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Quelli che il calcio, la recensione

Riflessioni sull'esordio della nuova edizione del talk show sportivo con la presenza della Gialappa's band

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Riflessioni sull'esordio della nuova edizione del talk show sportivo con la presenza della Gialappa's band
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 Spesso, infatti, le voci fuori campo dei tre, si sono sovrapposte a quelle del padrone di casa e degli altri ospiti presenti nella puntata.L’effetto è stato una sorta di “parlarsi addosso” che evocava persino alcune confuse atmosfere di talk show politici.

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La Gialappa’s rende al meglio in programmi come Le iene ( da cui provengono i tre esponenti del gruppo). Il motivo consiste negli interventi limitati solo agli intervalli in studio tra un servizio e l’altro. E poi nel programma di Italia 1 servivano a non far peaare l’inconsistenza di un conduttore come Teo Mammucari, assolutamente inadatto.

Quelli che il calcio dura più di tre ore. E il continuo “cinguattare” dei tre spesso ha dato fastidio ed è stato irritante. Meraviglia che il direttore di Rai2, Angelo Teodoli, non abbia valutato questo inconveniente.

Per il resto, i momenti migliori, come al solito, sono quelli degli spazi comici. Lucia Ocone e Ubaldo Pantani hanno voluto aprire l’edizione con parodie molto “impegnative”. La Ocone ha proposto una singolare imitazione di Vera Casamonica. I testi non sono stati eccezionali e pagano lo scotto della difficoltà di portare in video un personaggio discusso e contestato. Ma almeno la Ocone ci ha provato.

Ubaldo Pantani, dopo mesi di preparazione, si è finalmente esibito nella parodia di Roberto Benigni. Se da lontano, la somiglianza poteva ingannare, da vicino, invece, rivelava tutti i lati deboli anche del trucco e parrucco. I testi non sono stati all’altezza e vanno migliorati. talvolta hanno anche sfiorato la banalità. Pantani riesce a fare molto di più. E lo ha dimostrato nella più convincente imitazione di Giovanni Allevi, ad inizio della puntata.

Il primo appuntamento di Quelli che il calcio ha cercato di catturare il pubblico con tutti gli artifici possibili: grandi ospiti (Paolo Villaggio e Stefano Bollani) parodie impegnative, una maggiore attenzione al calcio che però ssi è notata solo nella parte finale. La presenza della Gialappa’s, curiosamente, riesce ad influire in maniera negativa, anche sulla discussione sportiva.

Un velo di silenzio va subito steso sulle performance delle due new entry Sarah Castellana e Melissa Marchetto; da catalogare solo come “belle presenze”. La competenza, ovemai esistesse, è tutta da verificare.

Il programma va rodato, gli interventi della Gialappa’s inseriti solo in particolari situazioni,i testi vanno migliorati, gli ospiti devono essere funzionali al talk show. E non è davvero chiedere troppo, anzi…

 

 

 


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Giornalista, esperta di spettacoli, in particolare di televisione. È stata per dieci anni critico televisivo de Il Giornale d’Italia con la direzione di Luigi D’Amato. Dal 1997 si occupa per il quotidiano Il Tempo di spettacoli, soprattutto di tv. Si occupa di cultura per il sito di Panorama. Ha collaborato in passato con le maggiori testate nazionali, tra cui Il Sole 24 ore, Il Mattino, Il Giornale. Ha ricoperto il ruolo di docente di Teorie e tecniche della critica televisiva nel master per laureati in Scienze della Comunicazione, organizzato dall’Università La Sapienza di Roma. Ha vinto il dattero d’argento al Salone Internazionale dell’umorismo di Bordighera. É stata titolare per tre anni della rubrica “Dietro le quinte” su Il Giornale d’Italia, analizzando, ogni settimana, un evento di cronaca, di politica o di spettacolo sotto la lente dell’umorismo.

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