Pappi Corsicato: in Vivi e lascia vivere racconto una Napoli inedita


Intervista a Pappi Corsicato alla sua prima regia televisiva con la serie tv Vivi e lascia vivere.


Pappi Corsicato, regista napoletano, firma la sua prima regia televisiva con Vivi e lascia vivere. Si tratta della serie in sei puntate interpretata Elena Sofia Ricci nel ruolo della protagonista. L’esordio è per giovedì 23 aprile in prima serata su Rai 1.

Abbiamo raggiunto telefonicamente il regista. Questa è l’intervista rilasciata al sito www.maridacaterini.it.

Vivi e lascia vivere Pappi Corsicato regista

Vivi e lascia vivere Pappi Corsicato – intervista

Come mai ha atteso tanto tempo per arrivare alla regia televisiva?

«Ho trovato in Vivi e lascia vivere una serie di grande impatto. Io da napoletano adoro prodotti come Gomorra e I Bastardi di Pizzofalcone, ma volevo raccontare una Napoli inedita che difficilmente si vede in tv. Uno dei set privilegiati della serie infatti è la collina di Posillipo che non è solo un luogo per l’alta borghesia, ma è piena di vita ed è di una bellezza sconosciuta a molti».

In che modo racconta Posillipo?

«Io abito lì e conosco la zona molto bene. Il luogo è spettacolare e non è una zona residenziale. Tradizionalmente di Napoli si conosce soltanto il centro storico ed altre specifiche location. Di Posillipo sono mostrati scorci di grande suggestione, difficilmente visti in una serie».

Qual è l’aspetto che più l’ha colpita di Vivi e lascia vivere?

«Al centro della storia ci sono personaggi femminili di grande coraggio. Laura Ruggero, interpretata da Elena Sofia Ricci, è una donna forte e mi divertiva dirigere l’amica Ricci in un ruolo opposto a quello della suora. Un altro tema a cui sono profondamente legato è il cambiamento possibile di un essere umano all’indomani di una grave crisi. Laura non si avvilisce, cerca di andare avanti e di trovare agganci positivi per il suo futuro. Utilizza la sua crisi per maturare e crescere. Insomma attraverso la sofferenza si può diventare migliori».

Un messaggio per i drammatici tempi in cui viviamo?

«Certamente. Vogliamo renderci interpreti della speranza di rinascere anche in tempi bui come l’attuale».

Laura Ruggero ha qualche affinità con Filumena Marturano. Concorda?

«Come l’eroina di Eduardo De Filippo, anche la protagonista di Vivi e lascia vivere racchiude una femminilità ammirevole. È un personaggio sfaccettato, un po’ imbrogliona ma con grande vitalità. E poi Filumena Marturano è un simile a Laura anche nel grande affetto che ha per i figli».

Ci racconta un episodio particolare avvenuto sul set?

«Abbiamo iniziato le riprese il primo aprile del 2019. Tutto era pronto e la troupe di 100 persone che ha lavorato ininterrottamente per 4 mesi e mezzo, attendeva solo me. Ricordandomi della data, ho voluto fare a tutti un pesce d’aprile. E sulla chat che avevamo in comune, ho scritto di non sentirmi bene. Tutto sarebbe stato rimandato al giorno dopo perché stavo tornando a casa. È successo un vero e proprio delirio. Per cui mi sono affrettato a rivelare che si trattava solo di uno scherzo».

Vivi e lascia vivere Pappi Corsicato regia tv

Lei ha lavorato con i più grandi attori ed è stato anche regista dell’Opera lirica Carmen. Tornerà a dirigere le un’altra?

«Ci ho pensato molto e non è escluso che possa accadere in futuro».

La sua prima regia televisiva l’ha arricchita professionalmente?

«È stata un’esperienza meravigliosa, formativa, che mi ha fatto scoprire molti lati inediti del mio carattere. Ho trascorso davvero momenti indimenticabili, ho scoperto ad esempio di essere ancora più malleabile come regista di quanto non pensassi precedentemente. Ho cercato particolari inediti dal punto di vista televisivo in ogni scena della serie».

C’è un progetto che vorrebbe realizzare come regista?

«Mi piacerebbe l’Odissea, un testo che ho letteralmente adorato. Vorrei portarlo in tv in chiave contemporanea ma non modernizzare però il protagonista».



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