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Shakespeare in Italy dal 15 gennaio su Rai5

Shakespeare in Italy: la serie in due puntate racconta l'origine del famoso drammaturgo e i motivi per i quali ambientava le opere più famose nel nostro paese

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Shakespeare in Italy: la serie in due puntate racconta l'origine del famoso drammaturgo e i motivi per i quali ambientava le opere più famose nel nostro paese
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La prima domanda che si pone la serie è la seguente: perché William Shakespeare ambientava le sue opere in Italia? L’interrogativo affascina da sempre appassionati e studiosi.

Infatti i paesaggi italiani sono presenti spesso nelle opere di William Shakespeare e fanno da sfondo a molti tra i più importanti capolavori teatrali addirittura 15 su 37, realizzati dal celebre drammaturgo inglese tra il XVI e il XVII secolo. Si tratta di una circostanza solo scenografica oppure questa scelta nasconde un enigma ancora non risolto?

Francesco da Mosto, presentatore di origine italiana, si sposta in varie località del nostro paese legate all’opera del grande drammaturgo, da Venezia a Padova, da Verona a Messina. Un viaggio accompagnato dai versi delle opere ambientate o ispirate da questi luoghi, come “La Bisbetica Domata”, “Giulietta e Romeo”, “Molto Rumore per Nulla” e “Otello”.

William Shakespeare

Tragedie che sono grandi classici shakespeariani, sono basate su un’ambientazione sia geografica che culturale made in Italy. Alcune sono divenute in assoluto tra le più famose e rappresentate in tutto il mondo, come Otello, ambientato nella Venezia di fine ‘500, Giulietta e Romeo che si svolge a Verona, e Molto rumore per nulla, sul cui sfondo compare Messina.

Da Mosto avanza un’ipotesi suggestiva e non del tutto irrealistica perchè sostenuta anche da altri studiosi e dal prestigioso quotidiano inglese “The Times” che ha sollevato la questione delle origini del Bardo.

Shakespeare può avere effettivamente soggiornato in Italia, forse durante i suoi “anni perduti”. Per quanto riguarda la Sicilia si imbatterà in un’ipotesi ancora più temeraria, quella di uno Shakespeare siciliano.

Dunque l’affascinante teoria secondo cui William Shakespeare sarebbe italiano e non inglese, troverebbe una giustificazione nella grande conoscenza dell’Italia e della cultura che traspaiono dalle opere del celebre drammaturgo e ne sarebbero la prima importante “prova”

Francesco da Mosto

Per il Bardo, il nostro paese era la patria del romanticismo, della bellezza, del mistero.

Nel primo episodio, Da Mosto racconta le città del Bel Paese che hanno fatto da sfondo alle storie d’amore shakespeariane: Verona, la città di “Giulietta e Romeo” ; Padova, dove è ambientata “La Bisbetica Domata”; Venezia, la città di Otello. E anche laddove c’è un tragico finale, il messaggio è che un sentimento puro può rendere migliore il nostro mondo.

Mentre la storia “ufficiale” parla del Bardo nato e morto nel borgo britannico di Stradford-upon-Avon, secondo tale teoria William Shakespeare sarebbe Michelangelo Florio Crollalanza, nato a Messina nel 1564. Era figlio del medico Giovanni Florio e della nobildonna Guglielma Crollalanza cognome che sarebbe l’esatta traduzione di Shakespeare, da shake, “scrollare” e speare, “lancia”. La famiglia fu costretta ad abbandonare la Sicilia rifugiandosi prima in Veneto e, successivamente, in Inghilterra per la loro espressa fede calvinista e per non essere perseguitato con la famiglia d’origine dalla Santa Inquisizione.

Questa ipotesi spiegherebbe la grande conoscenza di Shakespeare dei luoghi italiani dove ha ambientato le sue opere più note.


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