Spot in TV, Dario Vergassola e Polizia per la sicurezza stradale


Spot in TV, Dario Vergassola e Polizia per la sicurezza stradale. Estate periodo di esodo estivo, un momento in cui fare ancora più attenzione alla sicurrezza stradale. Il comico e presentatore è il protagonista della campagna #seisicuro. La nostra analisi


È anche per questo che la Polizia di Stato ha scelto la fine di luglio per mandare in onda gli spot della campagna #SEISICURO, con protagonista Dario Vergassola. Ci si muove di più alla guida, sono maggiori le possibilità di essere imprudenti: la sicurezza stradale prima di tutto.

Gli ultimi dati sugli incidenti – freschi di pubblicazione – ribadiscono con chiarezza che tra le principali cause di incidenti stradali ci sono la guida sotto l’effetto di alcol e droghe, l’alta velocità e la distrazione da smartphone.

Alla vigilia del grande esodo estivo, dunque, la Polizia ha voluto sensibilizzare gli automobilisti per cercare di ridurre al minimo il prezzo in vite umane degli spostamenti di milioni di persone. Consigli, tuttavia, validi in ogni momento dell’anno e in tutte le occasioni in cui ci si mette alla guida.

La campagna #SEISICURO è stata pensata in tre spot e l’espediente scelto per arrivare al pubblico – soprattutto ai ragazzi – stavolta è l’ironia. Siamo abituati a messaggi di questo tipo che puntano sulla drammaticità delle conseguenze legate ai comportamenti inadeguati, come la morte di persone care o i gravi danni a sé stessi. Scene tragiche, musiche toccanti e la voglia di fondo di scuotere emotivamente i destinatari del messaggio.

In questo caso, rimangono tutti i drammi potenziali – tristemente reali e tangibili – ma rimangono più sullo sfondo, presentati con una veste più leggera e con un linguaggio meno paternalista nella forma.

Insomma, la Polizia e lo Stato provano a sedersi vicino agli automobilisti, a parlargli da amici fraterni più che da genitori severi. Come se volessero dire: “Non vogliamo impartire lezioni solenni, ma di certe cose bisogna esserne consapevoli, perché accadono, che piaccia o meno. E una volta accadute, è troppo tardi per tornare indietro”.

In questo, l’ironia di Dario Vergassola i soggetti scelti per i tre spot sono piuttosto efficaci. Nel primo, il comico e conduttore entra in auto di fianco ad un guidatore che prova ad avviare il motore in preda ai fumi dell’alcol. È talmente poco lucido da non riuscire neanche ad inserire la chiave nel blocco d’accensione.

Vergassola prova a destarlo dallo stato confusionario: “Sei sicuro? Se guidi sotto gli effetti di alcol e stupefacenti, non hai la consapevolezza del tuo stato di alterazione”. Dandogli un buffetto, gli dimostra i tempi di risposta lunghissimi, poi passa alla vista completamente azzerata. Dopo, mostra un atteggiamento più amichevole e si fa ironico.

Gli dice che in quello stato farà di sicuro grossi errori. Come finire nel paesino fittizio e rurale di Ribosca, in una fattoria dove dovrà accettare turni di lavoro di venti ore, per poi dormire in terra, sul fieno umido. Complice la musica, la minaccia appare come un’amichevole presa in giro.

Il secondo spot calca ancora di più sull’ironia. Un altro giovane guidatore si sta spostando in macchina, quando lo smartphone richiama la sua attenzione con una notifica. D’istinto, il ragazzo fa per prendere il telefono, ma Dario Vergassola lo ferma, dal sedile del passeggero. “Sei sicuro? Per cosa, poi? Risponderai distrattamente, lei penserà che la vuoi lasciare e a consolarla arriverà Marco”, inizia ad incalzarlo. Fino a prefigurargli la solitudine totale che lo porterà ad arruolarsi nella legione straniera.

Nell’ultimo spot, a guidare è una donna. Pressata dagli impegni quotidiani, sfreccia a velocità molto alta e senza cintura di sicurezza. Dario Vergassola torna per punzecchiarla con il suo piglio: “Sei sicura? Per fare cosa? Rientrerai a casa prima, non troverai tuo marito e inizierai ad inveire contro di lui. Il pugile vicino di casa, infastidito, verrà a protestare da te e in quel momento rientrerà tuo marito. Nascerà un curioso qui pro quo, che gli costerà gli incisivi e sei mesi di cibi liquidi”.

#SEISICURO ha il merito di riuscire a far riflettere giocando con ironia su situazioni in cui gli automobilisti possono riconoscersi. Le esagera, le porta all’estremo, ma il modo in cui sta in video rende efficaci i messaggi che vuole mandare.

Campagne come questa hanno la difficoltà di fondo di trovare il modo di incidere sui problemi di cui parlano. In sostanza, il problema è che non basta ripetere le prescrizioni per colpire lo spettatore ed essere certi di sortire effetti.
La freschezza di #SEISICURO riesce a fare un passo in più verso gli automobilisti, trova un punto di contatto agevole per catturare l’attenzione e aggiungere piacevolezza al messaggio.



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