Poldark | 22 luglio 2018 | seconda puntata: trama e recensione


Poldark | 22 luglio 2018 | seconda puntata: trama e recensione. I nuovi sviluppi e una riflessione critica sulla serie televisiva in onda da domenica 8 luglio in prime time su Canale 5.


Andrà in onda questa sera su Canale 5 il secondo appuntamento con Poldark, la fiction ambientata in Cornovaglia a fine ‘700. Vi anticipiamo cosa accadrà, insieme ad una nostra riflessione sulla serie che in Gran Bretagna è già arrivata alla quarta stagione.

Poldark | I fatti salienti della seconda puntata

Ross fa ripartire la miniera che ha rilevato, ma lo zio e il cugino Francis accolgono malvolentieri la notizia perché pensano che i loro minatori possano andare a lavorare dal Capitano.

Nasce il figlio di Elisabeth e Francis: quest’ultimo è sempre più geloso del cugino, conscio del rapporto che in precedenza ha legato i due. Proprio durante il ricevimento per il battesimo per la nascita del bambino, lo zio di Ross ha un malore al cuore. L’uomo, che sa di avere vita breve, esorta il figlio a prendere in mano la situazione per evitare che la loro miniera vada in perdita nel confronto con quella di Ross, Francis però è esitante.

La gente comincia a mettere in giro voci su una presunta relazione tra Demelza e Poldark: il padre di lei lo scopre e le impone di tornare da lui, dopo che lei era scappata a causa della sua cattiva condotta di vita. Troppo tardi, però: tra la cameriera e il suo padrone nasce l’amore e, dopo una notte insieme, Ross decide di sposare Demelza che diventa così la signora Poldark.

Francis è sempre più preso dall’amicizia con George Warleggan e inizia a trascurare la moglie e la famiglia, tradendo ripetutamente Elizabeth con una prostituta e spendendo soldi al gioco.

Demelza e Poldark si sposano

Il capitano incontra il cugino e gli rivela del suo matrimonio con Demelza: tutti pensano che abbia fatto una scelta folle e che ciò gli procurerà guai. La neo sposa sente la pressione per il cambio di status: teme di non essere accettata dalla famiglia del marito e dalla società, date le sue umili origini. Il senso di inadeguatezza rimane, anche perché la donna ha paura che Ross non l’ami, ma a rinfrancare Demelza ci pensa la sorella di Ross, Verity, che va a trovarla dopo le nozze facendole capire quanto suo fratello tenga a lei.

Lo zio Charles ha un altro attacco di cuore che gli è fatale e, in punto di morte, raccomanda a Ross di tenere alto il nome dei Poldark. Demelza scopre di essere incinta ma lo confida solo a Verity, mentre Ross è in seria difficoltà a trovare nuovi fondi per la miniera a causa dello scetticismo degli investitori.

Elizabeth invita il cognato e la consorte a trascorrere il Natale nella loro nobile residenza: alla cena prendono parte anche i banchieri Warleggan, che hanno acquistato le quote di uno dei finanziatori della miniera di Ross e sono pronti a mandarlo in rovina.

La moglie del capitano teme il giudizio dei presenti, ma riesce a guadagnarsi la stima dei parenti non cedendo all’emotività. Gli sforzi dei minatori e di Ross sono premiati proprio quando le finanze stanno per esaurirsi: dopo un lungo e laborioso lavoro di scavi, viene trovato l’agognato rame: in questo modo, gli affari potranno decollare. Al termine della puntata Demelza rivela a Ross, che le confessa il suo amore, di aspettare un figlio da lui.

Demelza alla cena di Natale con i parenti del marito

Poldark | La nostra analisi

La serie inglese, basata sui romanzi di Winston Graham, si basa su uno schema non sconosciuto in letteratura e nel linguaggio delle fiction: il protagonista ritorna in patria dopo un passato periglioso e la notizia sconvolge gli stessi parenti, convinti della sua morte. Davanti a lui tutto è cambiato: ha perso l’amore, il lavoro ed è costretto a rimboccarsi le maniche per ricominciare da zero.

Ciò darà il via a tutte le vicende che ruoteranno intorno al perno della serie – il capitano Ross Poldark, e alla sua famiglia – : amori nuovi e passati, gelosie, vecchi rancori, interessi economici capaci di rovinare legami sono gli ingredienti di una storia che da un punto di vista di sceneggiatura rispetta i canoni della fiction in costume.

Di novità, quindi, non si può propriamente parlare. Il livello della recitazione degli attori è medio-alto: i dialoghi non sono lunghi, si cerca l’essenzialità che, tuttavia, in determinati passaggi sembra lasciare spazio a scambi di battute dal sapore di telenovela. Aidan Turner, nel ruolo del protagonista, incarna bene lo stereotipo dell’uomo affascinante, ma dal passato complicato, che con caparbietà cerca di riprendere in mano la sua vita aiutando anche gli altri.

L’attore inglese riesce a comunicare i tormenti interiori del nobile capitano, lo sguardo però sembra il suo punto debole: in momenti diversi della storia si mantiene uguale, a volte quasi inespressivo, e ciò rischia di compromettere la resa complessiva della sua performance.

Aidan Turner è Ross Poldark

Il personaggio più interessante e meglio riuscito è Demelza, interpretato da Eleanor Tomlinson: una giovane donna che nel giro di poco tempo da serva diventa la moglie del nobile Poldark. L’attrice è abile nel saper trasmettere al telespettatore le sue difficoltà nel cambiare vita da un momento all’altro, supportata da una notevole espressività del volto e nei movimenti del corpo, a volte goffi proprio come lo è una donna che in un attimo dal volgo è scaraventata nell’alta società del tempo.

Eleanor Tomlinson nei panni di Demelza

Ad indagare gli stati d’animo dei protagonisti sono spesso le riprese in primo piano: una scelta a cui si fa frequentemente ricorso per dare al telespettatore la possibilità di avvicinarsi ai personaggi, capire più a fondo cosa stanno pensando e cos’è che li agita o li preoccupa interiormente. La telecamera si avvicina gradualmente e cerca di cogliere umori e sensazioni: una differenza rilevante, questa, con il linguaggio delle serie nostrane.

Elizabeth (Heida Reed)

La qualità delle riprese è notevole, elevata dalla valorizzazione dei panorami della Cornovaglia che rendono la serie spettacolare: la regia sceglie, per raccordare blocchi di scene, campi lunghi o lunghissimi che mostrano tutta la bellezza dei paesaggi e anche la loro complessità, con gli alti e rocciosi promontori che cadono a picco sul mare. Il coinvolgimento sensoriale si allarga anche all’udito: la colonna sonora contribuisce a far respirare al telespettatore l’aria del tempo con uno stile classico dove spiccano i violini.

Una ripresa di un promontorio della Cornovaglia

Il prodotto britannico, tranne dunque qualche lacuna nella scrittura e nella recitazione, è complessivamente buono. Lo testimonia anche l’attenta scelta dei costumi, uno dei veri punti di forza della serie: c’è ricercatezza nel restituire il look dei nobili del tempo, ma in particolar modo nel saper descrivere concretamente l’indigenza delle classi più povere della società, abituate a indossare abiti rovinati, laceri e sporchi e a non curare a dovere, per mancanza di risorse, l’igiene personale.

I costumi dell’epoca



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