Che ci faccio qui Domenico Iannacone su Rai 3 con la nuova serie


Domenico Iannacone dedica due nuove puntate ai cosiddetti "invisibili", persone che vivono senza tutele e mezzi di sussistenza.


Che ci faccio qui torna in video con Domenico Iannacone a partire da domenica 10 maggio. L’appuntamento è su Rai 3 alle 20.30. Giornalista, conduttore e ideatore del programma insieme a Luca Cambi, Iannacone ne firma anche la regia. Riprende il posto nel palinsesto dell’access prime time della terza rete. E propone due nuove puntate dedicate, come sempre, agli ultimi della società. Questa volta lo sguardo è ancora più profondo perché rimanda a riflessioni sul cambiamento radicale della nostra vita quotidiana imposto dall’emergenza coronavirus.

Che ci faccio qui Domenico Iannacone su Rai 3

Domenico Iannacone inizia il suo nuovo percorso su Rai 3 con un interrogativo dolente. Si chiede, infatti, se ognuno di noi avesse consapevolezza della propria identità prima che la pandemia ci travolgesse peggio di uno tsunami.

Poi riflette su quale era la nostra visione del mondo. E con piglio veemente sembra quasi rivolgersi direttamente al pubblico per chiedere: ma ci siamo mai interessati di quanto accadeva intorno a noi ed agli altri? Siamo stati chiusi in una rigida gabbia di egoismo ed egocentrismo dalla quale adesso bisogna uscire.

Che ci faccio qui Domenico Iannacone

In queste due puntate, Domenico Iannacone ricostruisce gli ultimi aspetti di un’umanità che, dopo poco tempo, sarebbe stata costretta a cambiare. Senza più riconoscersi.

Il giornalista pone ognuno di noi dinanzi alle proprie responsabilità nei riguardi del prossimo. Induce a guardare dentro di noi, ad analizzare tutte le nostre omissioni e renderci, finalmente conto di quanto abbiamo trascurato noi stessi e gli altri.Con conseguenze disastrose alle quali adesso bisogna far fronte con coraggio e nuovo spirito solidale.

Iannacone si reca ancora tra gli emarginati perchè vede in loro la necessità del riscatto e l’inizio di una nuova esistenza. Dopo la pandemia è necessario riconoscerci tutti, in qualsiasi parte del pianeta abitiamo, in una nuova umanità che si uniforma a regole di rispetto e solidarietà. Iannacone la chiama “una nuova Costituzione per gli esseri viventi”.

Che ci faccio qui La prima puntata a Rosarno

Ha per titolo Ogni santo giorno la prima puntata, o meglio il Capitolo 1 della serie.

Il nuovo viaggio di Iannacone inizia nella piana di Rosarno in Calabria. Qui un gran numero di braccianti, soprattutto immigrati, vive in condizioni disumane in vere e proprie baracche, tra sporcizia e assenza di servizi essenziali come luce e acqua.

La piana di Gioia Tauro dove si trova Rosarno, è da troppo tempo centro dello sfruttamento di esseri umani costretti a lavorare senza diritti e tutele. Ma anche moltissimi italiani sono abbandonati senza tutele e mezzi per sopravvivere.

Ad accompagnare il conduttore in questo nuovo viaggio della sofferenza e del dolore c’è Bartolo Mercuri, 63 anni, negoziante di mobili che Ogni santo giorno, da più di 20 anni, aiuta in maniera reale e consistente i poveri della sua zona.

Mercuri porta viveri, vestiti, coperte. E tanta umanità non solo agli immigrati che lo chiamano Papà Africa, ma anche alle famiglie povere italiane- Sono moltissime e chiedono aiuto con discrezione.

Tutto questo accadeva prima della pandemia. Ma adesso la situazione è peggiorata.

Che ci faccio qui è prodotto da Hangar TV di Gregorio Paolini

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