Connect with us

Interviste

Intervista a Paolo Belli: ecco tutti i segreti di Ballando con le Stelle

Il cantante si è raccontato a cuore aperto tra inediti, curiosità, retroscena, racconti e un messaggio speciale.

Pubblicato

il

Paolo Belli intervista
Il cantante si è raccontato a cuore aperto tra inediti, curiosità, retroscena, racconti e un messaggio speciale.

Indice dei contenuti

Condividi su

Paolo Belli nella nostra intervista, si è raccontato a cuore aperto a maridacaterini.it. Un artista versatile, cantante showman appassionato di ciclismo e calcio che si è affermato nel mondo dello spettacolo e della televisione oltre che per la sua innata simpatia, anche per la sua bravura. 

Paolo Belli intervista posato

per gentile concessione Ufficio Stampa Rai

Paolo Belli intervista: la musica, il talento e la fortuna

Nato a Formigine – un paesino vicino Modena – fino a 20 anni ha vissuto a Salvaterra in provincia di Reggio, successivamente a CarpiLa passione per la musica lo porta a frequentare il conservatorio. Poi nei primi anni ‘80 fonda la band musicale Ladri di biciclette.

Nel 1989 Belli e la sua band partecipano al Festival di Sanremo consolidando la loro popolarità. Il gruppo vince il Festivalbar con Dr Jazz e Mr Funk a cui si aggiunge Sotto questo sole, che svetta in classifica per lungo tempo. 

Il cantante diventa co-conduttore di due programmi targati Rai1: Torno Sabato e Ballando con le Stelle. Paolo Belli è una persona amabile, solare e sempre allegra. Lui dice di essere un privilegiato, perché da bambino sognava di lavorare in Rai. Ed è proprio quel sogno e tanto altro che ha raccontato ai nostri lettori in questa intervista. 

Da Formigine a Ballando con le Stelle: un sogno diventato realtà. Solo talento o fortuna?

Col senno del poi sulla soglia dei 60 anni si ha modo di riguardare attentamente tutto quello che è successo. E non credo che sia solo una questione di talento, ma non è neanche solo fortuna. Ho scoperto che è la somma di tante cose. Talento, fortuna, impegno, gavetta, amicizie quelle vere che ti giudicano con grande serietà e responsabilità. Mi ha aiutato anche il mio carattere molto gioviale. Mi piace molto giocare e scherzare. A questo si aggiunge che io sono una persona consapevole del privilegio che ho. Quando ero ragazzino sognavo di fare quello che faccio ora e ogni volta lo faccio sempre con il massimo dell’impegno e della preparazione e quindi anche con la massima serietà. Ho un carattere gioviale sì ma anche capace di tagliare i rami secchi. Specialmente quando capisco  che non mi danno linfa.

Qual è la persona a cui deve tutto questo? 

Sono tantissime. Musicalmente ho avuto la possibilità di collaborare con Jannacci, Preston, e tanti altri , mentre in tv ho lavorato con Panariello, Carlo Conti. Poi crescendo ho ricevuto tantissimo da Frizzi e Milly Carlucci. Da un punto di vista umano sicuramente mia moglie e i miei amici. Nel mio percorso ho trovato persone generose che mi hanno insegnato e fatto capire quanto sia importante essere presente il sabato sera ed entrare a casa delle persone.

Paolo Belli intervista: Qual è stato il prezzo di questo successo? 

Forse trascuro un po’ più la famiglia ma ho una moglie intelligente che ha capito e condiviso il mio sogno. Con lei cerchiamo di ritagliare il nostro tempo. Quando siamo insieme cerchiamo di goderci ogni istante. Mi piace studiare, fare ancora gavetta e mettermi alla prova. Mi piace sentire le critiche. Quindi di prezzo del successo proprio non credo che si possa parlare.

La sua lunga carriera professionale ha avuto anche momenti più bui. Quali sono stati e qual è invece il momento di svolta?  

Nella mia vita ho avuto due fortune: avere avuto successo e tornare ad averlo. La prima volta andai a Sanremo e fui eliminato al primo turno mentre poi il giorno dopo tutti parlavano di me con Ladri di biciclette. La musica ha rappresentato solo una parte di quanto avrei voluto fare. Perché avevo il desiderio di fare spettacolo. Ho lasciato  Ladri di biciclette. Con loro ero all’apice delle classifiche. A me non servivano i tappeti rossi, mi serviva piuttosto avere la possibilità di esprimermi anche in altri modi. Dopo i Ladri di Biciclette non squillò più il telefono. Ma ci sono state persone che, in quel particolare momento, invece mi sono state molto vicine. Queste persone mi hanno detto: “Paolo è una scelta che hai fatto, è quello che desideri, vai avanti per la tua strada”. Da quel momento ho incominciato a fare ciò che desideravo. Poi ho creato la Big Band, ho cominciato a pensare al teatro e altro. 

Come è nata la Big Band? 

Un mio caro amico che tuttora suona con me per Natale mi telefonò chiedendomi quali progetti avessi in quel momento. Gli risposi che avrei voluto creare una Big Band. E lui disse che sapeva come fare. Dopo un incontro con diversi musicisti ho costituito la Big Band. Tutti sono con me quando faccio teatro, televisione. Sono musicisti e attori, ma soprattutto grandi amici. Di quelli che ti dicono sempre la verità. 

Paolo Belli ci tiene a ringraziare i componenti della Big Band che sono: Mauro Parma (batteria), Enzo Proietti (piano e hammond), Gaetano Puzzutiello (contrabasso e basso), Peppe Stefanelli (percussioni), Paolo Varoli (chitarre e banjo). Ed ancora Pierluigi Bastioli (trombone e basso tuba), Nicola Bertoncin (tromba), Daniele Bocchini (trombone). 

Leggi anche --->  Lavinia Abate, Miss Italia 2022: il mio sogno è Sanremo Giovani

A cui si aggiungono Gabriele Costantini (sax contralto e tenore), Davide Ghidoni (tromba) e Marco Postacchini (flauto, sax Baritono e tenore). Ognuno di loro ha la sua valenza all’interno dell’orchestra: c’è chi scrive i fiati, chi trasporta i brani. Ed ancora quello che invece insieme a Paolo decide quale brano diventerà a esempio un tango. 

Cosa succede il lunedì….

Milly è la persona che decide tutto. Gli arrangiamenti vengono fatti praticamente a 14 mani. Il lunedì Milly consegna i brani, al martedì devono essere già pronti di ritmica quindi avere già il carattere. Poi il mercoledì si comincia a suonare tutti insieme.  Quindi si cerca di dare la completezza. Il giovedì sera vengono dati in ascolto ai ballerini e poi si montano le coreografie. 

Paolo Belli intervista: l’incontro con Giorgio Panariello 

Durante uno di dei concerti show Giorgio Panariello ci vide. Subito dopo mi disse che mi voleva per il programma Torno Sabato. Era il  2000. In quel momento ho capito che ero riuscito a costruire una Big Band di persone che amano proprio quello che fanno perché fondamentalmente sono come me. Persone che dedicano la loro vita a preparare show. Il martedì che è il giorno per noi dove si crea, le ore passano e non ce ne rendiamo conto.

Secondo Lei nella vita viene restituito ciò che si da? 

Ho sempre avuto come grande pregio la generosità, che mi riconoscono tutti. Mi torna indietro tutta una generosità che mi arriva dagli altri, quindi la risposta alla domanda è sicuramente sì. Anche se bisogna dire che nella vita non mi ha regalato niente nessuno. Un concetto che ribadisco sempre ai ragazzi quando mi invitano a parlare nelle scuole è che il treno non passa una volta nella vita, passa tutti i giorni ma si ferma anche tutti i giorni. Se uno non si fa trovare pronto lo fanno scendere. Quindi può anche capitare per fortuna o per coincidenze strane, che i pianeti si allineano, ma se non vi fate trovare pronti vi fanno scendere per fare salire altri. Una fortuna che comunque si abbina anche ad una buona preparazione. 

Nel 2005 è arrivata la prima edizione di Ballando con le stelle. Bibi Ballandi e Milly Carlucci l’hanno voluta fortemente. I suoi ricordi? 

Paolo Belli e Milly Carlucci insieme

per gentile concessione Ufficio Stampa Rai

Ricordo la prova generale. C’era molta confusione e non riuscivamo a capire se eravamo all’altezza. Dietro a tutto questo c’erano tante insicurezze e poi invece come sempre succede la musica fa il suo lavoro. Ricordo una grande gioia e che tutto sembrava una catena che si incastrava perfettamente. E questo è ancora la nostra gioia. 

Paolo Belli intervista: C’è un momento di questi 15 anni di Ballando con le stelle che è rimasto nel cuore? 

Ce ne sono tanti. Ho instaurato un rapporto straordinario con Fabrizio Frizzi. Difatti poi ci aveva voluti a Telethon. Fabrizio Frizzi è il fratello che tutti vorrebbero avere, di una generosità impressionante. Lui e Milly sono tra le persone a cui sono più legato.

Per me lei è il miglior rettore che uno possa avere se si vuole fare televisione. Dice quando è il momento di dare gas e quando invece di tirare il freno a mano. In passato ero molto istintivo e non ero in grado di dominare le mie emozioni, lei mi ha raddrizzato. Io mi sentivo il fratello maggiore di Frizzi perché mi piaceva misurarmi con lui ed essere anche più protettivo nei suoi confronti. Stesso discorso per Carolyn. Nel momento in cui ha scoperto la sua malattia si è aperta con me come se fosse una sorella.E da quel momento è diventata ‘Little Sister’.Con gli altri giurati ridiamo scherziamo e ci divertiamo.

Paolo Belli intervista: Cosa pensa del cast di quest’anno di Ballando con le Stelle?

Quest’anno mi trovo in difficoltà. Solitamente con i ragazzi (della Big Band) alla prima puntata, in una busta inseriamo il nome di quello che secondo ognuno di noi potrebbe arrivare in finale e vincere. Chi indovina ha poi una cena gratis pagata dagli altri. Quest’anno sono in difficoltà perché ho inserito una scheda bianca, sono tutti bravi. Secondo me ci sono almeno quattro che si giocano il primo posto. Gli abbinamenti musica-balli-coppie vengono fatti da Milly Carlucci. Lei ha una visione ben precisa ogni settimana della coppia. Questo vale anche per abiti e luci. Lei infatti non è solo presentatrice, ma è anche il capo progetto. 

Che rapporto ha con i fan? 

Ai fan devo tutto. Dopo 30 anni di carriera se sono qui è per loro. Ci sono persone che mi seguono e che hanno avuto figli. Ora i figli vengono con gli amici a seguire le mie esibizioni. Io cerco ogni momento un contatto con i miei fan. Per me loro sono il mio termometro. Il rispetto che io ho per il pubblico è massimo. Il giudizio dei fan purtroppo mi condiziona. Dovrei essere un po’ più distaccato. Però nello stesso tempo dico anche per fortuna. Io ascolto tutti e leggo tutti i commenti, poi tiro le mie conclusioni. Se sono critiche positive e mi stimolano a migliorarmi le prendo in considerazione. Le offese, specialmente se rivolte alle persone che amo, le butto via. 

Riesce a mantenere distinto il personaggio dalla persona? 

Io ascolto tutti, cerco di essere vicino a tutti perché sono grato di quello che ricevo. Nel privato sono solo Paolo. E come tutti mi arrabbio anch’io Quando sono con gli altri voglio regalare la serenità. Il Paolo serio non deve uscire. 

Chi e che cosa fa divertire Paolo Belli? Cosa sogna oggi?

Ciò che mi fa star bene e che mi riempie il cuore è sentire mia moglie che ride. Chi fa ridere me sono sicuramente i miei musicisti. Il mio sogno di oggi è la salute per me e per tutte le persone che mi stanno intorno. A tutti gli altri auguro anche tanto lavoro. L’anno passato a causa della pandemia ha messo noi musicisti in grande difficoltà. Per me il lavoro è il gioco più bello del mondo ed anche il più serio. E spero continui ancora a lungo. 

Il settore della musica è stato tra i più colpiti dalla pandemia. Come si può sostenere questa categoria? 

La gente ricordi che i musicisti sono uomini, sono persone. La retribuzione deve essere comparata alle capacità. C’è gente che è arrivata anche ad ammazzarsi perché la nostra categoria, durante la pandemia e il lockdown, è stata abbandonata da tutti.Non siamo solo gente che si diverte. Siamo persone che hanno studiato e si sono preparate tanto. Dobbiamo essere rispettati. Provate a pensare una giornata senza musica. Spesso non ci si rende conto, ma la musica è intorno a noi. Quelli che colorano le nostre giornate è giusto che vengano ricompensati. 

Altro Suo grande sogno è la Juventus di cui ha scritto l’inno. Che emozione ha avuto la prima volta che lo ha sentito risuonare in campo? 

Mi sentivo di essere su Scherzi a Parte. Il bambino che c’è in me è esploso di gioia. Quando sono allo stadio è a volte imbarazzante perché appena parte l’inno tutti mi guardano ed il labiale deve essere perfetto, non posso sbagliare una parola. Quando invece non sono a Torino, i miei amici mi chiamano e mi fanno sentire l’inno per telefono. 

Tra i grandi incontri fatti anche quello con Raffaella Carrà. Che ha lasciato? 

La grande gioia di impegnarmi in progetti seri. Come Milly, anche Raffaella era molto meticolosa ed era attenta a tutto. ‘E nel momento in cui tutto è pronto, ce la godiamo’. Grande professionista, che aveva la gioia di fare ciò che ha sempre desiderato fin da piccola. 

Paolo Belli intervista: un messaggio per i lettori di maridacaterini.it

La Paolo Belli intervista si conclude con un messaggio che il cantante ha lasciato ai lettori del nostro sito: “Credete nei sogni perché se si sono realizzati a me si possono realizzare anche a voi. Ma bisogna ricordarsi che non è solo fortuna”. 


Condividi su
Continua a leggere
Advertisement
Clicca per commentare

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Interviste

Fosca Innocenti, intervista a Cecilia Dazzi: la mia Rosa Lulli, abile sul lavoro ma un disastro in amore

L'attrice, volto di Fosca Innocenti, in futuro torna su Canale 5 con la serie Una mamma all'improvviso.

Pubblicato

il

Intervista Cecilia Dazzi Fosca Innocenti
Condividi su

Venerdì 13 gennaio, in prima serata su Canale 5, è prevista la messa in onda delle prime puntate di Fosca Innocenti 2. Tra le attrici protagoniste c’è Cecilia Dazzi, che in questa intervista racconta il personaggio di Rosa Lulli, oltre ai suoi progetti futuri.

Intervista Cecilia Dazzi La Porta Rossa

Intervista Cecilia Dazzi, Rosa divisa tra il marito e una nuova fiamma

Cecilia, da venerdì 13 gennaio torna in onda nella fiction Fosca Innocenti, dove interpreta l’ispettrice Rosa Lulli. Che personaggio è?

Rosa è una poliziotta abile e capace. Se la cava benissimo anche ai fornelli e, per dimostrarlo, spesso porta i propri manicaretti in ufficio. È corretta e affidabile e, per queste qualità, è molto stimata dai colleghi. Inoltre è dotata di una notevole capacità analitica. Nella sua vita privata, però, è un disastro…

In che senso?

Rosa, in Fosca Innocenti, ha un marito che la trascura. Lui non la desidera più e lei non riesce a capirne il motivo. Per via della situazione è spesso delusa e stanca. Inoltre ha un figlio e non sempre riesce a dividersi tra il lavoro, la casa e tutte le altre preoccupazioni. Un giorno, però, un nuovo uomo entra a far parte della sua vita e, grazie a lui, potrebbe finalmente ritrovare la serenità affettiva. Non è detto, però, che Rosa sia in grado di tradire il consorte e lasciarsi andare alla gioia del nuovo sentimento.

Leggi anche --->  Fosca Innocenti, intervista a Cecilia Dazzi: la mia Rosa Lulli, abile sul lavoro ma un disastro in amore

“La mia presenza ne La Porta Rossa 3 e in Una mamma all’improvviso”

Oltre alla già citata Fosca Innocenti, che altri progetti ha?

Attualmente sto lavorando ne La Porta Rossa 3. Qui do il volto ad Eleonora Pavesi, ovvero la mamma di Vanessa, la giovane in grado di vedere il fantasma di Cagliostro e di dialogare con lui. Inoltre, oltre a Fosca Innocenti, sono nel cast di un’altra fiction che andrà in onda tra qualche mese su Canale 5. Il titolo è Una mamma all’improvviso, dramedy condotto da Claudio Norza e che ha tra le protagoniste Giulia Bevilaqua.

C’è qualche personaggio che non ha ancora interpretato ma che le piacerebbe portare in scena?

Mi piacerebbe calarmi nel ruolo di una donna fortemente impegnata nella società civile ma che, contemporaneamente, ha il gusto per le indagini.

Tra le tante produzioni che ha fatto, qual è quella alla quale è rimasta più legata?

Sicuramente L’Ispettore Coliando dei fratelli Manetti. Qui recitavo il ruolo di una farabutta che, con grande leggerezza, realizzava una rapina in banca. Dell’esperienza sul set di Coliandro mi è rimasto in mente un episodio molto significativo. In una puntata ho lavorato con Philippe Leroy. All’epoca aveva 80 anni ma, nonostante questo, non ha voluto utilizzare uno stuntman per girare le scene.

Preferisce lavorare nelle produzioni televisive o in quelle cinematografiche?

Fra poco rimetterò piede nei cinema e questo mi dà, senza dubbio, grande soddisfazione. Comunque posso dire che oggi la differenza tra un lavoro televisivo e uno cinematografico è minima. Gli attori, d’altronde, devono essere in grado di spaziare da un personaggio all’altro.

Leggi anche --->  Lavinia Abate, Miss Italia 2022: il mio sogno è Sanremo Giovani

Intervista Cecilia Dazzi

Intervista Cecilia Dazzi, il rapporto con internet

Che sensazioni prova quando è sul set?

Quando sto girando una produzione sono felice. Provo una serenità paragonabile a quella che sento quando sono in vacanza con i miei figli.

A proposito di figli. Com’è cambiata la sua vita dopo la maternità?

Mi si sono aperti nuovi orizzonti. Inoltre ho notato che sono più organizzata anche sul lavoro.

Che rapporto ha con internet?

Ho un legame molto forte. Credo stia concedendo a tutti la possibilità di accedere alla cultura.


Condividi su
Continua a leggere

Interviste

Che Dio ci aiuti 7 Elena Sofia Ricci: Suor Angela è una peccatrice, in futuro solo brevi saluti

L'attrice, fino ad aprile, è a teatro con La dolce ala della giovinezza di Tennessee Williams.

Pubblicato

il

Intervista Elena Sofia Ricci
Condividi su

Giovedì 12 gennaio, in prima serata su Rai 1, è prevista la messa in onda delle prime puntate di Che Dio ci aiuti 7. La fiction è molto attesa anche per il già annunciato addio di Suor Angela. Quest’ultima è interpretata da Elena Sofia Ricci, che in questa intervista parla proprio della scelta di abbandonare la serie.

Intervista Elena Sofia Ricci Che Dio ci aiuti

Intervista Elena Sofia Ricci, il futuro di Suor Angela

-Giovedì 12 gennaio inizia la settima stagione di Che Dio ci aiuti. Qual è il segreto della longevità della serie?

Questo è un ottimo momento per la fiction Rai. Che Dio ci aiuti, dopo sette edizioni, mantiene ancora lo stesso gradimento degli inizi. L’aspetto più importante nella serie è, a mio avviso, quello legato alla spiritualità. La stessa Suor Angela è una peccatrice e ha avuto un passato molto avventuroso.

A Che Dio ci aiuti fate uso di consulenze esterne per le parti destinate agli aspetti religiosi?

Sì, abbiamo una curatrice che si chiama Suor Benedetta. A lei spetta il compito di esaminare le preghiere dei nostri personaggi.

La sua scelta di abbandonare la fiction ha destato molto clamore…

In questa stagione passo il testimone ad Azzurra. Nonostante questo, Suor Angela in alcune puntate è presente e ne combina una delle sue.

Leggi anche --->  Che Dio ci aiuti 7 Elena Sofia Ricci: Suor Angela è una peccatrice, in futuro solo brevi saluti

-Il suo è un addio definitivo?

In questa serie vado e vengo. Probabilmente ci sarà un’ottava stagione di Che Dio ci aiuti, ma sarà senza di me. Comunque, anche in futuro, farò qualche incursione per dei brevi saluti. Sono molto affezionata al personaggio di Suor Angela e non vorrei che ci si dimenticasse di lei.

“Con La dolce ala della giovinezza giro per i teatri di tutta Italia”

-Cosa l’ha spinta a lasciare Che Dio ci aiuti?

Uno dei motivi per i quali ho lasciato è l’amore per il teatro, dove sono nata professionalmente. In queste settimane sono impegnata con la tournée teatrale de La dolce ala della giovinezza di Tennessee Williams. Qui interpreto Alexandra del Lago, che in passato era stata portata in scena da Rossella Falk.

Noi, con l’opera, abbiamo esordito a dicembre e proseguiamo sino alla fine di aprile. A Roma saremo al Teatro Quirino dal 31 gennaio al 12 febbraio. A fine marzo, invece, la porteremo in scena al Manzoni di Milano. In generale, comunque, percorriamo tutta l’Italia da nord a sud.

-Oltre agli impegni a teatro, quali sono i suoi progetti futuri?

Fino al 2024 non ho uno spazio libero. Prima di tutto, il 24 gennaio ho la conferenza stampa di Fiori sopra l’inferno, in onda su Rai 1 il 13, il 20 e il 21 febbraio. La produzione, che ha come regista Carlo Carlei, appartiene al genere del thriller. È la prima volta che mi cimento nel genere in Italia.

Leggi anche --->  Lavinia Abate, Miss Italia 2022: il mio sogno è Sanremo Giovani

Oltre a Che Dio ci aiuti, in passato ha partecipato a varie fiction e serie tv, che però ha quasi sempre abbandonato dopo pochi anni. Come mai?

La mia caratteristica professionale è quella di lasciare i personaggi che interpreto per poter risorgere in altri protagonisti e con altre personalità. Per fortuna, questa mia tendenza è stata apprezzata, nel tempo, dal pubblico. Quando sono per strada, infatti, nessuno mi chiama mai Suor Angela, ma bensì con il mio nome e con il mio cognome. Sono riuscita nell’obiettivo di non farmi imbrigliare in nessun personaggio che ho interpretato.

Intervista Elena Sofia Ricci progetti futuri

Intervista Elena Sofia Ricci, l’omaggio alla nonna

Qual è l’interpretazione alla quale è rimasta più legata?

Senza dubbio quella di Rita Levi Montalcini. Quando ho girato l’ultima scena, infatti, avevo la certezza che non l’avrei mai più interpretata.

-C’è un personaggio che ancora non ha fatto e che in futuro spera di portare in scena?

Mi mancano tanti personaggi che spero di fare. Ho ancora molti progetti e sogni nel cassetto.

-Ultima curiosità. Perché il personaggio di Suor Angela ha questo nome?

Inizialmente la protagonista di Che Dio ci aiuti si sarebbe dovuta chiamare in un altro modo. Ho voluto io il nome di Angela perché così si chiamava mia nonna. Lei è stata la prima a vedere, in me, la potenzialità di stare sopra un palcoscenico. Per questo ho scelto di omaggiarla.


Condividi su
Continua a leggere

Interviste

Lavinia Abate, Miss Italia 2022: il mio sogno è Sanremo Giovani

Miss Italia 2022 parla delle difficoltà e dei problemi di salute che ha dovuto affrontare in passato.

Pubblicato

il

Intervista Lavinia Abate Sanremo Giovani
Condividi su

Lavinia Abate è la Miss Italia 2022. La 18 enne di Roma ha ricevuto il prestigioso riconoscimento durante la finale di mercoledì 21 dicembre. In precedenza già Miss Lazio, nella finalissima ha avuto la meglio contro Carolina Vinci (Miss Sardegna) e Virginia Cavalieri (Miss Emilia Romagna). Lavinia, in questa intervista, parla dei suoi sogni futuri.

Intervista Lavinia Abate

Intervista Lavinia Abate, l’importanza della famiglia

-Lavinia, lei è l’ottantatreesima Miss Italia. A chi ha dedicato la vittoria?

Dedico la vittoria ai miei genitori, che mi hanno sempre sostenuto. Sono contenta e fiera di rappresentare l’Italia, seppur consapevole di dover condividere il titolo di Miss con il percorso scolastico”.

Com’è il suo rapporto con la scuola?

Frequento l’ultimo anno del Liceo Scientifico ‘Tommaso Salvini’ di Roma. In tutti questi anni sono sempre stata promossa, prendendo buoni voti”.

È vero che lei è bilingue?

Sì, oltre all’italiano parlo agevolmente l’inglese. Ciò grazie alla mia famiglia: mamma, infatti, è nata in Gran Bretagna. Mio papà, invece, è di Roma, dove sono nata anche io. Poi ho due fratelli, uno di 12 e uno di 22 anni. Entrambi sono stati sin da subiti miei grandi fan”.

Leggi anche --->  Lavinia Abate, Miss Italia 2022: il mio sogno è Sanremo Giovani

“Ho convissuto con problemi di salute non ancora del tutto superati”

Presentandosi per Miss Italia ha confessato che, in passato, ha dovuto affrontare dei momenti di difficoltà. Le va di parlarcene?

Sì, in passato ho avuto momenti complicati, causati in primis da sofferenze in amore e da alcune incertezze su me stessa. Inoltre, da qualche tempo sono costretta a convivere con dei problemi di salute. Ho portato per diversi anni un busto alla schiena e, ad oggi, non ho ancora risolto definitivamente. Dovrò sottopormi a ulteriori accertamenti per capire se posso evitare l’utilizzo del corsetto”.

Come affronta i momenti di sconforto?

Con la musica, mia grande passione che penso di aver ereditato dalla nonna. Suono il pianoforte sin da piccola e, negli anni, ho preso varie lezioni. Quando vivo un periodo complicato mi metto al piano e compongo delle musiche. La melodia mi esce in modo spontaneo, direttamente dall’anima. Non so spiegarmi nemmeno io come faccia a comporre così velocemente”.

Intervista Lavinia Abate Miss Lazio

Intervista Lavinia Abate, il sogno di Sanremo Giovani

Miss Italia ha rappresentato un ottimo trampolino di lancio per entrare nel mondo dello spettacolo. Lei cosa si augura per il futuro?

Il mio sogno, dopo Miss Italia, è quello di diventare una cantautrice. In particolare, spero che la vittoria al concorso di bellezza mi dia la giusta visibilità per tentare di partecipare a Sanremo Giovani. Vorrei calcare quel palcoscenico con un testo scritto da me. Ad oggi, infatti, ho già all’attivo cinque brani, due in italiano e tre in inglese. So che dovrò confrontarmi con un mondo difficile, ma in futuro spero di essere riconosciuta soprattutto per la musica che compongo”.

Leggi anche --->  Che Dio ci aiuti 7 Elena Sofia Ricci: Suor Angela è una peccatrice, in futuro solo brevi saluti

Da sempre c’è grande interesse per la vita sentimentale delle Miss. Lei ha già dichiarato di essere single…

Confermo. Cerco una persona comprensiva e dolce, che sia consapevole di sé stessa. Ma, principalmente, spero di trovare qualcuno con il quale condividere tutto il bello e il brutto che la vita offre”.


Condividi su
Continua a leggere

Speciale Sanremo 2023

Advertisement

ARCHIVIO

Febbraio 2023
L M M G V S D
 12345
6789101112
13141516171819
20212223242526
2728  

Seguici su:

Di tendenza

Maridacaterini.it è una testata giornalistica iscritta al registro della stampa del tribunale di Roma, al numero 187/2015 - P.Iva 05263700659 – Tutti i diritti riservati

Copyright © 2021 www.maridacaterini.it