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Cultura - programmi culturali in TV

Elisir d’amore da Malpensa, la recensione

L'esecuzione dell'opera nella singolare location dell'areoporto milanese
Paola Pariset.

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L'esecuzione dell'opera nella singolare location dell'areoporto milanese
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Trasmesso in diretta da Rai5 – alle 18,45 – grazie a 15 telecamere, due stazioni satellitari, 20 punti camera, 14 operatori e un pullman-regìa – “L’elisir d’amore” passerà alla Radio Svizzera, in Germania, a Parigi. L’esecuzione era immessa nell’area del ristorante RossoPomodoro dell’Aeroporto, negli spazi del check-in, nell’area di lancio dove era situata l’orchestra, insomma mentre lo scalo era in  piena attività e i passeggeri transitando potevano vedere i cantanti in azione, sostare coi bambini in braccio, con valige e trolley, facendo parte del tutto ed essendone contentissimi alla fine.

Ci hanno pensato Neri Marcorè e la berlinese Annette Gerlach a presentare gioiosamente il tutto, e a raccogliere le prime – tutte positive – impressioni del pubblico, un pubblico senza biglietto e che continuava a vivere la sua quotidianità.

Era questo lo scopo degli organizzatori – Teatro alla Scala, Rai, Regione Lombardia – quello che voleva il regista Grisha Asagaroff ma soprattutto il sovrintendente scaligero Alexander Pereira, non nuovo a scelte del genere da quando era ancora all’Opera di Zurigo: l’uscita dell’opera lirica dai teatri ammuffiti, e il suo ingresso nella vita dei cittadini. Arte-vita: l’intero Novecento artistico ha vissuto e vive tuttora quest’aspirazione, la spoliazione degli aspetti ‘alti’, aulici dell’opera d’arte ed il suo adire la vita comune.

I primi furono i Futuristi, che per la musica pretesero che essa sposasse i rumori quotidiani – Russolo inventò un ‘intonarumori’ all’uopo – sino ad arrivare all’oggi di Karlheinz Stockhausen, del quale al Parco della Musica nel 2009 il Quartetto Arditti eseguì per primo “Helikopter Quartet”, coi quattro strumentisti ognuno dentro un elicottero (ben poco gradevole però era il suono degli archi sopraffatto dal  fragore dei motori).

Così il ‘cameriere’ Nemorino (ardente tenore Vittorio Grigolo) amoreggiava con la ‘proprietaria del punto ristoro’ Adina (soprano Eleonora Buratto, bravissima) fra tavolini sparsi, destinati al Coro (cantanti in divisa) e ad avventori come il presidente di Confindustria Squinzi, Cristina Cappellini dell’Assessorato alla Cultura, lo stesso sovrintendente Pereira, che affermava di vivere ancora l’amore infantile per il gioco. Nello spazio del check-in compariva poi  Dulcamara (il famoso basso Michele Pertusi) in giacca color zucca e fazzolettino verde nel taschino (è escluso ogni improprio riferimento) coi suoi medicamenti fittizi ed elisir, e il sergente Belcore (baritono Mattia Olivieri) qui in  divisa da pilota: personaggi che nel II atto compaiono per un po’ coi bellissimi costumi disegnati da Tullio Pericoli per “L’elisir d’amore”, che fra pochissimo sarà inscenato al Teatro alla Scala. A questo punto sorgeva impervisto un palco: ma la gente che transitava e si fermava a guardare era quella, e fotografava col telefonino, ed applaudiva felice (“Quando mai andiamo alla Scala? E’ bellissimo!”).

Poi tutto riprendeva come prima, Adina col vestitino a pois, Nemorino ormai in divisa perché deciso a passare alla vita miitare, dopo i dinieghi di Adina: ed il bellissimo passaggio musicale della confessione d’amore della giovane al fidanzato affranto, avveniva lungo il nastro scorrevole del trasporto-bagagli. Oltre all’entusiasmo generale, quel che ha trionfato nell’ “Elisir” della Malpensa è stata la musica,  così ben diretta da Fabio Luisi, e la bellezza delle voci – specie del soprano lirico, con le sue morbidissime emissioni e la finezza di gorgheggi – e del tenore Grigolo che – a parte le sue esternazioni in ambito pop –  è stato ancora una volta capace, con la sua fresca voce di eterno ragazzo, di rendere credibile e papitante il ruolo agrodolce di Nemorino. Ciascuno di noi è ora tenuto al giudizio.

Le esecuzioni sono state splendide e forse il futuro della musica d’arte è questo, secondo molti: vanno messe però nel conto le difficoltà degli artisti, costretti a spostarsi di continuo con mancanza di unità delle sonorità disperse nei vari luoghi, le difficoltà dell’orchestra che, non potendo spostarsi, è stata costretta – l’unica ammissione del direttore Luisi  – a suonare senza sentire le voci, infine l’impossibilità di disporre di un’acustica adatta alla musica (si lotta tanto, nei teatri e sale concertistiche, per giungere alla miglore acustica possibile). Così ogni volta si perde qualcosa, al ‘qualcosa’ (che si accumula) si adegua l’orecchio, sino all’inevitabile abbassamento del livello musicale generale. Occorrerebbe abbassare invece i prezzi degli spettacoli, per avvvicinare i giovani alla lirica. Ma questo è solo un parere personale.

Qui la Bohéme dal Teatro Grande di Pompei.
                                            


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Cultura - programmi culturali in TV

La Traviata film opera su Rai 3 dal capolavoro di Giuseppe Verdi in prima tv

Tutte le notizie sul nuovo allestimento dell'opera di Giuseppe Verdi mandata in onda sulla terza rete in prima visione
Norma Cloè

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La Traviata film opera
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L’Opera di Roma e Rai Cultura tornano a produrre un film-opera, questa volta del capolavoro di Giuseppe Verdi La Traviata. Il film opera è proposto in prima tv su Rai 3 venerdì 9 aprile alle 21.20.

La Traviata film opera su Rai 3

La Traviata segue lo straordinario successo televisivo e di critica del Barbiere di Siviglia di Rossini che sempre la terza rete aveva mandato in onda lo scorso autunno.

Protagonisti di La Traviata sono ancora Daniele Gatti, Direttore musicale del Teatro, e Mario Martone, che firma regia e scene.

Protagonista è Violetta Valery, interpretata dal soprano americano di origine cubana Lisette Oropesa, reduce dal successo televisivo di “A riveder le stelle”, che ha inaugurato la stagione della Scala. Accanto a lei il tenore Saimir Pirgu nel ruolo di  Alfredo e il baritono Roberto Frontali nella parte di Giorgio Germont.

Il cast è completato da Anastasia Boldyreva nel ruolo di Flora e Roberto Accurso in quello del Barone Douphol.

Molti gli artisti di “Fabbrica”, lo Young Artist Program dell’Opera di Roma, a essere coinvolti nella produzione. Tra questi: Angela Schisano (Annina), Arturo Espinosa (Marchese D’Obigny) e Rodrigo Ortiz (Gastone), mentre Andrii Ganchuk sarà il Dottor Grenvil. In scena anche Michael Alfonsi (Giuseppe), Leo Paul Chiarot (un domestico) e Francesco Luccioni (un commissario).

Dichiarazioni di Mario Martone

Ecco la dichiarazione di Mario Martone sull’opera film

«Il barbiere di Siviglia e La traviata, in questa forma mista tra teatro, cinema e televisione, erano scommesse difficili, considerando i tempi strettissimi di ripresa. Sono riuscito a realizzarle grazie al coinvolgimento straordinario di tutte le persone di Rai Cultura e della squadra operativa di Napoli. La loro passione ha fatto scavalcare ogni ostacolo, e non era affatto scontato. È stato un vero coinvolgimento artistico e professionale, che spero apra anche nuove prospettive per il futuro».

Coro e allestimento

Il Coro dell’Opera di Roma è diretto dal maestro Roberto Gabbiani, mentre il Corpo di Ballo, diretto da Eleonora Abbagnato, interpreta coreografie di Michela Lucenti.
Nel nuovo allestimento dell’opera di Verdi su libretto di Francesco Maria Piave, i costumi sono firmati da Anna Biagiotti, mentre Pasquale Mari cura la fotografia.


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Via Crucis 2021: diretta del rito del Venerdì Santo, Papa Francesco da San Pietro

Rai 1 manda in onda il tradizionale rito pasquale del Venerdì Santo che commemora la passione e la crocifissione di Gesù. Papa Francesco celebra il rituale dalla Basilica di San Pietro.
Irene Verrocchio

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Via Crucis 2021 diretta Rai 1
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Venerdì 2 aprile Rai 1 e Tv 2000 hanno trasmesso, dalle ore 20:50, il Rito della Via Crucis 2021. Come è già accaduto lo scorso anno Papa Francesco non può tenere la celebrazione al Colosseo a causa della pandemia.

La tradizionale funzione pasquale si svolge infatti nuovamente nella cornice del Sagrato della Basilica di San Pietro.

Nel corso della commemorazione delle tappe che ripercorrono la Passione e la Crocifissione, il Santo Padre è supportato dal gruppo di Scout di Foligno e dai giovanissimi della parrocchia Santi Martiri dell’Uganda di Roma per recitare le meditazioni. Sono anche gli autori delle illustrazioni che introducono ogni tappa della Via Crucis.

Via Crucis 2021 Santo Padre

Via Crucis 2021, Vespa introduce la diretta del rito del Venerdì Santo

La diretta del rito della Via Crucis 2021 viene introdotta da un breve speciale di Porta a Porta intitolato Il dolore e la Speranza. Bruno Vespa conduce dalle vie, spettrali, circostanti il Colosseo, che negli anni passati erano colme di fedeli per il rito pasquale. Il giornalista è affiancato da Flavio Insinna che introduce alcune storie incentrate sulla pandemia.

Sono presenti alcuni famigliari delle vittime del Covid ed alcuni medici che hanno affrontato in prima linea l‘emergenza sanitaria. Focus inoltre sulle attività di volontariato nei tempi del lockdown. Interviene anche Camilla Moccia, la celebre ristoratrice di Ostia diventata il simbolo della crisi che coinvolto il suo settore.

Via Crucis 2021 San Pietro

Via Crucis 2021, Papa Francesco da San Pietro

Papa Francesco svolge il rituale, per il secondo anno consecutivo, da Piazza San Pietro. Il rito della Via Crucis è introdotto dai versi tratti da una lettera scritta dai bambini per Gesù, che sono i protagonisti dell’evento 2021. Sono infatti assenti personaggi del mondo dello spettacolo che hanno partecipato negli anni passati.

La Via Crucis inizia con le prime due stazioni, Gesù è condannato a morte e Gesù è caricato della Croce. Dopo la lettura di alcuni passi tratti dal Vangelo di Luca, alcuni bambini spiegano gli insegnamenti che Gesù ha fornito attraverso tramite il suo esempio. Emergono temi come la solidarietà e l’amore per il prossimo.

Al termine di ogni tappa, i presenti in Piazza San Pietro recitano il Padre nostro in latino.

La terza stazione invece è denominata Gesù cade la prima volta, dal libro del Profeta Isaia,  nel quale il Messia si è fatto carico delle sofferenze dell’umanità. La successiva è Gesù incontra sua Madre. Il racconto è tratto dal Vangelo di Giovanni. 

Via Crucis 2021 fedeli

La quinta stazione della Via Crucis

Il Cireneo aiuta Gesù a portare la croce è la denominazione della quinta tappa del rito della Via Crucis, dal Vangelo di Matteo. Simone di Cirene, soprannominato il Cireneo, presta il suo supporto a Gesù durante la salita al Golgota per la crocifissione. Qui i bambini recitano un monologo contro il razzismo.

La sesta stazione, dal libro di Isaia, è La Veronica asciuga il volto di Gesù. I bambini raccontano un episodio di vicinanza al prossimo. La tappa successiva è Gesù cade per la seconda volta nel quale il Messia appare sempre più stremato. I piccoli protagonisti narrano alcuni episodi di solidarietà tra pari.

Il Vangelo di Luca si occupa dell’ottava stazione, Gesù incontra le donne di Gerusalemme. Egli invita loro a riversare le lacrime per i propri figli anziché per lui, che sta continuando la salita con la Croce.

Via Papa

Via Crucis 2021, la nona stazione

Nella nona stazione Gesù cade per la terza volta (Vangelo secondo Luca), il Messia è quasi giunto alla vetta ma gli mancano le forze per proseguire il cammino. I bambini ed il Santo Padre dedicano spazio alla pandemia, che ha generato molta sofferenza per l’umanità.

In Gesù è spogliato delle vesti (Vangelo di Matteo), egli è stato posto sulla Croce. I soldati romani lo denudano e si dividono i suoi abiti. Una ragazzina spiega di aver donato delle bambole alle bambine più. E’ un esempio contro l’egoismo e sul desiderio di fare a meno del superfluo.

Nell’undicesima stazione Gesù è inchiodato alla Croce, tratto dal Vangelo di Luca, viene deriso dai soldati che lo invitano a dare dimostrazione di essere realmente il Re dei Giudei. Lo invitano infatti a salvare se stesso.

La dodicesima stazione, Gesù muore in Croce, racconta del Cristo morente che prima esalare l’ultimo sospiro si riferì al padre pronunciando: ” Nelle tue mani consegno il mio spirito”.

Via Crucis 2021 stazioni

Via Crucis 2021, le ultime stazioni

In Gesù è deposto dalla Croce, tredicesima stazione, Giuseppe chiede a Ponzio Pilato di avere il corpo del Cristo. Quest’ultimo ordinò ai propri uomini di esaudire la richiesta. Tratto dal Vangelo di Matteo.

Nella quattordicesima stazione, Il corpo di Gesù è posto nel sepolcro Giuseppe prende il corpo, lo avvolge in un lenzuolo pulito e lo conserva, appunto, nel sepolcro (Vangelo secondo Matteo).

Il monologo dei bambini nelle ultime tappe della Via Crucis è dedicato alla perdita dei famigliari a causa del Covid. 

Terminata la commemorazione della Via Crucis Papa Francesco prega per tutti ma soprattutto per i bambini con la speranza che possano essere protetti dal Signore. Successivamente alcuni di essi raggiungono il sagrato per accarezzare la bianche vesti del Santo Padre.


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L’Odissea di Domenico Iannacone viaggio spiazzante nella disabilità mentale

Il viaggio del conduttore e regista nelle vite dei giovani attori del Teatro Patologico di Roma. Chi sono, aspettative per il futuro.
Riccardo Chiaravalli

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Odissea Iannacone
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L’Odissea è il film documentario di Domenico Iannacone che va in onda venerdì 2 aprile alle 21.20 su Rai 3.  L’arrivo sul piccolo schermo della terza rete accade nella ricorrenza del Venerdì Santo e della Giornata Mondiale della consapevolezza dell’autismo, istituita dall’ONU. Si tratta di una serata evento.

Odissea Domenico Iannacone

L’Odissea Domenico Iannacone e il Teatro Patologico

A più di quarant’anni dalla legge Basaglia e dall’abolizione dei manicomi in Italia, il film-documentario di Domenico Iannacone compie un viaggio spiazzante nel mondo della disabilità mentale.

L’Odissea fa conoscere ai telespettatori con grande delicatezza le vite di Paolo, Fabio, Claudia, Marina, Andrea. Sono gli attori affetti da disagio psichico che animano il Teatro Patologico di Roma diretto da Dario D’Ambrosi che ne è anche direttore artistico. E’ stato fondato nel 1992 ed ha come obiettivo trovare un contatto tra il teatro e le gravi malattie mentali. Dal 2009 il Teatro Patologico ha la sua sede stabile in via Cassia 472 a Roma, dove apre la Prima Scuola Europea di Formazione Teatrale per ragazzi disabili psichici. Iannacone aveva già presentato il Teatro Patologico nel ciclo del programma Che ci faccio qui in onda nelle edizioni passate sempre su Rai 3.

Si tratta di un viaggio nel viaggio. Il racconto di una rappresentazione teatrale che diviene metafora dell’uomo moderno, costretto a combattere contro il destino avverso. Un destino che lo porta ad affrontare mille pericoli e superare continue sfide.

Odissea Iannacone cast

Il viaggio di Ulisse come quello dei ragazzi

Il legame tra L’Odissea ed il travagliato viaggio di Ulisse si rispecchia nel doloroso excursus dei ragazzi. Oltre alle sfide personali legate alle difficoltà della loro condizione, si sono trovati a subire ulteriori restrizioni e l’isolamento imposti dalla pandemia Covid-19.

Nel film-documentario, le vicende del racconto omerico s’intrecciano con le esistenze degli attori chiamati a rappresentarlo sulla scena, mettendo a nudo le insicurezze, gli sforzi e le difficoltà di realizzare una rappresentazione così ambiziosa.
Attraverso L’Odissea, Domenico Iannacone accende i riflettori su chi vive quotidianamente il dramma della malattia mentale. E racconta lo scontro continuo tra apparente fragilità fisica e forza interiore, tra sofferenza e speranza, tra caduta e rinascita. Il tutto in una suggestiva e illuminante riflessione su quanto in fondo sia labile il confine tra “normalità” e follia.

L’Odissea è un film-documentario di Domenico Iannacone con la regia dello stesso Domenico Iannacone e di Lorenzo Scurati. E’ prodotto da Hangar TV di Gregorio Paolini.

L’appuntamento è sulla terza rete di viale Mazzini il 2 aprile in prima serata, alle ore 21:20.


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