Ulisse – il piacere della scoperta, 28 settembre, La vita e le opere di Leonardo Da Vinci

Alberto Angela dedica una puntata a Leonardo Da Vinci in occasione dei 500 anni dalla morte dell'inventore toscano


Dopo l’assist di Amadeus, effettuato al termine de I soliti Ignoti comincia Ulisse.

Alberto Angela introduce il contesto storico nel quale viveva il protagonista di oggi; Leonardo Da Vinci.

L’episodio inizia con un piccolo spostamento tra Francia ed il paesello di Vinci per riassumere in breve uno dei momenti più importanti dell’inventore; quando fu invitato a corte dal Re di Francia, Francesco I.

La vita di Leonardo

Attraverso un breve focus apprendiamo che Leonardo da piccolo era cresciuto solo con l’amore dello zio dato che suo padre adottivo non lo considerava molto.

Le telecamere si spostano sul grande ospite di oggi, Roberto Benigni.

Lo showman toscano ci racconta come lui si è sempre immaginato Leonardo Da Vinci: un ragazzo sempre spensierato e pieno di idee, che nonostante le difficoltà sia stato fortunato a crescere nella florida scuola di Firenze.

Alberto Angela ci parla delle mille abilità di Leonardo, la pittura, la scrittura l’ingegno.

Le opere

Attraverso le parole di Gigi Proietti ascoltiamo un racconto del Vasari secondo il quale Andrea Del Verrocchio quando vide un dipinto di Leonardo Da Vinci disse a Ser Piero che avrebbe inserito il giovane Leonardo nella propria bottega.

Dopo la prima pausa pubblicitaria, Alberto Angela inizia ad analizzare i vari quadri di Leonardo Da Vinci, elogiando quanto sia stato abile ad esaltare i piccoli dettagli come le mani dei personaggi che dipingeva.

Il protagonista di oggi, stabno a quanto racconta Angela, passò dei problemi a causa di un accusa di violenza sessuale perpetrata insieme ad altre personalità note ad un giovane garzone di bottega.

La pratica era parecchio diffusa al tempo ma farlo alla luce del sole era reato e veniva punito anche con la pena di morte.

L’inventore probabilmente si salvò solo grazie alla posizione sociale di estrema importanza che ricopriva.

Il periodo milanese

Leonardo Da Vinci dopo le beghe giudiziarie si trasferì a Milano alla corte di Ludovico Il Moro che gli commissionò un lavoro in onore di suo padre.

Da Vinci ideo un progetto monumentale che raffigurasse una scultura equestre ma non la riuscì mai a portare a termine a causa dell’invasione dei francesi che conquistarono Milano.

Alberto Angela definisce Leonardo come uno Steven Spielberg di allora poichè aveva diretto molte opere teatrali di allora.

Una la vediamo grazie ad un famoso sceneggiato Rai ricreato dalla rete televisiva a causa dell’anniversario della morte dell’inventore.

Alberto Angela sposta le luci dei riflettori su un uomo che ha seguito Leonardo Da Vinci per tutta la sua carriera;: il Salaì.

Il ragazzo veniva utilizzato dall’inventore come modello ma in realtà lui lo ha aiutato in molte cose durante tutti gli anni che hanno passato assieme.

Nonostante tutto, Leonardo considerava il suo aiutante come un ghiotto ed avido.

Angela assicura che il periodo milanese fu il più felice per Leonardo anche a causa delle opere che ha realizzato.

Tra le più importante viene considerata sicuramente Il cenacolo; la rappresentazione dell’ultima cena molto importante per la tradizione cristiana.

Da Vinci utilizzò una tempera grassa per questa grande opera ma a rendere il tutto ancora più memorabile è l’effetto che ha dato all’opera, che pare possedere una profondità che non finisce mai.

Le Invenzioni di Leonardo

Il professore di storia dell’arte, Antonio Paolucci descrive la personalità di Leonardo Da Vinci in tutte le sue sfaccettature.

Paolucci racconta della rivalità tra Michelangelo e Leonardo e rivela un fatto; quando bisognava decidere dove collocare il David di Michelangelo, Leonardo spinse per metterlo nella Loggia dell’Orcagna un posto onorevole ma sicuramente non quanto la collocazione che poi occupò, ovvero di fronte a Palazzo Vecchio.

Ampio spazio viene dato anche alle invenzioni di Leonardo che poi sono diventati oggetti di utilizzo comune nei giorni nostri.

Pare impensabile concepire come Da Vinci al tempo pote creare “gli antenati” dell’odierno parapendio oppure dell’elicottero.

Nel 2008 un paracadutista svizzero sperimento un paracadute dell’età di Leonardo, l’oggetto funzionò alla perfezione ed il professionista del settore arrivò a terra sano e salvo.

Giungiamo all’ultima parte della vita di Leonardo; In primo piano viene messa la Gioconda, un’altra tra le opere più famose dell’inventore di Vinci.

Alberto Angela esalta il gioco di luci ed ombre e di tonalità per far capire il potere di avanguardia che sprizzava da ogni angolo del dipinto.

Molto caratteristici sono anche gli occhi della Gioconda che creano un effetto straordinario degno del Maestro, Leonardo Da Vinci.

Alberto Angela conclude la storia di Leonardo Da Vinci raccontandoci che l’ultimo suo scritto ritrovato non fu qualcosa di colto ma un appunto personale che termina con “etc. Etc.” poichè doveva andare a mangiare perchè la minestra era pronta.

Una settimana prima di morire, Leonardo redige il proprio testamento, lasciando tutto a Salaì, Melzi ed al servitore Battista De Villanis.



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