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Intervista a Paolo Belli: ecco tutti i segreti di Ballando con le Stelle

Il cantante si è raccontato a cuore aperto tra inediti, curiosità, retroscena, racconti e un messaggio speciale.

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Paolo Belli intervista
Il cantante si è raccontato a cuore aperto tra inediti, curiosità, retroscena, racconti e un messaggio speciale.

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Paolo Belli nella nostra intervista, si è raccontato a cuore aperto a maridacaterini.it. Un artista versatile, cantante showman appassionato di ciclismo e calcio che si è affermato nel mondo dello spettacolo e della televisione oltre che per la sua innata simpatia, anche per la sua bravura. 

Paolo Belli intervista posato

per gentile concessione Ufficio Stampa Rai

Paolo Belli intervista: la musica, il talento e la fortuna

Nato a Formigine – un paesino vicino Modena – fino a 20 anni ha vissuto a Salvaterra in provincia di Reggio, successivamente a CarpiLa passione per la musica lo porta a frequentare il conservatorio. Poi nei primi anni ‘80 fonda la band musicale Ladri di biciclette.

Nel 1989 Belli e la sua band partecipano al Festival di Sanremo consolidando la loro popolarità. Il gruppo vince il Festivalbar con Dr Jazz e Mr Funk a cui si aggiunge Sotto questo sole, che svetta in classifica per lungo tempo. 

Il cantante diventa co-conduttore di due programmi targati Rai1: Torno Sabato e Ballando con le Stelle. Paolo Belli è una persona amabile, solare e sempre allegra. Lui dice di essere un privilegiato, perché da bambino sognava di lavorare in Rai. Ed è proprio quel sogno e tanto altro che ha raccontato ai nostri lettori in questa intervista. 

Da Formigine a Ballando con le Stelle: un sogno diventato realtà. Solo talento o fortuna?

Col senno del poi sulla soglia dei 60 anni si ha modo di riguardare attentamente tutto quello che è successo. E non credo che sia solo una questione di talento, ma non è neanche solo fortuna. Ho scoperto che è la somma di tante cose. Talento, fortuna, impegno, gavetta, amicizie quelle vere che ti giudicano con grande serietà e responsabilità. Mi ha aiutato anche il mio carattere molto gioviale. Mi piace molto giocare e scherzare. A questo si aggiunge che io sono una persona consapevole del privilegio che ho. Quando ero ragazzino sognavo di fare quello che faccio ora e ogni volta lo faccio sempre con il massimo dell’impegno e della preparazione e quindi anche con la massima serietà. Ho un carattere gioviale sì ma anche capace di tagliare i rami secchi. Specialmente quando capisco  che non mi danno linfa.

Qual è la persona a cui deve tutto questo? 

Sono tantissime. Musicalmente ho avuto la possibilità di collaborare con Jannacci, Preston, e tanti altri , mentre in tv ho lavorato con Panariello, Carlo Conti. Poi crescendo ho ricevuto tantissimo da Frizzi e Milly Carlucci. Da un punto di vista umano sicuramente mia moglie e i miei amici. Nel mio percorso ho trovato persone generose che mi hanno insegnato e fatto capire quanto sia importante essere presente il sabato sera ed entrare a casa delle persone.

Paolo Belli intervista: Qual è stato il prezzo di questo successo? 

Forse trascuro un po’ più la famiglia ma ho una moglie intelligente che ha capito e condiviso il mio sogno. Con lei cerchiamo di ritagliare il nostro tempo. Quando siamo insieme cerchiamo di goderci ogni istante. Mi piace studiare, fare ancora gavetta e mettermi alla prova. Mi piace sentire le critiche. Quindi di prezzo del successo proprio non credo che si possa parlare.

La sua lunga carriera professionale ha avuto anche momenti più bui. Quali sono stati e qual è invece il momento di svolta?  

Nella mia vita ho avuto due fortune: avere avuto successo e tornare ad averlo. La prima volta andai a Sanremo e fui eliminato al primo turno mentre poi il giorno dopo tutti parlavano di me con Ladri di biciclette. La musica ha rappresentato solo una parte di quanto avrei voluto fare. Perché avevo il desiderio di fare spettacolo. Ho lasciato  Ladri di biciclette. Con loro ero all’apice delle classifiche. A me non servivano i tappeti rossi, mi serviva piuttosto avere la possibilità di esprimermi anche in altri modi. Dopo i Ladri di Biciclette non squillò più il telefono. Ma ci sono state persone che, in quel particolare momento, invece mi sono state molto vicine. Queste persone mi hanno detto: “Paolo è una scelta che hai fatto, è quello che desideri, vai avanti per la tua strada”. Da quel momento ho incominciato a fare ciò che desideravo. Poi ho creato la Big Band, ho cominciato a pensare al teatro e altro. 

Come è nata la Big Band? 

Un mio caro amico che tuttora suona con me per Natale mi telefonò chiedendomi quali progetti avessi in quel momento. Gli risposi che avrei voluto creare una Big Band. E lui disse che sapeva come fare. Dopo un incontro con diversi musicisti ho costituito la Big Band. Tutti sono con me quando faccio teatro, televisione. Sono musicisti e attori, ma soprattutto grandi amici. Di quelli che ti dicono sempre la verità. 

Paolo Belli ci tiene a ringraziare i componenti della Big Band che sono: Mauro Parma (batteria), Enzo Proietti (piano e hammond), Gaetano Puzzutiello (contrabasso e basso), Peppe Stefanelli (percussioni), Paolo Varoli (chitarre e banjo). Ed ancora Pierluigi Bastioli (trombone e basso tuba), Nicola Bertoncin (tromba), Daniele Bocchini (trombone). 

A cui si aggiungono Gabriele Costantini (sax contralto e tenore), Davide Ghidoni (tromba) e Marco Postacchini (flauto, sax Baritono e tenore). Ognuno di loro ha la sua valenza all’interno dell’orchestra: c’è chi scrive i fiati, chi trasporta i brani. Ed ancora quello che invece insieme a Paolo decide quale brano diventerà a esempio un tango. 

Cosa succede il lunedì….

Milly è la persona che decide tutto. Gli arrangiamenti vengono fatti praticamente a 14 mani. Il lunedì Milly consegna i brani, al martedì devono essere già pronti di ritmica quindi avere già il carattere. Poi il mercoledì si comincia a suonare tutti insieme.  Quindi si cerca di dare la completezza. Il giovedì sera vengono dati in ascolto ai ballerini e poi si montano le coreografie. 

Paolo Belli intervista: l’incontro con Giorgio Panariello 

Durante uno di dei concerti show Giorgio Panariello ci vide. Subito dopo mi disse che mi voleva per il programma Torno Sabato. Era il  2000. In quel momento ho capito che ero riuscito a costruire una Big Band di persone che amano proprio quello che fanno perché fondamentalmente sono come me. Persone che dedicano la loro vita a preparare show. Il martedì che è il giorno per noi dove si crea, le ore passano e non ce ne rendiamo conto.

Secondo Lei nella vita viene restituito ciò che si da? 

Ho sempre avuto come grande pregio la generosità, che mi riconoscono tutti. Mi torna indietro tutta una generosità che mi arriva dagli altri, quindi la risposta alla domanda è sicuramente sì. Anche se bisogna dire che nella vita non mi ha regalato niente nessuno. Un concetto che ribadisco sempre ai ragazzi quando mi invitano a parlare nelle scuole è che il treno non passa una volta nella vita, passa tutti i giorni ma si ferma anche tutti i giorni. Se uno non si fa trovare pronto lo fanno scendere. Quindi può anche capitare per fortuna o per coincidenze strane, che i pianeti si allineano, ma se non vi fate trovare pronti vi fanno scendere per fare salire altri. Una fortuna che comunque si abbina anche ad una buona preparazione. 

Nel 2005 è arrivata la prima edizione di Ballando con le stelle. Bibi Ballandi e Milly Carlucci l’hanno voluta fortemente. I suoi ricordi? 

Paolo Belli e Milly Carlucci insieme

per gentile concessione Ufficio Stampa Rai

Ricordo la prova generale. C’era molta confusione e non riuscivamo a capire se eravamo all’altezza. Dietro a tutto questo c’erano tante insicurezze e poi invece come sempre succede la musica fa il suo lavoro. Ricordo una grande gioia e che tutto sembrava una catena che si incastrava perfettamente. E questo è ancora la nostra gioia. 

Paolo Belli intervista: C’è un momento di questi 15 anni di Ballando con le stelle che è rimasto nel cuore? 

Ce ne sono tanti. Ho instaurato un rapporto straordinario con Fabrizio Frizzi. Difatti poi ci aveva voluti a Telethon. Fabrizio Frizzi è il fratello che tutti vorrebbero avere, di una generosità impressionante. Lui e Milly sono tra le persone a cui sono più legato.

Per me lei è il miglior rettore che uno possa avere se si vuole fare televisione. Dice quando è il momento di dare gas e quando invece di tirare il freno a mano. In passato ero molto istintivo e non ero in grado di dominare le mie emozioni, lei mi ha raddrizzato. Io mi sentivo il fratello maggiore di Frizzi perché mi piaceva misurarmi con lui ed essere anche più protettivo nei suoi confronti. Stesso discorso per Carolyn. Nel momento in cui ha scoperto la sua malattia si è aperta con me come se fosse una sorella.E da quel momento è diventata ‘Little Sister’.Con gli altri giurati ridiamo scherziamo e ci divertiamo.

Paolo Belli intervista: Cosa pensa del cast di quest’anno di Ballando con le Stelle?

Quest’anno mi trovo in difficoltà. Solitamente con i ragazzi (della Big Band) alla prima puntata, in una busta inseriamo il nome di quello che secondo ognuno di noi potrebbe arrivare in finale e vincere. Chi indovina ha poi una cena gratis pagata dagli altri. Quest’anno sono in difficoltà perché ho inserito una scheda bianca, sono tutti bravi. Secondo me ci sono almeno quattro che si giocano il primo posto. Gli abbinamenti musica-balli-coppie vengono fatti da Milly Carlucci. Lei ha una visione ben precisa ogni settimana della coppia. Questo vale anche per abiti e luci. Lei infatti non è solo presentatrice, ma è anche il capo progetto. 

Che rapporto ha con i fan? 

Ai fan devo tutto. Dopo 30 anni di carriera se sono qui è per loro. Ci sono persone che mi seguono e che hanno avuto figli. Ora i figli vengono con gli amici a seguire le mie esibizioni. Io cerco ogni momento un contatto con i miei fan. Per me loro sono il mio termometro. Il rispetto che io ho per il pubblico è massimo. Il giudizio dei fan purtroppo mi condiziona. Dovrei essere un po’ più distaccato. Però nello stesso tempo dico anche per fortuna. Io ascolto tutti e leggo tutti i commenti, poi tiro le mie conclusioni. Se sono critiche positive e mi stimolano a migliorarmi le prendo in considerazione. Le offese, specialmente se rivolte alle persone che amo, le butto via. 

Riesce a mantenere distinto il personaggio dalla persona? 

Io ascolto tutti, cerco di essere vicino a tutti perché sono grato di quello che ricevo. Nel privato sono solo Paolo. E come tutti mi arrabbio anch’io Quando sono con gli altri voglio regalare la serenità. Il Paolo serio non deve uscire. 

Chi e che cosa fa divertire Paolo Belli? Cosa sogna oggi?

Ciò che mi fa star bene e che mi riempie il cuore è sentire mia moglie che ride. Chi fa ridere me sono sicuramente i miei musicisti. Il mio sogno di oggi è la salute per me e per tutte le persone che mi stanno intorno. A tutti gli altri auguro anche tanto lavoro. L’anno passato a causa della pandemia ha messo noi musicisti in grande difficoltà. Per me il lavoro è il gioco più bello del mondo ed anche il più serio. E spero continui ancora a lungo. 

Il settore della musica è stato tra i più colpiti dalla pandemia. Come si può sostenere questa categoria? 

La gente ricordi che i musicisti sono uomini, sono persone. La retribuzione deve essere comparata alle capacità. C’è gente che è arrivata anche ad ammazzarsi perché la nostra categoria, durante la pandemia e il lockdown, è stata abbandonata da tutti.Non siamo solo gente che si diverte. Siamo persone che hanno studiato e si sono preparate tanto. Dobbiamo essere rispettati. Provate a pensare una giornata senza musica. Spesso non ci si rende conto, ma la musica è intorno a noi. Quelli che colorano le nostre giornate è giusto che vengano ricompensati. 

Altro Suo grande sogno è la Juventus di cui ha scritto l’inno. Che emozione ha avuto la prima volta che lo ha sentito risuonare in campo? 

Mi sentivo di essere su Scherzi a Parte. Il bambino che c’è in me è esploso di gioia. Quando sono allo stadio è a volte imbarazzante perché appena parte l’inno tutti mi guardano ed il labiale deve essere perfetto, non posso sbagliare una parola. Quando invece non sono a Torino, i miei amici mi chiamano e mi fanno sentire l’inno per telefono. 

Tra i grandi incontri fatti anche quello con Raffaella Carrà. Che ha lasciato? 

La grande gioia di impegnarmi in progetti seri. Come Milly, anche Raffaella era molto meticolosa ed era attenta a tutto. ‘E nel momento in cui tutto è pronto, ce la godiamo’. Grande professionista, che aveva la gioia di fare ciò che ha sempre desiderato fin da piccola. 

Paolo Belli intervista: un messaggio per i lettori di maridacaterini.it

La Paolo Belli intervista si conclude con un messaggio che il cantante ha lasciato ai lettori del nostro sito: “Credete nei sogni perché se si sono realizzati a me si possono realizzare anche a voi. Ma bisogna ricordarsi che non è solo fortuna”. 


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