Con il cuore nel nome di Francesco | 10 giugno 2019 | Diretta

Con il cuore nel nome di Francesco | 10 giugno 2019 | Diretta. La diciassettesima edizione dell'evento benefico dpromosso dai Frati Francescani di Assisi, conotto da Carlo Conti. Tra gli ospiti, Renzo Arbore e l'Orchestra Italiana, Fiorella Mannoia, Fabrizio Moro, Paola Turci e Enrico Brignano


Tra i cantanti, si sono esibiti Fiorella Mannoia, Enrico Nigiotti, Nek, Paola Turci, Fabrizio Moro, Giovanni Allevi, Simone Cristicchi e Francesco Renga. Sul palco anche il Piccolo Coro dell’Antoniano di Bologna, che ha cantato una canzone scritta da Tommaso Paradiso, frontman e anima dei The Giornalisti.

Inoltre, hanno fatto capolino il comico Enrico Brignano e l’imitatore Antonio Mezzancella, mentre l’ospite d’onore della serata è stato Renzo Arbore con la sua Orchestra Italiana.

I fondi raccolti saranno destinati a finanziare una serie di progetti in Italia – legati alle mense francescane e ai bambini poveri – con l’aggiunta di alcuni impegni mirati in Sud Sudan, Guinea Bissau, India, Togo e Benin.
Si potrà partecipare alla raccolta fino all’1 luglio con una chiamata o un SMS al 45515.

DI seguito potrete ripercorrere la diretta di Con il cuore nel nome di Francesco.


In anteprima, Carlo Conti saluto il pubblico e ricorda il suo lungo impegno al servizio dell’iniziativa. Poi, si appella alla generosità dei telespettatori, ricordando la garanzia nella gestione delle iniziative rappresentata dallo storico ordine dei Frati Francescani.

Al pianoforte, apre la serata Giovanni Allevi, con una versione di “Fratello sole, sorella luna”. Brano ispirato dal Cantico delle Creature di San Francesco d’Assisi, e già rivisto in musica anche da Claudio Baglioni.


A fine esibizione, Allevi fa sue le parole di San Francesco: “Quando coltiviamo un campo, lasciamo una parte incolta per far nascere spontaneamente i fiori, in nome di una volontà superiore”. Un modo per richiamare anche la doverosa accettazione delle diversità come una ricchezza.

Padre Carlos Trovarelli è il il nuovo Ministro Generale dell’Ordine dei Frati Minori Conventuali sale sul palco per fare gli onori di casa, oltre che per spiegare l’impegno che li vede protagonisti da decenni al fianco dei poveri con iniziative sparse in tutto il mondo.

Antonio Mezzancella, invece, è il vincitore dell’ultima edizione di Tale e Quale Show e stasera imita Gianni Morandi, Enrico Ruggieri e Umberto Tozzi con “Si può dare di più”. Seguiti dalle imitazioni di Max Pezzali, Biagio Antonacci, Ligabue, Tiziano Ferro, Jovanotti, Francesco Renga, Claudio Baglioni, Antonello Venditti, Zucchero e Eros Ramazzotti.

Subito dopo, Giò Di Tonno canta “Il tempo delle Cattedrali”, un omaggio alla Cattedrale di Notre Dame di Parigi. Recentemente, la Cattedrale è stata danneggiata da un grande incendio che ne ha distrutto il tetto, così come la Basilica di San Francesco d’Assisi fu semi-distrutta dal terremoto dell’Umbria e delle Marche, risalente al 1997.

Ora, la soprano Carly Paoli e il flauto di Andrea Griminelli incantano la platea con la soave “Yuor love” di Ennio Morricone.

Fiorella Mannoia, dal canto suo, interpreta “Il senso”, brano tratto dal nuovo album appena uscito. A dispetto dei ritmi incalzanti e del ritornello orecchiabile, è una canzone impegnata: parla di quanto sia il sano altruismo a dare un senso più profondo a molti momenti della nostra vita.

A Sanremo 2017, la Mannoia partecipò con “Che sia benedetta”, uno dei suoi testi più intensi e tra i maggiori successi degli ultimi dischi.

Doveva partecipare anche a Con il cuore nel nome di Francesco di quell’anno, ma non potè. Allora, Carlo Conti le chiede di ‘recuperare’ adesso e lei la interpreta. “Cantate qui, queste parole hanno un peso ancora maggiore”, commenta alla fine.

L’avvicendamento degli artisti porta sul palco Francesco Renga con “Prima o poi”, canzone tratta dal suo ultimo album, “L’Altra metà”.
“Sono davvero contento, ogni volta che rispondo a quest’invito” dice a Carlo Conti.

In diretta da Milano, Marco Di Buono porta i telespettatori nella mensa “Opera San francesco” di Milano.

Insieme a lui c’è il Presidente Fra’ Marcello Longhi. Spiega come ogni giorno servano migliaia di persone finite in disgrazia, sia a pranzo che a cena. In più, danno un posto in cui dormire a chi offre il proprio lavoro.

Lo spettacolo riprende con il Piccolo Coro dell’Antoniano. I bambini cantano “Come i pesci, gli elefanti e le tigri”, una canzone inconfondibilmente scritta da Tommaso Paradiso dei The Giornalisti e arrangiata da Takagi & Ketra.

Uno dei progetti finanziati con la raccolta di Con il cuore nel nome di Francesco è un ospedale pediatrico a Giuba, in Sud Sudan. Regione in cui mancano anche i servizi di base e c’è un’altissima mortalità infantile – per malattia o malnutrizione – oltre a un gran numero di donne morte di parto.

Lo illustra Don Dante, responsabile del l’iniziativa per CUAMM – Medici con l’Africa. Spiega come l’obiettivo vada oltre la realizzazione di strutture mediche, arrivando a prevedere corsi di laurea per formare personale sudanese e creare un modello locale stabile.

Mentre si continua a donare al 45515, arriva in scena Renzo Arbore insieme all’Orchestra Italiana.
Sono tra gli ospiti principali della serata e smuovono la platea con la celebre “Pigliate ‘na pastiglia” di Renato Carosone.

L’artista napoletano ne approfitta per ricordare il suo ritorno in tv, sulle reti Rai, con “Ll’arte d’o’ sole”. Un programma che racconterà la canzone e la poesia napoletana portata in giro per il mondo dall’Orchestra Italiana.

Poi, di nuovo al microfono per interpretare “Reginella” di Roberto Murolo.
Le atmosfere dell’Orchestra sono un vero marchio di fabbrica e regalano al brano una veste delicata, cullante.

Finora, lo show è tendenzialmente monotono. Tuttavia, lo scopo della serata non è certo lo spettacolo; come ha detto Carlo Conti: “Domani i dati di asoclto sono lultima cosa che guarderemo”.

Il difensore della S.S. Lazio, Francesco Acerbi, è tra i testimonial della serata. In video, racconta del grave problema di salute patito nel 2013, quando gli furono riscontrati due diversi tumori.

Da quell’esperienza ne è uscito cambiato e deciso a non tirarsi indietro di fronte ai bisognosi. Per contribuire, ha doanto una sua maglia della Lazio da mettere all’asta.

Ora, irrompe sul palco Nek. Canta “Lascia che io sia”, “Laura non c’è” e “Fatti avanti amore”, accompangandosi con la sola chitarra acustica.

Infine, si congeda presentando il nuovo brano “La storia del mondo”, insieme alla sua band.

Suor Rita Giaretta si occupa di sottrarre le donne – per lo più immigrate – al traffico di esseri umani, alle violenze e allo sfruttamento. Gestisce da 20 anni la Comunità di Casa Rut, a Caserta ed ha salvato centinaia di donne.

Oltre a parlare della sua attività, lancia un appello affinché ciò che sta accadendo nel Mediterraneo con il traffico di esseri umani – in particolare nei centri di detenzione libici, in cui si violano anche i più basilari diritti umani – non cada vittima dell’indifferenza.

La diretta prosegue con un ritorno sul palco, quello di Giovanni Allevi. Stavolta, canta la sua “Flowers”.

“L’ispirazione per questo brano, tra l’altro, gli è venuta proprio ad Assisi“, dice Carlo Conti introducendolo.


Il saluto del pianista – in partenza per una tournée in Giappone – ricorda ancora San Francesco e il suo impegno non solo per le persone, ma anche per l’ecologia.

Lo spazio, ora, è tutto per Enrico Brignano. Il comico rompe il ghiaccio ricordando con ironia il ruolo di Fra’ Giulietto interpretato in “Sant’Antonio di Padova”, fiction Mediaset del 2002 in cui recitò al fianco di Daniele Liotti e Vittoria Puccini.

Poi, parte per la tangente e focalizza la sua ironia sui turisti stranieri e sulle loro strambe abitudini: come, cosa e quando mangiano, come si vestono, come girano per le nostre città.

Un numero alquanto scontato, che precipita quando chiama le turiste straniere “Buste de fave”, per sottolinearne la presunta scarsa eleganza.

Torna la musica con il cantautore romano Fabrizio Moro. Per la serata, ha scelto una versione particolarmente intensa di “Portami via”.

E poi “Ho bisogno di credere”, una della sue canzoni più recenti.

Ne prende il posto un altro cantautore, il livornese Enrico Nigiotti. Canta “Nonno Hollywood” con cui ha partecipato a Sanremo 2019.

Testo dedicato al nonno defunto e alla celebrazione del loro legate fuori dal comune, che prova anche a far riflettere più in generale di quanto ci sia bisogno di curare i rapporti con gli anziani.

Ne parla proprio a fine esibizione, con Carlo Conti.

Poco dopo, Paola Turci canta “L’ultimo ostacolo”.

Tra gli ultimi a cantare c’è Simone Cristicchi. La canzone è “Abbi cura di me”, altro pezzo che arriva da un ottimo ricontro di critica a Sanremo 2019.

Continuano Pierdavide Carone e i Dear Jack. Cantano “Caramelle”, portando sul palco il tema delicato delle violenze sui bambini.

Completano un cerchio che questa sera ha spaziato dalla povertà alle malattie, dall’ecologia alla violenza sulle donne.

Padre Enzo Fortunato – Responsabile della raccola fondi – arriva sul palco per fare il punto della situazione, parlando con vivacità di un ottimo risultato.

Paolo Vallesi chiude la serata con “Ritrovarsi ancora”. Il cantautore toscano è stato il vincitore dell’edizione di quest’anno di “Ora o mai più”.

Dopo i saluti, chiude anche la puntata interpretando “Pace”, insieme ad Amara. Un inno alla pace scritto da quest’ultima nel 2017.

Con il cuore nel nome di Francesco finisce qui.



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