Meraviglie – La penisola dei tesori | diretta 9 aprile 2019 | Viaggio ad Urbino, sul Monte Bianco e nel Salento

Nell'ultima puntata Alberto Angelo visiterà Urbino, il Monte Bianco e Lecce e Melpignano. In Puglia si farà aiutare da Giuliano Sangiorgi, leader dei Negramaro, per raccontare la storia della città.


La prima tappa del conduttore sarà nelle Marche, in particolare ad Urbino, città rinascimentale ricca di cultura. Visiterà il Palazzo ducale, il centro storico e la casa in cui nel 1483 nacque Raffaello Sanzio.

Successivamente si sposterà sul Monte Bianco. Dalla sue vette è nato l’alpinismo, disciplina che coinvolge migliaia di appassionati. Uno di loro era il duca Degli Abruzzi. Verrà lasciato ampio spazio alle storie e i miti riguardanti queste cime.

Dalla montagna Alberto Angela arriverà a Lecce, città d’arte che vanta origini antichissime che si mescolano con lo stile barocco degli edifici. Giuliano Sangiorgi, membro dei Negramaro, racconterà la storia della città. Sarà possibile ammirare il centro storico, le chiese e l’ex monastero degli Olivetani.

Infine raggiungerà Melpignano, luogo in cui affondano le radici dell’antica tradizione della taranta.

Seguiamo insieme la puntata:

“L’insieme delle bellezze che abbiamo nel nostro paese rappresenta un patrimonio straordinario, da proteggere e tutelare.” Così introduce Alberto Angela l’ultima puntata.

Il conduttore si trova ad Urbino, città ricca di storia e cultura. L‘Unesco ha dichiarato il suo centro storico,  patrimonio mondiale dell’umanità.

E’ una città che ha conosciuto il massimo splendore nel Quattrocento. Grazie alla creatività dei suoi abitanti ha lasciato il segno nella storia.  Il Palazzo Ducale copre 20.000 metri quadrati su più piani.Proprietario era di Federico da Montefeltro, duca di Urbino. Il palazzo era un luogo in pieno di fermento dove sono passati molti personaggi come Lucrezia Borgia e il Papa dell’epoca.  L’enorme salone del palazzo ospitava grandi banchetti, vi erano costantemente circa 500 persone tra ospiti, cameriere e guardiani.

Il duca di Urbino era uno dei più potenti capitani di ventura. Un suo ritratto è affisso in una delle stanze del palazzo. E’ raffigurato mentre legge un libro.  Sta a significare che la sua vita era attiva sia dal punto di vista fisico che intellettuale.  Si faceva ritrarre sempre di profilo perchè a causa di un incidente il suo viso era deturpato ed aveva perso anche un occhio.

Ilvo Diamanti, sociologo e politologo, ha visitato Urbino trent’anni fa per un corso universitario e da quel momento ha deciso di ritornarci sempre.Attualmente è professore ordinario di Scienza Politica all’Università di Urbino. L’Universitàè nata agli inizi del Cinquecento. Ancora oggi è considerata un importante centro del sapere.

Alberto Angela ci conduce all ‘esterno del palazzo ducale per illustrarci delle incisioni sulla pietra i quali contenevano dei messaggi. Alcuni di essi furono incisi nel Cinquecento.

Federico da Montefeltro amava ritirarsi nello studio. Le pareti della stanza sono coperte da tarsie lignee sulle quali sono ritratte varie rappresentazioni: dalle armature ai libri, ai leggii, vi sono elementi che richiamano la geometria e l’aritmetica e strumenti musicali. Il duca aveva una grande fame di conoscenza. 

Nel periodo rinascimentale la matematica entrava prepotentemente nell’arte, come ad esempio nell’opera La città ideale.  L’opera mostra una vasta piazza in prospettiva lineare centrica. Al centro spicca un grande edificio circolare, che ha un carattere di edificio pubblico, religioso come chiarisce la croce sulla sommità.

Alberto Angela ora si sposta nella casa natia di Raffaello Sanzio. Il giovane Raffaello ha imparato dal padre ad utilizzare magistralmente i pennelli, in quanto anche lui era un pittore. Il suo nome era Giovanni Santi. 

Raffaello già all’età di 15 anni aveva realizzato l’affresco la Madonna di Casa Santi. Nell’opera Maria è seduta con il bambino in braccio mentre è assorta nella lettura.

L’opera La muta è stata realizzata nel 1507. La donna era da poco diventata vedova e per questo il volto esprime una notevole tristezza.

Alberto Angela ora si sposta in Valle D’Aosta, al confine con la Francia, sul Monte Bianco. E’ un gruppo montuoso che si estende per 40 km di lunghezza e 15 km di larghezza. Il Monte Bianco è alto circa 4800 metri. Viene misurato ogni due anni perchè cambia  forma a causa dello spessore del ghiaccio che non rimane costante.

Luigi Amedeo di Savoia, duca degli Abruzzi era un grande appassionato del Monte Bianco. All’età di circa sei anni era già mozzo e a 16 aveva già girato il mondo. Si innamorò a prima vista del paesaggio montuoso.

Il Monte Bianco ha circa 42 ghiacciai, è un numero variabile a causa del parziale scioglimento del ghiaccio. Non appena si riabbassano le temperature si riformano, anche in numero maggiore.

La prima escursione sulla vetta è stata realizzata nel 1796. Da li sono nate le guide alpine che accompagnavano appassionati e turisti sulla vetta. A fine Settecento nasce così l‘alpinismo. I clienti a fine giornata annotavano su un taccuino le loro opinioni sull‘esperienza vissuta.

Alberto Angela spiega cos’è il quarzo, un minerale che si trova in montagna. Ci illustra una stanza stracolma di quarzi i quali venivano rivenduti come pietre preziose. I quarzi più chiari si trovano più basso. Mano a mano che si sale sulla vetta i quarzi sono più scuri.

Da anni non è più consentito raccoglierli in montagna in modo tale da tutelarli. 

In provincia di Lucca vi è il Ponte della Maddalena, detto Ponte del diavolo. Una leggenda narra che il diavolo lo avrebbe costruito in una sola notte in cambio dell’anima della prima persona che passerà li sopra.

Il viaggio di Alberto Angela prosegue in un altro luogo: Il Salento. Qui si incontrano il mare Adriatico ed il mar Ionio. Il centro storico di Lecce ha tre porte principali, La porta di San Biagio è alta 17 metri ,in passato al suo posto vi era una torre di avvistamento. Al centro vi sono tre stemmi, tra cui quello caratteristico della città.

La Chiesa di San Matteo nacque a fine Seicento dai disegni dell’architetto Larducci e presenta gli elementi architettonici delle chiese barocche. Il suo accordo plastico composto dall’ ordine inferiore convesso e il superiore concavo è poco usuale tra i monumenti dell’arte del Salento e di Lecce.

La pietra leccese è molto facile da lavorare e compone la maggioranza delle opere pugliesi. Palazzo Marrese è composta da quattro cariatidi che reggono la cornice e sono state realizzate con la pietra leccese.

Giuliano Sangiorgi, leader dei Negramaro, è originario del Salento. Tornando da un viaggio in America ha riscoperto le bellezze della sua terra.

Alberto Angela narra la storia della via Appia. E’ una strada romana, che collegava l‘antica Roma a Brundisium (Brindisi), il più importante porto per la Grecia e l’Oriente nell’antica Roma.

Il teatro romano di Lecce è un monumento di epoca romana situato nel centro storico della città.

Il conduttore ci porta all’interno del Monastero degli Olivetani.  I benedettini di Monte Oliveto presero possesso del monastero e modificarono la struttura. All’interno vi sono elementi legati all‘acqua, come le decorazioni che ritraggono sirene.

Il monastero oggi si è trasformato in un’università e le ex celle dei benedettini sono diventate le stanze dei docenti. 

La Piazza del Duomo è una delle piazze principali di Lecce, costruita in stile barocco. Qui si trova la Cattedrale di Santa Maria Assunta , il Campanile, l’Episcopio, e il Palazzo del Seminario. 

Un’importante tradizione salentina è la taranta, rito di danza e musica. Ogni estate in Puglia si celebra il Festival della taranta dove le piazze sono gremite di persone che ballano la pizzica.

Secondo la leggenda la pizzica nasce come rito di guarigione dal morso della tarantola. Solo attraverso la danza sfrenata era possibile venir fuori dallo stato di malessere.

Da Melpignano termina l’ultimo appuntamento di Meraviglie – La penisola dei tesori.



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