Miriam Leone: “Il personaggio di Valeria è un regalo”

Miriam Leone si racconta in occasione dell'uscita della seconda stagione di "Non uccidere" in onda su Rai2 dal 12 giugno.


Veronica e Valeria, due personaggi completamente opposti. Come si è trovata ad interpretarli?
Il compito di un attore è di calarsi in varie personalità. Veronica e Valeria sono estremamente differenti. Mi hanno certamente messa in difficoltà ma è stato un compito formativo che mi ha fatto crescere professionalmente.

Preferisce il low profile di Valeria o gli eccessi di Veronica?
Sono due personaggi agli opposti. Ambedue con una filosofia di vita e con obiettivi ben precisi che inseguono tenacemente. Valeria vuole conoscere il proprio passato ed ha una magistrale capacità investigativa. Veronica desidera diventare famosa a qualsiasi costo.

Come evolve il personaggio di Valeria in questa seconda stagione di Non uccidere?
C’è una nuova storia d’amore, tutti i problemi che sembravano risolti con la madre in realtà si riapriranno perché dovrà indagare proprio sulla scomparsa della genitrice. Nel corso di questa indagine, arriveranno diversi fantasmi dal passato, contro cui dovrà combattere come un’eroina moderna. Continuerà poi a indagare sui casi di puntata in puntata e, come dicevo prima, ci sarà un’importante storia d’amore dopo la chiusura burrascosa di quella precedente.
Gli episodi sono tutti autoconclusivi, tranne forse un paio: Valeria indaga ogni volta su un caso diverso.

Come ha preparato il personaggio?
Io credo che Valeria sia il personaggio che ogni attrice aspetta, ringrazio Claudio Corbucci che me l’ha regalato. È una donna forte, ma con una sua fragilità: per portarla in scena, mi sono ispirata ad Antigone. Nella tragedia, lei seppellisce i suoi morti: così Valeria Ferro, in un certo senso, seppellisce i propri. Affronta i fantasmi del passato: è una donna uno spessore, una profondità, che raramente si vedono in televisione.
Questa è una serie molto contemporanea: sono contenta di farne parte, è un progetto di levatura internazionale.

Valeria si trova spesso ad indagare su femminicidi, piaga della società di oggi. Quali suggerimenti darebbe per cercare di frenare questo dramma?
Credo che l’educazione nelle scuole rivesta un ruolo fondamentale. Bisogna incidere sulla formazione dei giovani fin dalla più tenera età.

L’ assenza della Guerritore ha influito sui suoi rapporti con l’attrice?
Assolutamente no. Per me è stato un onore recitare accanto ad una grande attrice come lei. E’ rimasta tra di noi un bel rapporto di amicizia.

Ha altri progetti che spera di poter realizzare?
Ho imparato a tirar fuori i miei sogni al momento giusto. E sono estremamente gratificata da questi due lavori Non uccidere e 1993.

Ci sarà un altro sequel per 1993?
Ci sono molte possibilità concrete che possa girarsi anche 1994.

Nel suo futuro ci sarà ancora la conduzione?
Mai dire mai. Ma per adesso sono molto gratificata dal mio lavoro di attrice.



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