La Compagnia del Cigno serie tv su Rai 1 | conferenza stampa


La Compagnia del Cigno. La conferenza stampa della serie diretta da Ivan Cotroneo in onda dal 7 gennaio su Rai 1. La vicenda è basata su un gruppo di giovani appassionati di musica classica.


Milano, Cinema Anteo. La conferenza stampa della nuova serie in onda su Rai1, La compagnia del cigno, ideata da Ivan Cotroneo non poteva non svolgersi nel capoluogo meneghino, dove in parte è stata ambientata e girata. Luogo cardine è, infatti, il conservatorio Giuseppe Verdi. Le prime due puntate vanno in onda il 7 e l’8 gennaio 2019.

Nel cast ci sono Alessio Boni, Anna Valle, Alessandro Roia, Carlotta Natoli, Francesca Cavallin, Stefano Dionisi, Giorgio Pasotti, Marco Bocci, Rocco Tanica, Claudia Potenza. Con la partecipazione di Giovanna Mezzogiorno. La produzione è della Indigo Film in collaborazione con Rai Fiction.

Ecco tutte le dichiarazioni degli intervenuti alla presentazione della fiction che inaugura la stagione della serialità di Rai1.

Prende la parola il sindaco di Milano Beppe Sala:

Grazie per l’atto di fiducia nei confronti di Milano. Questa fiction è molto rappresentativa della nostra città: i luoghi dicono tanto, ma vi sono anche altri due aspetti: la cultura milanese e, infine, i valori ambrosiani. La presentazione casca nel giorno in cui Milano e la sua provincia hanno scalato la classifica risultando tra la più vivibile d’Italia. È un segno del fatto che Milano sta andando avanti. Il merito è mio e della giunta in maniera infinitesimale, ma soprattutto dei milanesi, i quali hanno accettato la sfida di coniugare la storia di questa città con la proiezione verso il futuro e la contemporaneità. Milano si deve confrontare con il resto del Paese, ma il vero confronto è quello con le città del mondo”.

Prende la parola il direttore di Rai Fiction Tinny Andreatta: “uno dei nostri obiettivi è di raccontare la diversità del Paese. Milano l’avevamo sfiorata, ma non era mai stata protagonista. Una città diventa quasi ispiratrice, un luogo dove quel racconto avviene perché connesso a quella cultura e alle modalità di vivere di quella località. Per noi questa città è una capitale internazionale, uno di quei luoghi preziosi sia per il piccolo che per il grande schermo perché possono avvenire delle storie che riguardano i giovani, che trovano in Milano il loro luogo d’elezione per il suo essere moderna senza dimenticarne la storia antica. Con La compagnia del cigno raccontiamo un romanzo di formazione, una storia che parla di come sia difficile la crescita, ma anche di talento e disciplina. Ci si trova di fronte a un plot che, attraverso l’utilizzo della musica classica come qualcosa che appartiene alla vita di oggi, riesce a essere estremamente divulgativo. Il lavoro musicale di questa serie è molto complesso e proprio l’ibridazione della musica classica con quella odierna e la colonna sonora – a cominciare dalla sigla di Mika – è una delle cifre principali di questo racconto“, dice la responsabile di Rai Fiction.

La Andreatta continua: “Seguiamo i protagonisti nelle loro difficoltà di diventare grandi. E, in questo, la serie inevitabilmente riguarda gli adulti. La chiave è molto potente: gli adolescenti sono un po’ dei supereroi di oggi. Da un lato ognuno di loro ha delle fragilità e un talento, dall’altro, insieme, diventano una forza, che è quella dell’amicizia. La musica diventa metafora della nostra storia.
Il cast è invidiabile, è difficile avere tutti insieme interpreti di altissima qualità, a cominciare da Alessio Boni, Anna Valle, Alessandro Roia, Rocco Tanica e tanti altri non presenti a questa conferenza stampa. Loro fanno da corona a sette ragazzi che sono dei musicisti veri.
Abbiamo dato vita a una storia corale, che, però, ha un perno nella figura del maestro Marioni-Boni, il quale testimonia come per crescere sia importante anche la disciplina. In un mondo in cui le figure parentali e i buoni maestri non sono tanti, ci è sembrato fondamentale narrare una storia che ha al centro un buon maestro”
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Interviene Francesca Cima, produttrice di Indigo Film: “La serie rappresenta un percorso iniziato anni fa lavorando con Ivan Cotroneo. Siamo entrati nei conservatori e nelle scuole di musica, constatando come fossero dei mondi a parte, ma anche molto connessi con la contemporaneità osservando persone che si impegnavano per costruire un futuro. Parallelamente alla messa in onda ci saranno un progetto discografico e uno letterario”.

Prende la parola il regista e ideatore Ivan Cotroneo: “La compagnia del cigno è una serie sull’amicizia, ma quando sono emozionato non riesco a spiegarmi benissimo, per cui ho pensato che avrei potuto chiedere a un amico di dire qualcosa a riguardo”.

Assistiamo a un video di Mika nel quale l’artista dice:

“Sono molto felice di poter parlare di questo progetto molto importante per me. Al centro ci sono sette ragazzi che hanno fatto dei sacrifici molto grandi per seguire la passione della musica. Spesso non si parla di un aspetto, la disciplina, e qui viene affrontato benissimo tratteggiando il mondo speciale, doloroso, affascinante che è il conservatorio. Anch’io l’ho frequentato, a Londra, dagli otto ai ventuno anni, quando sono uscito per realizzare il mio disco per cui mi sento parte de La compagnia del cigno. Sono andato nel mondo per cercare la mia strada, sapendo che la musica classica non era ciò che avrei coltivato.
Ho scritto la canzone della sigla pensando a questi ragazzi e a me stesso, avendo realizzato che quel periodo è stato per me un privilegio perché ho potuto dedicarmi alla musica a livello più alto possibile. Ho voluto scrivere una canzone d’amore, non solo tra due persone, ma anche per la musica. Il brano si intitola ‘Sound of orchestra’, il suono dell’orchestra”.

Riprende il regista: “voglio ringraziare Mika, stavamo lavorando al suo show, gli ho detto di aver in mente questo progetto sulla musica. I sette ragazzi protagonisti hanno delle ferite da superare e molte relazioni difficili col mondo adulto. Con Monica (Rametta, la co-sceneggiatrice) abbiamo deciso di raccontare la forza della collettività e dello stare insieme. I loro superpoteri si vedono per la prima volta quando fanno gruppo”.

Poi Cotroneo continua: “Questi ragazzi non si ritrovano insieme per un caso, ma per la volontà di una persona, Luca Marioni. Volevo omaggiare la figura del maestro, un sostantivo bellissimo, antico, svalutato oggi. Desideravo raccontare come un maestro possa cambiare la vita di un ragazzo. È stato così per me quando ho cominciato a studiare sceneggiatura con Suso Cecchi D’Amico e Giorgio Arlorio ed è così per i ragazzi della serie, che incontrano un maestro duro, a volte spietato, che non è accondiscendente. È la chiave di accesso alla vita per i giovani studenti.
Devo ringraziare Alessio Boni per aver reso così bene questo personaggio. I miei maestri di vita sono incarnati perfettamente da Alessio. Non abbiamo bisogno di un eroe, ma abbiamo bisogno di lavorare sotto la guida di uno o più maestri con cui dialogare, riconoscendo che stanno facendo qualcosa per far stare le nostre vite in piedi”.
La prima testimonianza del cast arriva proprio da Boni: “davvero parte tutto dal Conservatorio Giuseppe Verdi di Milano, in cui Verdi non era stato ammesso, ma poi i milanesi ne hanno riconosciuto il talento, l’arte, quello che ha fatto per il mondo e quando è venuto a mancare, hanno posto dei sacchi di yuta con la paglia sotto gli zoccoli dei cavalli perché ci fosse il religioso silenzio durante il trasporto della sua salma.
Quando Ivan mi ha proposto questo personaggio ho accettato subito perché la musica esprime il meglio di noi. Queste sette note sono fondamentali nell’esistenza di ognuno. La Rai ha avuto coraggio, raramente si sente la musica classica per due minuti in una fiction tv. Parte tutto da cosa eravamo, dal buon senso dei nostri genitori. Mia nonna mi diceva che, nella scelta dei maestri, si selezionava nel Paese quello più severo. Figuriamoci un maestro – come quello di cui ho avuto l’onore di interpretare, scritto magnificamente – che insegna l’arte per eccellenza: la musica. Fuori saranno diecimila volte più spietati di lui”.
Poi continua: “Ho aderito a questo progetto con un entusiasmo incredibile perché raramente mi sento così contagiato in personaggi delle serie. La musica, la dedizione, il talento vengono troppo poco affrontati. Si parla dei giovani troppo spesso come degli sdraiati di Michele Serra. I ragazzi hanno bisogno dei no, dei binari e vanno avanti su quei binari, non mollano e tengono duro. 

Questi attori giovanissimi si sono dati anima e corpo. Loro sono il quadro, io e gli altri colleghi siamo solo la cornice, magari bella, ma loro sono i colori.
Amate l’arte perché, ricordatevi, tra tutte le menzogne che ci sono nella vita, è quella che mente meno“.

Ascoltiamo Anna Valle, che dà volto a Irene, la moglie del prof. Luca Marioni: “Ivan mi ha raccontato di quest’idea e io me ne sono innamorata. Alessio è stato un compagno di lavoro straordinario. In ogni scena c’era molta carne al fuoco e abbiamo sviscerato ogni aspetto. Il progetto in sé è qualcosa di magico e speciale”.
A ruota segue Alessandro Roia: “I ragazzi, quasi tutti, non sono attori professionisti, ma musicisti professionisti. È stato impressionante vedere la capacità di trasferire la loro educazione allo studio sul set. Hanno dimostrato e insegnato un’attitudine quasi perfetta. Sembrano un gruppo di amici e Ivan è stato un alchimista in questo. 
Spesso in Italia non si raccontano i giovani che danno speranza e sono la parte positiva della nostra società. La Compagnia del Cigno non è solo un racconto di speranza, ma di realtà che sta nei comportamenti, nell’educazione all’arte e alla cultura. Questo si deve fare nel servizio pubblico”.
Parlando di musica, non poteva mancare Rocco Tonica: “ho frequentato il conservatorio, ne sono uscito nel 1981, detestandolo. È stato un rancore che mi sono portato dentro. Forse perché non avevo scelto di farlo in quel modo.
Lavorare a questa serie, mi ha aiutato a riconciliarmi con quel luogo, con le persone e le idee. Mi sono ritrovato – merito pure di ciò che si sviluppa all’interno della fiction – a essere conscio di una verità che avevo dimenticato: la regola rende liberi. Il che significa che bisogna imparare come funziona un meccanismo per essere liberi di disconoscerlo, se necessario.

Ricordo che ai miei tempi era impossibile parlare di qualcosa che non facesse parte del repertorio classico. Il maestro Marioni della serie parla della continuità tra la musica classica e quella pop”.

Tocca a Ivan Cotroneo presentare i sette ragazzi de La compagnia del cigno, che con emozione raccontano la propria esperienza.

Leonardo Mazzarotto: “mi piace pensare che tutto quello che ho fatto nella vita mi ha portato qui. Siamo diventati un gruppo di amici grazie a Ivan”.
Fotinì Peluso: “grazie a Ivan, Monica e a tutti gli attori, in primis ad Alessio.
Mi sono resa conto, rivedendomi, di quanto sia importante che, avendo dato vita a un lavoro di gruppo, venisse un bellissimo prodotto pure per gli altri. Ho capito subito l’importanza del progetto ed è stata una soddisfazione portarlo a termine insieme a tutti gli altri per i quali nutro un profondo affetto”.
Hildegard De Stefano: “ho sentito una responsabilità sia per i valori che vogliamo comunicare alla nostra generazione, sia per lo spazio dato alla musica classica, che ha sempre avuto un ruolo importante per ciò che mi riguarda”.
Ario Nikolaus Sgroi: “sono diventati i miei migliori amici”.
Emanuele Misuraca: “vorrei ringraziare anche la nostra coach”
Chiara Pia Aurora: “abbiamo condiviso soprattutto la quotidianità, a volte non riuscivamo neanche a distinguere se stessimo recitando o meno”.
Francesco Tozzi: “sono molto orgoglioso di aver preso parte a questo progetto”.

Non è una fiction da vedere ma anche da leggere ci viene detto.

Infatti, dal 15 gennaio saranno disponibili sette volumi su ciascuno dei sette protagonisti, una sorta di prequel sul passato dei giovani prima del loro arrivo al Conservatorio di Milano. È previsto anche un ottavo romanzo conclusivo che tirerà le fila della storia mediante la narrazione della direttrice. Si tratta di un esperimento di crossmedialità.
La conferenza stampa si conclude qui.
Appuntamento su RaiUno a lunedì 7 e martedì 8 gennaio alle 21,25 per le prime due puntate. 



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