Buon compleanno… Pippo | Conferenza stampa 6 giugno 2019 | Diretta


Buon compleanno... Pippo | Conferenza stampa 6 giugno 2019 | Diretta. Pippo Baudo festeggia 60 anni di televisione e 83 di età con una prima serata su Rai1. Insieme a lui gli artisti a cui è più legato, da Jovanotti e Fiorello a Giorgia, Michelle Hunziker, Laura Pausini e Anna Tatangelo


Una serata evento durante la quale attorno a lui si stringeanno gli artisti e gli amici che gli sono più legati. Ci saranno Fiorello, Jovanotti, Laura Pausini, Giorgia, Anna Tatangelo, Gigi D’Alessio, Michelle Hunziker, Lorella Cuccarini,  Tullio Solenghi e Massimo Lopez, Ficarra e Picone, Romina Power e Giancarlo Magalli.

Questa mattina, alle 11.30, nella Sala degli Arazzi di Viali Mazzini si tiene la conferenza stampa di presentazione dello show, che sarà un momento di festoso amarcord.

Il conduttore e gli ospiti racconteranno aneddoti, andranno in onda filmati storici e ascolteremo gli artisti cantare sulle note dell’orchestra diretta dal Maestro Bruno Biriaco.

Seguiamo insieme la conferenza stampa in diretta.

Oltre a Pippo Baudo, sono presenti il Presidente della Rai Marcello Foa, la Direttrice di Rai1, Teresa De Santis e il Vicedirettore Claudio Fasulo. Ma in platea, già oggi, siedono tanti amici e colleghi legati al conduttore siciliano.

In apertura vanno in onda immagini storiche della carriera di Baudo, mentre Fiorello – che segue la conferenza in diretta streaming – ha già fatto arrivare gli auguri di buon “Pippesimo”, come lo ha ribattezzato.

Le prime dichiarazioni sono della Direttrice De Santis: “L’occasione è doppia, c’è la carriera di Pippo da celebrare e il suo compleanno da festeggiare. Sono commossa, perché essere arrivata alla direzione di Rai1 è stato un momento fantastico della mia vita, ma di riuscire a farlo in tempo per una festa così importante, con l’occasione di un festeggiamento così bello, non ci avrei mai sperato”, dice con gli occhi lucidi.

Prosegue, sottolineando quando Buon compleanano… Pippo sia un momento di identità: “Pippo ha scoperto chiunque, ha definito la cultura pop al di là del censo della formazione culturale. Ha parlato di tutto, compresa la cultura ed è importante in questo momento in cui il paese sta ripensando la propria identità”.

Pippo Baudo: “Ringrazio molto la Direttrice, perché le sue parole sottolineano lo spirito con cui ho lavorato. Volevo crescere e crescendo sono cresciuti anche i miei programmi.

Dedico questa festa al Maestro Pippo Caruso, un mio grande amico e un collaboratore di grande peso anche culturale, che mi ha darto tanto. Con Claudio Fasulo ci conosciamo da tempo e lo ringrazio perché anche in questa occasione ci è stato molto vicino, facendo un lavoro ececzionale”.

Claudio Fasulo: “Prima di tutto vorrei svelare un arcano: il destino di Pippo Baudo è nella sua carta di identità, perché il suo secondo nome è RAImondo [ride, ndr]”.

“È stato davvero molto bello lavorare con Pippo in questi giorni”, continua commosso. “Ripensando a programmi come Settevoci, Fantastico, People Show (ripreso poi in tutto il mondo in varie forme), abbiamo avuto l’ennesima conferma che tutto ciò che mastichiamo quotidianamente in tv viene da quest’uomo qui.

La Rai si è impegnata per lui al massimo con le migliori risorse interne, a questo programma hanno lavorato professionisti di primo piano, con vecchie conoscenze di Pippo e leve più freche”.

Intanto, dal backstage delle prove arrivano i saluti degli artisti impegnati nello show. Dal volto e dalle parole di tutti loro traspaiono gioia, emozione e gratitudine.

Pippo Baudo: “Ero tanto curioso, quindi andavo a cercare i personaggi, per questo ho scoperto così tante persone. La televisione era da fondare e bisognava creare un corpus artistico di livello. All’inizio dalla provincia arrivavano forze dirompenti. Ora l’Italia andrebbe un po’ rivisitata, è acciaccata, ma restano cose da scoprire ed è il compito principale della Rai. Gli altri possono utilizzare cose già rodate, ma la Rai deve scoprire, creare cose nuove, avere qualcosa di più dei programmi commericali. La Rai è la Rai, però deve rimanere popolare e mescolare contenuti più alti a quelli vicini a tutti”.

Ringrazia il regista Fabrizio Guttoso, gli autori e tutti quanti stanno lavorando allo show. In più, ringrazia i giornalisti perché, dice, “Senza il riverbero che avete concesso i miei programmi avrebbero avuto molto meno impatto”.

Le domande dei giornalisti in sala.

Baudo, un bilancio con tre cose sintetiche: il programma del cuore, quello che non sei riuscito a fare e qualche delusione, anche umana?

Pippo Baudo: “Il mio programma del cuore forze è “Novecento”, perché in Novecento c’erano spettacolo e cultura mescolati nella maniera migliore possibile, anche se all’inizio non era pensato esattamente con questo obiettivo. È stata una trasmisisone bellissima, piena di soddisfazioni”.

Per quel che riguarda un programma che non sono riuscito a fare, non esiste. Senza falsa modestia, tutto ciò che volevo fare la Rai mi ha concesso di farlo. Solo gioie, gioie e ancora gioie.

Le delusioni umane… Beh, la riconoscenza quando arriva arriva. Se non arriva, pazienza, io ne ho ricevuta e ne sto ricevendo tantissima e mi riempie di goia”.

Cosa pensa della tv trash, della volgarià, dell’ignoranza dilagante in molti programmi?

Pippo Baudo: ” C’è molta televisione in questo momento. Ogni sera ci sono migliaia di canali da poter guardare. La proposta è difficile da far vincere. Per questo la Rai ha il compito istituzionale di alzare il livello, di matenere l’orgoglio di essere la prima in tutto”.

Ci sono in programma altri appuntamenti? Baudo, pensa ancora che Alessandro Cattelan sia un suo successore?

Teresa De Santis: “I desideri devono trovare un modo per diventare realtà. Con Pippo abbiamo parlato e qualcosa è venuta fuori confrontandoci su ciò che non è riuscito ad essere incluso in Buon compleanno… Pippo.
La sua capcità di mescolare cultura alta e bassa è un gran valore ed è con questo valore che vedremo di poter fare qualcosa.
L’Amministratore Delegato sa di questo mio deisderio ed è in corso un cofronto continuo”.

Baudo: “Nominai Alessandro Cattelan in un’intervista, parlando del panorama generale. Preparato, sveglio, parla inglese. Non so se ha il profilo Rai, ecco, però è tra i più freschi. Anche in Rai, comunque, ce ne sono di ottimi”.

Vendndo ad altri programmi, nel 2000 raccontai il Novecento, ora ci sarebe tanto da raccontare i Duemila. In soli venti anni c’è molto da raccontare e tante risorse per farlo”.

Baudo, cos’ha guadagnato la tv in questi 60 anni, cosa ha perso?

Baudo: “Ha perso l’ingenuità, la caratteristica degli spiriti puliti che facevano mediazione tra l’evoluzione del Paese e il pubblico. Ma si può recuperare, basta guardare a domani guardandoci indietro e capirlo”.

Quali sono i tuoi gusti letterari, quale libro ti ha condizionato?

Baudo: “Il libro più importante per me è 1984 di Orwell. Orwell e Kundera sono scrittori a cui sono tanto elgato. Ma anche i Promessi Sposi hano avuto un’influenza non indifferente. Ho letto tanto – anche se non ricordo tutto – perché devi sempre andare alla fonte, cercare ispirazione nei capisaldi della cultura”.

Cosa le piacerebbe avere come uomo da questo compleanno?

Il conduttore: “Sono in un momento di grande serenità, pace, mi addormento facilmente e quando un uomo dorme significa che non ha angosce né rimorsi o rimpianti. Mi sento soddisfatto. Spero di essere utile con le mie idee, visto che ancora penso, ma non chiedo nulla in particolare”.

La necessità della Rai di scoprire, cui ha fatto riferimento, viene da un lavoro non ottimale adesso?

Baudo: “No, la Rai sta facendo tanto. Di programmi ce ne sono tanti. Certo, ogni cosa ha bisogno di rinnovarsi, il palinsesto va sempre rivisto, acchiappando cose che fluttuano nell’aria ma non sono state ancora metabolizzate dal pubblico. Se ci riesci, fai un programma per il presente e il futuro”.

Direttrice De Santis, ha parlato dell’identià del Paese in profondo cambiamento. Come pensa di intercettarla?

De Santis: “L’identità non la definisco io, io posso soltanto raccontarla. L’ho detto anche all’inizio del mio mandato che la nostra missione è di andare a cercare i cambiamenti e restituire al Paese in forma chiara.
Non c’è un quadro unico, ci sono molti quadri e molti dettagli nei quadri. Io cerco di restituirli il più possibile secondo la mia sensibilità, continuando, tra l’altro, un ottimo lavoro che ho trovato già avviato”.

Quando era piccolo cosa voleva fare da grande?

Baudo: “Sono nate con le stimmate dello spettacolo. A Militello arrivavano le compagnie teatrali, inscenavano i drammi sacri e a 7 anni già mi misero su un palcoscenico. Poi ci sono stati gli altri gruppi, da quello dell’oratorio ad altri che contribuii a creare io.
Ricordo al Museo di Catania una rappresentazione di grande successo: al primo atto le poltrone erano vuote. Ho lavorato sempre con grande soddisfazione, se c’era un’amarezza veniva cancellata immediatamente. Lo spettacolo mi ha dato la vita e la gioia”.

Arriva una grande torta per il presentatore. Il Presidente della Rai, Marcello Foa, gli consegna una targa di riconoscimento e dice: “La forza di Pippo è l’autenticità, quella luce negli occhi che emana davanti le telecamere ma anche nella vita di tutti i giorni. E i telespettatori capiscono sempre chi è autentico e chi no”.

“Questo cavallo facciamolo sempre camminare”, chiosa Baudo al momento del taglio della torta.

La conferenza stampa finisce qui. Appuntamento con Buona compleanno… Pippo a venerdì 7 giugno si Rai1.



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