Tv e politica | Gianluigi Paragone: ecco perché mi sono candidato



Iniziamo una nuova rubrica pre- elettorale nel corso della quale realizzeremo una serie di interviste a giornalisti televisivi che hanno scelto di accantonare la propria professione per candidarsi al Parlamento italiano. Nel pieno rispetto della par condicio, daremo spazio a tutti i giornalisti tv presenti nei vari schieramenti politici. Iniziamo con Gianluigi Paragone.

Dal 15 gennaio 2010 Paragone ha condotto in seconda serata su Rai 2 il talk show politico L’ultima parola. Nonostante gli ottimi risultati, grazie anche all’originalità dell’idea di unire la musica all’informazione politica, nel 2013 la trasmissione chiude.

Il 9 luglio 2013 firma un contratto con LA7 per la conduzione del talk show La gabbia che poi diventa La gabbia open in onda nella prima serata del mercoledì a partire dal mese di settembre. Dopo l’arrivo del neo direttore di La7, Andrea Salerno, il 28 giugno 2017 La Gabbia viene cancellata suscitando molte polemiche tra il pubblico.

Ecco l’intervista

Gianluigi Paragone, come mai ha deciso di candidarsi alle prossime elezioni politiche?
«Perché dopo averlo raccontato attraverso le telecamere, quel Paese reale che a me interessa con le sue esigenze, le voglio rappresentare in aula».

Come mai ha scelto i Cinquestelle?
«Perché sono stati gli unici a seguirmi nella battaglia contro il potere finanziario senza mai domandarmi nulla di più di quello che è la giusta battaglia».

Ce la farà il M5S a vincere le elezioni?

«Sono sicuro che il M5S sarà la forza politica che vincerà le elezioni e il giorno 5 marzo il Capo dello Stato avrà un problema da gestire, nel senso che troverà un movimento con una forza popolare incredibile da una parte e dall’altra una risposta dei mercati che cominceranno a creare turbolenze».

Sarà gestibile facilmente questo problema?

«I mercati vogliono le larghe intese e il fatto che Berlusconi da “inadatto” sia diventato “adatto” significa che i mercati vogliono le larghe intese e vogliono una classe dirigente addomesticabile. Il M5S non è addomesticabile e ha le idee chiare».

Che rapporto ha con Di Maio?
«Ottimo. Perché è lui che tutto sommato ha spinto perché io facessi questo passo. Avevamo discusso a lungo sul potere al Nord del centrodestra e dello spazio di crescita per i cinquestelle. Quindi dopo averlo analizzato lui mi ha chiesto di rappresentare il movimento con forza al nord».

Come sono oggi i suoi rapporti con la Lega. Sono tornati buoni o ancora burrascosi?
«Negli ultimi anni sono stati rapporti turbolenti. Siano adesso in una competizione elettorale e quindi come in ogni competizione elettorale si prendono e si danno».

Salvini-Di Maio potrebbero trovare un accordo in futuro?
«Non lo so. Salvini la sua scelta l’ha fatta. Il suo alleato è Berlusconi, colui che è membro dei Popolari europei, che ora è gradito alla Merkel e a quel mondo che prima non lo gradiva».

La sua posizione sull’euro qual è?
«Non è domanda la cui risposta si può riassumere in poche battute. Sull’argomento ho scritto un libro di 300 pagine».

La tv le mancherà?
«Diciamo che i politici fanno parte della tv. Non vi entrerò come conduttore ma come ospite».

Ha già delle ospitate concordate?
«Come ospite ho diverse richieste anche se ho tanta voglia di stare a contatto e confrontarmi con la gente. È il motivo per cui ho scelto di cambiare un pezzo di strada».

Qual è il suo interlocutore preferito in tv con cui vorrebbe confrontarsi?
«Con Formigli e Mentana ci tenevo e l’ho già fatto. Con Corrado c’è un rapporto consolidato. Enrico è colui che mi ha lanciato in televisione. Gli altri pari sono».

Dove è possibile votare Gianluigi Paragone?
«Nel collegio uninominale di Varese e in quello plurinominale di Varese, Como, Sondrio, Lecco».



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