Spot in tv: gli ammiccamenti di Uliveto e Rocchetta


Via i testimonial famosi, Uliveto e Rocchetta puntano su uno spot la cui attrazione non sia il nome dei personaggi coinvolti. In compenso, l'effetto che ne consegue, si rivela piuttosto fastidioso.


Promuovere l’acqua attraverso ammiccamenti e riferimenti alla sfera sessuale, piuttosto palesi: la campagna di Uliveto e Rocchetta ha rinunciato agli uccellini e ai bambini.

La scena è piuttosto classica; un uomo che, tornando dal lavoro, chiede alla moglie cos’ abbia preparato per cena. Uno stereotipo abusato dalla pubblicità negli anni, in quanto scena che appartiene alla nostra quotidianità. Qui però,  viene ulteriormente caricato, senza che tra l’altro vi sia alcun intento ironico dietro.
La moglie infatti, sembra uscita dagli anni ’60, da un’ ambientazione à la Pleasentville: candido giro di perle al collo, vestito azzurro a pois bianchi, messa in piega perfetta, trucco che si vede ma non eccede. Tanto eterea questa creatura, che la signora non può che essere bionda. Ed evidentemente la signora è anche molto calorosa, dato che mentre lei è a braccia scoperte, il marito indossa giacca e camicia.
Risulta subito chiaro che c’è una qualche occasione speciale in cantiere, motivo per cui la mise elegante della donna. Anche se, certo, si potrebbe obiettare che una donna che vive nell’anno 2018 non si veste così.
Ad ogni modo, l’arcano viene presto svelato: una cena speciale. Composta da pietanze afrodisiache: tartine al caviale, ostriche, quel “formaggio francese che ti piace tanto”, tutto sottolineato con occhiatine sensuali che sono preludio di ben altro.
Davanti a tanta sorpresa di benvenuto a casa, il marito si pone un’unica domanda, e cioè: ma chi paga? Sicuramente non la risposta che lei si aspettava, ma la donna comunque non demorde: pagano Uliveto e Rocchetta, attraverso i montepremi dei biglietti messi in palio. Naturalmente spetta alla moglie reclamizzare l’acqua mostrando le due bottiglie alla telecamera: intanto il coniuge la guarda con aria stranita, mani sui fianchi.  Perché forse non è convinto fino in fondo che i soldi usati, davvero, non siano i suoi.

Uno spot che punta sugli stereotipi, con l’aggravate che siano stereotipi di coppia di tempi passati, nemmeno attuali. Come se non bastasse, non sono funzionali nemmeno a una risata, che quantomeno ne avrebbe giustificato l’utilizzo.
Esempio di una sessualizzazione gratuita che pervade ogni ambito della comunicazione, la campagna promozionale di Uliveto e Rocchetta non passa inosservata: purtroppo però, per i motivi sbagliati.



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