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Platinette, da Ballando al recital con Grazia Di Michele

Parla Mauro Coruzzi,in scena a teatro con Grazia Di Michele dopo la partecipazione allo show ballerino di Rai 1
Irene Natali

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Parla Mauro Coruzzi,in scena a teatro con Grazia Di Michele dopo la partecipazione allo show ballerino di Rai 1
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È trascorso più di un anno dalla partecipazione al Festival: come mai avete ripreso il progetto?
Perché il tarlo di prolungare la collaborazione con uno spettacolo, si è insediato subito. Ma avevamo un carico di impegni personali che non ci permettevano di concretizzare: solo durante la mia permanenza a Roma per Ballando, ho avuto la possibilità di limare le idee insieme a Grazia Di Michele.

Che tipo di spettacolo sarà?
E’ un recital che ha un tema dominante, quello dell’identità: non di genere, ma le difficoltà di farne emergere una propria, come se guardandoci allo specchio, non ci conoscessimo mai. Tutto in tono non serioso, ma scherzoso.

Come nasce invece la sua partecipazione a Ballando con le stelle?
In realtà, anche quella ha originine a Sanremo. Proprio al Festival infatti, ho avuto un problema legato al mio peso: un giorno in particolare ho avuto una forte mancanza di fiato che addirittura mi impediva di fare la famosa scala. A quel punto mi sono detto che dovevo fare qualcosa, e ho deciso di perdere peso, senza però stravolgere troppo le mie abitudini. Durante l’estate poi, con la persona a cui aveva affidato la gestione delle mie attività, è nata l’idea di Ballando: scherzando, abbiamo inserito il programma in una lista di obiettivi che mi sarebbe piaciuto raggiungere. Da lì ha preso piede l’idea.
La Carlucci ne era entusiasta: a maggior ragione, io mi sono fortemente motivato a scendere di peso. Per la prima volta nella storia di Ballando con le stelle, ho sostenuto un provino per dimostrare che non sarei morto in pista al primo paso doble.

27feb ballando con le stelle platinette

Che cosa le ha lasciato l’esperienza a Ballando con le stelle?
Un’esperienza meravigliosa, caratterizzata da una totale assenza di pregiudizio. Mi ha insegnato il rispetto delle regole e del partner. Io non amo lavorare in gruppo, ho una presunzione infinita come il mio ex girovita: sono sempre convinto di farcela da solo, non amo la condivisione perché allunga i tempi. Invece mi sono dovuto ricredere.
Con una pazienza infinita e una grande capacità di seguire una cariatide come me, Todaro mi ha insegnato soprattutto la strada per tentare di imparare bene a fare qualcosa.

Cosa intende, quando parla di “totale assenza di pregiudizio”?
Vista la reazione positiva da parte del pubblico, composto non da ragazzini ma da gente adulta, mi viene da pensare che persone ritenute un po’ “fuori dagli schemi” come me e Asia Argento ne fanno invece parte, degli schemi. Un’integrazione totale.
Per la prima volta, nonostante una ventina d’anni di esposizione mediatica, essere arrivato alla cattedrale del sabato sera, per me è motivo d’orgoglio.

Secondo lei l’inserimento della Lucarelli ha giovato allo show?
Anche se non nutro particolare amore per il suo stile, secondo me si. Selvaggia la trovo strepitosa quando scrive, un po’ meno quando si espone perché è vittima di una vanità eccessiva nel senso che è molto tesa a vivere il momento nello studio e, allo stesso tempo nei social e quindi, alla fine, finisce per mettere poca attenzione perché non si può far bene tutto. Ha comunque smosso le acque: per me è sempre meglio un rinnovamento, seppur non gradito a tutti, che una staticità che poteva relegare il programma a una pedissequa ripetizione dell’edizione precedente. Le dirò di più: meglio “svaccare” che conservare una mummia. C’era il tentativo di dare una scossa alla trasmissione, e i risultati ci sono stati, visto che Ballando ha tallonato molto da vicino il competitor.

ballando 11 17 aprile platinette gara

A proposito di competitor, ha visto le puntate del serale di Amici 15?
Le ho viste tutte: sono un appassionato e ho ancora contatti all’interno della struttura, ci sentiamo e ci scambiamo opinioni.

Qual è il suo giudizio su questa edizione?
Dal punto di vista spettacolare c’è stata una svolta strepitosa. L’allestimento dei balletti, le scenografie e le coreografie sono magnifiche; di contro, davanti a tanta magnificenza, si è un po’ annacquata quella che dovrebbe essere la vera forza propulsiva del programma, cioè l’energia dei ragazzi che sperano di diventare qualcuno. Lo trovavo più coinvolgente quando non era registrato e quando conoscevo le storie dei protagonisti, che mi portavano a tifare per l’uno o per l’altro non solo per il talento. È comunque un livello di televisione altissimo: chi altro può vendere un format italiano in America, come ha fatto la De Filippi?

E non è il solo, anche C’è posta per te è stato venduto in molti paesi
Maria De Filippi compie l’operazione opposta rispetto a quanto avviene in tv: riesce a piazzare dei programmi con ingredienti semplici all’estero. Mi piacerebbe che provasse  ancora nuovi programmi, dopo qualche tentativo andato male negli anni passati.
Lei è una sperimentatrice che sa come far quadrare il bilancio, e questo mi piace molto di lei.

Oltre a Io non so mai chi sono, ha altri progetti lavorativi?
Intanto il progetto con Grazia a teatro, che spero diventi una tournée. Poi, sempre a teatro, sarò la voce recitante dell’Histoire du soldat di Stravinskij. Sono piuttosto teso, però sono felice dato che ho avuto libertà totale nel gestire il testo e recitarlo alla mia maniera. Ancora una volta, un’esperienza che mi permetterà di cambiare pelle: se così non fosse, sarei già morto da tempo.


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Marchigiana, sarda per metà e romana d’adozione, si laurea in comunicazione alla Sapienza con una tesi triennale sulla satira televisiva e la chiusura del Decameron di Luttazzi. La tesi specialistica è ancora sulla televisione, stavolta sul ruolo di Al-Jazeera nella “primavera araba”. Collabora con alcune testate giornalistiche e siti web, è stata analista televisiva del programma di RaiTre TvTalk, condotto da Massimo Bernardini. La partecipazione ad una serie di trasmissioni televisive, le ha consentito di conoscere a fondo tutto quello che ruota intorno al mondo del piccolo schermo. Ama scrivere e disegnare, soprattutto fumetti.

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Felicissima Sera 16 aprile 2021, diretta prima puntata dello show con Pio e Amedeo

Prima puntata dello show condotto dal duo comico Pio e Amedeo, all'anagrafe Pio D'Antini e Amedeo Grieco.
Benedetta Morbelli

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Felicissima Sera 16 aprile diretta
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Questa sera, 16 aprile 2021, alle ore 21:40 su Canale 5 andrà in onda la prima puntata di Felicissima Sera. Padroni di casa Pio e Amedeo, approdano sulla principale rete di Cologno Monzese con il nuovo show.

Ospiti della prima puntata Maria De Filippi, Francesco De Gregori, Ivana Spagna, Tommaso Paradiso, Emanuele Filiberto, Francesco Pannofino e Andrea Iannone.

Felicissima sera 16 aprile 2021 – diretta

 


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Intrattenimento

Canzone segreta 16 aprile: tra gli ospiti Anna Valle, Enrico Brignano e Simona Ventura

Quinta puntata dello show con Serena Rossi in cui gli ospiti devono solo godersi la sorpresa che la trasmissione ha preparato per loro.
Irene Verrocchio

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Canzone segreta 16 aprile 2021
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Venerdì 16 aprile, dalle 21.25 su Rai 1, trasmette la quinta puntata di Canzone Segreta.

Come accade tutte le settimane, Serena Rossi accoglie in studio alcuni personaggi del mondo dello spettacolo. Il loro compito è solo quello di accomodarsi sulla celebre poltrona bianca per godersi la propria sorpresa. Sono infatti ignari di ciò che la trasmissione ha in serbo per loro.

Ospiti del quinto appuntamento: Giancarlo Giannini, Simona Ventura, Valeria Fabrizi, Anna Valle,  Massimo Ghini ed Enrico Brignano.

Canzone segreta, la diretta del 16 aprile


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In barba a tutto conferenza stampa con Luca Barbareschi

Tutte le dichiarazioni degli intervenuti alla conferenza stampa di presentazione di In barba a tutto, su Rai 3 con Luca Barbareschi.
Lorenzo Mango

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In barba a tutto conferenza stampa
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Alle 12.00 di oggi, 16 aprile, Rai presenta in conferenza stampa il nuovo programma di Rai 3, In barba a tutto.

Lo show, proposto in diretta a partire da lunedì 19 aprile, è gestito da Luca Barbareschi, che non conduce un programma televisivo da oltre un decennio. Negli ultimi anni, infatti, si è concentrato sulla direzione della sua Casanova Multimedia, producendo film tv e fiction come Nero Wolfe e Nebbie e Delitti, Pietro Mennea – La freccia del Sud, Io sono Mia, Edda Ciano e il comunista e altri ancora.

Il programma farà leva sul senso dell’umorismo del conduttore e dei suoi ospiti. Infatti, In barba a tutto si propone come uno show leggero e divertente, che coinvolge anche, ma non solo, personaggi provenienti dal panorama televisivo e dello spettacolo. I nomi degli ospiti sono rivelati oggi nel corso della conferenza stampa.

Vi partecipano il conduttore Luca Barbareschi, e Franco Di Mare, direttore di Rai 3.

In barba a tutto conferenza stampa, la diretta

Il primo a rilasciare dichiarazioni è Franco Di Mare, direttore di Rai 3. “Rai 3 ce la sta mettendo tutta per restituire normalità all’Italia. Stavolta, attraverso Luca Barbareschi. Quando è venuto a trovarmi con una serie di proposte mi sono innamorato di questa, spiazzante. La nostra rete ha un profilo identitario preciso, che viaggia molto bene anche in termini di ascolto. Siamo capaci di rinnovarci senza paraocchi, e Barbareschi di paraocchi non ne ha. Inizialmente avevamo pensato a un altro titolo, se avrà voglia ve lo dirà lui. In sostanza, siamo felicissimi di varare questa nuova proposta.”

Subito dopo, poi, parla Luca Barbareschi. “Avevo molta voglia di fare tv, ma il tempo passa per tutti. Ogni tanto chiedo a mia moglie di avvertirmi, qualora notasse che sono più spento del solito. Franco Di Mare ha avuto coraggio per lavorare con me, non capita spesso. Lui mi ha dato fiducia, in me e nel mio senso dello humor. Voglio anche ringraziare il team Rai con cui ho lavorato. Sono stati tutti disponibilissimi con me, mi hanno fatto sentire accolto. Ringrazio anche i produttori e gli autori.”

In barba a tutto conferenza stampa, le dichiarazioni di Luca Barbareschi

Riguardo in barba a tutto, poi, Luca Barbareschi aggiunge: “Mi viene in mente il film Nella mente di John Malkovich. Il politically correct è una sorta di tumore nella mentalità occidentale. Rido ogni volta che penso all’assurdità del politically correct. Basti pensare alle regole dell’Academy Award, che obbliga ad inserire nei propri film un 30% di attori nani, persone lgbtq e via dicendo. Pensate a un film sulla seconda guerra mondiale. Durante lo sbarco in Normandia i nani sarebbero affogati a pochi metri dalla riva. Con la mentalità di oggi avremmo chiuso in carcere anche Michelangelo. Vorrei far tornare un po’ di luce in questo mondo. Avremo ospiti di rilievo, fra cui un astrofisico. Parleremo di Body Shaming con Morgan, e di lirica con Katia Ricciarelli.”

“In un’epoca di Covid, c’è un altro virus più pericoloso in giro: quello della stupidità. Con gli autori proveremo a far tornare un po’ di luce. Sarà provocatore, perché l’artista è un provocatore. Mette tanti liquidi in una provetta, e quella esplode. Ma se non provochi una reazione, non ci sarebbe nessuna azione. Se Picasso non avesse dipinto sulla pancia di un ricco un quadro dicendogli -Ora non devi più lavarti- non sarebbe stato Picasso” prosegue. “Vorrei avere il ministro della giustizia come ospite, l’ho invitata. Ma vorrei parlarle con leggerezza.” termina.

In barba a tutto conferenza stampa, le domande dei giornalisti

Domanda 1: per Barbareschi, ha già messo in conto reazioni e proteste alle sue provocazioni?

“Per proporre contenuti innovativi bisogna osare. E’ ovvio. Io cercherò di provocare con intelligenza e rispetto. Internet si chiama -rutto libero- in altri paesi. Noi abbiamo confuso Internet con un luogo di informazioni, ma io risponderò a Internet quando potrò parlare con persone vere, che se sbagliano posso querelare. Internet ti illude di avere milioni di amici, ma di amici ne hai tre se va bene. La bellezza della semantica, inoltre, è nella divergenza di opinioni. Forse questo sarà uno show molto ebraico dal punto di vista della comicità. Nel senso che se fin da piccolo devi trovare un’interpretazione della Torah tutta tua in mezzo a quelle che ti propinano ti alleni ad essere flessibile.”

Domanda 2: possiamo sapere il macro-tema e il nome degli ospiti della prima puntata?

“Il tema è Scienza e romanticismo, essere contro. Il mondo della lirica è maschilista? Potremo scrivere Turandot in chiave transgender? Avremo Luca Perri, Morgan, Katia Ricciarelli. Abbiamo una scenografia con un tavolo, un bancone e un tavolo da biliardo. Vorrei avere i tre ospiti in contemporanea nello studio e parlare con loro tutti insieme.”.

In barba a tutto conferenza stampa, altre domande per Barbareschi

Domanda 3: torni in tv perché, come ha dichiarato, il teatro in Italia è morto? Il Covid mostrerà cosa conta davvero per gli italiani?

“Torno in televisione perché sono un onnivoro di spettacolo. Non è per noia o per altro, è perché se non faccio l’artista ogni tanto mi deprimo. Ho detto che il teatro è morto, è vero. E penso che il Covid sia una grande opportunità. In cinese e in ebraico opportunità e crisi si scrivono allo stesso modo. Riguardo il teatro penso che siano le categorie a doversi proporre. Per questo il teatro è morto, rappresentato da gente incapace. E noi artisti siamo troppo anarchici per metterci insieme. La politica è distratta, ci sono troppi temi da definire. Il teatro deve rifinanziarsi e rialzarsi; qualche teatro morirà, ci sono tantissimi teatri anche solo a Roma.”

Domanda 4: per Barbareschi, hai mosso accuse forti nei confronti dei teatri privati da Giletti. Le confermi?

“Qui parliamo del mio show, non delle mie dichiarazioni da Giletti. Parliamo del programma”

In barba a tutto conferenza stampa, le provocazioni di Barbareschi

Domanda 5: qual è la chiave del programma? Ce ne sono molti di questo tipo. Morgan è stato chiamato per far chiasso?

“Anzitutto siamo in diretta. Se non c’è rischio, divento narcolettico. Penso che il programma abbia un’impostazione che spero venga recepito. Non sempre lo humor all’inglese è compreso in Italia. Ad esempio l’altro giorno ero al parco con i miei bambini e ho detto andiamo allo Bioparco. E’ come lo zoo, ma da quando si chiama Bio gli animali sono felici. Parleremo ad esempio dei Maneskin, che a Sanremo hanno detto le parolacce.”

Aggiunge: “Anche i rapper, la loro gestualità, nasce in America perchè attraverso i loro movimenti si davano messaggi in codice sulla loro provenienza. Quando Jovanotti in Italia si muove allo stesso modo penso che abbia l’artrite reumatoide. Il problema del politically correct è semplice. La differenza fra pensiero post-moderno e la mafia è che la mafia ti fa un’offerta che non puoi rifiutare, il pensiero post moderno ti dice cose che non puoi mai capire”

La parità di genere

Domanda 6: toccherai uno degli argomenti intoccabili, quello della parità di genere?

“Sarebbe interessante. Potrò parlare di qualunque cosa. Io sono un super liberale. Inizia già a vedersi un terzo sesso, i giovani son più apertamente bisessuali. Ma va distinta la genetica dalla dignità. Posso anche diventare presidente degli Stati Uniti indossando tacchi e piume. Posso anche operarmi ma resto un uomo. Non si tratta di scelta personale, ma della dignità del ruolo. Ad esempio, un manager di City-Bank a Londra si veste un giorno da uomo e uno da donna. Dal punto di vista formale non mi importa, il problema è professionale. Bisogna verificare se c’è della bipolarità nelle dichiarazioni.”

“Se vogliamo fare una provocazione sto preparando un film, The Good Bench, su una famiglia eterosessuale che vive in una città dove il sindaco è transessuale. E loro sono discriminati in quanto normali. E’ un problema legato alla stampa.” prosegue.

Domanda 7: per Franco Di Mare, ha pensato di proporre questo show in prima serata? Per Barbareschi: ti esibirai in qualche modo o farai solo domande?

Risponde prima Di Mare:Non l’abbiamo mai pensato, ma nulla lo esclude. Quando abbiamo immaginato l’arrivo di Barbareschi su Rai 3, Luca mi aveva portato un progetto dove lui era più in disparte. Ma io volevo lui, non un suo progetto. Siamo una rete aperta e curiosa. Non escludo una prima serata, ma prima vediamo come va la seconda.”

Continua Barbareschi: “Facciamo un passo alla volta. Non voglio fare troppe cose. Ma voglio far emergere i miei ospiti, giocare con loro.”

Poi, Di Mare rivela l’altro titolo a cui aveva pensato per lo show: Mi voleva Guglielmi. Per ricordare un programma mai andato in porto proposto da Barbareschi a un precedente direttore, Guglielmi, di Rai 3.

Ancora domande dei giornalisti

Domanda 8: con questo programma pensi di aver aiutato o aiuterai il mondo dello spettacolo?

“Spero di aiutarlo. Quando proponi un prodotto di qualità, aiuti la tua compagine. Ma non aiuterò direttamente te il teatro. Questo show c’entra poco con il teatro. Spero invece, lo dico fuori conferenza stampa, di poter essere pronto a degli show all’Eliseo quando la guerra mondiale in atto sarà finita, e il teatro tornerà a essere un luogo di ritrovo, ma dovrà reinventarsi. La mia immagine, spinta dalla TV, forse potrà aiutare in tal senso.”.

Domanda 9: se i teatri fossero aperti avresti comunque fatto questo show? La diretta è importante per un uomo di teatro come te?

“Se fossero stati aperti lo avrei proposto, ma in una scenografia costruita dentro all’Eliseo. Ho voglia di fare teatro, non ho mai saltato una stagione in 47 anni di attività. Soffro a non recitare, è una medicina, il teatro è la mia sinagoga laica in cui posso celebrare i miei riti. La televisione, poi, è la diretta. E’ emozionante sedersi e sapere di essere connessi con milioni di persone. E’ come una partita di calcio, la godi se sai che è in diretta.”

Le ultime domande dei giornalisti

Domanda 10: quale conduttore televisivo ammiri di più oggi?

“Ho avuto la fortuna di lavorare con Arsenio Hall, la personalità dello show è molto legata a quella del conduttore. Ho -rubato- dagli altri, da chi è migliore di me. Il nostro lavoro è fatto di emulazione e rielaborazione.”

Domanda 11: quando sei stato corteggiato da altri direttori di rete non sono proseguite le collaborazioni per via di divergenze editoriali? Hai pensato a invitare politici come Franceschini?

“Invito ufficialmente Franceschini in studio. Invito anche Di Maio, Rino Formica. Vorrei tanto proseguire lo show fino al 2024. Riguardo le altre proposte, sono vaccinato nel sapere come accadono le cose. Alcune proposte sono state in attesa per quattro o anche sei anni, serve l’allineamento dei pianeti per andare in porto. Coletta una volta è venuto a trovarmi all’Eliseo, forse quella volta la mia proposta non era adatta, chi lo sa. Mi sono parlato molto anche con Guglielmi, sarebbe ingiusto dire che son stato boicottato.”

Domanda 12: per Barbareschi, cosa ti fa ridere in tv?

“Involontariamente mi fa ridere tanto di quello che vedo in TV o che leggo nei giornali. Adoro Fiorello, ricordo un evento epocale. Ero a Milano con lui una volta a Karaoke, e c’era così tanta gente che ci portarono via con i sosia per salvaguardarci. Ho una grande stima di Fiorello perchè è caduto e si è rialzato. Mi piace anche Walter Chiari, è stato un mio mentore. Mi fanno ridere i comici surreali, penso ci siano molti giovani bravissimi. Ammetto di non vedere molto la tv, alla sera dopo una lunga giornata vado a letto presto, e mi alzo prestissimo.”.

 


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