Spot in tv: le verità improvvise della pasta Garofalo


"Buona pasta non mente": è questo lo spot con cui l'azienda Garofalo si promuove in tv. Il pastificio infatti ha appena lanciato la sua campagna promozionale, il cui slogan ricalca il celebre modo di dire.


Se però nell’espressione “buon sangue non mente” si fa riferimento a una somiglianza caratteriale tra familiari, sia in positivo che in accezione negativa, nello spot Garofalo il significato è un altro.

Lo slogan non punta sulla tradizione della pasta, ma intende il verbo “mentire” in senso letterale. E cioè: la Garofalo è così buona che chiunque, appena la assaggia, non riesce a tacere.
Protagonista dello spot, una famiglia composta da madre, padre e bambino. Riuniti a tavola, si raccontano la giornata: alla domanda della mamma però, il bimbo glissa. Non ha niente da dire riguardo la sua giornata a scuola, e il papà ne giustifica la risposta a monosillabi: meglio lasciarlo stare. Insomma: se non racconta niente, evidentemente è perché non è avvenuto nulla che fosse degno di nota.
Invece, appena il figlio inizia a mangiare la pasta, avviene la magia: il tempo di un’espressione di stupore per la bontà, che le parole escono dalla bocca come un fiume in piena. La verità, spiega, è che lui a scuola non si diverte: mica come il papà, che ogni pomeriggio “si diverte con la maestra di italiano”.
All’espressione sbigottita della madre, il figlio continua: “All’uscita non smettono mai di ridere come due scemi”. A questo punto l’attenzione si concentra sul padre, a sua volta sbiancato in volto: l’uomo tenta di giustificarsi, buttandola sulla poca avvenenza dell’insegnante. Il classico “ma l’hai vista quella là?”, lasciando intendere che la moglie sia più bella. Ma purtroppo, anche lui sta mangiando la pasta: la magia si ripete.
Un istante per mettere la forchetta in bocca e, appunto, “buona pasta non mente”: “È quell’ altra che è uno schianto”. La maestra di matematica, altro che quella di italiano.

Un siparietto divertente, ma in quanto cinico. Allo stesso tempo, quel cinismo che provoca ilarità, lascia l’amaro in bocca allo spettatore: un po’ per l’improvvisa verità che aleggia sulla tavola, segno che prima i rapporti erano all’insegna della menzogna, un po’ per la complicità che dimostrano padre e figlio: una complicità che riguarda un tradimento, se non reale quantomeno ideale. O comunque, più in generale, un’intesa ai danni della mamma.
Garofalo sa che le famiglie non sono un’entità perfetta: forse senza nemmeno volerlo, ne ha svelato il lato triste con l’intenzione di strappare un sorriso.
La campagna è di PesceRosso Comunicazione e Design.



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