Il Commissario Montalbano 2019 | 18 febbraio | Un diario del ’43

Il Commissario Montalbano 2019 | 18 febbraio | Un diario del '43. Una drammatica vicenda legata alla seconda guerra mondiale riemerge dal passato. Toccherà al commissario di Vigata far luce sull'accaduto.


L’appuntamento è in prime time alle 21:25.

Dopo il gradimento bulgaro ottenuto la scorsa settimana con addirittura il 44% di share e 11 milioni di telespettatori, Luca Zingaretti torna questa sera ad impersonare il commissario di Vigata Salvo Montalbano a cui deve la grande notorietà. Accanto a lui il cast storico: Cesare Bocci (Mimì Augello), Peppino Mazzotta (Giuseppe Fazio), Angelo Russo (Catarella) e Sonia Bergamasco (Livia).

Il Commissario Montalbano 2019 | Un diario del ’43 | trama

La vicenda di cui deve occuparsi Montalbano questa sera viene dal passato ed è addirittura legata ad un diario scritto nell’estate del 1943. A compilarlo fu un ragazzo che all’epoca aveva 15 anni ed il cui nome era Carlo Colussi.

Il diario era stato scoperto dopo la demolizione di un vecchio silos e, una volta finito in mano al commissario di Vigata, aveva destato grandissima impressione non soltanto in lui ma anche gli uomini che lo accompagnano tradizionalmente nelle indagini.

A sconvolgere è stato soprattutto il racconto fatto da questo giovane, intriso di una feroce ideologia fascista. Infatti il diario contiene la confessione da parte di Carlo Colussi, di aver compiuto una strage terribile all’indomani dell’8 settembre del 1943.

Ricordiamo che in questa data fu proclamato l’armistizio di Badoglio e l’annuncio dell’entrata in vigore del cosiddetto armistizio di Cassibile, frazione del comune di Siracusa. Con questo atto veniva annunciato alla popolazione italiana l’accordo con gli anglo-americani.

Il giorno stesso in cui è stato scoperto il diario si presenta al commissariato di Vigata un certo John Zuck (Dominic Chianese), un uomo che ha superato i 90 anni ma mantiene ancora un’aria molto lucida che fa capire prontezza di riflessi e intelligenza.

L’uomo, nato a Vigata, durante la guerra fu fatto prigioniero dagli americani. Nel frattempo i suoi genitori erano deceduti in un incidente stradale, per cui alla fine della guerra aveva deciso di rimanere negli Stati Uniti e di costruirsi lì una vita.

Tornato a Vigata scopre per caso che il suo nome è inserito sulla lapide dei Caduti di guerra. L’arzillo vecchietto chiede a Montalbano se può aiutarlo a ristabilire la verità ed a restituirgli quella esistenza in vita che gli era stata tolta oltre 70 anni prima. Si tratta davvero di una vicenda singolare per la risoluzione della quale Montalbano promette il suo aiuto.

Il giorno successivo un altro novantenne, Angelino Todaro, viene trovato morto. L’uomo era uno dei più ricchi imprenditori della città. Montalbano comprende che tra le due morti c’è sicuramente un nesso. Toccherà a lui scoprirlo e portare alla luce una drammatica realtà. Naturalmente tutto è collegato a quel diario del ’43.

La regia è di Alberto Sironi.



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