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Terremoto, la discutibile messa in onda di Castrocaro e La notte della taranta

La scelta di Rai1 e rai5 di mandare in onda Castrocaro 2016 e la notte della taranta fa discutere e suscita polemiche.

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La scelta di Rai1 e rai5 di mandare in onda Castrocaro 2016 e la notte della taranta fa discutere e suscita polemiche.
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Il 24 e il 25 agosto è arrivato Bruno Vespa con due appuntamenti speciali di Porta a porta. Il 26 agosto, invece, Rai1 ha deciso di non mandare in onda la prima delle tre puntate di Reazione a catena di sera. Troppe atmosfere allegre hanno pensato i responsabili di rete che pure avevano dato il via libera alla normale versione preserale del gioco condotto da Amadeus. E così l’edizione speciale del quiz, considerata irrispettosa per la sofferenza che ha accomunato tutti i telespettatori, è stata sostituita dalla più rassicurante ( per i vertici Rai) ennesima replica di Don Matteo.

Ma oggi tutto cambia. E non si ritiene più inadatta al dolore degli italiani la diretta di Castrocaro 2016, il programma dedicato alle voci nuove del panorama italiano. La trasmissione è confermata nella prima serata di Rai1 proprio in un giorno particolare: quello del lutto nazionale. Il giorno in cui la Rai per rispetto alle vittime del terremoto del 24 agosto ed ai sopravvissuti che hanno perso tutto, ha deciso di non trasmettere le inserzioni pubblicitarie in tutta la sua programmazione. Decisione encomiabile che fa a pugni, però, con le altre prese per la prima serata della rete.

E tra le altre discutibili scelte, c’è anche la conferma della diretta da Melpignano per La notte della taranta: la rete preposta è Rai5. Ma non cambia la gravità di quanto sta accadendo. E non bastano le quasi “scuse” dell’azienda che ha fatto sapere di “voler consentire un’occasione di solidarietà trasformando la serata in una sorta di maratona per la raccolta fondi attraverso il numero verde della Protezione Civile 45505”.

Non basteranno le parole della conduttrice Barbara Capponi che  spiegherà il senso dell’evento, non basteranno il minuto di silenzio e gli appelli continuativi alla donazione.

Resta la malinconia constatazione che l’azienda pubblica non può permettersi troppi giorni di lutto e stravolgimento di palinsesti. Soprattutto considerando che oggi la pubblicità è stata eliminata dalla programmazione. 

A colpire maggiormente, è il tentativo di camuffare la presenza in video di queste due trasmissioni come gare di solidarietà. Ma non si tratta dei consuetti appuntamenti che coniugano beneficenza e intrattenimento, come accade, ad esempio, con  “Una voce per Padre Pio”.  Oggi viviamo una realtà di dolore, di acuta sofferenza collettiva, di indicibile scoramento per i morti estratti dalle macerie ed i vivi che li piangono senza possedere più nulla. Siamo in piena emergenza, il terremoto è sotto gli occhi di tutti con il suo carico straziante di angoscia che le trasmissioni televisive e gli inviati degli innumerevoli programmi, hanno sfruttato a dismisura. 

L’Italia centrale squassata dal sisma non trova certo conforto nelle esibizioni dei giovani di Castrocaro o nella pizzica sfrenata di Melpignano. C’è ancora tempo per un ripensamento. Non è possibile che tutta la giornata televisiva sia stata dedicata ai funerali ed al racconto del dramma e poi, di sera si canti e si suoni su Rai1 e Rai5.

 

 

 


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Giornalista, esperta di spettacoli, in particolare di televisione. È stata per dieci anni critico televisivo de Il Giornale d’Italia con la direzione di Luigi D’Amato. Dal 1997 si occupa per il quotidiano Il Tempo di spettacoli, soprattutto di tv. Si occupa di cultura per il sito di Panorama. Ha collaborato in passato con le maggiori testate nazionali, tra cui Il Sole 24 ore, Il Mattino, Il Giornale. Ha ricoperto il ruolo di docente di Teorie e tecniche della critica televisiva nel master per laureati in Scienze della Comunicazione, organizzato dall’Università La Sapienza di Roma. Ha vinto il dattero d’argento al Salone Internazionale dell’umorismo di Bordighera. É stata titolare per tre anni della rubrica “Dietro le quinte” su Il Giornale d’Italia, analizzando, ogni settimana, un evento di cronaca, di politica o di spettacolo sotto la lente dell’umorismo.

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