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L'opera

 Mi disse un anno fa il generale Mario Mossa, che comanda il Nucleo Tutela Patrimonio Culturale dei Carabinieri: “Non c’è giorno che ognuno dei miei uomini non pensi alla Natività di Caravaggio, rubata quasi mezzo secolo fa a Palermo. Se la ritrovassimo, potremmo andare in pensione”. Un’araba fenice che figura al primo posto nella banca dati del Nucleo Tpc, la più grande del mondo con i suoi 5 milioni e mezzo di oggetti descritti e 560 mila immagini.



E un miraggio ormai per i tanti storici dell’arte che ne conoscono tutto, genesi, committenza, significato, storia, valore, suggestioni ma che hanno perso la speranza di rivederla, come avveniva al maggior conoscitore del Merisi, quel Maurizio Marini scomparso nel 2011 e autore di tante autenticazioni caravaggesche, vedi il “San Francesco in meditazione” di Carpineto Romano.
Ora una consolazione per il mondo della cultura e dell’arte viene da un’operazione altamente tecnologica voluta e realizzata da Sky: una fedelissima riproduzione dell’opera, chiamata per esteso La Natività con i Santi Lorenzo e Francesco d'Assisi,  dipinta nel 1609 e trafugata dall’Oratorio della Compagnia di San Lorenzo a Palermo nel 1969, considerata il lavoro d’arte figurativa di maggior rilievo al mondo tra quelle di cui non si conosce la sorte. Dunque, quella mangiatoia quasi illuminata dal cartiglio candido dell’angelo che plana sul Bambinello e sugli attoniti genitori, torna a vivere e sarà riconsegnata alla collettività sabato 12 dicembre a Palermo alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.
Sky, che tanto spazio dà alla divulgazione dell’arte, in un suo specifico canale e nelle sue trasmissioni in generale, ha  commissionato il progetto a  Factum Arte, la società specializzata nella realizzazione di fac-simile pressoché perfetti delle opere d’arte. La Natività è stata ricostruita attraverso tecniche di stampa altamente innovative da un team composto da architetti e informatici. L’intero progetto vivrà per il pubblico anche in versione documentaria per il piccolo schermo, distribuito al livello internazionale, contribuendo a promuovere in Europa il ritorno di una nuova versione della tela e i luoghi che l’hanno ospitata.
“Operazione Caravaggio - Mistery of the Lost Caravaggio” è il titolo della produzione creata da  Sky Arts Production Hub, il nuovo centro d’eccellenza europeo per la produzione di programmi sull’arte con sede a Milano -   che andrà in onda su Sky Arte HD (canali 120 e 400) il 6  gennaio 2016, e contemporaneamente negli altri Paesi europei in cui opera Sky.


Il programma documenterà la vicenda de La Natività con i Santi Lorenzo e Francesco d'Assisi e della scelta di riprodurre l’opera per restituirla alla città di Palermo, un progetto ambizioso che non solo restituisce virtualmente il dipinto ma che apre una suggestiva prospettiva: la possibilità di rendere eterna un’opera d’arte pur perdendone l’originale.
Nel caso specifico l’Italia e il Vecchio Continente ritroveranno la suggestione di quell’ambiente scuro, stretto, quasi asfissiante nel quale si compie il miracolo della Nascita di Cristo.

Una sacra rappresentazione che induce il Merisi quasi a nascondere il volto di alcuni dei protagonisti, come Giuseppe, seduto di spalle, o Lorenzo e Francesco, che appaiono l’uno chino e assorto, l’altro ai margini dalla tela. Mentre l’unica a mostrare la faccia pensosa è la Vergine, come accasciata  davanti a quel suo figlio nudo, la veste rossa e il corpetto bianco spiegazzati nella fatica del parto. Umanissima nascita in povertà, che Caravaggio realizzò a olio sulla tela, con un valore odierno di mercato attorno ai 20 milioni di dollari.

Nel  1996 il collaboratore di giustizia Francesco Marino Mannoia dichiarò, durante il processo a Giulio Andreotti, di essere uno degli autori materiali del furto. Disse, tra le altre cose, che, nello staccare la tela e nell'arrotolarla, essa si sarebbe danneggiata irrimediabilmente. A ciò sarebbe seguita quindi la distruzione dell'opera.

Il Nucleo TPC dei Carabinieri accertò però che  Mannoia parlava di un altro quadro, attribuito a Vincenzo da Pavia, collocato in una chiesa attigua. Nel 1992 Giovanni Brusca riferì che il dipinto sarebbe invece stato riconsegnato in cambio di un alleggerimento dell'applicazione dell'articolo 41 bis ma lo Stato italiano rifiutò l'offerta. Un altro pentito, Salvatore Cangemi, dichiarò che la Natività sarebbe stata esposta durante alcune riunioni della "Cupola” quale simbolo di potere e prestigio.
Una novità sul destino del dipinto è arrivata il 9 dicembre 2009, quando durante una deposizione in tribunale il pentito di mafia Gaspare Spatuzza riferì che la Natività sarebbe stata affidata negli anni Ottanta alla famiglia Pullarà (capimafia del mandamento di Santa Maria del Gesù). I Pullarà avrebbero nascosto l'opera in una stalla fuori città, dove, senza protezione, fu rosicchiata da topi e maiali. I resti della tela sarebbero stati poi bruciati. Il giallo continua.

Ultima modifica Giovedì, 10 Dicembre 2015 17:08
Lidia Lombardi

Lidia Lombardi, free lance dopo essere stata per 35 anni nella redazione del quotidiano "Il Tempo" dove ha ricoperto il ruolo di responsabile del servizio Cultura e Spettacoli dal 2001 al 2013. La sua più ferma convinzione professionale: il giornalismo non è per solipsisti, ma un lavoro d'equipe.

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