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Interviste

Milly Carlucci intervista: dopo Ballando torno in tv con Il Sogno del Podio

Dopo Ballando, il popolare volt Rai torna in tv con un docu-reality dedicato alla musica colta.

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Milly Carlucci Intervista Il Sogno del Podio la conduttrice in primo piano
Dopo Ballando, il popolare volt Rai torna in tv con un docu-reality dedicato alla musica colta.
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Milly Carlucci nella nostra intervista a maridacaterini.it ha raccontato che dopo il successo di  Ballando con le Stelle, torna in tv con Il Sogno del Podio. Si tratta di un docu-talent su Rai5 che segue l’avventura di 20 giovani direttori d’orchestra, in competizione per avere l’opportunità di lavorare per un anno come assistente Direttore nella leggendaria “London Symphony Orchestra”. 

Milly Carlucci Intervista Il sogno del podio una scena

Milly Carlucci intervista, Il Sogno del Podio 2021: non solo musica ma anche tante emozioni

A raccontarci qualcosa di più di questi 20 giovani talenti del mondo della musica classica è stata la conduttrice Milly Carlucci, che ha spiegato perché Il Sogno del Podio è un programma da vedere. La Donatella Flick conducting competition non è soltanto un torneo, ma anche una narrazione che restituisce delle emozioni forti.

Come quelle di ogni singolo concorrente che oltre alla passione per la musica ha anche tanto da raccontare. Milly Carlucci ha anticipato ai lettori di maridacaterini.it  qualche storia dei concorrenti in gara.

Racconti struggenti, che svelano il lato più intimo e privato dei protagonisti, destinati a toccare profondamente il cuore dei telespettatori. Musica ed emozioni: è il mix de Il Sogno del Podio.

Linguaggi universali che uniscono, abbattendo qualsiasi tipo di barriera. I primi due episodi de Il Sogno del Podio andranno in onda mercoledì 29 dicembre alle 21.15 in prima visione su Rai5. Si conosceranno i primi 10 concorrenti provenienti da diversi Paesi europei. 

Il Sogno del Podio: più reality, talent o documentario?

Il Sogno del Podio lo abbiamo definito più un docu-reality.  Racconta un grande talent che non è uno show ma una vera e propria competizione, la Donatella Flick Conducting competition. Si tratta di una gara tra direttori d’orchestra di nazionalità europea che hanno fra i 18 e i 30 anni.

Questi ultimi giungono a Londra e si devono esibire per un concorso davanti ad una giuria internazionale. Devono dirigere la London Symphony Orchestra, una delle orchestre più importanti al mondo. Donatella Flick, che peraltro è un’italiana, ha creato questa competizione 30 anni fa. Da allora si svolge ogni due anni

Il Premio è straordinario perché normalmente nei concorsi magari si conquista una borsa di studio , qui invece si vince un contratto per un anno proprio con la London Symphony orchestra. Si diventa l’assistente del direttore, occasione straordinaria per fare esperienza e farsi conoscere da tutti i più grandi agenti de mondo, quindi dirigere una delle orchestre più prestigiose che ci siano. 

Milly Carlucci intervista: Le sfide de Il Sogno del Podio saranno più o meno ‘cattive’ rispetto quelle di Ballando con le Stelle? 

Milly Carlucci intervista Il Sogno del Podio un momento della gara

Nella Donatella Flick Competition le sfida sono molto complicate perché i concorrenti sanno di doversi preparare su un certo repertorio. Ti viene detto ad esempio di preparare una sinfonia di Wagner, Beethoven e un altro compositore. Quando arrivi sul podio ti verrà detto quale farai da che punto a che punto, da battuta a battuta. Quindi è la classica interrogazione a sorpresa bella complicata perché devi aver studiato tutto. 

Milly Carlucci intervista: Anche a Il Sogno del Podio si raccontano tante storie, ricordi, memorie, emozioni….

Si, in effetti ne Il Sogno del Podio la particolarità del racconto è che, al di là della bravura e di quello che loro fanno nella gara vera e propria che li porterà a vincere il podio, ci sono i loro racconti personali. Questi ragazzi hanno famiglie, background di vario tipo, ricordi, racconti particolarissimi.

Per esempio c’è una ragazza che è arrivata seconda quest’anno, racconta che lei è cresciuta insieme ad un fratello handicappato, la musica li ha uniti. Attraverso la musica, il fratello che non poteva parlare, ha potuto avere la possibilità di esprimersi e gioire, di essere vivo insieme a lei. C’è stata quindi una grande comunicazione.

Un altro concorrente ha raccontato di aver avuto una grave depressione a causa di questo lavoro, perché spesso chi fa il direttore d’orchestra si ritrova un po’ solo. Diceva di essere stato quasi emarginato dagli altri musicisti, con invidia, pressioni.

Attraverso un percorso è riuscito ad uscire fuori da questa depressione. Sono arrivati due gemelli identici con la passione per la musica. Le storie sono una parte importante ed è questa parte umana che poi qualifica tutto il lavoro tecnico che si vede sulla musica, perché te la fa apprezzare ancora di più. 

Qual è l’opera a cui si sente più legata e perchè?

Come non amare L’Oro del Reno di Wagner, lontanissimo da Puccini, da Verdi, dal movimento del romanticismo italiano. Alla fine mi affeziono tantissimo alle arie, che canticchio nelle mia mente sentendomi un grande soprano, anche se non lo sono. 

Milly Carlucci intervista Il Sogno del Podio

Il Sogno del Podio perché non va in onda sulla tv generalista? 

L’occasione di portare alla luce questo meraviglioso talent, mi è stata data da Silvia Calandrelli che ha una grande sensibilità per la musica, essendo direttrice di Rai Cultura, e poi perché è anche molto interessata al mondo dei giovani.

Giovani che studiano e si sacrificano per entrare nel mondo complicato della musica. Lei mi ha dato questa occasione ed il progetto è nato su Rai 5. Chissà se si potrà espandere a reti più generaliste, dove ti vede un pubblico diverso, che forse è un po’ meno preparato ad ascoltare la musica classica.

Però magari condivide le emozioni, i ragionamenti, le storie di vita dei ragazzi. Insomma in qualche modo si può trovare un equilibrio e rendere Il Sogno del Podio adatto per una tv generalista. 

Milly Carlucci intervista: Il Sogno del Podio può diventare una serie tv? 

Attualmente gli episodi sono quattro. Due andranno in onda il 29 su Rai 5 in prima serata alle 21,15 e a seguire il secondo episodio. Terzo e quarto episodio andranno in onda il 30 dicembre. E’ una mini-serialità, la possibilità di espanderla nasce anche dalla collocazione di rete e dal tipo di progetto che si vuol fare. Con mezzi più importanti e con la possibilità di creare del materiale che consenta di rendere il racconto più lungo e tondo, sicuramente potrebbe diventare una serialità più lunga. 

Milly Carlucci intervista: Qualche anticipazione su Il Sogno del Podio?

Il programma lo abbiamo girato in Inghilterra a maggio quando si aspettava l’uscita dal lockdown più stretto.  Siamo arrivati con la troupe e abbiamo dovuto fare la quarantena per cinque giorni. Abbiamo indossato sempre le mascherine e anche l’orchestra le ha tenute durante le performance. 

Abbiamo dovuto avere delle postazioni esterne al teatro, un camper e una tenda, da utilizzare come location  in cui intervistare i concorrenti. L’aspetto bellissimo è stato vedere ragazzi di tutta Europa che, nonostante il lockdown, non avevano smesso di coltivare la propria passione per la musica.

Sono arrivati caldissimi a questa competition desiderosi di mostrare non solo la propria arte ma anche condividere le proprie storie. C’è chi arriva dal paesino della Norvegia, dove l’unico impegno è cercare il petrolio nel mare.

Ed ancora c’è chi viene dalla Russia, diviso tra le sue origini della Russia ex sovietica e il mondo nuovo che ormai si è sviluppato. Le storie di tutti sono il cuore e motore di questo programma, perché sono vicende di ragazzi veri.

Possono essere i nostri figli, quelli che incontriamo per strada, che passano i pomeriggi incollati alle registrazioni di musica a provare ad imparare come si conduce, a fare lezione, seminari. Daranno loro stessi lezioni per guadagnare il denaro per seguire corsi di eminenti direttori d’orchestra. E’ un mondo da ammirare

Quando nasce la sua passione per la musica classica?

La passione per la musica classica l’ho assorbita da bambina. Lo spunto è stato il fatto che proprio nel pattinaggio artistico, che è stato lo sport con cui sono cresciuta, si usavano per ballare tanti pezzi di musica classica. Da quel momento ho avuto curiosità per un genere di musica che poi ho esplorato nel corso degli anni.

Nella tv generalista ci può essere più spazio per la danza e la musica classica? 

Penso che nella tv generalista si stia tentando di dare uno spazio alla musica classica e alla danza. Rai 1 ha il coraggio di mettere in prima serata in una lunga maratona che va dalle 17 alle 22 la Prima della Scala.

Si sfida la convenzione sugli ascolti di Rai 1 che ovviamente non possono essere gli stessi di un programma di varietà o di una fiction di successo. Quello che Rai 1 fa, visto che è servizio pubblico, è cercare di educare il gusto dei telespettatori. 

Esiste la danza classica, la musica classica, che semplicemente va raccontata in modo un pochino più abbordabile per un pubblico che magari non è così acculturato da sceglierla. 

Milly Carlucci intervista Il Sogno del Podio: Un messaggio ai lettori di maridacaterini.it

Il mio messaggio è un augurio di cuore, fortissimo, immenso per questo 2022 che sia pieno di salute e serenità. Altro messaggio è di tornare ad essere un po’ gioiosi e spensierati: purtroppo da due anni non è più possibile. Ed ancora: non abbandonare i propri sogni. Nonostante la difficoltà del periodo che viviamo, coltiviamo in un angolino della nostra anima, il sogno che ci tiene vivi ed attivi. Pronti a metterlo in campo non appena ne avremo la possibilità. E quindi un grande abbraccio a tutti. 

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Interviste

Fosca Innocenti, intervista a Cecilia Dazzi: la mia Rosa Lulli, abile sul lavoro ma un disastro in amore

L'attrice, volto di Fosca Innocenti, in futuro torna su Canale 5 con la serie Una mamma all'improvviso.

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Intervista Cecilia Dazzi Fosca Innocenti
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Venerdì 13 gennaio, in prima serata su Canale 5, è prevista la messa in onda delle prime puntate di Fosca Innocenti 2. Tra le attrici protagoniste c’è Cecilia Dazzi, che in questa intervista racconta il personaggio di Rosa Lulli, oltre ai suoi progetti futuri.

Intervista Cecilia Dazzi La Porta Rossa

Intervista Cecilia Dazzi, Rosa divisa tra il marito e una nuova fiamma

Cecilia, da venerdì 13 gennaio torna in onda nella fiction Fosca Innocenti, dove interpreta l’ispettrice Rosa Lulli. Che personaggio è?

Rosa è una poliziotta abile e capace. Se la cava benissimo anche ai fornelli e, per dimostrarlo, spesso porta i propri manicaretti in ufficio. È corretta e affidabile e, per queste qualità, è molto stimata dai colleghi. Inoltre è dotata di una notevole capacità analitica. Nella sua vita privata, però, è un disastro…

In che senso?

Rosa, in Fosca Innocenti, ha un marito che la trascura. Lui non la desidera più e lei non riesce a capirne il motivo. Per via della situazione è spesso delusa e stanca. Inoltre ha un figlio e non sempre riesce a dividersi tra il lavoro, la casa e tutte le altre preoccupazioni. Un giorno, però, un nuovo uomo entra a far parte della sua vita e, grazie a lui, potrebbe finalmente ritrovare la serenità affettiva. Non è detto, però, che Rosa sia in grado di tradire il consorte e lasciarsi andare alla gioia del nuovo sentimento.

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“La mia presenza ne La Porta Rossa 3 e in Una mamma all’improvviso”

Oltre alla già citata Fosca Innocenti, che altri progetti ha?

Attualmente sto lavorando ne La Porta Rossa 3. Qui do il volto ad Eleonora Pavesi, ovvero la mamma di Vanessa, la giovane in grado di vedere il fantasma di Cagliostro e di dialogare con lui. Inoltre, oltre a Fosca Innocenti, sono nel cast di un’altra fiction che andrà in onda tra qualche mese su Canale 5. Il titolo è Una mamma all’improvviso, dramedy condotto da Claudio Norza e che ha tra le protagoniste Giulia Bevilaqua.

C’è qualche personaggio che non ha ancora interpretato ma che le piacerebbe portare in scena?

Mi piacerebbe calarmi nel ruolo di una donna fortemente impegnata nella società civile ma che, contemporaneamente, ha il gusto per le indagini.

Tra le tante produzioni che ha fatto, qual è quella alla quale è rimasta più legata?

Sicuramente L’Ispettore Coliando dei fratelli Manetti. Qui recitavo il ruolo di una farabutta che, con grande leggerezza, realizzava una rapina in banca. Dell’esperienza sul set di Coliandro mi è rimasto in mente un episodio molto significativo. In una puntata ho lavorato con Philippe Leroy. All’epoca aveva 80 anni ma, nonostante questo, non ha voluto utilizzare uno stuntman per girare le scene.

Preferisce lavorare nelle produzioni televisive o in quelle cinematografiche?

Fra poco rimetterò piede nei cinema e questo mi dà, senza dubbio, grande soddisfazione. Comunque posso dire che oggi la differenza tra un lavoro televisivo e uno cinematografico è minima. Gli attori, d’altronde, devono essere in grado di spaziare da un personaggio all’altro.

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Intervista Cecilia Dazzi

Intervista Cecilia Dazzi, il rapporto con internet

Che sensazioni prova quando è sul set?

Quando sto girando una produzione sono felice. Provo una serenità paragonabile a quella che sento quando sono in vacanza con i miei figli.

A proposito di figli. Com’è cambiata la sua vita dopo la maternità?

Mi si sono aperti nuovi orizzonti. Inoltre ho notato che sono più organizzata anche sul lavoro.

Che rapporto ha con internet?

Ho un legame molto forte. Credo stia concedendo a tutti la possibilità di accedere alla cultura.


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Interviste

Che Dio ci aiuti 7 Elena Sofia Ricci: Suor Angela è una peccatrice, in futuro solo brevi saluti

L'attrice, fino ad aprile, è a teatro con La dolce ala della giovinezza di Tennessee Williams.

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Intervista Elena Sofia Ricci
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Giovedì 12 gennaio, in prima serata su Rai 1, è prevista la messa in onda delle prime puntate di Che Dio ci aiuti 7. La fiction è molto attesa anche per il già annunciato addio di Suor Angela. Quest’ultima è interpretata da Elena Sofia Ricci, che in questa intervista parla proprio della scelta di abbandonare la serie.

Intervista Elena Sofia Ricci Che Dio ci aiuti

Intervista Elena Sofia Ricci, il futuro di Suor Angela

-Giovedì 12 gennaio inizia la settima stagione di Che Dio ci aiuti. Qual è il segreto della longevità della serie?

Questo è un ottimo momento per la fiction Rai. Che Dio ci aiuti, dopo sette edizioni, mantiene ancora lo stesso gradimento degli inizi. L’aspetto più importante nella serie è, a mio avviso, quello legato alla spiritualità. La stessa Suor Angela è una peccatrice e ha avuto un passato molto avventuroso.

A Che Dio ci aiuti fate uso di consulenze esterne per le parti destinate agli aspetti religiosi?

Sì, abbiamo una curatrice che si chiama Suor Benedetta. A lei spetta il compito di esaminare le preghiere dei nostri personaggi.

La sua scelta di abbandonare la fiction ha destato molto clamore…

In questa stagione passo il testimone ad Azzurra. Nonostante questo, Suor Angela in alcune puntate è presente e ne combina una delle sue.

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-Il suo è un addio definitivo?

In questa serie vado e vengo. Probabilmente ci sarà un’ottava stagione di Che Dio ci aiuti, ma sarà senza di me. Comunque, anche in futuro, farò qualche incursione per dei brevi saluti. Sono molto affezionata al personaggio di Suor Angela e non vorrei che ci si dimenticasse di lei.

“Con La dolce ala della giovinezza giro per i teatri di tutta Italia”

-Cosa l’ha spinta a lasciare Che Dio ci aiuti?

Uno dei motivi per i quali ho lasciato è l’amore per il teatro, dove sono nata professionalmente. In queste settimane sono impegnata con la tournée teatrale de La dolce ala della giovinezza di Tennessee Williams. Qui interpreto Alexandra del Lago, che in passato era stata portata in scena da Rossella Falk.

Noi, con l’opera, abbiamo esordito a dicembre e proseguiamo sino alla fine di aprile. A Roma saremo al Teatro Quirino dal 31 gennaio al 12 febbraio. A fine marzo, invece, la porteremo in scena al Manzoni di Milano. In generale, comunque, percorriamo tutta l’Italia da nord a sud.

-Oltre agli impegni a teatro, quali sono i suoi progetti futuri?

Fino al 2024 non ho uno spazio libero. Prima di tutto, il 24 gennaio ho la conferenza stampa di Fiori sopra l’inferno, in onda su Rai 1 il 13, il 20 e il 21 febbraio. La produzione, che ha come regista Carlo Carlei, appartiene al genere del thriller. È la prima volta che mi cimento nel genere in Italia.

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Oltre a Che Dio ci aiuti, in passato ha partecipato a varie fiction e serie tv, che però ha quasi sempre abbandonato dopo pochi anni. Come mai?

La mia caratteristica professionale è quella di lasciare i personaggi che interpreto per poter risorgere in altri protagonisti e con altre personalità. Per fortuna, questa mia tendenza è stata apprezzata, nel tempo, dal pubblico. Quando sono per strada, infatti, nessuno mi chiama mai Suor Angela, ma bensì con il mio nome e con il mio cognome. Sono riuscita nell’obiettivo di non farmi imbrigliare in nessun personaggio che ho interpretato.

Intervista Elena Sofia Ricci progetti futuri

Intervista Elena Sofia Ricci, l’omaggio alla nonna

Qual è l’interpretazione alla quale è rimasta più legata?

Senza dubbio quella di Rita Levi Montalcini. Quando ho girato l’ultima scena, infatti, avevo la certezza che non l’avrei mai più interpretata.

-C’è un personaggio che ancora non ha fatto e che in futuro spera di portare in scena?

Mi mancano tanti personaggi che spero di fare. Ho ancora molti progetti e sogni nel cassetto.

-Ultima curiosità. Perché il personaggio di Suor Angela ha questo nome?

Inizialmente la protagonista di Che Dio ci aiuti si sarebbe dovuta chiamare in un altro modo. Ho voluto io il nome di Angela perché così si chiamava mia nonna. Lei è stata la prima a vedere, in me, la potenzialità di stare sopra un palcoscenico. Per questo ho scelto di omaggiarla.


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Interviste

Lavinia Abate, Miss Italia 2022: il mio sogno è Sanremo Giovani

Miss Italia 2022 parla delle difficoltà e dei problemi di salute che ha dovuto affrontare in passato.

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Intervista Lavinia Abate Sanremo Giovani
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Lavinia Abate è la Miss Italia 2022. La 18 enne di Roma ha ricevuto il prestigioso riconoscimento durante la finale di mercoledì 21 dicembre. In precedenza già Miss Lazio, nella finalissima ha avuto la meglio contro Carolina Vinci (Miss Sardegna) e Virginia Cavalieri (Miss Emilia Romagna). Lavinia, in questa intervista, parla dei suoi sogni futuri.

Intervista Lavinia Abate

Intervista Lavinia Abate, l’importanza della famiglia

-Lavinia, lei è l’ottantatreesima Miss Italia. A chi ha dedicato la vittoria?

Dedico la vittoria ai miei genitori, che mi hanno sempre sostenuto. Sono contenta e fiera di rappresentare l’Italia, seppur consapevole di dover condividere il titolo di Miss con il percorso scolastico”.

Com’è il suo rapporto con la scuola?

Frequento l’ultimo anno del Liceo Scientifico ‘Tommaso Salvini’ di Roma. In tutti questi anni sono sempre stata promossa, prendendo buoni voti”.

È vero che lei è bilingue?

Sì, oltre all’italiano parlo agevolmente l’inglese. Ciò grazie alla mia famiglia: mamma, infatti, è nata in Gran Bretagna. Mio papà, invece, è di Roma, dove sono nata anche io. Poi ho due fratelli, uno di 12 e uno di 22 anni. Entrambi sono stati sin da subiti miei grandi fan”.

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“Ho convissuto con problemi di salute non ancora del tutto superati”

Presentandosi per Miss Italia ha confessato che, in passato, ha dovuto affrontare dei momenti di difficoltà. Le va di parlarcene?

Sì, in passato ho avuto momenti complicati, causati in primis da sofferenze in amore e da alcune incertezze su me stessa. Inoltre, da qualche tempo sono costretta a convivere con dei problemi di salute. Ho portato per diversi anni un busto alla schiena e, ad oggi, non ho ancora risolto definitivamente. Dovrò sottopormi a ulteriori accertamenti per capire se posso evitare l’utilizzo del corsetto”.

Come affronta i momenti di sconforto?

Con la musica, mia grande passione che penso di aver ereditato dalla nonna. Suono il pianoforte sin da piccola e, negli anni, ho preso varie lezioni. Quando vivo un periodo complicato mi metto al piano e compongo delle musiche. La melodia mi esce in modo spontaneo, direttamente dall’anima. Non so spiegarmi nemmeno io come faccia a comporre così velocemente”.

Intervista Lavinia Abate Miss Lazio

Intervista Lavinia Abate, il sogno di Sanremo Giovani

Miss Italia ha rappresentato un ottimo trampolino di lancio per entrare nel mondo dello spettacolo. Lei cosa si augura per il futuro?

Il mio sogno, dopo Miss Italia, è quello di diventare una cantautrice. In particolare, spero che la vittoria al concorso di bellezza mi dia la giusta visibilità per tentare di partecipare a Sanremo Giovani. Vorrei calcare quel palcoscenico con un testo scritto da me. Ad oggi, infatti, ho già all’attivo cinque brani, due in italiano e tre in inglese. So che dovrò confrontarmi con un mondo difficile, ma in futuro spero di essere riconosciuta soprattutto per la musica che compongo”.

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Da sempre c’è grande interesse per la vita sentimentale delle Miss. Lei ha già dichiarato di essere single…

Confermo. Cerco una persona comprensiva e dolce, che sia consapevole di sé stessa. Ma, principalmente, spero di trovare qualcuno con il quale condividere tutto il bello e il brutto che la vita offre”.


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