Élite | dal 5 ottobre la nuova serie spagnola su Netflix


Dal 5 ottobre è disponibile su Netflix la serie Elite. Abbiamo visto le prime puntate e ve le raccontiamo con il nostro giudizio.


Dal 5 ottobre è disponibile su Netflix la serie Élite, teen drama spagnolo nel quale recitano molti attori di La casa di carta. Al centro della vicenda raccontata un omicidio irrisolto e problemi adolescenziali. Abbiamo guardato la prima puntata e ve la raccontiamo.

Angoscia. Angoscia e poco più. Ecco il sentimento che sorge nei primi due minuti e ventisei secondi del primo episodio della serie. Una scena del crimine, un ragazzo terrorizzato, una piscina e una vetrata che il protagonista, Samuel, interpretato da Itzan Escamilla, sporca di sangue appoggiandovi la mano.

Samuel e l’ambiente intorno a lui sono illuminati ora di blu, ora di rosso dal bagliore emesso dalle sirene. Il tutto è un’alternanza di flashback che dalla sala interrogatori della polizia, con la detective che con lo sguardo ed il tono più rassicurante che riesca a produrre dice a Samuel di dovergli porre delle domande, e la scena del crimine. Nel frattempo si sente (presumibilmente) Samuel ansimare.

Netflix – Elite – Itzan Escamilla nei panni di Samuel.

Samuel comincia a spiegare i motivi del suo arrivo nella nuova scuola. La scuola San Esteban, quella che Samu frequentava fino a quattro mesi prima è crollata e i costruttori, per riacquisire il favore della comunità, hanno finanziato tre borse di studio per permettere a tre ragazzi di studiare nella struttura educativa più prestigiosa della città, Las Encinas. Mentre il protagonista spiega ciò, arriva un altro flashback (il terzo in tre minuti) in cui conosciamo sua mamma, una cartomante.

La regia ci mostra il primo giorno di scuola per Samuel e gli altri due ragazzi beneficiari delle suddette borse di studio. Il ragazzo in questione si chiama Christian ed è interpretato da Miguel Herran, uno dei tanti reduci dalle riprese della Casa di Carta che compaiono in questa serie. Il personaggio mostra un umorismo macabro salutando in questo modo Nadia, la ragazza palestinese (interpretata da Mina El Hammani) che aspetta la campanella accanto a Samuel: “Ehi, ciao, bellezza! Oh, scusa non volevo offenderti. Non ti far esplodere!”.

Netflix – Elite – Mina El Hammani e Miguel Herran.

Il teen-drama propone anche atmosfere thriller accanto alle tipiche dinamiche adolescenziali, oramai onnipresenti nella serialità, che hanno luogo all’interno di una scuola superiore: colpi di fulmine, bullismo, isolamento sociale. La commistione di tali ingredienti avviene nella scena in cui Marina (interpretata dall’altra attrice della Casa di Carta, Maria Pedraza) va a parlare con il protagonista. Ma interviene suo fratello Kuzman che, con un suo amico, comincia ad intimidire Samu affinché smetta subito di frequentare la ragazza. Marina è l’unica persona che si sia degnata di dare un cenno di benvenuto ai tre ragazzi nuovi e che, tra l’altro, sembra essersi presa una cotta per Samuel.

Bella, seppur breve, è la scena in cui Nadia viene convocata nell’ufficio della preside. Il capo dell’istituto le spiega che in quella scuola non è permesso indossare accessori. “Il mio hijab non è un accessorio e comunque tutti portano qualcosa: borse costose, orologi d’oro…” la preside la interrompe spiegando che tali accessori non significano niente ma la ragazza insiste.

Nelle scene seguenti vengono condensate molte informazioni: si scopre che Samuel ha un fratello maggiore, Nano (interpretato da Jaime Lorente, Denver ne La Casa di Carta nonché attore della soap Il Segreto) che è appena tornato a casa dopo un soggiorno in carcere.

Nano porta il fratellino a imbrattare un muro esterno della casa appartenente al costruttore della vecchia scuola crollata. Viene organizzata la “festa del debutto” di Marina: Samu, Christian e Nadia, in un modo o in un altro vengono invitati. Quando Marina presenta Samuel a suo padre, questo gli stringe la mano e gli chiede con quale faccia si presenta in casa sua dopo avergli scritto (parte di) un insulto sul muro.

Netflix – Elite – Itzan Escamilla e Jaime Lorente.La scena riprende con un intrigo: Guzman (Miguel Bernardeau) e la sua fidanzata, interpretata dalla star messicana Danna Paola, vogliono rovinare Nadia per un motivo non estremamente chiaro: forse perché li ha sorpresi a fare l’amore nello spogliatoio della piscina di scuola o forse perché fa concorrenza alla ragazza per il titolo di prima della classe.

Il padre di Marina ricatta Samuel: se non poserà con lui in una foto, insieme ai suoi compagni esuli dalla vecchia scuola, denuncerà suo fratello per l’atto vandalico; scopriamo così che Nano non ha finito di scontare la pena ma è in libertà vigilata. Una delle scene seguenti è una pugnalata al cuore. Riunione di famiglia durante la festa: Marina spiega a sua madre il motivo per cui il papà avesse tenuto alla presenza dei tre ospiti e poi la rivelazione. Si scopre che Guzman è così protettivo nei confronti di sua sorella perché l’ultimo borsista de Las Encinas l’ha sedotta e contagiata… Scopriamo che Marina è sieropositiva.

Nano, va a prendere suo fratello alla festa e ha uno scontro, più che verbale, con Guzman che prima minaccia di rendere la vita di Samu un inferno ma poi ritratta per la contro-minaccia di Nadia: non ha dimenticato di averlo sorpreso a fare sesso a scuola.

A tre minuti dalla fine del primo episodio torniamo alla sera dell’omicidio. Samuel continua ad ansimare sulla scena del crimine e la detective è accanto a lui. Ci sono delle macchie di sangue che formano delle impronte sul pavimento della piscina della scuola. Vediamo in faccia la vittima (della quale non riveliamo l’identità per evitare spoiler).

Poi, via, di nuovo alla scena del ritorno a scuola di Samuel dopo che Marina era andata a casa sua a dirgli di non preoccuparsi. Preoccuparsi per quale motivo? Per le minacce di suo fratello Guzman, ovviamente. Tra l’altro, quando Marina va a trovare Samu a casa conosce meglio Nano e tra i due sembra scattare una scintilla.

Torniamo a scuola: c’è un cenno d’intesa tra Samuel e Marina, poi di nuovo un flashback in piscina nella sera dell’omicidio e ancora a scuola nel giro di pochi secondi. Marina si allontana. Confusione.

Netflix – Elite – Itzan Escamilla.

L’ultimo fotogramma? La presunta arma del delitto presentata come un oggetto piuttosto secondario all’inizio della puntata. Nel complesso la serie, a giudicare dalla prima puntata, non è male: qualche vuoto narrativo (che potrebbe essere colmato nel seguito della serie), qualche evento forse, avrebbe potuto essere presentato in maniera un po’ meno banale.

Infine: per il genere teen-thriller-drama, cinquantacinque minuti potrebbero risultare eccessivi, specie per una serie da otto puntate.



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