Sanremo 2019 | Conferenza stampa 9 febbraio | Diretta


Sanremo 2019 | Conferenza stampa 9 febbraio | Diretta. L'incontro con i giornalisti per presentare l'ultima serata del Festival. Ospiti, anticipazioni sulla finale e commenti sulla serata di ieri dalla Sala Stampa dell'Ariston


Seguiamo la diretta della conferenza stampa per le anticipazioni sull’ultima serata.

Apre la Direttrice di Rai1, Teresa De Santis: “Intanto vorrei ringraziare Valerio Staffelli per la sua cortesia e la sua generosità nel volermi consegnare un secondo tapiro. Volevo rassicurarlo dicendo che abbiamo prenotato un’analisi chimica sul testo incriminato.

Per noi sono stati grandi risultati, con share del 46,11%, ma la cosa interessante è il trend di ascolto in crescita negli ascolti per individui ed è la cosa che ci interessa di più. Aggiungo che siamo un punto percentuale più in alto rispetto alla media delle quarte serate degli ultimi 14 anni, per cui siamo soddisfattissimi.

La media delle quattro puntate prese complessivamente è la più alta degli ultimi 14 anni, risultato raggiunto correndo un rischio pazzesco rispetto allo standard di Rai1, cioè perseguendo il ringiovanimento progressivo del pubblico.

Ribadisco che il lavoro tecnico, musicale, di scelta artistica fatto da Baglioni è stato straordinario, anche prendendosi i suoi grossi rischi. È diventato un ‘affrescatore’, attraverso la poesia ha raccontato il modificarsi del Paese, e in questo è stato un Festival molto politico, contrariamente a quanto si è detto. Infine, volevo ringraziare i colleghi giornalisti per il grande sforzo di comprensione dimostrato”.

Claudio Fasulo, Vicedirettore di Rai1 e Responsabile del Fetsival: “Picco di ascolto registrato alle 21:45 dopo l’esibizione di Claudio Baglioni e Luciano Ligabue, picco di share alle 00:50. Primafestival ha toccato 6milioni di telespettatori, il  Dopofestival 2milioni di telespettatori, per quelle fasce orarrie un dato importantisismo.

L’ordine di esibizione di questa sera: Daniele Silvestri, Anna Tatangelo, Ghemon, Negrita, Ultimo, Nek, Loredana Bertè, Francesco Renga, Mahmood, Ex-Otago, Il Volo, Paola Turci, Zen Circus, Patty Pravo e Briga, Arisa, Irama, Achille Lauro, Nino D’Angelo e Livio Cori, Federica Carta e Shade, Simone Cristicchi, Enrico Nigiotti, Boomdabash, Einar e Motta.

Stasera consegneremo il premio per il miglior testo, il  premio Sergio Endrigo per migliore interpretazione (sala stampa), i premi della critica ‘Mia Martini’ e ‘Lucio Dalla’, infine quelllo della miglior composizione scelto dall’orchestra.

Gli ospiti della serata finale saranno Eros Ramazzotti con Luis Fonsi ed Elisa.

Claudio Baglioni: “Al Dopofestival ho avuto modo di parlare con gli artisti e i miei colleghi dicono di trovarsi a loro agio, di notare un’aria rilassata, mi pare stiamo lavorando tutti nella stessa direzione alla ricerca di questo clima e per le canzoni.
Sul raggiungimento del pubblico giovane, lo stiamo ricordando tutti e pensare che all’1:30 di notte ci siano ancora 2milioni di telespettatori davanti alla tv ci fa capire che c’è molto interesse. E voglio fare i complimenti a chi sta lavorando al Dopofestival, per la capcità di far ascoltare altra ottima musica e di raccontarla.

Un punto di orgoglio per me è quello di aver potuto lavorare alla missione decisa con la Rai di aprire dei varchi all’espressione giovanile. Parliamo sempre dei giovani ma poi esiste spesso un tappo nei confronti della loro voglia di dire. Si parla di vuoto, ma io parlerei dei pieni, cioè dei posti occupari dagli adulti che bloccano l’ascesa dei giovani e non vogliono essere spodestati. Io e mio figli abbiamo gli stessi vestiti, forse perché neanche io voglio diventare vecchio.

Personalmente, come musicista e addetto ai lavori sono molto contento della serata di ieri, ho apprezzato tantissimo alcune cose e l’attenuazione delle differenze tra chi partecipa come concorrente e chi come ospite, sottolineata dal fatto che alcuni concorrenti dello scorso anno sono venuti come ospiti e viceversa. Stanno cadendo dei pregiudizi intorno al Festival e speriamo diventi davvero la mostra della canzone nel suo complesso. Altri generi ancora più di nicchia dovrebbero entrare nei palinsesti anche della tv”.

Virginia Raffaele: “È strano, perché nonostante la stanchezza, le ansie che dà Sanremo, la tensione, la paura, le cose che sono andate e quelle che nonson andate, inizia già a mancarmi. Mi lascerà un vuoto, già lo sento. Si crea un’atmosfera di festa che rende magico Sanremo.

Io ho sperimentato più cose, più generi e mi sono divertita. Non ho voluto né potuto portare sul palco le mie maschere ma è stato bello divertirmi alla conduzione, sfidarmi e lavorare per farlo”.

Claudio Bisio: “Ieri bellissimo tutto. Belle canzoni, temevamo il fatto di avere 56 cantanti sul palco e invece è andata dritta.
Un retroscena con Ligabue: aveva voglia di fare un inizio curioso, conoscendo Ligabue non volevo crederci e invece quando gli ho parlato ieri pomeriggio mi sono accorto che lui voleva fare addirittura di più. Allora, mi sono messo al suo servizio”.

Venendo al monologo: “Uno dei motivi per cui mi hanno chiamato era proprio questo mologo, che riprendeva un mio lungo lavoro al cinema e negli spettacoli teatrali con i testi di Michele Serra ispirati da “Gli sdraiati”.
Anastasio mi ha confessato di aver scritto quel pezzo dopo aver letto il mio monologo teatrale. Lo aveva pensato come una risposta a ciò che io da padre dicevo nel monologo e per me questa è stata una costruzione straordinaria. Le generazioni giovani sono il futuro e devono vincere, se i vecchi li chiamano “choosy” lumanità scomparirà”.

Le domande dei giornalisti.

Ieri sera c’è stato l’omaggio a Francesco Guccini. Lo scorso anno gli era stata scartata una canzone sui imigranti. Vi siete riconciliati?

Claudio Baglioni: “Non ricordo che Guccini abbia mai presentato una canzone sui migranti. È la prima volta che lo sento. Lo scorso anno c’è stato un brano presentato da Iacchetti sui migranti ma non era a firma di Guccini. Quel brano fu scartato per una regola non scritta dello scorso anno che prevedeva, a parità di canzoni, di portare in gara cantanti di profesisone. Però è la prima volta che io sento che il brano è di Guccini. Lo giuro”.

Virginia Raffaele, ti sei messa al servizio del Festival, ma abbiamo la sensazione di un Ferrari che viaggia con il freno a mano tirato. È così? Per stasera cosa hai preparato?

Virginia Raffaele: “No, in realtà io ho cercato già di dire nei giorni scorsi che se si partecipa in conduzione al Festival, bisogna trovare un’armonia e un equilibrio fra il proprio mestiere e ciò che chiede il Festival. Ho cercato di personalizzare i vari momenti rispettando il più possibile i rituali della serata. E credo di averli portati alcuni numeri miei sul palco”.

Questa sera vedremo cosa risuciremo a tirare fuori. Ci si concentrerà sulla gara, comunque”.

A che ora sapremo il vincitore?

Claudio Fasulo: “Nessuno ha sottolineato che in queste giornate siamo stati di una precisione cristallina con gli orari. La macchina televisiva più complessa che conosciamo e che funziona come un orologio. Risultati intorno all’1:00 – 1:10, forse qualche minuto prima. Ma ci sono tanti artisti e tanti premi, non sarà facile anticipare”.

Passare il testimone ai giovani. Ad ascoltare le proposte sembra questo tema sia stato effettivamente cavalcato…

Claudio Baglioni: “L’ho detto nella prima conferenza stampa che il motivo dominante nei testi, a volerlo cercare, sarebbe stato un forte senso di difficoltà nel rapporto intergenerazionale e famigliare, con i rapporti figli-genitori. Un caos che avviluppa i personaggi in commedia.

Importante sentire questa voce, soprattutto se sincera, se non è furba. Anche se alcuni non saranno capolavori conta ciò che dicono. SI dice sempre che inpassato le canzoni erano migliori, ma perché ci ricordiamo solo quelle che sono rimaste alla storia, escludendo tutte quelle finite subito nell’oblio.

Io ho sentito tanto valore e tanta voglia di fare, tante cose che i genitori dovrebbero ascoltare. Ieri, al Dopofestival,  mi hanno chiesto cosa ho imparato d aquesti due anni: ho imparato tantissimo, perché certi artisti di successo tendono ad allontanarsi dalle cose dei colleghi, soprattutto dai più giovani. Ci infiliamo in torri d’avorio prigionieri del nostro stesso sapere e della paura di misurarsi. Misurarsi anima la vita ed è anche per questo, forse, lo spirito con cui ho affrontato questi due anni”.

Virginia Raffaele, ci fai un bilancio di questa settimana? Cosa farai dopo? Claudio Bisio, sicuramente il tuo monologo è stato molto bello e in argomento con la serata e con il Festival, però non ti sembrava un po’ troppo visto? Si era letto e visto da tutte le parti, non poteva Serra scrivere qualcosa di nuovo?

Claudio Bisio: “No, non poteva. Innanzitutto è stato un riaddattamento e poi non tutti l’hanno visto. È vero che ci sono il libro, il film, lo spettaoclo teatrale, ma non vuol dire che l’abbiamo visto o letto in così tanti. E poi guarda l’insieme, compreso Anastasio. Nel libro di mIchele Serra mancava il figlio, con Anastasio abbiamo portato la risposta ad un vecchio come me. Questa è la novità totale di quel monologo”.

Virginia Raffaele: “Il bilancio lo facciamo alla fine, abbiamo ancora una serata piena e sono anche un po’ scaramantica.
Mi hanno divertito le prove con l’orchestra, sono fantastici anche umanamente. I momenti caldi, invece, sono state le esperienze umane, anche i karaoke nel backstage con gli ospiti come abbiamo fatto con Cocciante, un vivere Sanremo da fan, da spettatori che mi ha divertito tantissimo. Indimenticabili resteranno la Vanoni e Baglioni che imita Maurizio Costanzo. Momenti brutti non ce ne sono stati, ci sono stati momenti più complicati, in cui ho dovuto drizzare le antenne a trovare una soluzione a qualcosa che non andava, superare la rigidità e la tensione”.

Claudio Baglioni: “Volevo sottoporre una mozione d’encomio per Virginia e Claudio. In questa impostazione di Festival la difficoltà è che comporta la conduzione vera e propria la condizione di artista performer sul palco. Sono due impostazioni totalmente diverse da cambiare, in due second,i più volte durante le serate ed è difficilissimo”.

Una cosnstatazione d aparte di una giornalista a proposito dei giovani: da questa barricata, soprattutto da quella dei settimanali, mai come quest’anno abbiamo avuto difficoltà ad avere il permesso degli uffici stampa per intervistare gli artisti giovani. Un muro. Abbbiamo avuto disponibilità dai grandi come Patty Pravo, e non dai giovani.

Non è che adesso con la questione genitori-figli rischiamo di far diventare i giovani delle vittime? Per costruire il futuro contano anche tante altre cose…

Claudio Baglioni: “Non penso che sia solo il rapporto padre-figlio a salvare i ragazzi. Personalmente non credo che i giovani debbano essere elevati al ruolo di vittime. Io che sono l’ultimo a poterlo dire, riconosco un certo adeguamento alla situazione”.

Quanta voglia c’è di fare il prossimo Festival? Visto che L’AD Rai ha detto di essere disposto…

Caludio Baglioni: “Non mi viene una battuta. Non lo so, spero se ci ritroveremo. Sto pensando a due, tre anni di seguito, uno solo sarebbe diminutivo (ride, ndr). Intanto finiamo questo Festival, poi dovrò dormire un mese di seguito e potrò iniziare a pensarci”.

Come viene scelta la Giuria d’Onore?

Claudio Balgioni: “La Giuria d’Onore è un elemento del Festival che ho ereditato dagli scorsi anni e comunque è diventata una consuetudine. In effetti è difficile trovare una giuria. Innanzitutto bisogna vedere quelli che vogliono venire, poi devono essere persone fuori dal cuore dell’ambito discografico e allo stesso tempo persone che hanno sufficiente preparazione o attitudine per i saperi musicali. Il suo peso è stato diminuito al 20%, fondamentalemnte sono d’accordo, però è una consuetudine del Festival che potrebbe essere cambiata”.

Alcuni giovani esclusi dalla selezine di dicembre dicono di essere stati invitati dalla Rai, di essere venuti a loro spese e che però alla fine non saliranno sul palco… Anastasio, invece, perché è venuto come ospite?

Claudio Baglioni: “Quella di Anastasio è un’ospitata nata perché strettamente legata al monologo di Claudio Bisio. Per quanto riguarda Sanremo Giovani, avevo espresso la voglia di ospitarli sul palco, ma poi la simultaneità dei loro impegni ha fatto sì che si raggruppassero in una serata o due, e per questioni logistichee di tempi della scaletta non riusciamo a far salire sul palco 40 giovani”.

Sembrava certo che ci sarebbero stati sul palco, non era una cosa ventilata. Simona Ventura? La sua ospitata era stata anunciata, ma ci sarà?

Claudio Fasulo: “Anastasio non era stato annunciato per cercare un colpo di scena. Simona Ventura, invece, non è stata annunciata perché non ci sarà. Rispetto ai Giovani, c’è stata confusione: abbiamo usato un criterio compatibile con uno show di 24 canzoni, abbiamo preferito conentrarci sui 6 giovani che faranno il giro del mondo, ci sembrava più sostenibile”.

Alla luce dell’esperienza, Balgioni confermerebbe il numero di 24 canzoni in gara?
Claudio Baglioni: “No, non lo confermerei e sceglierei 20 brani al massimo”.

La conferenza stampa finisce qui.



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