Vedete, sono uno di voi è un film documentario italiano del 2017 diretto da Ermanno Olmi, in onda su Tv2000. Il documentario, della durata di circa 76 minuti, è dedicato alla figura del cardinale Carlo Maria Martini, arcivescovo di Milano dal 1979 al 2002 e una delle personalità più significative della Chiesa cattolica italiana contemporanea.
Olmi non realizza una semplice biografia cronologica. Attraverso le parole di Martini, immagini d’archivio e materiali legati alla storia italiana del Novecento costruisce un ritratto umano e spirituale nel quale fede, politica, terrorismo, povertà, immigrazione e dialogo con i non credenti si intrecciano continuamente. Il titolo riprende una delle idee centrali del racconto: Martini non desiderava essere percepito come una figura distante, ma come un uomo capace di condividere dubbi e domande con le persone che incontrava.
Regia, produzione e protagonisti del film Vedete, sono uno di voi
La regia di Vedete, sono uno di voi è firmata da Ermanno Olmi, con la collaborazione alla regia di Giacomo Gatti. Il soggetto e la sceneggiatura sono di Olmi e Marco Garzonio, giornalista e biografo che per molti anni ha seguito da vicino Carlo Maria Martini.
Il film è prodotto dall’Istituto Luce Cinecittà con Rai Cinema. La fotografia è di Fabio Olmi, mentre il montaggio è curato da Paolo Cottignola. La colonna sonora utilizza anche composizioni di Fabio Vacchi e brani del Requiem di Giuseppe Verdi.
Protagonista assoluto è Carlo Maria Martini, presente attraverso registrazioni, fotografie e numerosi filmati d’archivio.
Il materiale proviene, tra gli altri, dagli archivi della famiglia Martini, dell’Istituto Luce, di Rai Com, del Centro Televisivo Vaticano, della Pontificia Università Gregoriana e dell’Archivio storico diocesano di Milano.
Anche la voce di Ermanno Olmi accompagna il racconto. Il regista non mantiene infatti una distanza impersonale dal protagonista, ma costruisce un’opera profondamente partecipe, nella quale la figura del cardinale diventa anche occasione per interrogarsi sul significato della fede e sulla società italiana.
Dove è stato girato?
Il luogo centrale di Vedete, sono uno di voi è inevitabilmente Milano, città alla quale Carlo Maria Martini ha legato oltre vent’anni del proprio ministero episcopale.
Il film alterna nuove riprese a una grande quantità di materiale storico. Milano viene raccontata attraverso il Duomo, le strade, le periferie e gli spazi nei quali il cardinale incontrava fedeli, lavoratori, giovani e persone ai margini della società.
Alcune immagini contemporanee sono state realizzate anche a Cesano Maderno, in provincia di Monza e Brianza. La produzione ha girato in particolare in Piazza Facchetti, utilizzando la vita quotidiana e serale della città all’interno del racconto.
Il documentario attraversa inoltre idealmente i luoghi legati alla vita di Martini, dal Piemonte dell’infanzia e della formazione religiosa fino agli anni trascorsi a Milano e all’ultima fase della sua esistenza.
La città lombarda rimane però il vero centro geografico e simbolico dell’opera. Non a caso la prima proiezione pubblica del documentario si è svolta il 10 febbraio 2017 proprio nel Duomo di Milano, a 37 anni dall’ingresso solenne di Martini nella diocesi ambrosiana.
Trama del film Vedete, sono uno di voi
Vedete, sono uno di voi ripercorre la vita di Carlo Maria Martini, nato a Torino nel 1927 e diventato una delle figure più autorevoli della Chiesa cattolica italiana.
Il racconto parte dalla formazione del giovane Martini e dalla decisione di dedicare la propria vita alla vocazione religiosa.
Entrato nella Compagnia di Gesù, viene ordinato sacerdote nel 1952.
Alla vocazione pastorale affianca una straordinaria preparazione culturale.
Martini diventa infatti un importante biblista e ricopre incarichi accademici di grande prestigio, fino a diventare rettore della Pontificia Università Gregoriana.
Nel 1979 arriva la svolta fondamentale.
Papa Giovanni Paolo II lo nomina arcivescovo di Milano.
Martini entra ufficialmente nella diocesi il 10 febbraio 1980.
Milano è in quel momento una città attraversata da profonde tensioni sociali.
Sono gli anni del terrorismo, delle trasformazioni economiche e delle ferite provocate dalla violenza politica.
Martini sceglie di non limitarsi alla dimensione istituzionale del proprio incarico.
Incontra lavoratori, detenuti, giovani e persone lontane dalla Chiesa.
Uno degli aspetti più significativi ricordati nel documentario riguarda proprio il suo rapporto con il mondo del terrorismo.
Il cardinale sostiene la necessità del dialogo e del pentimento e diventa un interlocutore anche per alcuni protagonisti degli anni di piombo.
Il film ricostruisce inoltre il suo rapporto con Milano.
Martini osserva una città che cambia rapidamente, nella quale alla crescita economica si affiancano nuove forme di solitudine e disuguaglianza.
Una delle iniziative più importanti è la Cattedra dei non credenti.
Il cardinale invita persone lontane dalla fede a confrontarsi pubblicamente con credenti e uomini di Chiesa.
Non cerca semplicemente di convincerle.
Vuole ascoltare le loro domande.
Questa capacità di dialogare anche con chi possiede idee differenti contribuisce a trasformarlo in un punto di riferimento che supera i confini del mondo cattolico.
Il documentario segue inoltre Martini nelle riflessioni sulla guerra, sulla giustizia sociale, sull’immigrazione e sul rapporto della Chiesa con una società sempre più secolarizzata.
Nel 2002, raggiunti i limiti di età, lascia la guida dell’arcidiocesi di Milano.
Si trasferisce per alcuni periodi a Gerusalemme, città fondamentale per i suoi studi biblici e per la sua spiritualità.
Spoiler finale
La parte conclusiva di Vedete, sono uno di voi affronta gli ultimi anni della vita del cardinale.
Martini è affetto dal morbo di Parkinson e le sue condizioni di salute peggiorano progressivamente.
La malattia limita la possibilità di parlare e muoversi, ma non interrompe la sua attività di riflessione.
Anche nell’ultima fase della propria vita continua a interrogarsi sul futuro della Chiesa.
Il documentario non costruisce però la conclusione intorno alla morte come semplice dato biografico.
Olmi utilizza gli ultimi anni di Martini per tornare sulle questioni che hanno accompagnato l’intera opera: che cosa significa credere, quale spazio deve avere il dubbio e come può la Chiesa continuare a parlare all’uomo contemporaneo?
Carlo Maria Martini muore il 31 agosto 2012 all’età di 85 anni.
La conclusione assume così la forma di un’eredità spirituale.
Rimangono le sue parole, gli incontri e soprattutto il metodo del dialogo: ascoltare prima di giudicare e accettare che persino la fede possa convivere con interrogativi difficili.
Olmi chiude il ritratto senza trasformare Martini in una figura irraggiungibile.
È proprio questo il significato del titolo Vedete, sono uno di voi: dietro il cardinale, il biblista e l’uomo di Chiesa rimane una persona che ha attraversato il proprio tempo condividendone paure, speranze e contraddizioni.
Protagonisti del film Vedete, sono uno di voi
Essendo un documentario biografico, Vedete, sono uno di voi non possiede un cast tradizionale di attori e personaggi. Il racconto è costruito soprattutto attraverso materiali autentici dedicati a Carlo Maria Martini e la narrazione di Ermanno Olmi.
- Carlo Maria Martini: se stesso, attraverso filmati e registrazioni d’archivio
- Ermanno Olmi: se stesso, voce narrante


