Da settimane, su varie emittenti televisive italiane, è in rotazione la pubblicità di Caffè Borbone. Uno spot con protagonista una piccola testimonial e che sta facendo parlare molto i social (e non solo) per il claim, ovvero “Io non bevo caffè, ma se lo bevrei“.
Caffè Borbone pubblicità, una produzione lanciata durante il Festival di Sanremo
Caffè Borbone ha deciso di lanciare la nuova pubblicità oramai diversi mesi fa, nel bel mezzo del Festival di Sanremo. D’altronde, la musica è centrale nella produzione, non solo perché occupa la gran parte dello spot, ma anche perché affronta un tema che, in effetti, è fondamentale nella comunicazione della società. Si tratta del brano Non ho l’età (per amarti) di Gigliola Cinquetti, che si presta benissimo alla produzione, che verte intorno alla volontà, di una bambina, di entrare nel mondo dei grandi per poter, finalmente, bere il caffè.
La pubblicità di Caffè Borbone ha come sottotitolo Una storia di casa. La versione integrale ha una durata di circa 40 secondi, ma sono disponibili anche degli spot di circa 20 secondi, incentrati sulle cialde e capsule di caffè compatibili con Dolce Gusto e Nespresso.
Una bambina che guarda, con invidia, gli adulti
La pubblicità di Caffè Borbone, come già preannunciato, ha come protagonista una bambina, che passa la quasi totalità dello spot a guardare, con una certa invidia, gli adulti che raggiungono la sua casa.
Che sia con i nonni o con degli amici dei genitori, la piccola protagonista osserva con malinconia gli adulti mentre bevono il caffè, rigorosamente di marca Borbone, intonando la seguente sezione della canzone di Gigliola Cinquetti: “Non ho l’età, non ho l’età per amarti, non ho l’età. Lascia che io viva un amore romantico, nell’attesa che venga quel giorno, ma ora no“. Ovviamente, il riferimento dello spot è proprio al caffè, che la piccola protagonista si limita a guardare e preparare, senza poterlo bere.
Caffè Borbone pubblicità, la responsabilità della correttezza del linguaggio
Alla fine della pubblicità di Caffè Borbone, la piccola testimonial, guardando dritta in camera, afferma: “Io non bevo caffè, ma se lo bevrei!“. Si tratta, ovviamente, di un errore grammaticale: la protagonista avrebbe dovuto affermare “Se lo bevessi“. L’errore appare chiaramente intenzionale, realizzato forse con l’obiettivo di rendere il tutto più spontaneo e simpatico.
Il risultato finale, tuttavia, è l’opposto, con l’evidente strafalcione che appare poco naturale, quasi forzato. C’è, poi, il tema della responsabilità comunicativa, che chiunque appaia in televisione, che sia un conduttore o una società con uno spot, dovrebbe porsi. Scegliere come claim una frase contenente un errore grammaticale, in tal senso, non è di certo la scelta più corretta, specialmente perché riguarda un tempo verbale, il congiuntivo, che è quotidianamente oggetto di errori.
