Connect with us

Cultura - programmi culturali in TV

David di Donatello | 27 marzo 2019 | Vince Dogman di Matteo Garrone

David di Donatello | 27 marzo 2019 | Vince Dogman di Matteo Garrone. Il film del regista romano trionfa alla 64ª edizione del più prestigioso premio cinematografico italiano con nove riconoscimenti. Miglior Attrice Elena Sofia Ricci, Miglior Attore Alessandro Borghi. Premi a Tim Burton e Uma Thurman
Alessandro De Benedictis

Pubblicato

il

David di Donatello | 27 marzo 2019 | Vince Dogman di Matteo Garrone. Il film del regista romano trionfa alla 64ª edizione del più prestigioso premio cinematografico italiano con nove riconoscimenti. Miglior Attrice Elena Sofia Ricci, Miglior Attore Alessandro Borghi. Premi a Tim Burton e Uma Thurman
Condividi su
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  

Saranno asseganti più di venti David di Donatello per film e cortometraggi italiani del 2018, a cui se ne aggiunge uno per il cinema straniero. Sono previsti anche alcuni David Speciali da consegnare a grandi artisti italiani e internazionali che hanno dato un contributo significativo all’arte cinematografica.

Tra questi ci sono il regista Tim Burton (premiato da Roberto Benigni), la grande scenografa italiana Francesca Lo Schiavo, già Premio Oscar, l’attrice Uma Thurman e il regista italiano Dario Argento.
I cinque titoli in lizza per la statuetta riservata al Miglior film sono “Chiamami col tuo nome” di Luca Guadagnino, “Dogman” di Matteo Garrone, “Euforia” di Valeria Golino, “Lazzaro Felice” di Alice Rohrwacher e “Sulla mia pelle” di Alessio Cremonini.

Per la prima volta, verrà assegnato anche il David dello Spettatore, un premio rivolto al film del 2018 che ha totalizzato il maggior numero di spettatori al botteghino.

I David di Donatello rappresentano il più prestigioso premio cinematografico italiano, la cui prima edizione risale al 1956. Vengono Assegnati dall’Accademia del Cinema Italiano – attualmente diretta da Piera Detassis – e sono organizzati insieme alla Rai.

Seguiamo insieme la diretta della premiazione.


Con un omaggio a Monica Vitti e le sue parole sugli attori “Rappresentare è vivere di più”, viene introdotto il primo premio, quello dedicato alla “Migliore attrice non protagonista”, consegnato da Isabella Ferrari.
Le candidate sono: Donatella Finocchiaro, Marina Confalone, NIcoletta Braschi, Kasia Smutniak Jasmine Trinca.
Vince Maria Confalone per “Il vizio della speranza”.
Ora il David per il Miglior autore della fotografia. Sono in lizza Michele D’attanasio per “Capri Revolution”, Sayombhu Mikdeprom per “Chiamami col tuo nome”, Nicolaj Brüel per “Dogman”, Paolo Carnera per “La terra dell’abbastanza” e Hélène Louvart per “Lazzaro felice”.
Se lo aggiudica Nicolaj Brüel per “Dogman”.
Il David di Donatello dello Spettatore va a Gabriele Muccino per “A casa tutti bene”. Il regista ritira il premio chiamando sul palco il cast, di cui fanno parte anche Stefania Sandrelli, Carolina Crecentini, Stefano Accorsi, Giampaolo Morelli, Massimo Ghini, Guianmarco Tognazzi e Sabrina Impacciatore. Durante la premiazione si lasciano andare al canto di “Dieci ragazze” di Lucio Battisti.

I ringraziamenti di Muccino sono particolarmente lunghi e sentiti, soprattutto perché questo film ha segnato il suo rientro in Italia dopo qualche anno. “Le sale vuote sono racchie, quelle piene sono belle”, chiosa molto più sinteticamente Stefania Sandrelli.
Per il Premio al Miglior attore non protagonista viene introdotto con le parole di Marcello Mastroianni, altro gigante del cinema nostrano: “Nella natura di un attore c’è sempre una certa dose di infantilismo. Chi sceglie di fare l’attore ha in sé una certa dose di immaturità”.
La consegna è affidata alla comicità (non proprio ficcante) di Enrico Brignano. Se lo contendono Massimo Ghini per “A casa tutti bene”, Edoardo Pesce per “Dogman”, Valerio Mastandrea per “Euforia”, Ennio Fantastichini per “Principe libero”, Fabrizio Bentivoglio per “Loro”. Durante la lettura dei candidati, il pubblico omaggia spontaneamente Ennio Fantastichini, scomparso da pochi mesi.
Il David va ad Edoardo Pesce, che era alla sua prima candidatura per il ruolo in “Dogman” di Matteo Garrone.
Il David per il Miglior Costumista è introdotto con le parole di Milena Canonero. Lo vince Ursula Patzak per il suo lavoro in “Capri – Revolution”.
Adesso è il grande momento del David alla Carriera a Tim Burton. È il primo David Speciale della serata.
Burton ringrazia per il premio che dice di sentire molto perché il suo DNA cinematografico deve tutto al cinema italiano. Inoltre, sottolinea che sente più affetto in Italia di quanto non gliene venga riservato a volte in patria.
Lo stesso Tim Burton premia Alessio Cremonini con il David per il Miglior Regista Esordiente per “Sulla mia pelle”. Cremonini viene premiato anche con il David Giovani, votato da più di seimila studenti italiani.
Tim Burton è in uscita con il film “Dumbo” – nelle sale italiane da domani – e coglie l’occasione per presentarlo, con un trailer mandato in onda.
Poi, arriva la statuetta al regista statunitense: gli viene consegnata da Roberto Benigni.

Benigni, dopo aver salutato, riceve la standing ovation della platea: proprio nel marzo di venti anni fa vinse il suo Oscar per “La vita è bella”.
Si prosegue con il David per la “Migliore Sceneggiatura Originale”, conseganto da Stefania Sandrelli.
Se lo aggiudicano Matteo Garrone, Massimo Gaudioso e Ugo Chiti per “Dogman”.
Sascha Ring e Phillip Thimm, invece, vincono il David riservato al miglior musicista. Sono gli autori dell musiche di “Capri-Revolution”.

A proprosito di musica, il palco ora è tutto per Andrea Bocelli.
Canta “Nelle tue mani”.
Dopo il simbolico passaggio di testimone a Sanremo 2019, lo raggiunge nuovamente suo figlio Matteo. Cantano quella che è diventata la loro hit recente: “Fall on me”.

Si torna alle premiazioni, tocca al quella per il Miglior Scenografo. Lo conquista Dimitri Capuani, che ha lavorato in “Dogman” di Matteo Garrone.
Si prosegue con l’importante statuetta alla Migliore Attrice Protagonista, premiata da Raoul Bova.
La consegna è introdotta dal ricordo di Anna Magnani, tra le più grandi attrici italiane di sempre.
A vincere il David è Elena Sofia Ricci per il ruolo in “Loro” di Paolo Sorrentino. È il suo terzo David di Donatello ed è molto emozionata.
Nanni Moretti, subito dopo, vince il David per il Miglior Documentario, con “Santiago, Italia”. Per lui è il nono David.

Ora l’altra grande ospite internazionale, Uma Thurman. Anche a lei un David Speciale per la sua fantastica carriera, legata anche al grande lavoro fatto con il regista Quentin Tarantino.
La Turman premia il Migliore attore Protagonista, uno dei riconoscimenti più importanti della serata.
Le nomination sono: Marcello Fonte per “Dogman”, Riccardo Scamarcio per “Euforia”, Luca Marinelli per “Principe libero”, Toni Servillo per “Loro” e Alessandro Borghi per “Sulla mia pelle”.

Vince Alessandro Borghi, che ha interpretato Stefano Cucchi nel film che racconta la sua terribile vicenda. Lo dedica, tra gli altri, allo stesso Cucchi ed esprime l’auspicio che “qualunque essere umano venga sempre considerato tale, a prescindere da tutto”.

Il momento si chiude con una piccola gaffe di Carlo Conti che congeda Uma Thurman per poi doverla richiamare sul palco: non le aveva conseganto il David.

Poi, Aldo Signoretti vince il David come Miglior Acconciatore per “Loro”, mentre va a Dalia Colli e Lorenzo Tamburini quello dedicato al Miglior Truccatore per “Dogman”.
Il passaggio successivo è dedicato al David Speciale per Dario Argento, salutato da una standing ovation del pubblico.

A consegnare la statuetta è l’attrice Stefania Rocca, che ha recitato per lui ne “Il cartaio”.
Argento si toglie anche un sassolino dalla carpa: “Ho fatto cinema per più di quarant’anni e questo è il primo David che ricevo. Un po’ tardi”.

Il David per la Miglior Regia se lo contendono Mario Martone per “Capri – revolution”, Luca Guadagnino per “Chimami col tuo nome”, Matteo Garrone per “Dogman”, Valeria Golino per “Euforia” e Alice Rohrwacher per “Lazzaro felice”.
Vince Matteo Garrone ed è Stefano Accorsi a consegnargli la statuetta. “Dogman” sta facendo incetta di premi.

Avanti con la premiazione della Miglior Canzone Originale. Il David va al cantautore statunitense Sufjan Stevens per il brano “Mistery of love” nel film “Chiamami col tuo nome”. Non è sul palco a ritirare i lpremio perché non è potuto venire in Italia.

La serata prosegue con il riconoscimento speciale per la scenografa Premio Oscar Francesca Lo Schiavo. Altra piccola leggerezza di Carlo Conti, che dà l’idea di non cogliere (o comunque lascia correre) la dedica della Lo Schiavo al grande scenografo Dante Ferretti.
Il David per la Migliore Sceneggiatura non originale, invece, va a James Ivory, Luca Guadagnino e Walter Fasano per “Chiamami col tuo nome”.
Il Miglior Montatore è Marco Spoletini che ha lavorato in “Dogman” di Matteo Garrone.

A Cinemaundici e Lucky Red va il David dedicato al Miglior Produttore. Di nuovo un modo per ricordare con commozione Stefano Cucchi.
Alessandro Di Gregorio vince il David per il Miglior Cortometraggio. Il suo lavoro si intitola “Frontiera” e parla di migranti. Anche lui lancia un appello affinché non ci si prendere in giro cadendo nello scontro e si faccia di tutto per restare umani.
Lo segue Victor Perez, a cui va il premio per i Migliori Effetti Visivi per il suo lavoro in “Il ragazzo invisibile – Seconda Generazione”.
A Maricetta Lombardo, Alessandro Molaioli, Davide Favargiotti, Mauro Eusepi, Mirko Perri e Michele Mazzucco va il David per il Miglior Suono del film “Dogman”.

Ed ora la Direttrice dell’Accademia del Cinema Italiano, Piera Detassis sale sul palco per premiare i Migliori Film del 2018.

Il Miglior Film straniero è “Roma” di Alfonso Cuarón.

Il David di Donatello per il Miglior Film va a “Dogman” di Matteo Garrone.

La 64ª edizione dei David di Donatello finisce qui.


Condividi su
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
Continua a leggere
Advertisement
Clicca per commentare

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Cultura - programmi culturali in TV

La Traviata film opera su Rai 3 dal capolavoro di Giuseppe Verdi in prima tv

Tutte le notizie sul nuovo allestimento dell'opera di Giuseppe Verdi mandata in onda sulla terza rete in prima visione
Norma Cloè

Pubblicato

il

La Traviata film opera
Condividi su
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  

L’Opera di Roma e Rai Cultura tornano a produrre un film-opera, questa volta del capolavoro di Giuseppe Verdi La Traviata. Il film opera è proposto in prima tv su Rai 3 venerdì 9 aprile alle 21.20.

La Traviata film opera su Rai 3

La Traviata segue lo straordinario successo televisivo e di critica del Barbiere di Siviglia di Rossini che sempre la terza rete aveva mandato in onda lo scorso autunno.

Protagonisti di La Traviata sono ancora Daniele Gatti, Direttore musicale del Teatro, e Mario Martone, che firma regia e scene.

Protagonista è Violetta Valery, interpretata dal soprano americano di origine cubana Lisette Oropesa, reduce dal successo televisivo di “A riveder le stelle”, che ha inaugurato la stagione della Scala. Accanto a lei il tenore Saimir Pirgu nel ruolo di  Alfredo e il baritono Roberto Frontali nella parte di Giorgio Germont.

Il cast è completato da Anastasia Boldyreva nel ruolo di Flora e Roberto Accurso in quello del Barone Douphol.

Molti gli artisti di “Fabbrica”, lo Young Artist Program dell’Opera di Roma, a essere coinvolti nella produzione. Tra questi: Angela Schisano (Annina), Arturo Espinosa (Marchese D’Obigny) e Rodrigo Ortiz (Gastone), mentre Andrii Ganchuk sarà il Dottor Grenvil. In scena anche Michael Alfonsi (Giuseppe), Leo Paul Chiarot (un domestico) e Francesco Luccioni (un commissario).

Dichiarazioni di Mario Martone

Ecco la dichiarazione di Mario Martone sull’opera film

«Il barbiere di Siviglia e La traviata, in questa forma mista tra teatro, cinema e televisione, erano scommesse difficili, considerando i tempi strettissimi di ripresa. Sono riuscito a realizzarle grazie al coinvolgimento straordinario di tutte le persone di Rai Cultura e della squadra operativa di Napoli. La loro passione ha fatto scavalcare ogni ostacolo, e non era affatto scontato. È stato un vero coinvolgimento artistico e professionale, che spero apra anche nuove prospettive per il futuro».

Coro e allestimento

Il Coro dell’Opera di Roma è diretto dal maestro Roberto Gabbiani, mentre il Corpo di Ballo, diretto da Eleonora Abbagnato, interpreta coreografie di Michela Lucenti.
Nel nuovo allestimento dell’opera di Verdi su libretto di Francesco Maria Piave, i costumi sono firmati da Anna Biagiotti, mentre Pasquale Mari cura la fotografia.


Condividi su
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
Continua a leggere

Cultura - programmi culturali in TV

Via Crucis 2021: diretta del rito del Venerdì Santo, Papa Francesco da San Pietro

Rai 1 manda in onda il tradizionale rito pasquale del Venerdì Santo che commemora la passione e la crocifissione di Gesù. Papa Francesco celebra il rituale dalla Basilica di San Pietro.
Irene Verrocchio

Pubblicato

il

Via Crucis 2021 diretta Rai 1
Condividi su
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  

Venerdì 2 aprile Rai 1 e Tv 2000 hanno trasmesso, dalle ore 20:50, il Rito della Via Crucis 2021. Come è già accaduto lo scorso anno Papa Francesco non può tenere la celebrazione al Colosseo a causa della pandemia.

La tradizionale funzione pasquale si svolge infatti nuovamente nella cornice del Sagrato della Basilica di San Pietro.

Nel corso della commemorazione delle tappe che ripercorrono la Passione e la Crocifissione, il Santo Padre è supportato dal gruppo di Scout di Foligno e dai giovanissimi della parrocchia Santi Martiri dell’Uganda di Roma per recitare le meditazioni. Sono anche gli autori delle illustrazioni che introducono ogni tappa della Via Crucis.

Via Crucis 2021 Santo Padre

Via Crucis 2021, Vespa introduce la diretta del rito del Venerdì Santo

La diretta del rito della Via Crucis 2021 viene introdotta da un breve speciale di Porta a Porta intitolato Il dolore e la Speranza. Bruno Vespa conduce dalle vie, spettrali, circostanti il Colosseo, che negli anni passati erano colme di fedeli per il rito pasquale. Il giornalista è affiancato da Flavio Insinna che introduce alcune storie incentrate sulla pandemia.

Sono presenti alcuni famigliari delle vittime del Covid ed alcuni medici che hanno affrontato in prima linea l‘emergenza sanitaria. Focus inoltre sulle attività di volontariato nei tempi del lockdown. Interviene anche Camilla Moccia, la celebre ristoratrice di Ostia diventata il simbolo della crisi che coinvolto il suo settore.

Via Crucis 2021 San Pietro

Via Crucis 2021, Papa Francesco da San Pietro

Papa Francesco svolge il rituale, per il secondo anno consecutivo, da Piazza San Pietro. Il rito della Via Crucis è introdotto dai versi tratti da una lettera scritta dai bambini per Gesù, che sono i protagonisti dell’evento 2021. Sono infatti assenti personaggi del mondo dello spettacolo che hanno partecipato negli anni passati.

La Via Crucis inizia con le prime due stazioni, Gesù è condannato a morte e Gesù è caricato della Croce. Dopo la lettura di alcuni passi tratti dal Vangelo di Luca, alcuni bambini spiegano gli insegnamenti che Gesù ha fornito attraverso tramite il suo esempio. Emergono temi come la solidarietà e l’amore per il prossimo.

Al termine di ogni tappa, i presenti in Piazza San Pietro recitano il Padre nostro in latino.

La terza stazione invece è denominata Gesù cade la prima volta, dal libro del Profeta Isaia,  nel quale il Messia si è fatto carico delle sofferenze dell’umanità. La successiva è Gesù incontra sua Madre. Il racconto è tratto dal Vangelo di Giovanni. 

Via Crucis 2021 fedeli

La quinta stazione della Via Crucis

Il Cireneo aiuta Gesù a portare la croce è la denominazione della quinta tappa del rito della Via Crucis, dal Vangelo di Matteo. Simone di Cirene, soprannominato il Cireneo, presta il suo supporto a Gesù durante la salita al Golgota per la crocifissione. Qui i bambini recitano un monologo contro il razzismo.

La sesta stazione, dal libro di Isaia, è La Veronica asciuga il volto di Gesù. I bambini raccontano un episodio di vicinanza al prossimo. La tappa successiva è Gesù cade per la seconda volta nel quale il Messia appare sempre più stremato. I piccoli protagonisti narrano alcuni episodi di solidarietà tra pari.

Il Vangelo di Luca si occupa dell’ottava stazione, Gesù incontra le donne di Gerusalemme. Egli invita loro a riversare le lacrime per i propri figli anziché per lui, che sta continuando la salita con la Croce.

Via Papa

Via Crucis 2021, la nona stazione

Nella nona stazione Gesù cade per la terza volta (Vangelo secondo Luca), il Messia è quasi giunto alla vetta ma gli mancano le forze per proseguire il cammino. I bambini ed il Santo Padre dedicano spazio alla pandemia, che ha generato molta sofferenza per l’umanità.

In Gesù è spogliato delle vesti (Vangelo di Matteo), egli è stato posto sulla Croce. I soldati romani lo denudano e si dividono i suoi abiti. Una ragazzina spiega di aver donato delle bambole alle bambine più. E’ un esempio contro l’egoismo e sul desiderio di fare a meno del superfluo.

Nell’undicesima stazione Gesù è inchiodato alla Croce, tratto dal Vangelo di Luca, viene deriso dai soldati che lo invitano a dare dimostrazione di essere realmente il Re dei Giudei. Lo invitano infatti a salvare se stesso.

La dodicesima stazione, Gesù muore in Croce, racconta del Cristo morente che prima esalare l’ultimo sospiro si riferì al padre pronunciando: ” Nelle tue mani consegno il mio spirito”.

Via Crucis 2021 stazioni

Via Crucis 2021, le ultime stazioni

In Gesù è deposto dalla Croce, tredicesima stazione, Giuseppe chiede a Ponzio Pilato di avere il corpo del Cristo. Quest’ultimo ordinò ai propri uomini di esaudire la richiesta. Tratto dal Vangelo di Matteo.

Nella quattordicesima stazione, Il corpo di Gesù è posto nel sepolcro Giuseppe prende il corpo, lo avvolge in un lenzuolo pulito e lo conserva, appunto, nel sepolcro (Vangelo secondo Matteo).

Il monologo dei bambini nelle ultime tappe della Via Crucis è dedicato alla perdita dei famigliari a causa del Covid. 

Terminata la commemorazione della Via Crucis Papa Francesco prega per tutti ma soprattutto per i bambini con la speranza che possano essere protetti dal Signore. Successivamente alcuni di essi raggiungono il sagrato per accarezzare la bianche vesti del Santo Padre.


Condividi su
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
Continua a leggere

Cultura - programmi culturali in TV

L’Odissea di Domenico Iannacone viaggio spiazzante nella disabilità mentale

Il viaggio del conduttore e regista nelle vite dei giovani attori del Teatro Patologico di Roma. Chi sono, aspettative per il futuro.
Riccardo Chiaravalli

Pubblicato

il

Odissea Iannacone
Condividi su
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  

L’Odissea è il film documentario di Domenico Iannacone che va in onda venerdì 2 aprile alle 21.20 su Rai 3.  L’arrivo sul piccolo schermo della terza rete accade nella ricorrenza del Venerdì Santo e della Giornata Mondiale della consapevolezza dell’autismo, istituita dall’ONU. Si tratta di una serata evento.

Odissea Domenico Iannacone

L’Odissea Domenico Iannacone e il Teatro Patologico

A più di quarant’anni dalla legge Basaglia e dall’abolizione dei manicomi in Italia, il film-documentario di Domenico Iannacone compie un viaggio spiazzante nel mondo della disabilità mentale.

L’Odissea fa conoscere ai telespettatori con grande delicatezza le vite di Paolo, Fabio, Claudia, Marina, Andrea. Sono gli attori affetti da disagio psichico che animano il Teatro Patologico di Roma diretto da Dario D’Ambrosi che ne è anche direttore artistico. E’ stato fondato nel 1992 ed ha come obiettivo trovare un contatto tra il teatro e le gravi malattie mentali. Dal 2009 il Teatro Patologico ha la sua sede stabile in via Cassia 472 a Roma, dove apre la Prima Scuola Europea di Formazione Teatrale per ragazzi disabili psichici. Iannacone aveva già presentato il Teatro Patologico nel ciclo del programma Che ci faccio qui in onda nelle edizioni passate sempre su Rai 3.

Si tratta di un viaggio nel viaggio. Il racconto di una rappresentazione teatrale che diviene metafora dell’uomo moderno, costretto a combattere contro il destino avverso. Un destino che lo porta ad affrontare mille pericoli e superare continue sfide.

Odissea Iannacone cast

Il viaggio di Ulisse come quello dei ragazzi

Il legame tra L’Odissea ed il travagliato viaggio di Ulisse si rispecchia nel doloroso excursus dei ragazzi. Oltre alle sfide personali legate alle difficoltà della loro condizione, si sono trovati a subire ulteriori restrizioni e l’isolamento imposti dalla pandemia Covid-19.

Nel film-documentario, le vicende del racconto omerico s’intrecciano con le esistenze degli attori chiamati a rappresentarlo sulla scena, mettendo a nudo le insicurezze, gli sforzi e le difficoltà di realizzare una rappresentazione così ambiziosa.
Attraverso L’Odissea, Domenico Iannacone accende i riflettori su chi vive quotidianamente il dramma della malattia mentale. E racconta lo scontro continuo tra apparente fragilità fisica e forza interiore, tra sofferenza e speranza, tra caduta e rinascita. Il tutto in una suggestiva e illuminante riflessione su quanto in fondo sia labile il confine tra “normalità” e follia.

L’Odissea è un film-documentario di Domenico Iannacone con la regia dello stesso Domenico Iannacone e di Lorenzo Scurati. E’ prodotto da Hangar TV di Gregorio Paolini.

L’appuntamento è sulla terza rete di viale Mazzini il 2 aprile in prima serata, alle ore 21:20.


Condividi su
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
Continua a leggere
Advertisement

Seguici su:

Di tendenza

Maridacaterini.it è una testata giornalistica iscritta al registro della stampa del tribunale di Roma, al numero 187/2015 - P.Iva 05263700659 – Tutti i diritti riservati

Copyright © 2021 www.maridacaterini.it