Woodstock, Rita racconta | diretta 25 giugno | Rita Pavone insieme a Raphael Gualazzi, Karima e Mario Biondi


Woodstock, Rita racconta. A 50 anni dalla manifestazione che ha cambiato per sempre la storia della musica, Rita Pavone ripercorre le esibizioni più celebri di artisti leggendari.


Seguiamo insieme la diretta.

La puntata si apre con una canzone interpretata dalla cantante, conduttrice per l’occasione, Rita Pavone, accompagnata dai “Life in the woods”. Oggi si festeggia un importante anniversario, i 50 anni del festival musicale di Woodstock, che riunì quasi un milione di persone per tre giorni, gente che condivideva un’ideale, una passione.

Il primo ospite della puntata è Raphael Gualazzi, nato nel 1981, nonostante l’età anche lui si sente parte di quel sentimento di rivolta, grazie alla musica.

Woodstock, Rita racconta – Richie Havens

Il prossimo brano è Freedom di Richie Havens, cantato dall’artista in apertura dell’immenso concerto, un’esibizione straordinaria eseguita solo con voce e chitarra. Proseguono i video delle esibizioni originali con I can’t make it anymore. 

Una folla impazzita di gente, cantanti che atterrano con i loro elicotteri in mezzo ai campi, uno spettacolo senza eguali.

Woodstock, Rita racconta – Bert Sommer

Dopo la pubblicità si torna in studio, Rita Pavone ricorda del suo periodo a Londra, quando nel 1966 negli studi della BBC incontrò per la prima volta Donovan, un uomo timido, pronto a scoprirsi solo con la chitarra. La sua amata chitarra si chiama “Kelly” ed è come una moglie per lui, la porta da sempre con sè.

Woodstock, Rita racconta – Donovan

“Negli anni ’60 si conobbe la meditazione, si capì che l’interiorità va esplorata per salvare l’esterno. Woodstock è proprio questo, un grido di pace e sanità nel mondo nucleare. Il mondo ha bisogno di musica che leghi da dentro, dal cuore” dice Donovan.

Rita Pavone è una trasgressiva, da sempre, racconta che la sua generazione cantava quello che voleva, in maniera rispettosa, non c’erano regole nel cantautorato. Tra tutti a Woodstock lei ricorda con particolare emozione i The Who, che omaggia in studio cantando My Generation.

Woodstock, Rita racconta – The Who

I video delle esibizioni continuano con Janis Joplin e i suoi successi tra cui Try (Just a Little Bit Harder).

Dopo la pausa pubblicitaria si torna in studio con la Pavone. Il 3 agosto 1969 nasce Alex, il suo primogenito, avuto con Teddy Reno, suo marito, vent’anni più grande di lei. “Io sono sempre stata una ribelle, mi chiedevano perchè stessi con un uomo vent’anni più grande, e io oggi rispondo che in quell’uomo credevo e facevo bene, perchè quest’anno sono cinquantuno anni che siamo sposati“. 

Quella stessa estate è stata anche teatro di tanti spettacoli musicali, tra le varie melodie Rita Pavone propone una sua interpretazione di Aquarius di Galt MacDermot.

Il prossimo ospite è George Merk, il figlio di Rita Pavone, cantante di una rock band.

A Woodstock tanti artisti pur di far sentire la loro musica a tutti improvvisarono dei palchi in mezzo alla gente così da cantare insieme a tutti.

Figura femminile di punta della scena musicale insieme a Jonis Joplin è stata Grace Slick, omaggiata questa sera da Karima.

Woodstock, Rita racconta – Karima

Entra ora in studio Ezio Guaitamacchi autore del libro Woodstock. I tre giorni che hanno cambiato il mondo quest’anno il concerto per il cinquantesimo non si farà o almeno questo è quello che si sa dall’organizzatore.

In origine il concerto doveva durare due giorni, ma a causa di un temporale è stato prolungato di un giorno.

La serata evento si conclude con il celebre assolo di chitarra di Jimi Hendrix sul palco di Woodstock.

Woodstock, Rita racconta – Jimi Hendrix

“Woodstock ci ha immerso in un’epoca diversa, ci ricorda i valori della pace e dell’amore e dà a tutti noi la certezza che le cose si possono cambiare, ma insieme, perchè da soli non si può fare nulla” dice la Pavone aprendo l’esibizione di Mario Biondi, ultimo ospite della manifestazione.

Finisce così una serata piacevole all’insegna della musica, quella che unisce le anime e porta avanti valori importanti. Un buon lavoro, giusta la scelta di lasciare al margine gli interventi in studio e concentrarsi piuttosto sui video delle esibizioni originali.



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