The Voice 2: i nostri giudizi sulla 5° puntata di blind audition


Le valutazioni sulle performance della quinta puntata di audizioni


Quinto e ultimo appuntamento con le “blind audition” a “The Voice Of Italy” (Rai2). I quattro coach hanno finalmente formato le loro squadre e queste sono le nostre opinioni sulle esibizioni dei partecipanti.

 

I fidanzatini Sara e Marco che puntano al successo internazionale sono i primi a salire sul palco, cantando Treasure di Bruno Mars. Lui decisamente migliore di lei, apparsa un po’ “moscia”. La Carrà si volta dopo pochi secondi, prima ancora di capire che si tratta di un duo. Essendo l’unica a premere il pulsante si aggiudica i due ragazzi.

 

Lorenzo Tornaboni non convince i coach e la sua interpretazione di Maybe Tomorrow degli Stereophonics risulta a tratti stonata e priva del piglio giusto. Eliminato.

 

La terza concorrente è una bella sorpresa. Claudia e il suo timbro originale, riconoscibile e maledettamente graffiato impressionano Raffaella, J-Ax e Piero Pelù durante l’esecuzione di Wish You Were Here dei Pink Floyd. In più ha anche una bella immagine, che per un artista non guasta mai. La sua scelta, forse scontata, ricade sul leader dei Litfiba.

 

Nicolas Bonazzi, già visto a Sanremo 2010, porta sul palco di “The Voice” Fast Car di Tracy Chapman. Gran pezzo cantato con disinvoltura e abilità, ma in diversi punti sembra di sentire l’artista originale della quale, però, manca l’anima come hanno fatto notare tutti i coach. Nessuno si volta e il ragazzo abbandona il programma.

 

La giovane Benedetta, vincitrice della seconda edizione di “Io canto”, si esibisce sulle note di The Power Of Love di Céline Dion. Se la sua voce andava bene per il baby talent, per “The Voice” serve ben altro. La performance è stata priva di emozione e un po’ troppo da karaoke. Solo la Carrà, all’ultimo secondo, decide di prenderla in squadra.

 

Lorenzo Pagani convince le donne della giuria con Come in ogni ora di Karima. Timbro che cattura a intermittenza, scivolando troppo spesso nel dilettantismo. Per lui si aprono le porte del Team Noemi.

 

Angela propone una versione al femminile di un classico dei Queen, Somebody To Love. Esecuzione molto teatrale e piena di grinta che spinge Noemi a premere il pulsante.

 

Flavio non brilla per intonazione in Salirò di Daniele Silvestri. L’inizio promette molto bene, ma le aspettative non sono state mantenute nell’inciso. Nessuno si gira e la sua avventura termina qui.

 

“The Voice” sembra l’ufficio di collocamento per i giovani che non hanno sfondato a Sanremo. Anche Andrea infatti nel 2006 vi ha partecipato ed ora cerca una seconda chance con Highway To Hell degli AC/DC. Tutti i giudici lo vogliono in squadra ma è Pelù a spuntarla.

 

Giulia si cimenta in un recente successo di Elisa, L’anima vola. Il risultato non è lo stesso di quando canta l’artista friulana. Voce priva di interesse, piatta e non sempre intonata. Eliminata.

 

Bojana fa sentire le sue qualità vocali con Ordinary People di John Legend. La performance scorre via senza lasciare traccia e per questo le poltrone dei giudici restano ferme.

 

Dylan porta un po’ di brio con Talk Dirty di Jason Derulo. Il cantato si alterna a un pezzo di freestyle che conquista tutti i giudici. Per chiare ragioni di affinità musicali, il ragazzo sceglie il rapper che in questo modo termina i posti a disposizione nel suo team.

 

Mariachiara si misura con Un’emozione da poco di Anna Oxa, ma nonostante una voce gradevole non sfodera la grinta necessaria per ammaliare la giuria e viene eliminata.

 

Yousef porta sul palco di Rai2 una personale e originale versione di We Found Love di Rihanna, ma troppo piena di inutili virtuosisimi che indispongono chi lo ascolta. Il cammino di “The Voice” per lui si ferma qui.

 

Dejanira sceglie Bring Me To Life degli Evanescence, pezzo troppo difficile da eseguire se non si è Amy Lee (cantante della band). Intonazione ballerina e pronuncia inglese raccapricciante, il suo punto di forza è l’atteggiamento grintoso che conquista Piero Pelù, arrivato con la ragazza al completamento della squadra.

 

Viviana riesce nella difficile impresa di rendere giustizia ad un brano di Tiziano Ferro (Ti scatterò una foto), le cui canzoni sono solitamente ostiche da affrontare per altri interpreti. Peccato per la stecca presa sul finale. Eliminata.

 

Andrea si accompagna al pianoforte mentre canta Chariot di Gavin DeGrew, dando vita ad una performance che prende il volo strada facendo. Si girano sia Noemi che Raffaella ma il concorrente sceglie la rossa della musica italiana. E così anche il suo team è formato.

 

Nella squadra della Carrà entra Valentina Sarto con Warwick Avenue di Duffy. L’impressione è che canti con un timbro falsato, totalmente diverso da quello che usa quando parla.

 

L’ultima voce a entrare nel Team Carrà è Valentina Ranalli che rivisita Limpido di Laura Pausini staccandosi in maniera coraggiosa dall’originale. A ciò si aggiunge un’estensione non indifferente.

 

Giovedì prossimo in prima serata assisteremo alla prima puntata dedicate alle “battle”: i talenti di ogni squadra si sfideranno tra di loro per convincere i propri mentori a portarli avanti nella gara.



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