Melaverde puntata 30 aprile tra il mare di Siracusa e i monti dell’Adamello


Anticipazioni sull'ultima puntata di stagione del programma con i conduttori in Sicilia e sull'Adamello.


Questa settimana Edoardo Raspelli raggiungerà il mare del sud d’Italia, spingendosi sulla parte più meridionale della Sicilia per conoscere la storia di un imprenditore la cui famiglia da generazioni ha sempre coltivato meloni nel nord d’Italia. Il suo sogno era di portare sulle tavole degli italiani un melone dolce, maturo, buono ma per tutto l’anno. Quel sogno oggi è divenuto realtà grazie alla nascita di un’importante organizzazione di produttori distribuita lungo tutta la penisola, dalla provincia di Reggio Emilia fino a quella di Siracusa, dove le raccolte si susseguono durante l’anno garantendo così la costante presenza di questo dolce frutto sulle nostre tavole. Raspelli parte dal vivaio dove mostra ai telespettatori come nascono le piantine poi coltivate in serra fino al momento della raccolta che deve avvenire solamente quando ogni melone ha raggiunto il perfetto grado di maturazione, solo in questo modo potremo gustare un melone dolce e buono per tutto l’anno. 

raspelli melaverde 2

 Ellen Hidding sale sul ghiacciaio dell’Adamello. Trentatré anni fa, rispondendo all’invito fatto tramite una lettera da due fratelli del posto, qui venne a sciare ed a celebrare messa un uomo Karol Wojtila, Papa Giovanni Paolo II. La conduttrice incontra l’autore della lettera che ci racconterà quella straordinaria esperienza.
Il Papa pernottò su questo ghiacciaio e mangiò in compagnia dell’allora Presidente della Repubblica Sandro Pertini. Lo fece in un rifugio tutt’oggi aperto, dove incontreremo Romano, che ci racconterà cosa vuol dire vivere buona parte dell’anno a 3000 metri.

Ma c’è un altro fatto storico che riguarda questo luogo: centotré anni fa, era il 1914, scoppiava in Europa la “Prima Guerra Mondiale” che si combattè dappertutto. Nelle città, nelle campagne. E anche qui, a 3000 metri sul livello del mare, sul ghiacciaio dell’Adamello.

ellen hidding
Questo luogo oggi così magico e silenzioso, fu terreno al tempo di importanti operazioni belliche. Proprio qui, passava il confine tra il Regno d’Italia e l’Impero Austro-Ungarico.
Ancora oggi questo ghiacciaio custodisce reperti di quella guerra, che ogni tanto tornano alla luce, a causa anche del lento ma progressivo scioglimento del ghiaccio, provocato qui, come in tanti altri ghiacciai nel mondo, da cause ambientali e dall’ormai purtroppo noto effetto serra.


Le telecamere entreranno in un tunnel scavato nel ghiaccio, scoperto poco tempo fa e conservato ancora intatto, dove si nascosero i soldati italiani di stanza sul ghiacciaio a difesa del confine.
La Hidding racconta la storia di questo ghiacciaio, perché qui si è fatto un pezzo di storia dell’Italia
Incontreremo uno storico, ma anche un glaciologo che ci parlerà dell’Adamello dal punto di vista ambientale e naturalistico.
Sull’Adamello ci fu anche un importante utilizzo di cani per il trasporto con le slitte. Si trattava soprattutto di cani da pastore, cani molto potenti, addestrati dagli alpini per lavorare in condizioni estreme. Trasportavano armi, munizioni, feriti. Oggi i cani si divertono a trainare le persone in uno sport chiamato sleddog.
Il cane è un animale molto forte con delle capacità di resistenza all’ambiente e alla fatica davvero incredibili.



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