Sebastiano Lombardi | Rete 4 cresce ed è restata accesa tutto il mese di giugno


Sebastiano Lombardi | Rete 4 cresce ed è rimasta accesa tutto il mese di giugno. Intervista al direttore di Rete 4 che traccia un bilancio positivo della stagione e annuncia i futuri cambiamenti.


Nonostante la mancanza delle partite di Russia 2018, Rete 4 è rimasta “accesa” durante tutto il mese di giugno con una programmazione che anticipa i grandi cambiamenti della prossima stagione autunnale. Finora, nel mese attuale, la rete ha proposto già 19 serate inedite, tra queste anche “Una serata bella… Nel blu, dipinto di blu!“.

Molti sono stati anche i film in prima visione. Di tutto ce ne parla lo stesso direttore di Rete 4, Sebastiano Lombardi, che è riuscito ad assicurare alla rete un incremento di share dello 0,7%.

Cominciamo da “Il segreto”. Dal primo luglio passa su Rete 4 in prima serata. È una scelta definitiva?

«Si tratta di uno spostamento momentaneo dovuto alla presenza su Canale 5 dei principali match dei Mondiali di Calcio 2018. La nostra rete accoglie la soap opera spagnola solo per questo periodo».

Come è riuscita Rete 4 ad ottenere risultati positivi in un mese dominato dallo sport?

«Il successo deriva dalla ricchezza dei contenuti. Per la prima volta abbiamo mandato in onda una docu-fiction su personaggi musicali in due puntate, “Madre Mia”. Anche la serata dedicata a Domenico Modugno ha appassionato i telespettatori. Abbiamo inoltre trasmesso il film su Lady Diana in prima visione ed è stato un altro obiettivo centrato».

Come crede si inserisca Roots – Radici nella storia di Rete 4?

«Rete 4 tradizionalmente è votata alle grandi narrazioni e Radici fa parte di questo trend. È stata un’operazione di grande rilievo, a cui tenevo molto essendo legata all’affermazione ed alla difesa dei diritti umani. Siamo soddisfatti anche dei risultati d’ascolto. Per la nostra rete non è consueta la breve serialità. Ma abbiamo voluto fortemente la messa in onda delle quattro puntate. In un momento in cui il problema degli immigrati è sotto i riflettori, abbiamo contribuito ad una riflessione e ne siamo fieri».

Un altro trend della rete è il Crime. Sta dando soddisfazioni?

«Certamente abbiamo avuto tante prime visioni e il pubblico mostra di seguire il genere. Segnalo anche la docu-fiction “Il terzo indizio” con Barbara De Rossi che ha rispettato le aspettative della vigilia in termini di ascolti».

E poi c’è Quarto Grado…

«Sì il programma ha avuto un notevole riscontro di pubblico ed abbiamo realizzato anche “il cinema verità di Quarto Grado”. Inoltre abbiamo trasmesso il film “Everest” in prima visione e a fine mese è previsto “Quello che so sull’amore”».

Che ne sarà di Stasera Italia?

«È stata un’altra scommessa vinta sotto tutti gli aspetti. Abbiamo realizzato il programma sempre con la stessa squadra, segno di forza e di vitalità di una rete che rimane accesa sull’informazione. Stasera Italia sarà in onda fino agli inizi di agosto».

Come mai Rete 4 non ha trasmesso Russia 2018?

«Il pubblico di elezione del calcio si identifica con Canale 5 ed Italia 1. Noi però con i mezzi a disposizione siamo riusciti ad avere risultati di grande visibilità».

Se traccia un bilancio della stagione di Rete 4, si promuove?

«Sicuramente il bilancio è positivo, siamo soddisfatti, e soprattutto orgogliosi di aver portato sulla rete anche opinionisti di grande importanza che hanno abituato il pubblico a confrontarsi con temi complessi. Mi riferisco anche a Stasera Italia. Noi non abbiamo cercato ascolti facili. Rete 4 conferma, in questo scorcio di stagione, robusti segnali di un arricchimento di contenuti».

Che ne sarà di “Ieri oggi italiani” con Rita Dalla Chiesa?

«Il programma ha contribuito alla conoscenza del nostro paese. Ne riparleremo nel 2019».

E adesso parliamo del futuro. Come sarà Rete 4 in autunno?

«Il nostro futuro, come quello di tutte le reti generaliste, è mantenere la propria identità. Rete 4 si arricchirà di altri colori e contenuti, non sarà soltanto una rete all news».

Tornerà Paolo Del Debbio al timone di Quinta Colonna?

«Del Debbio è un numero uno assoluto, certamente ci sarà una collocazione per lui».



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