Giovedì 7 maggio, su Rai 5, è proposto il docu-film Paolo Conte alla Scala. La pellicola è proposta dalle ore 21:25 circa, sulla rete visibile sul canale 23 del digitale terrestre.
Paolo Conte alla Scala, un progetto fortemente voluto da Caterina Caselli
Dietro alla realizzazione della produzione c’è Caterina Caselli. Cantante e produttrice discografica, che ha lanciato artisti come Andrea Bocelli ed Elisa, ha voluto fortemente il docu-film, che è prodotto dalla società Sugar Play, società nata all’interno del gruppo Sugar, storica casa editrice e discografica italiana.
La regia della pellicola è affidata a Giorgio Testi, regista con una carriera internazionale e vincitore di svariati riconoscimenti per i suoi documentari, realizzati con un approccio cinematografico. Oltre che in televisione, è possibile seguire il film anche in streaming su Rai Play.
Una progetto che ripercorre il concerto dell’artista
Al centro del docu-film Paolo Conte alla Scala vi è il racconto di quel che è accaduto il 19 febbraio del 2023. In tale data, presso il Teatro alla Scala, da 250 anni tempio riconosciuto in tutto il mondo dell’opera, della musica classica e del balletto, si è svolto il grande concerto firmato da Paolo Conte.
L’artista, che ha pubblicato in carriera ben 33 album e che ha ottenuto, fra i tanti riconoscimenti, un David di Donatello e un Nastro d’Argento, è stato il primo a portare la musica popolare, nella miglior eccezione possibile del termine, alla Scala.
Il film-documentario denominato Paolo Conte alla Scala mostra il maestro impegnato nelle prove e mentre si trovava dietro le quinte. Inoltre, mediante le sue parole, spiega a tutti il rapporto, fortissimo, che lo lega alla musica. La voce del Paolo Conte di oggi si mescola poi con quella dell’artista giovane, attraverso immagini di repertorio dell’archivio di famiglia.
Paolo Conte alla Scala, le parole di Caterina Caselli
L’arrivo della pellicola è commentato dalla già citata Caterina Caselli, che ha affermato: “È la realizzazione di un sogno che viene da molto lontano, è un’idea fissa che mi ha perseguitato per anni, praticamente da quando ho cominciato a collaborare con lui per divulgare e valorizzare la sua arte a livello internazionale. Qualche tempo fa, assistendo a un suo concerto, si è risvegliata in me prepotente quell’idea da sempre cullata che un artista di quella grandezza potesse esibirsi nel più importante teatro musicale italiano: la Scala“.