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“Inviati speciali” dall’1 gennaio su Rai 3 alle 20:15

L'arrivo in access prime time di un nuovo programma ha il fine di far conoscere personaggi dotati di grande abilità, pur nella loro disabilità.

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L'arrivo in access prime time di un nuovo programma ha il fine di far conoscere personaggi dotati di grande abilità, pur nella loro disabilità.
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Con la dicitura “Inviati speciali” si punta l’attenzione su persone particolari. In effetti gli inviati speciali sono persone sedute su una carrozzina ad esempio e che sono state vittime di incidenti stradali, ma sono anche madri di ragazzi portatori di handicap, giovani donne nate e cresciute senza braccia che riescono nonostante la menomazione ad essere artisti a tutto campo nelle discipline da loro scelte.

Il filo rosso che unisce tutte queste persone è il fatto di essere giornalisti o blogger, di lavorare a titolo di volontariato e di essere legati in un modo o nell’altro al tema della disabilità.

Siamo in presenza dunque di una redazione fuori dal comune che mette in primo piano le diverse abilità senza falsi pudori. Ogni puntata parte con la realizzazione di una riunione di redazione come avviene in tutti i quotidiani o settimanali. Inizialmente si discutono le proposte dei redattori e successivamente si scelgono gli argomenti e le storie da seguire. Una volta selezionate vengono affidate ad uno dei giornalisti della redazione stessa.

Quindi non solo il racconto di storie altrui, ma anche quello delle vicende personali dei singoli giornalisti. Infatti l’inviato speciale a sua volta e protagonista di una vicenda umana importante che è la base di partenza per il suo reportage. Da questo momento si dipana dunque il percorso che porta a conoscere i protagonisti, l’ambiente in cui vivono e le storie che hanno da raccontare.

Sono storie molto forti dal punto di vista umano ma non hanno nulla del bullismo.

Sono vicende che parlano di temi universali come ad esempio amore, amicizia, lavoro, arte e nuove tecnologie. Ma si parla anche di cultura. Ad esempio verrà raccontata la storia dello scultore non vedente Felice Tagliaferri, oppure quella di un medico tetraplegico che proprio in questo periodo sta muovendo i primi passi in una struttura particolare che gli consente di stare in piedi. Si tratta dell’esoscheletro.

Questo programma si pone sul trend delle altre trasmissioni di Rai 3 che vogliono parlare di attualità, informazione, arte e cultura. Era questo infatti l’obiettivo di Stefano Coletta che vuole arricchire la rete da lui diretta con prodotti che scavino nella realtà e portino alla luce vicende straordinarie.

Infatti “Inviati speciali” si pone anche il fine di far riflettere il telespettatore mostrandogli l’esistenza di personaggi particolarmente interessanti ricchi di umanità e di abilità diverse.


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