Le tre rose di Eva 4, Daniela Poggi: “Eva Astori una tigre piena di dolcezza”


L'intervista all'attrice ligure, new entry ne "Le tre rose di Eva 4", serie in onda nella collocazione del giovedì sera su Canale 5.


Come descriverebbe il suo personaggio?

Lea è una donna che ha avuto una storia molto importante vissuta in passato: sarà il suo segreto che porterà nel cuore. Ha scelto la famiglia: è una madre di tre figli splendidi, molto accogliente ma al contempo severa, una donna determinata che porta avanti il suo lavoro di medico con estrema attenzione e cura verso gli altri. È una moglie che tiene molto a salvaguardare la sua famiglia e che, pur di difenderla, è disposta a tutto. Nonostante il grandissimo dolore che porta con sé, riesce sempre a mantenere una facciata di solarità e di speranza.

Quali motivi l’hanno convinta a tornare a recitare in una fiction?

Il personaggio di Lea mi è piaciuto molto sin dall’inizio, in più ero molto contenta di poter tornare a lavorare con Raffaele Mertes (il regista della serie, ndr) dopo tanti anni.

Ci ha appena detto che Lea è disposta a tutto per difendere la sua famiglia. In questo senso potrebbe somigliare a Cristina Ansaldi, ruolo che lei ricopriva in “Incantesimo”?

No, perché Cristina era un personaggio molto amato ed odiato nello stesso tempo, amorale e a volte immorale. Nel caso di Lea parliamo di un ruolo diverso: lei è una donna pulita, onesta. La paragono ad una tigre, piena di dolcezza nei confronti della sua famiglia e verso chi ha bisogno di aiuto, ma contemporaneamente capace di tirare fuori gli artigli se qualcuno vuole fare male ai suoi affetti più cari.

Daniela Poggi e Corrado Tedeschi, nella fiction Lea e Carlo Astori – Fonte foto Mediaset

Dal 2000 al 2004 è stata al timone di “Chi l’ha visto?”. Sta seguendo il programma?

No, anche perché spesso sono fuori casa. Quando accendo la tv preferisco guardare film su Sky che non ho visto al cinema o mi sintonizzo su Rai Premium per recuperare fiction che mi sono persa. Mi capita solo ogni tanto di vedere programmi di intrattenimento o di servizio, anche se ho notato come in questi ultimi tempi sia aumentata l’aggressività in tv: tutti cercano di dire la loro parlando uno sull’altro e questo porta ad allontanarsi dai temi portanti su cui vengono strutturati i confronti. Mi farebbe piacere vedere sul piccolo schermo persone che parlassero con calma per esprimere le loro idee, così come sarebbe auspicabile avere dei giornalisti che evitassero di incalzare gli intervistati per chiedere di rispondere in poco tempo alle loro domande.

Cosa le piace fare nel tempo libero?

Amo andare a correre al parco con il mio cane perché sento il bisogno di stare nel silenzio della natura. Un’altra mia passione è la lettura, che in questo momento sto coltivando ancora di più perché sono impegnata nella realizzazione di audiolibri. Mi piace molto andare al cinema e a teatro e ogni tanto anche prendermi degli spazi per me stessa, dedicandomi alla meditazione e alla preghiera.

Qual è il suo libro preferito?

In realtà non ce n’è uno in particolare, non ho mai avuto un “libro del cuore”. Ogni passaggio da un periodo all’altro della vita mi porta a cercare alcuni testi piuttosto che altri. Una delle mie ultime letture è “Al giardino ancora non l’ho detto”, scritto da Pia Pera. Leggo spesso Emily Dickinson, la mia poetessa preferita, e con i suoi versi mi lascio cullare da un’onda malinconica fatta di ricerche, pensieri e domande che a volte non hanno risposta.

Sappiamo che attualmente è nei cinema con una nuova pellicola. Di che si tratta?

Dal 9 novembre sono nelle sale italiane con “L’esodo”, scritto e diretto da Ciro Formisano. È un progetto cui tengo davvero in maniera particolare. Racconta la storia di Francesca, una delle “esodate” a seguito degli effetti della “legge Fornero”. Questa condizione la porta a vivere senza ricevere la pensione e in uno stato di totale indigenza. Dovendo mantenere la nipote 16enne, è addirittura costretta a chiedere l’elemosina per strada. È un film molto commovente, delicato, tratto da una storia vera, senza fronzoli né ricami, sullo stile di Ken Loach. Questa pellicola non ha l’ambizione di sbancare i botteghini, ma ha l’intento di toccare il cuore del pubblico.



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