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M di Michele Santoro | 10 maggio 2018 | Prima puntata in diretta

M di Michele Santoro | 10 maggio 2018 | Prima puntata in diretta. L'esordio del terzo ciclo di M, il talk-show di approfondimento in onda su Rai3. Si è parlato dei dubbi che ancora aleggiano attorno al sequestro e all'uccisione di Aldo Moro
Alessandro De Benedictis

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M di Michele Santoro | 10 maggio 2018 | Prima puntata in diretta. L'esordio del terzo ciclo di M, il talk-show di approfondimento in onda su Rai3. Si è parlato dei dubbi che ancora aleggiano attorno al sequestro e all'uccisione di Aldo Moro
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Il format scelto per la ricostruzione è a metà strada tra l’inchiesta-documentario, la fiction e il teatro. In studio, tra gli altri, Remo Girone nei panni di Giulio Andreotti, Gaetano Aronica nei panni di Aldo Moro e Andrea Tidona in quelli di Licio Gelli. Nelle prossime puntate, Bobo Craxi impersonerà suo padre Bettino e ci sarà spazio anche per Christian Burruano, recentemente impegnato ne “Il Capitano Maria” su Rai1.

Al racconto giornalistico hanno partecipato Annalisa Chirico, Marco Damilano, Stefania Limiti e Lanfranco Pace, insieme a Ilaria Moroni (formatrice e scrittrice).

– Di seguito potete ripercorrere la diretta della puntata –

L’introduzione è un monologo di Michele Santoro sullo spessore umano intellettuale di Aldo Moro. Simbolo di una politica fatta di idee, passioni e visione, contrapposta a quella meschina e senza volori di oggi.

Poi subito una prima parte della mini-fiction che ricostruisce il clima politico al momento del sequestro Moro. Giochi di potere, dossier, inchieste giornaliste come quella sullo scandalo Lockheed.
Si lascia trapelare l’idea del coinvolgimento della CIA, di Licio Gelli e della Massoneria, dei Servizi Segreti, nell’avvelenamento del clima in cui Aldo Moro lavorava per cambiare la politica e i rapporti tra gli Stati con il “compromesso storico”. Contemporaneamente, il confronto e le discussioni politiche si esasperavano in vista del compromesso e le Brigate Rosse decidevano di alzare il tiro.

Questa mini-fiction – molto curata – tende a mettere in risalto la complessità e la fumosità della situazione. E avanza i primi dubbi sulla ricostruzione, evidentemente ritenuta semplicistica, di un’azione orchestrata solo dalla Brigate Rosse.
In particolare, si parla di un comportamento poco chiaro degli inquirenti la mattina del sequestro di Aldo Moro in Via Fani, a Roma. O della possibilità che nell’agguato fossero coinvolti dei professionisti particolarmente abili.

Al rientro in studio, Michele Santoro introduce Stefania Limiti, giornalista e scrittrice che si è occupata spesso del caso. Con lei parla delle ricostruzioni balistiche e delle perizie fatte per chiarire cosa successe durante il sequestro.

Secondo la Limiti, da quanto riportato nella ricostruzione sembra improbabile che le BR abbiano potuto mettere sparare i 49 colpi con cui è stato condotto l’agguato. Perché non avevano né le armi né l’addestramento adeguati.

Dopo di lei interviene Marco Damilano, Direttore de L’Espresso. Mette in risalto alcune lacune su quanto sappiamo degli spostamenti delle forze dell’ordine: o avevano fiutato qualcosa, oppure è difficile pensare che avrebbero potuto arrivare così presto in Via Fani.

Annalisa Chirico – giornalista de Il Foglio – dice che è un caso troppo articolato e lontano nel tempo per avere la pretesa di chiarire ogni dubbio e far concordare tutte le ricostruzioni. Ribadisce, tuttavia, la difficoltà di comprendere perché lo Stato abbia sottovalutato la minaccia pendente su Aldo Moro (non gli era stata concessa nemmeno l’auto blindata), che in quei giorni era palesemente in pericolo.

Ora una finestra “teatrale” sulla vicenda: Michele Santoro intervista Giulio Andreotti, impersonato da Remo Girone.
Le domande sono sull’atteggiamento ambiguo dell’allora Presidente del Consiglio e sulle dichiarazioni rilasciate in quei giorni. Nello specifico, cerca chiarimenti sul ruolo del Segretario di Stato USA, Henry Kissinger.
Sembra che il Segretario Kissinger avesse chiesto in maniera decisa a Aldo Moro – durante un viaggio in USA di pochi mesi prima – di abbandonare la sua idea di compromesso storico.
La notizia trova conferma sia nei racconti della moglie di Aldo Moro sia in alcuni documenti desecretati di recente, secondo quanto riposrtato in studio da Sara Rosati.

Ospite in studio il Generale Paolo Inzerilli, ex-capo dell’Operazione Gladio, un’organizzazione para-militare italiana, promossa anche dalla Nato e alle dipendenze del Capo di Stato Maggiore della Difesa. Si trattava di un’organizzaizone segreta di cui erano in pochissimi erano a conoscenza: il suo compito era quello di contrastare eventuali operazioni sovietiche portate avanti sottotraccia. Gladio operava già anni prima del sequestro di Aldo Moro.
I dubbi relativi all’Organizzaizone Gladio sono due: sembra che il Colonnello Camillo Guglielmi – ai vertici dell’organizzaizone – era dalle parti di Via Fani al momento del rapimento; l’Organizzazione Gladio fece una strana esercitazione poco prima della vicenda Moro, che prevedeva proprio il trasporto di prigionieri.

Il Generale Paolo Inzerilli rivendica il lavoro fatto dall’organizzaizone solo al servizio dello Stato. Nega che il Colonnello Camillo Guglielmi facesse parte di Gladio e che fosse a conoscenza della sua esistenza. Conferma, invece, il fatto che l’Organizzazione Gladio fosse infiltrata da una sottostruttura di stampo fascista. Si trattava si una sottostruttura fuori controllo.

Il giornalista Lanfranco Pace, sollecitato da Michele Santoro, parla delle Brigate Rosse e della loro attività. Mette in risalto come lo Stato e la Polizia fossero particolarmente deboli in quel momento.

Adesso Diego Verdegiglio impersona Francesco Cossiga, all’epoca Ministro dell’Interno. A lui si rivolse spesso Aldo Moro nelle sue lettere dalla prigione. Proprio una di queste lettere viene letta da Gaetano Aronica, che impersona Aldo Moro. Cossiga è un’altra figura sul cui immobilismo sono sorti molti dubbi nel corso degli anni.
Per la parte teatrale, Lucia Mokbel viene impersonata in studio durante l’interrogatorio sul presunto covo delle Brigate Rosse in Via Gradoli a Roma. Le indagini relative a quell’appartamento furono portate avanti in maniera approssimativa e inspiegabilmente lacunosa.
Ne parlano anche Annalisa Chirico e Marco Damilano. La Chirico tende a porre l’accento sulla totale impreparazione degli investigatori, mentre Damilano (insieme a Michele Santoro) prova a mettere in risalto le strane contraddizioni della condotta investigativa in quei giorni.
Di nuovo fiction, ora. Questo spezzone si concentra su uno strano fatto avvenuto la mattina del rapimento di Aldo Moro: alcuni ascoltatori di Radio Città Futura, per alcuni secondo sentirono una conversazione in cui si diceva che a breve sarebbe stato rapito Moro.
Anche in questo caso, si parla di Giulio Andreotti, di Francesco Cossiga, dei Servizi Segreti. Telefonate di informatori e rivelazioni a cui seguirono condotte (o la mancanza di condotte) non sempre spiegabili in maniera lineare. Di nuovo, emergono tutti i dubbi di giornalisti, militanti politici e gente comune sul coinvolgimento esclusivo delle Brigate Rosse.
Emergono, inoltre, altri elementi: alcuni bossoli ritrovati in Via Fani venivano usati anche dall’Esercito; il Colonnello Camillo Guglielmi (presente nella stessa via) era esperto di imboscate; la zona era stata sorvolata da un elicottero bianco senza distintivi, di cui non si seppe più nulla nemmeno al livello radar.

Ma la cosa più importante che viene presentata tramite la fiction è la ricostruzione del giornalista Mino Pecorelli, all’epoca dei fatti Direttore dell’Agenzia “Osservatore Politico”.
Tramite una rete di informatori segreti, aveva ricostruito la faccenda dicendo che la “linea della fermezza” (nome con cui venne indicata la scelta, tra gli altri, del governo e della DC di non trattare con le BR e di rimanre immobili) era avvenuta perché, se le Brigate Rosse fossero andate fino in fondo, sarebbe stato meglio per tutti. Americani compresi. Si tratta di una ricostruzione mai confermata e che lascia ancora oggi molte domande aperte. Anche perché, Mino Pecorelli venne ucciso nel 1979 in circostanze poco chiare.

La puntata di questa sera si chiude qui. Il racconto della vicenda Moro continuerà nella prossima puntata di M, giovedì prossimo.


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Quarto Grado anticipazioni 26 marzo: il caso di Benno e la scomparsa di Alessandro e Stefano

Il nuovo appuntamento si sofferma soprattutto sulla scomparsa di Alessandro e Stefano e sul caso dei coniugi di Bolzano.
Sveva Loriano

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Quarto Grado 26 marzo anticipazioni
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Torna Quarto Grado con la puntata del 26 marzo 2021 dedicata soprattutto ai casi di Alessandro Venturelli e Stefano Barilli. Si tratta di due ventenni di Sassuolo e Piacenza scomparsi nel nulla da alcuni mesi.

La puntata poi si sofferma anche sulla coppia di Bolzano, per esaminare quale sia stato il piano letale del figlio Benno Neumair.

Il programma è condotto da Gianluigi Nuzzi e Alessandra Viero in prima serata su Rete 4.

Quarto Grado 26 marzo Alessandro e Stefano

Quarto Grado 26 marzo: aggiornamenti caso Venturelli-Barilli

Quarto Grado torna con la puntata di questa sera, venerdì 26 marzo 2021, sulla vicenda di Alessandro Venturelli e Stefano Barilli. Alessandro è scomparso da tre mesi, Stefano dagli inizi di febbraio. I due ragazzi non si conoscevano ma esiste una foto scattata alla stazione centrale di Milano che sembra ritirarli insieme. E questa foto mostra addirittura che i due ragazzi sembravano indossare un cappotto scuro molto simile.

Questi elementi hanno fatto pensare che dietro la scomparsa possa esserci l’ipotesi di una psico-setta che abbia manipolato la personalità dei ragazzi.

Venturelli ha 21 anni, è di Sassuolo ed è scomparso da casa nel quartiere di Rometta nel pomeriggio del 5 dicembre 2020. Una telecamera lo aveva ripreso mentre si allontanava dalla sua abitazione con uno zaino di pelle nera in spalla.

Numerose le segnalazioni che sono arrivate non solo alla redazione di Quarto Grado ma anche a Chi l’ha visto? Inoltre è stato reso noto che Raoul Casadei, il compositore recentemente scomparso, aveva avvertito i genitori del ragazzo dopo aver visto la foto segnaletica. Non solo ma Casadei senior avrebbe addirittura chiacchierato con il giovane Venturelli sulla spiaggia di Cesenatico.

Gli inquirenti non hanno abbandonato nessuna ipotesi. Naturalmente neanche quella della setta che li avrebbe manipolati. Al momento tutte le piste investigative sono aperte e si stanno raccogliendo ulteriori testimonianze.

Quarto Grado 26 marzo Benno Neumair

Quarto Grado: nuove dichiarazioni di Benno

Al centro della puntata torna anche il caso di Peter Neumair e Laura Perselli, i due coniugi di Bolzano che sono stati uccisi dal figlio Benno. Il giovane ha confessato ed ha fornito anche molti particolari sul suo atroce ed efferato delitto.

I coniugi erano scomparsi nel tardo pomeriggio del 4 gennaio 2021 nella città di Bolzano. Il cadavere della donna era stato ritrovato nel fiume Adige. Mentre i resti del padre non sono stati ancora trovati e non vi è al momento alcuna traccia. Intanto si sta attendendo la perizia psichiatrica su Benno Neumair.

Nel frattempo però sono emersi ulteriori indizi sulla lucidità del suo piano diabolico. Infatti i padroni di casa Alessandra Viero e Gianluigi Nuzzi si soffermeranno soprattutto su due domande particolari. La prima è: “chi ha incontrato quel giorno Benno?“. E la seconda: “perché si è liberato del cellulare?“.

A contribuire ad un eventuale risposta ci sono ospiti in studio, esperti e testimonianze di persone del posto.

Il centralino di Quarto Grado è reperibile al numero 02 3030 9010.


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Quelli che il calcio 21 marzo Ermal Meta e Ilaria D’Amico tra gli ospiti

Le anticipazioni sulla puntata odierna del talk show domenicale di Rai 2 condotto da Luca e Paolo e Mia Ceran.
Alessio Biondi

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Quelli che il calcio 21 marzo
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Nuovo appuntamento con Quelli che il calcio, domenica 21 marzo alle 14 su Rai2. Mia Ceran, Luca Bizzarri e Paolo Kessisoglu iniziano il programma con Quelli che aspettano e proseguono con il talk vero e proprio fino alle 17.00.

Quelli che il calcio 21 marzo ospiti Ermal Meta, Federica Fontana e Ilaria D’Amico

Oggi i conduttori di Quelli che il calcio ospitano in studio Ermal Meta. Dopo il terzo posto al Festival di Sanremo, il cantautore presenta il suo ultimo album di inediti, Tribù urbana, contenente anche ‘Un milione di cose da dirti’, brano con cui ha conquistato il podio del Festival.

Dalla musica italiana allo sport: Arianna Fontana, primatista mondiale e olimpica nel pattinaggio short track è tra gli ospiti in studio insieme all’omonima Federica Fontana, conduttrice di molte trasmissioni calcistiche.

Un altro volto noto delle domeniche degli italiani è Ilaria D’Amico in collegamento per un commento alle partite delle 15. Nella veste poco obiettiva di tifosa dà un suo parere senza dimenticare di essere la compagna di Buffon.

Per rappresentare le prime due in classifica, ci sono i comici Enrico Bertolino, sponda Inter, e Francesco Mandelli, sponda Milan. Mentre il romanista Adriano Panatta è ancora una volta protagonista della sua rubrica autoreferenziale di lifestyle.

Gli altri ospiti e la comicità

A Roma con Enrico Lucci ci sono i Cugini di Campagna con una sorpresa al pubblico di “Quelli che”.

A Vairano, in provincia di Pavia, Francesca Brienza porta i telespettatori alla scoperta dell’equitazione sportiva, con una delle sue campionesse, Susanna Bordone.

Dagli improbabili teaser di Report, nel ruolo di Sigfrido Ranucci, agli interventi populisti di Paolo Del Debbio. Tutti personaggi interpretati ironicamente da un Ubaldo Pantani tutto giornalistico.

Gli ospiti televisivi e le maschere proseguono con Serena Bortone, conduttrice di Rai 1 interpretata Barbara Foria. Eccoci poi al ritorno della musica, con un’altra concorrente di Sanremo, Orietta Berti, o meglio la versione portata a Quelli che il calcio da Brenda Lodigiani. Toni Bonji si presenta con i baffi e le copertine dello scrittore Gustavo delle Noci.

Infine una finestra sugli aggiornamenti epidemici con il virologo Bassetti di Paolo Kessisoglu.

Le gare commentate dagli stadio

Sono tre le gare commentate oggi dagli stadi.

La prima è Juventus-Benevento con il comico campano Carmine Del Grosso.

La seconda Sampdoria-Torino con l’ex martellista Silvia Salis e il regista teatrale Davide Livermore.

La terza e ultima è Udinese-Lazio con il cantante gallese, ormai friulano, Mal e l’ex spadaccino Stefano Pantano.


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Anni 20 diretta 11 marzo: prima puntata con Francesca Parisella

Debutta questa sera su Rai 2 il nuovo programma condotto da Francesca Parisella. Ospite della prima puntata Enrico Ruggeri.
Irene Verrocchio

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Anni 20 diretta 11 marzo Rai 2
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Giovedì 11 marzo, in diretta dalle 21.25 su Rai 2, è andata in onda la prima puntata di Anni 20.

Dopo il flop dello scorso ottobre di Seconda Linea con Francesca Fagnani ed Alessandro Giuli, la rete colloca nuovamente al giovedì lo spazio dedicato all’infotainment con il nuovo magazine, della durata di 2 ore, condotto da Francesca Parisella.

I temi della prima puntata sono: i lati oscuri del cibo che ci viene consegnato a domicilio. Spazio all‘immigrazione, alla comunità di San Patrignano; uno centri di recupero per tossicodipendenti. Focus inoltre sullo spaesamento dei bambini ai tempi della pandemia. E  sulle lunghe liste d’attesa dei malati non Covid che necessitano urgentemente di cure.

Nel corso della diretta intervengono anche Alessandro Giuli ed Enrico Ruggeri. Il cantautore propone un’analisi dell’ultimo Festival di Sanremo e del nuovo fenomeno della musica trap.

Anni 20 diretta 11 marzo ristoranti

Anni 20 diretta 11 marzo, la prima puntata

Nella prima puntata Francesca Parisella si occupa di Covid. Le restrizioni governative hanno imposto ai ristoranti chiusure serali e l’obbligo d’asporto. Per tale ragione le nostre abitudini sono cambiate ed abbiamo aumentato il consumo di cibo consegnato a domicilio. 

I ristoratori nell’anno della pandemia hanno perso circa 39 miliardi di fatturato e Paolo Bianchini ha fondato un movimento, nel quale gli aderenti rifiutano di pagare le tasse che vanno dal marzo 2020 in poi. La crisi ha però colpito molti altri settori. Per tale ragione tanti cittadini sono costretti a rivendere anche oggetti personali, come piccoli gioielli, per racimolare un po’ di denaro.

Oltre alla crisi economica il virus ha avuto delle importanti ripercussioni anche in ambito sanitario. Molti malati non di Covid sono obbligati ad affrontare lunghe liste d’attesa per accedere alle cure. In altri casi i pazienti hanno rinunciato ad eseguire delle diagnosi per paura di contrarre il virus nelle strutture ospedaliere. Altri ancora, ai quali sono stati rinviati esami che attendevano da mesi, sono dovuti ricorrere a cliniche private.

Anni 20 diretta 11 marzo medici vaccino

Anni 20, protesta dei medici per i vaccini anti Covid

Francesca Parisella si occupa anche della protesta dei medici contro il piano vaccinale anti Covid. Secondo la pianificazione del Ministero della Salute, i primi a sottoporsi al vaccino devono essere specialisti appartenenti a strutture pubbliche, penalizzando di conseguenza chi opera come libero professionista in ambito privato. Tutta la categoria si è rivolta prima all’Ordine dei Medici e successivamente al Ministero per trovare una soluzione.

La conduttrice tratta anche il tema del rapporto tra bambini e pandemia. Viene mandata in onda l’intervista ad una bambina che non viene mostrata in volto. La piccola spiega che lei e i suoi coetanei sognano di tornare alla scuola al più presto per riuscire ad incontrarsi dal vivo perché la Didattica a Distanza è alienante. I nostri figli non hanno più occasione di socializzare.

Anni 20 Alessandro Giuli

Interviene in collegamento Alessandro Giuli che si focalizza invece sugli adolescenti che non riescono più a trovare canali di sfogo in quanto tutte le attività come palestre, piscine, cinema e tutte le altre strutture ricreative sono chiuse.

Anni 20 ha intervistato i cittadini di Ribordone, un piccolo paese di appena 48 abitanti in provincia di Torino. Sono abituati a vivere in solitudine ma anche loro hanno risentito degli effetti della crisi economica.

Anni 20 diretta 11 marzo Enrico Ruggeri

Anni 20 diretta 11 marzo, Enrico Ruggeri

Francesca Parisella ospita in studio Enrico Ruggeri. Il cantautore racconta delle difficoltà economiche del settore della musica, fermo ormai da un anno. E delle ripercussioni del Covid sulla vita di bambini ed adolescenti, costretti ad affrontare la carenza di socialità.

La trasmissione si sposta poi sul tema della droga. Uno degli inviati, in compagnia di un complice, spiega quanto sia facile ottenere delle dosi ed intervista alcuni ex tossicodipendenti. Secondo i dati si registra quotidianamente un morto per overdose e sta aumentando la percentuale di consumo anche tra i giovanissimi. Ruggeri aggiunge che l’eroina diventa centrale nella vita di chi ne fa uso e distoglie da qualsiasi altro interesse. Confessa inoltre che ha fatto uso di cocaina in passato ma è riuscito a smettere volontariamente.

La Comunità di San Patrignano

Rimanendo sul tema della droga, la conduttrice spiega al pubblico che la piattaforma Netflix ha realizzato la serie intitolata Sampa. E’ dedicata alla Comunità di San Patrignano, nata nel 1978. Il fondatore Vincenzo Muccioli è deceduto 25 anni fa ma la Comunità continua ad accogliere giovani per seguirli in un percorso di disintossicazione. E gli ospitanti vengono coinvolti anche in alcuni lavori (in diversi settori), per aiutarli a reinserirsi nella società. In 40 anni di attività la Comunità ha aiutato circa 26.000 persone.

Intervengono in collegamento alcuni ex tossicodipendenti che raccontano la propria esperienza. Alcuni di essi sono anche diventati a loro volta educatori per mettersi al servizio degli altri. Partecipa al dibattito anche un rappresentante della Comunità che critica la serie Sampa in quanto avrebbe cercato di screditare la figura del suo fondatore.

Anni 20 diretta 11 marzo trap

Anni 20, la musica Trap

Francesca Parisella approfittando della presenza di Ruggeri si sposta sul tema della musica Trap. Manda anche in onda l’intervista a Random, che ha partecipato all’ultimo Festival di Sanremo. Il ragazzo non vuole essere etichettato in uno specifico genere musicale. Ruggeri spiega che la Trap è lontana dalla sua generazione ma ne apprezza la ricerca sonora. L’aspetto che ammonisce è invece la povertà di lessico. Vengono ripetuti sempre i medesimi termini dialettali, stranieri o italianizzati per creare neologismi.

La Trap inoltre fa dell’ostentazione della ricchezza e della violenza il proprio valore. Nei testi emerge spesso il tema del denaro che proviene del successo, della strada e della droga. 

La conduttrice prima di congedare il suo ospite fa ascoltare ai telespettatori il brano che Ruggeri ha dedicato a Chico Forti, dal titolo L’America.

Anni 20 immigrazione

Anni 20 diretta 11 marzo, L’immigrazione

La trasmissione Anni 20 si occupa anche di immigrazione in quanto gli sbarchi a Lampedusa proseguono senza sosta, anche in tempi di pandemia. Non appena c’è bel tempo ed il mare è calmo arrivano barconi di piccole e medie dimensioni. I migranti vengono recuperati dalla Guardia Costiera e sottoposti alla quarantena. Alcuni ristoratori lamentano che a causa dei migranti non arrivano i rifornimenti di pesce. I pescatori infatti non riescono a vendere i loro prodotti perché le navi che devono caricarli e consegnarli nel resto della Sicilia non arrivano. E così il pesce marcisce nei frigoriferi provocando ingenti danni economici.

Alcuni migranti arrivano in Italia solo per transito in quanto i loro obbiettivo è raggiugere altri paesi come la Francia. In molti decidono di raggiungere il confine a piedi camminando per ore. Ma appena giunti a destinazione, vengono bloccati dalla Polizia Francese e rimandati in Italia.

Lampedusa non è l’unico porto dove arrivano i migranti. C’è anche Calais, città francese più vicina all’Inghilterra. In attesa di raggiungere il Regno Unito i migranti bivaccano per le strade della città e le Forze dell’Ordine spesso sgomberano i loro accampamenti.


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