Questa sera su Sky Cinema Uno va in onda Ammazzare stanca Autobiografia di un assassino, film drammatico e crime del 2025 diretto da Daniele Vicari. La pellicola è liberamente ispirata all’autobiografia Ammazzare stanca di Antonio Zagari, figlio di un boss della ’ndrangheta calabrese trapiantata in Lombardia.
Il film racconta la parabola di Antonio Zagari, cresciuto dentro un destino criminale già scritto, tra famiglia, violenza, rapine, omicidi e carcere. A poco più di vent’anni, dopo aver seguito la strada imposta dal padre e dalla criminalità organizzata, Antonio arriva a una frattura interiore: capisce di non essere fatto per uccidere e decide di ribellarsi al mondo che lo ha generato.
Regia, produzione e protagonisti del film “Ammazzare stanca Autobiografia di un assassino”
Ammazzare stanca Autobiografia di un assassino è diretto da Daniele Vicari, regista noto per un cinema civile e politico capace di attraversare la storia italiana attraverso vicende individuali segnate da violenza, potere e responsabilità. La sceneggiatura è firmata da Daniele Vicari e Andrea Cedrola, partendo dall’autobiografia di Antonio Zagari.
Il protagonista è Antonio Zagari, interpretato da Gabriel Montesi, giovane cresciuto sotto il peso di un’eredità criminale. Suo padre, figura dominante e ingombrante, appartiene alla ’ndrangheta calabrese trapiantata al Nord, in un contesto in cui la criminalità organizzata costruisce legami, affari e potere anche fuori dalla Calabria.
Accanto a Gabriel Montesi troviamo Vinicio Marchioni, Selene Caramazza, Andrea Fuorto, Thomas Trabacchi, Pier Giorgio Bellocchio, Cristiana Vaccaro e Rocco Papaleo, che interpreta Don Peppino Pesce. Il film è prodotto da Pier Giorgio Bellocchio e Manetti bros. per Mompracem, con Rai Cinema.
La vicenda è ambientata negli anni Settanta, periodo in cui la ’ndrangheta espande la propria presenza dal Sud al Nord Italia. Il racconto segue Antonio nel rapporto con la famiglia, con il padre e con un mondo criminale in cui l’obbedienza conta più della coscienza individuale.
Dove è stato girato?
Ammazzare stanca Autobiografia di un assassino è stato girato tra Emilia-Romagna e Calabria. Le riprese sono durate circa otto settimane e hanno coinvolto diverse località scelte per ricostruire il percorso geografico e umano di Antonio Zagari.
In Emilia-Romagna, il film è stato girato tra Pianoro, Bologna, Marzabotto, Grizzana Morandi, Zola Predosa, San Lazzaro di Savena, Sasso Marconi e Casalecchio. Altre fonti legate alla produzione regionale citano anche Anzola dell’Emilia e Bentivoglio tra i territori coinvolti.
In Calabria, le riprese hanno interessato Lamezia Terme, Spezzano della Sila, Camigliatello Silano, San Luca e Bovalino. Queste location permettono al film di restituire il doppio radicamento della storia: da una parte le origini calabresi della famiglia Zagari, dall’altra il trasferimento e l’espansione criminale nel Nord Italia.
Le ambientazioni non sono semplici sfondi. Calabria, Lombardia ed Emilia-Romagna compongono il paesaggio morale del film: luoghi attraversati da clan, famiglie, traffici, carcere e desiderio di fuga. La regia di Daniele Vicari usa questi territori per raccontare una storia criminale senza trasformarla in mito, mantenendo al centro il peso umano della violenza.
Trama del film “Ammazzare stanca Autobiografia di un assassino”
La trama di Ammazzare stanca Autobiografia di un assassino segue Antonio Zagari, figlio di un boss calabrese trasferitosi in Lombardia. Fin da giovane, Antonio cresce dentro una famiglia in cui il crimine non è una deviazione, ma una forma di educazione, appartenenza e destino.
Il padre rappresenta per lui una figura autoritaria e soffocante. Antonio non sceglie davvero la malavita: ci nasce dentro, la respira in casa, la vede come l’unica strada possibile per essere riconosciuto e rispettato. Ma il suo carattere entra presto in conflitto con quel mondo. La violenza gli pesa, l’omicidio lo consuma fisicamente e moralmente, e ogni azione criminale gli lascia addosso un senso crescente di estraneità.
Negli anni Settanta, mentre molti giovani italiani si ribellano nelle fabbriche, nelle università e nelle piazze, Antonio vive una ribellione diversa e privata. Il suo nemico principale non è soltanto lo Stato, né il clan, ma il padre e tutto ciò che rappresenta. Per sfidarlo, però, percorre inizialmente la stessa strada che vorrebbe rifiutare: rapine, sequestri, omicidi e carcere.
A poco più di vent’anni, dopo aver ucciso, rapinato e rapito, Antonio finisce in prigione. Proprio lì avviene la svolta. Il carcere, invece di consolidare la sua identità criminale, lo costringe a guardare la propria vita da fuori. Antonio capisce che continuare su quella strada significa restare per sempre prigioniero del padre, della ’ndrangheta e della violenza.
La scrittura diventa allora il suo gesto di rottura. Raccontare la propria storia significa smontare il mito criminale dall’interno, nominare le responsabilità, riconoscere la colpa e cercare una forma di liberazione. Ammazzare stanca diventa così non solo il titolo di un’autobiografia, ma la confessione di un uomo che scopre l’impossibilità di continuare a vivere dentro la logica dell’assassinio.
Spoiler finale
Nel finale di Ammazzare stanca Autobiografia di un assassino, Antonio Zagari arriva al punto di rottura definitivo con il proprio destino criminale. Dopo una giovinezza attraversata da violenza, rapine, sequestri e omicidi, il carcere diventa il luogo in cui la sua coscienza prende forma.
Antonio comprende che la sua vera ribellione non può passare da un altro atto di sangue. La vendetta contro il padre e contro il mondo che lo ha costruito deve essere diversa: non uccidere ancora, ma raccontare. Scrivendo la propria autobiografia, decide di rompere il patto di silenzio che tiene insieme famiglia, clan e potere criminale.
La collaborazione con la giustizia e la scrittura segnano quindi la sua uscita simbolica dalla ’ndrangheta. Il film non presenta questa scelta come una redenzione semplice o assoluta: Antonio resta un uomo segnato dalle proprie colpe, responsabile di atti gravissimi e incapace di cancellare ciò che ha fatto.
La conclusione è amara perché mostra che liberarsi dalla criminalità non significa annullare il passato. Antonio può sottrarsi al padre, può tradire il codice mafioso e può consegnare la propria storia alla parola scritta, ma non può restituire la vita a chi l’ha persa. Il finale di Ammazzare stanca Autobiografia di un assassino lascia quindi una domanda morale aperta: quanto può valere una confessione quando arriva dopo il sangue?
Cast completo del film “Ammazzare stanca Autobiografia di un assassino”
Il cast di Ammazzare stanca Autobiografia di un assassino riunisce interpreti del cinema italiano contemporaneo, guidati da Gabriel Montesi e Vinicio Marchioni. I personaggi principali ruotano intorno alla famiglia di Antonio Zagari, al mondo della ’ndrangheta e al percorso che porta il protagonista dalla violenza alla scrittura.
- Gabriel Montesi: Antonio Zagari
- Vinicio Marchioni: Giacomo Zagari
- Selene Caramazza: Angela
- Andrea Fuorto: Enzo Zagari
- Thomas Trabacchi: La Jena del Giambellino
- Cristiana Vaccaro: Annunziata Zagari
- Rocco Papaleo: Don Peppino Pesce
- Emanuele Pesacane: Poliziotto
- Miriam Gagino: Inda
- Pier Giorgio Bellocchio: Colonnello Becker
- Francesco La Mantia: Paolo Masu
- Vincenzo Zampa: Mimì Argento
- Aglaia Mora: Angelina
- Enrico Salimbeni: Signor Belloni
- Saverio Malara: Pasquale Lo Bianco
- Chiara Casanova: Entraineuse
- Sebastian Balzarolo: Ragazzo Moro


