Che tempo che fa la recensione


Riflessioni sulla prima puntata del talk show traslocato su Rai1 e condotto da Fabio Fazio con la partecipazione di Luciana Littizzetto.


Tutto scontato e prevedibile. Tranne i pesci nell’acquario che, con la loro presenza silenziosa ma non tanto discreta visto che erano continuamente inquadrati, hanno rappresentato la vera novità dell’edizione di Che tempo che fa targata Rai1.

In un mega studio con mega ospiti, troppi dei quali in promozione, si è consumata la prima puntata del talk show traslocato in pompa magna da Rai 3 a Rai1. Fabio Fazio ha sfoggiato tutta la propria soddisfazione di trovarsi finalmente sulla rete ammiraglia. Una soddisfazione che trasudava da ogni particolare: dal modo più “nazional- popolare” con cui, magnanimamente, ha accettato di gestire le interviste e il tavolo degli ospiti, dalle frequenti battute, adeguate allo stile più tradizionale di Rai1, fino alla gran quantità dei personaggi che ha condotto nello studio.

Uno studio per il quale non si è badato a spese. Poteva essere diversamente per un conduttore vezzeggiato a suon di mega cachet?  Tutto l’impianto scenografico aveva l’obiettivo di incantare i telespettatori comunicando una grandeur dalle atmosfere imperiali per convincerli a non gettarsi tra le braccia di Gianni Morandi dall’altra parte dell’etere.

Ma i contenuti? L’intervista ad Ennio Morricone è stata realizzata in uno stato di chiara esaltazione fisica e psicologica. Fazio adegua il suo comportamento all’importanza degli ospiti. L’ouverture è importante e lui ha voluto subito comunicare ai telespettatori il balzo di qualità (inesistente) rispetto al passato. Il conduttore ha gestito i rapporti con gli ospiti cercando di ottenere da loro dichiarazioni e rivelazioni che potessero stimolare l’attenzione del pubblico.

Ad esempio, a Rosario Fiorello in collegamento per reclamizzare il film interpretato dal fratello Beppe, è riuscito a far dire “di essere interessato a Rai 1”. Non a caso, i media si sono scatenati sulla possibilità che lo show man siciliano tornasse sulla prima rete. E con analoga esaltazione da Re Sole dell’intrattenimento ha annunciato che “la copertina di Che fuori tempo che fa, all’esordio il 25 settembre in seconda serata, è affidata a Maurizio Crozza“.

Sull’intervento di Luciana Littizzetto ci sono molte riserve. Innanzitutto è ripetitiva la sua finta insistenza di non volersi adeguare al linguaggio più casto di Rai1. Ricorda i suoi monologhi nelle due edizioni del Festival di Sanremo (2013 e 2014) gestite con Fazio. La comica è sempre uguale a se stessa e, nella prima puntata, non ha saputo offrire spunti originali su cui riflettere. E’ ricorsa a battute vecchie e scontate sullo spot della merendina in cui un meteorite cade sulla mamma e poi sul padre della saccente bambina protagonista.

E, ad inizio puntata, si è presentata vestita da suora per ironizzare, senza convinzione, sui religiosi protagonisti della fiction Rai.

Insomma, lo schema è sempre il medesimo. Ed anche le dinamiche che animano la gestione dei personaggi. Tra questi, completamente fuori luogo Fabio Volo con la sua dirompente saccenteria camuffata da familiarità.

Dimenticavamo: Fazio ha ospitato Miss Italia 2017 Alice Rachele Arlanch che, sorprendentemente, ha dimostrato una simpatica e non futile leggerezza nell’esprimersi. Che strana questa Rai: prima bandisce il concorso e poi ne ospita le vincitrici. Anzi le fa anche lavorare come è accaduto a Giulia Arena Miss Italia 2013 conduttrice di Kudos su Rai4.



One Reply to “Che tempo che fa la recensione”

  • silvio siber

    Tra l’altro Fazio non è riuscito, se non dopo sforzi visibili, a pronunciare il nome del paesello di Miss Italia, che si chiama proprio come lei (o viceversa): Arlanch. Per motivi misteriosi in bocca al ricco presentatore il luogo è diventato più volte Arlach. Mah…

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