genio da Vinci comincia a spaziare tra arte, scienze e tecnologia. E diffonde in ogni disciplina una umanità profonda e piena di coraggio. Soprattutto libera la cultura e l’arte dalle convenzioni del tempo. È guidato soltanto da un grande desiderio di conoscere e svelare agli altri i segreti del mondo che ci circonda.

L’incontro con Caterina da Cremona

Nella bottega del Verrocchio conosce Caterina da Cremona, la sua misteriosa Musa. Subito dopo parte per Milano dove incontra il suo Mecenate Ludovico il Moro. Quest’ultimo però molto presto diventerà suo rivale.

Leonardo subì l’onta di essere accusato di omicidio. E si trovò a confrontarsi con l’investigatore Stefano Giraldi. A lui infatti è stata affidata la conduzione delle indagini.

La serie infine racconta il mistero dell’uomo, oltre che il genio. Tutto questo attraverso una storia inedita, originale con molte concessioni alla fantasia.

La vicenda è fatta di intrighi e passioni ed è finalizzata a mettere in evidenza la straordinaria modernità e la profondissima umanità di uno dei geni più grandi a livello mondiale.

Leonardo morì il 2 maggio presso il castello i Clos-Lucé ad Amboise. Aveva solo 67 anni.

Leonardo serie tv finale

Leonardo – il cast completo

Di seguito il cast del film Leonardo e i rispettivi personaggi interpretati dagli attori

  • Leonardo da Vinci – Aidan Turner
  • Andrea del Verrocchio – Giancarlo Giannini
  • Caterina da Cremona – Matilda De Angelis
  • Stefano Giraldi – Freddie Highmore
  • Piero da Vinci – Robin Renucci
  • Salaì – Carlos Cuevas
  • Ludovico Sforza – James D’Arcy
  • Beatrice d’Este – Miriam Dalmazio
  • Sanseverino – Antonio De Matteo
  • Jacopo Saltarelli – Kit Clarke
  • L’Alchimista – Freddy Drabble
  • Ginevra de’ Benci – Poppy Gilber
  • Giangaleazzo Sforza – Edan Hayhurst
  • Alfonso – Andrew Knott
  • Cesare Borgia – Max Bennett
  • Ramiro – Claudio Castrogiovanni
  • Marco – Gabriel Lo Giudice
  • Giulio – Josafat Vagni
  • Amerigo Benci – Sergio Albelli
  • Tornabuoni – Luca Guastini

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Soap e serie tv

Il metodo Catalanotti film tv Rai 1 – trama, cast, finale

Un caso estremamente complicato per il poliziotto di Vigata che si svolge in un ambiente teatrale, singolare ma anche crudele e sadico.
Massimo Luciani

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Il metodo Catalanotti film Rai 1
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Rai 1 propone lunedì 8 marzo in prima visione e in prime time Il tv-movie dal titolo Il metodo Catalanotti che fa parte del ciclo Il commissario Montalbano.

La pellicola è di genere poliziesco e giallo ed ha la durata di un’ora e 30 minuti. La produzione è italiana. Il film tv è ispirato all’omonimo romanzo di Andrea Camilleri pubblicato in Italia da Sellerio editore il 31 maggio 2018.

Il metodo Catalanotti film attori

Il metodo Catalanotti film – regia, protagonisti, dove è girato

La regia è di Alberto Sironi e Luca Zingaretti. A causa della scomparsa del regista storico, Zingaretti si è trasferito dietro la macchina da presa. Ma il nome di Sironi rimane in quanto tutto il lavoro di regia era stato già effettuato.

Protagonista principale e Luca Zingaretti nel ruolo del celebre commissario Salvo Montalbano. Accanto a lui i suoi fidati collaboratori Mimì Augello e Fazio interpretati rispettivamente da Cesare Bocci e Peppino Mazzotta. Nel cast anche l’attore Angelo Russo nel ruolo dell’agente Agatino Catarella. La serie si avvale della partecipazione di Sonia Bergamasco nel ruolo di Livia, l’eterna fidanzata di Salvo Montalbano.

Le riprese si sono svolte in Italia, in particolare in Sicilia tra Porto Empedocle e Ragusa dove è stata ricostruita la città immaginaria di Vigata. Qui si svolgono infatti le indagini del poliziotto creato dalla penna di Andrea Camilleri.

La produzione è della Palomar di Carlo Degli Esposti, Nora Barbieri e Nicola Serra, con Max Gusberti e con la partecipazione di Rai Fiction.

Il metodo Catalanotti film dove è girato

Il metodo Catalanotti – trama del film in onda su Rai 1

La trama raccontata si svolge intorno ad un caso che si rivela particolarmente complicato per Salvo Montalbano. Il tv-movie non si apre con la solita telefonata di Catarella che avvisa Montalbano di un omicidio. Questa volta è il suo vice, Mimì Augello, che piomba a casa del commissario nel cuore della notte. Gli racconta di aver casualmente trovato un cadavere in un appartamento disabitato. Il tutto è avvenuto durante un suo incontro amoroso extra-coniugale.

Contemporaneamente alle parole di Augello viene trovato morto nel suo appartamento, Carmelo Catalanotti. L’uomo è stato assassinato con una pugnalata al petto. Montalbano si rende subito conto che questa “ammazzatina” presenta subito delle caratteristiche strane. Prima tra tutte, la più importante, la compostezza in cui è stata ritrovata la salma e l’assenza completa di sangue dal corpo.

Presto Montalbano scopre che la vittima era uno strozzino. Ma non effettuava il mestiere in una maniera particolarmente esosa. Anzi a dire di tutti era un prestatore di denaro in maniera equa.

Ma Catalanotti non era soltanto un usuraio. Era soprattutto un originale artista di teatro, fondatore della TrinacriArte una attivissima compagnia di teatro amatoriale che aveva sede stabile a Vigata. La TrinacriArte non è una semplice filodrammatica. Infatti la maggior parte dei suoi adepti e soci era amante del teatro in maniera quasi ossessiva.

Carmelo Catalanotti era il capo indiscusso di questo gruppo. Un vero e proprio guru che sapeva spronare i suoi attori ed agiva in maniera geniale ma molto spesso utilizzava metodi crudeli e sadici. A tutto questo arriva Salvo Montalbano dopo una serie di indagini che lo hanno portato ad interrogare tutti i componenti della filodrammatica.

Il finale del film

Alla fine Montalbano si rende conto che la soluzione del mistero sulla morte di Catalanotti risiede proprio nella passione dell’arte tragica e nel suo personalissimo ed inquietante metodo con cui gestiva la TrinacriArte.

In questo tv-movie Salvo Montalbano mostra caratteristiche inusuali per il suo personaggio. Uno dei punti fermi della sua vita era stato soprattutto l’amore per la Sicilia e per Livia. Tutto questo verrà letteralmente affossato da una passione travolgente e del tutto imprevedibile per la giovanissima responsabile della scientifica con cui il poliziotto di Vigata deve confrontarsi per la risoluzione del caso. Lo sentiremo persino svelare che sarebbe disposto a tutto, anche a lasciare Livia pur di essere sempre vicino alla giovane di cui si è perdutamente innamorato.

A completare il quadro vi si aggiunge anche l’intemperanza di Mimì Augello. Il braccio destro di Montalbano è alla sua ennesima fuga amorosa. E, nel tentativo di sfuggire al marito cornuto della sua amante, si ritrova a sua volta nei guai.

Il metodo Catalanotti film finale

Il metodo Catalanotti – il cast completo

Di seguito il cast del film Il metodo Catalanotti e i rispettivi personaggi interpretati dagli attori

  • Luca Zingaretti – Salvo Montalbano
  • Cesare Bocci – Mimì Augello
  • Peppino Mazzotta – Fazio
  • Antonia Truppo – Maria Del Castello
  • Angelo Russo – Catarella
  • Carlo Cartier – Carmelo Catalanotti
  • Marina Rocco – Eleonora Ortolani
  • Monica Dugo – Anita Pastore
  • Aglaia Mora – Dott.Ssa Barresi
  • Maurizio Bologna – Antonio Scimè
  • Giampiero Cicciò – Rosario Lo Savio
  • Gaetano Aronica – Ernesto Lopez
  • Greta Scarano – Antonia
  • Sonia Bergamasco – Livia

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