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Cultura - programmi culturali in TV

Matteo Renzi – Firenze secondo me | 15 dicembre 2018 | La prima puntata e la recensione

La prima puntata di Firenze secondo me, il documentario realizzato da Matteo Renzi, in onda su Nove sabato 15 dicembre 2018, in tempo reale.
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La prima puntata di Firenze secondo me, il documentario realizzato da Matteo Renzi, in onda su Nove sabato 15 dicembre 2018, in tempo reale.
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L’incipit di Matteo Renzi è stato il seguente: “Quando cammini per la strada della tua città, tutto diventa ordinario. Quando passeggiamo, non facciamo più caso a quello che ci sta intorno… Così rischiamo di perdere la meraviglia. Accade anche a me, nella mia città”.

Il viaggio di Matteo Renzi in Firenze secondo me comincia da Palazzo Pitti: “Questo palazzo sorgeva in una città brutta. Sembra una provocazione ma non lo è. E’ stato il lavoro dell’uomo a rendere Firenze bella. La bellezza serve”.

Renzi ha accennato ovviamente alla sua esperienza di sindaco di Firenze: “Ho avuto il privilegio di essere sindaco: non il primo cittadino ma l’ultimo, quello che ha il privilegio di imparare”.

Palazzo Pitti, oggi, è un museo ma, all’epoca, era un’abitazione della famiglia Pitti, in aperto contrasto con la famiglia Strozzi. Il Palazzo Pitti fu poi comprato dalla famiglia Medici e fu allargato.

L’enorme giardino di Palazzo Pitti è il Giardino di Boboli: “E’ il simbolo del giardino all’italiana. Dobbiamo recuperare l’orgoglio di dire che una cosa fatta all’italiana è una cosa fatta bene”.

Il Giardino di Boboli era il luogo prediletto dai giovani di Firenze che marinavano la scuola: “Andare a scuola è un dovere ma andare a Boboli era un piacere”.

Matteo Renzi, successivamente, ha mostrato le meraviglie della Grotta del Buontalenti come la Venere di Giambologna.

Tra le tappe successive, troviamo il Corridoio Vasariano. Renzi: “Giorgio Vasari fece la rivoluzione in appena 8 mesi…”.

Il Corridoio Vasariano porta anche alle Gallerie degli Uffizi.

Nelle Gallerie degli Uffizi, Matteo Renzi parla della Madonna del Cardellino di Raffaello, la sua opera “personale”: “Ognuno di noi può scegliere un’opera da cui partire o farsi scegliere da un’opera in particolare…”.

Renzi ha collegato quest’opera alla sua esperienza di Presidente della Provincia di Firenze, un periodo politico, per lui, delicato: “Mai nessun’opera parlerà al mio cuore come la Madonna del Cardellino”.

L’ex segretario del PD, quindi, ha iniziato a parlare del Botticelli, spiegando la nascita di questo soprannome.

Renzi: “Leggi bellezza, leggi Venere; leggi bellezza, leggi Botticelli. La Venere è un richiamo struggente alla bellezza femminile”.

L’opera che segnò la svolta del Botticelli, però, fu la Calunnia. Matteo Renzi si è soffermato sul periodo di Girolamo Savonarola, con riferimenti alla situazione politica attuale.

Renzi, successivamente, ha parlato di Cimabue e Giotto, rigorosamente in quest’ordine perché “Cimabue è stato il maestro di Giotto”.

Il capolavoro della Galleria, secondo Renzi, però è un documento siglato da Anna Luisa De’ Medici, un testamento con il quale lasciò tutto a Firenze: “Anche oggi abbiamo bisogno anche oggi di leader che guardano al futuro…”.

Matteo Renzi: “Il mondo non finirà mai per mancanza di meraviglie ma per mancanza di meraviglia”.

L’ex premier ha parlato anche dell’attentato terroristico messo in atto dalla Mafia nel 1993, in Via dei Georgofili: “Gli estremisti di oggi sanno che i simboli culturali sono i primi nemici da combattere. Ma la prima a capirlo fu la Mafia”.

Renzi ha parlato delle 5 vittime dell’attentato, tra le quali una bambina di 8 anni e una bambina di poche settimane di vita.

Matteo Renzi ha anche portato i telespettatori nella Cappella dei Priori, nella Sala delle Udienze e nella Sala dei Gigli di Palazzo Vecchio. Quest’ultima è impreziosita dalla presenza della Giuditta di Donatello.

Successivamente, abbiamo visto anche la Sala delle Carte Geografiche.

Renzi: “Vi invito a guardare questi luoghi non con gli occhi del turista ma con gli occhi del bambino…”.

L’attenzione di Renzi si è spostata sul simbolo della tartaruga con la vela, molto presente a Palazzo Vecchio.

L’ex sindaco di Firenze ha parlato anche di Papa Clemente VII e del matrimonio di Caterina de’ Medici e di Enrico, figlio di Francesco I.

Il luogo successivo è stato il Salone dei Cinquecento: “E’ stata una delle case della politica. Essere al servizio della politica è un servizio importante”.

Matteo Renzi ha portato i telespettatori anche nei luoghi segreti di Francesco I che morì avvelenato insieme a Bianca Cappello. Francesco I lasciò il potere al fratello Ferdinando I.

Renzi, quindi, ha passato in rassegna le opere d’arte presenti nel Salone dei Cinquecento.

La Battaglia di Anghiari di Leonardo Da Vinci è considerato, da Renzi, il capolavoro del Salone dei Cinquecento e di Leonardo che, però, non esiste più: “Leonardo sbagliò tecnica, anche i geni sbagliano”.

Matteo Renzi ha parlato a lungo nel dettaglio del fitto mistero che circola attorno a La Battaglia di Anghiari.

Renzi: “Questo salone, a distanza di secoli, continua a mantenere una sorta di mistero permanente…”.

L’ex premier, successivamente, è entrato nella Torre di Arnolfo che, Renzi, da sindaco, decise di riaprire al pubblico per una questione di “invidia” nei riguardi di Siena.

Matteo Renzi si è anche recato a Piazza della Signoria, concentrandosi sul Perseo di Benvenuto Cellini. Renzi: “Piazza della Signoria è la piazza dei fiorentini”.

Matteo Renzi ha parlato dell’infiorata, la cerimonia con la quale i fiorentini ricordano, ogni anno, Girolamo Savonarola.

Renzi: “Abbiamo percorso 750 metri, tra i più importanti della storia dell’uomo. Questi 750 metri sono solo l’inizio…”.

La prima puntata di Firenze secondo me è terminata qui.

Era difficile approcciare a Firenze secondo me come ad un lavoro documentaristico realizzato da un “semplice” divulgatore culturale e non da un leader politico protagonista della scena politica italiana, nel bene e nel male, degli ultimi anni.

Al termine della visione della prima puntata, andata in onda questa sera su Nove, l’impressione di un lavoro scevro completamente da fini politici è scemata ancora di più.

Non stiamo parlando di un lavoro propagandistico e nemmeno di un mega-spot elettorale ed era anche difficile, alla vigilia, ipotizzare che Renzi non avrebbe attinto a piene mani alla propria esperienza politica, soprattutto per quanto riguarda gli aneddoti.

I riferimenti alla scena politica attuale, della quale Renzi ha fatto attivamente parte fino a pochissimo tempo fa, sono arrivati al telespettatori, però, puntuali, a mo’ di slogan. Queste leggere stilettate non sono state numerose, a dire il vero, ma l’intento conta sempre molto di più del numero: anche una volta sola è sufficiente.

Per quanto riguarda la divulgazione in senso stretto, invece, Matteo Renzi ha anteposto il proprio ego in più occasioni. Il lavoro di scrittura, infatti, ha prodotto una presenza in video ridondante dell’ex Presidente del Consiglio, con il risultato di veri e propri monologhi estenuanti durante i quali mantenere la concentrazione è stato faticoso. Ciò si è rivelato un limite anche in ottica di un’eventuale “operazione simpatia” messa in atto da Renzi al servizio di se stesso come politico: Firenze secondo me è un lavoro troppo egoriferito.

La capacità calamitante di Alberto Angela o la schiettezza e la semplicità di Roberto Giacobbo, tanto per fare alcuni paragoni, sono al servizio dell’argomento trattato. Nel caso di Firenze secondo me, l’impressione è stata esattamente l’opposta: Firenze messa al servizio di Renzi per un documentario che, almeno per ora, non aggiunge e non toglie nulla al racconto del capoluogo toscano in tv.


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    elsa santi

    8 Gennaio 2019 at 19:46

    Sono una nonna fiorentina di 78 anni,innamorata della sua città e devo dire che le 4 puntate del documentario di Renzi ho ritrovato lo stesso amore e orgoglio per questa città meravigliosa.Per questo motivo l”ho apprezzato molto e vorrei potesse uscire un dvd che acquisterei di corsa.

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Via dei matti n° 0 anticipazioni settimana dal 12 al 16 aprile 2021

Tutti gli ospiti della nuova settimana del programma di Stefano Bollani. Si inizia con Rocco Papaleo e si finisce con Ornella Vanoni.
Joele Germani

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Via dei matti n° 0 Rocco Papaleo
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Torna su Rai 3 Via dei matti n 0 con una nuova settimana di appuntamenti che iniziano lunedì 12 aprile e si concludono venerdì 16 aprile: primo ospite Rocco Papaleo.

Il programma è condotto da Stefano Bollani e Valentina Cenni. Va in onda ogni giorno dal lunedì al venerdì dalle 20:20 alle 20:45 per un totale di 25 minuti. Una vera e propria striscia quotidiana in cui la musica è padrona assoluta.

Via dei matti n° 0 Leila Shirvani

Via dei matti n 0: Rocco Papaleo ospite del 12 aprile

Il primo ospite di Via dei matti n° 0 è Rocco Papaleo, attore, regista, scrittore e showman italiano. Molti i film al suo attivo e l’artista è stato recentemente nel cast della pellicola Tutti per 1 – 1 per tutti con la regia di Giovanni Veronesi.

Papaleo è stato tra i conduttori del Festival di Sanremo nel 2012. Mentre ha gestito il Dopofestival nel 2019 con Anna Foglietta.

Martedì è la volta di Leila Shirvani, violoncellista italiana di origine anglo-persiana nata a Roma nel 1992. È figlia d’arte in quanto è stata educata alla musica dai suoi genitori, entrambi violoncellisti. Leila ha una sorella, Sara Shirvani, che suona il pianoforte.

Mercoledì arriva nel salotto di Stefano Bollani e Valentina Cenni, Fabio Concato. All’anagrafe Fabio Bruno Ernani Piccaluga è un cantautore italiano, uno dei nomi più importanti del panorama della musica italiana.

Via dei matti n 0 conduttori

Il 7 dicembre del 2020 l’artista ha ricevuto come onorificenza l’Ambrogino d’Oro per aver devoluto in beneficenza i proventi di una sua canzone. Si trattava del singolo L’umarell scritto durante la pandemia nel 2020.

Nel penultimo appuntamento sono protagonisti Vincenzo Vasi e Valeria Sturba. I due musicisti che lavorano con Vinicio Capossela sono protagonisti di una forma musicale chiamata l’elettro-dadaismo. Un concetto che hanno evidenziato anche nel loro nuovo disco “Elettromagnetismo e libertà“.

L’ultimo ospite della settimana, ovvero di venerdì 16 aprile 2021, è Ornella Vanoni che torna di nuovo nella casa di Via dei matti n° 0 dopo una sua iniziale presenza. L’artista ha recentemente pubblicato il suo ultimo album di inediti dal titolo Unica. Duetta con Stefano Bollani. Previste anche interazioni non musicali.

Via dei matti n° 0 Ornella Vanoni

Lo spirito del programma

Via dei matti n 0 propone ogni giorno un argomento diverso, ma sempre legato alla musica. Bollani e Valentina Cenni trovano un pretesto per parlare e far parlare di musica tutti i loro ospiti, anche se non sono cantanti e musicisti. Perché la musica è follia ed è anche cura dell’anima, dicono i due conduttori.

La caratteristica del programma è rappresentata dalla leggerezza propria di Bollani chi è unita ad una certa simpatica ironia. In questo modo il padrone di casa insieme a sua moglie riesce a miscelare sapientemente, con stile, la musica colta e quella popolare.


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La Traviata film opera su Rai 3 dal capolavoro di Giuseppe Verdi in prima tv

Tutte le notizie sul nuovo allestimento dell'opera di Giuseppe Verdi mandata in onda sulla terza rete in prima visione
Norma Cloè

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La Traviata film opera
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L’Opera di Roma e Rai Cultura tornano a produrre un film-opera, questa volta del capolavoro di Giuseppe Verdi La Traviata. Il film opera è proposto in prima tv su Rai 3 venerdì 9 aprile alle 21.20.

La Traviata film opera su Rai 3

La Traviata segue lo straordinario successo televisivo e di critica del Barbiere di Siviglia di Rossini che sempre la terza rete aveva mandato in onda lo scorso autunno.

Protagonisti di La Traviata sono ancora Daniele Gatti, Direttore musicale del Teatro, e Mario Martone, che firma regia e scene.

Protagonista è Violetta Valery, interpretata dal soprano americano di origine cubana Lisette Oropesa, reduce dal successo televisivo di “A riveder le stelle”, che ha inaugurato la stagione della Scala. Accanto a lei il tenore Saimir Pirgu nel ruolo di  Alfredo e il baritono Roberto Frontali nella parte di Giorgio Germont.

Il cast è completato da Anastasia Boldyreva nel ruolo di Flora e Roberto Accurso in quello del Barone Douphol.

Molti gli artisti di “Fabbrica”, lo Young Artist Program dell’Opera di Roma, a essere coinvolti nella produzione. Tra questi: Angela Schisano (Annina), Arturo Espinosa (Marchese D’Obigny) e Rodrigo Ortiz (Gastone), mentre Andrii Ganchuk sarà il Dottor Grenvil. In scena anche Michael Alfonsi (Giuseppe), Leo Paul Chiarot (un domestico) e Francesco Luccioni (un commissario).

Dichiarazioni di Mario Martone

Ecco la dichiarazione di Mario Martone sull’opera film

«Il barbiere di Siviglia e La traviata, in questa forma mista tra teatro, cinema e televisione, erano scommesse difficili, considerando i tempi strettissimi di ripresa. Sono riuscito a realizzarle grazie al coinvolgimento straordinario di tutte le persone di Rai Cultura e della squadra operativa di Napoli. La loro passione ha fatto scavalcare ogni ostacolo, e non era affatto scontato. È stato un vero coinvolgimento artistico e professionale, che spero apra anche nuove prospettive per il futuro».

Coro e allestimento

Il Coro dell’Opera di Roma è diretto dal maestro Roberto Gabbiani, mentre il Corpo di Ballo, diretto da Eleonora Abbagnato, interpreta coreografie di Michela Lucenti.
Nel nuovo allestimento dell’opera di Verdi su libretto di Francesco Maria Piave, i costumi sono firmati da Anna Biagiotti, mentre Pasquale Mari cura la fotografia.


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Via Crucis 2021: diretta del rito del Venerdì Santo, Papa Francesco da San Pietro

Rai 1 manda in onda il tradizionale rito pasquale del Venerdì Santo che commemora la passione e la crocifissione di Gesù. Papa Francesco celebra il rituale dalla Basilica di San Pietro.
Irene Verrocchio

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Via Crucis 2021 diretta Rai 1
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Venerdì 2 aprile Rai 1 e Tv 2000 hanno trasmesso, dalle ore 20:50, il Rito della Via Crucis 2021. Come è già accaduto lo scorso anno Papa Francesco non può tenere la celebrazione al Colosseo a causa della pandemia.

La tradizionale funzione pasquale si svolge infatti nuovamente nella cornice del Sagrato della Basilica di San Pietro.

Nel corso della commemorazione delle tappe che ripercorrono la Passione e la Crocifissione, il Santo Padre è supportato dal gruppo di Scout di Foligno e dai giovanissimi della parrocchia Santi Martiri dell’Uganda di Roma per recitare le meditazioni. Sono anche gli autori delle illustrazioni che introducono ogni tappa della Via Crucis.

Via Crucis 2021 Santo Padre

Via Crucis 2021, Vespa introduce la diretta del rito del Venerdì Santo

La diretta del rito della Via Crucis 2021 viene introdotta da un breve speciale di Porta a Porta intitolato Il dolore e la Speranza. Bruno Vespa conduce dalle vie, spettrali, circostanti il Colosseo, che negli anni passati erano colme di fedeli per il rito pasquale. Il giornalista è affiancato da Flavio Insinna che introduce alcune storie incentrate sulla pandemia.

Sono presenti alcuni famigliari delle vittime del Covid ed alcuni medici che hanno affrontato in prima linea l‘emergenza sanitaria. Focus inoltre sulle attività di volontariato nei tempi del lockdown. Interviene anche Camilla Moccia, la celebre ristoratrice di Ostia diventata il simbolo della crisi che coinvolto il suo settore.

Via Crucis 2021 San Pietro

Via Crucis 2021, Papa Francesco da San Pietro

Papa Francesco svolge il rituale, per il secondo anno consecutivo, da Piazza San Pietro. Il rito della Via Crucis è introdotto dai versi tratti da una lettera scritta dai bambini per Gesù, che sono i protagonisti dell’evento 2021. Sono infatti assenti personaggi del mondo dello spettacolo che hanno partecipato negli anni passati.

La Via Crucis inizia con le prime due stazioni, Gesù è condannato a morte e Gesù è caricato della Croce. Dopo la lettura di alcuni passi tratti dal Vangelo di Luca, alcuni bambini spiegano gli insegnamenti che Gesù ha fornito attraverso tramite il suo esempio. Emergono temi come la solidarietà e l’amore per il prossimo.

Al termine di ogni tappa, i presenti in Piazza San Pietro recitano il Padre nostro in latino.

La terza stazione invece è denominata Gesù cade la prima volta, dal libro del Profeta Isaia,  nel quale il Messia si è fatto carico delle sofferenze dell’umanità. La successiva è Gesù incontra sua Madre. Il racconto è tratto dal Vangelo di Giovanni. 

Via Crucis 2021 fedeli

La quinta stazione della Via Crucis

Il Cireneo aiuta Gesù a portare la croce è la denominazione della quinta tappa del rito della Via Crucis, dal Vangelo di Matteo. Simone di Cirene, soprannominato il Cireneo, presta il suo supporto a Gesù durante la salita al Golgota per la crocifissione. Qui i bambini recitano un monologo contro il razzismo.

La sesta stazione, dal libro di Isaia, è La Veronica asciuga il volto di Gesù. I bambini raccontano un episodio di vicinanza al prossimo. La tappa successiva è Gesù cade per la seconda volta nel quale il Messia appare sempre più stremato. I piccoli protagonisti narrano alcuni episodi di solidarietà tra pari.

Il Vangelo di Luca si occupa dell’ottava stazione, Gesù incontra le donne di Gerusalemme. Egli invita loro a riversare le lacrime per i propri figli anziché per lui, che sta continuando la salita con la Croce.

Via Papa

Via Crucis 2021, la nona stazione

Nella nona stazione Gesù cade per la terza volta (Vangelo secondo Luca), il Messia è quasi giunto alla vetta ma gli mancano le forze per proseguire il cammino. I bambini ed il Santo Padre dedicano spazio alla pandemia, che ha generato molta sofferenza per l’umanità.

In Gesù è spogliato delle vesti (Vangelo di Matteo), egli è stato posto sulla Croce. I soldati romani lo denudano e si dividono i suoi abiti. Una ragazzina spiega di aver donato delle bambole alle bambine più. E’ un esempio contro l’egoismo e sul desiderio di fare a meno del superfluo.

Nell’undicesima stazione Gesù è inchiodato alla Croce, tratto dal Vangelo di Luca, viene deriso dai soldati che lo invitano a dare dimostrazione di essere realmente il Re dei Giudei. Lo invitano infatti a salvare se stesso.

La dodicesima stazione, Gesù muore in Croce, racconta del Cristo morente che prima esalare l’ultimo sospiro si riferì al padre pronunciando: ” Nelle tue mani consegno il mio spirito”.

Via Crucis 2021 stazioni

Via Crucis 2021, le ultime stazioni

In Gesù è deposto dalla Croce, tredicesima stazione, Giuseppe chiede a Ponzio Pilato di avere il corpo del Cristo. Quest’ultimo ordinò ai propri uomini di esaudire la richiesta. Tratto dal Vangelo di Matteo.

Nella quattordicesima stazione, Il corpo di Gesù è posto nel sepolcro Giuseppe prende il corpo, lo avvolge in un lenzuolo pulito e lo conserva, appunto, nel sepolcro (Vangelo secondo Matteo).

Il monologo dei bambini nelle ultime tappe della Via Crucis è dedicato alla perdita dei famigliari a causa del Covid. 

Terminata la commemorazione della Via Crucis Papa Francesco prega per tutti ma soprattutto per i bambini con la speranza che possano essere protetti dal Signore. Successivamente alcuni di essi raggiungono il sagrato per accarezzare la bianche vesti del Santo Padre.


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