Atlantide Speciale Hitchcock su La7 – Maratona e intervista a Dario Argento


A 40 anni dalla morte, Andrea Purgatori dedica una puntata ai capolavori del regista. Con interviste a Dario Argento, Guido Vitiello e Roberto Cicutto


A quarant’anni dalla morte, Atlantide – Storie di uomini e di mondi dedica una puntata speciale ad Alfred Hitchcock, in onda questa sera alle 21:15 su La7. Andrea Purgatori celebra il regista con una maratona dei film Intrigo internazionale, Notorious e Io ti salverò, corredata da un approfondimento con interviste a Dario Argento, Guido Vitiello e Roberto Cicutto. Per indagare anche la personalità complessa di uno dei più grandi artisti della storia del cinema.

Atlantide Speciale Hitchcock su La7 - I film della maratona

Atlantide Speciale Hitchcock su La7 – I film della maratona

I tre film scelti per la maratona speciale di Atlantide, in onda questa sera su La7, sono pietre miliari nell’opera di Alfred Hitchock. Appartengono al cosiddetto ‘periodo americano’, successivo al trasferimento di Hitchcock da Londra a Los Angeles, datato 1940. Esempi di acume e complessità di spunti, celati dietro uno sguardo unico della macchina da presa.

Io ti salverò, del 1945, è il film dell’incontro tra l’artista della suspense e Ingrid Bergman. L’attrice recita al fianco di Gregory Peck in una pellicola in cui campeggiano i misteri della mente umana, tema caro ad Hitchcock. Costanza Petersen (Ingrid Bergman) è dottoressa in una clinica psichiatrica e sta per andare in pensione. Ma l’arrivo di John Ballantyne (Gregory Peck), affetto da amnesia, sconvolge i suoi piani. Se ne innamora, con la complicazione che Ballantyne potrebbe essere un assassino.

Atlantide Speciale Hitchcock - Io ti salverò Ingrid Bergman e Gregory Peck

Ingrid Bergman colpisce Hitchcock al punto da diventare il suo modello ideale di donna. Non a caso, è protagonista anche nel film Notorious – L’amante perduta, del 1946. In questo caso, recita al fianco di Cary Grant nei panni di Elena, figlia di una spia tedesca condannata al carcere. La storia si alimenta quando Elena viene ingaggiata dall’agente segreto T.R. Devlin (Cary Grant), con il quale avrà una relazione.
Il film ebbe un grande successo di pubblico e divenne uno dei preferiti dalla critica.

Al 1956, invece, risale il thriller Intrigo internazionale. Uno dei film più conosciuti ed apprezzati di Alfred Hitchcock. Cary Grant ed Eva Marie Saint sono i protagonisti di un complicato caso di spionaggio.
Il regista ha ormai raggiunto l’indipendenza grazie ad una serie di grandi pellicole e in questa fase professionale sperimenta ulteriormente. Negli stessi anni gira altri capolavori come Psycho, La donna che visse due volte e Gli uccelli.

Atlantide Speciale Hitchcock su La7 - Intervista a Dario Argento

Atlantide Speciale Hitchcock su La7 – Intervista a Dario Argento

Nello speciale di Atlantide dedicato ad Alfred Hitchcock, in onda questa sera su La7, Andrea Purgatori propone anche alcune interviste di approfondimento. Una strada per comprendere meglio la personalità e la ricchezza di spunti del regista. Hitchcock ha portato sullo schermo la suspence e l’ironia, lo spettacolo e riflessioni profonde sull’umanità.

Ne parla l’intervista a Dario Argento, il maestro dell’horror. Hitchocock ha sempre distinto la supense dalla sorpresa generata dall’horror. Tuttavia, i suoi insegnamenti sulla capacità di catturare e coinvolgere il pubblico sono diventati imprescindibili per chinque si sia cimentato con il genere. Con l’ulteriore merito di aver tradotto in immagini inconfondibili alcuni dei suoi pensieri ricorrenti sull’uomo e le relazioni umane.

Mentre, Guido Vitiello – giornalista, ricercatore e docente di Cinema alla Sapienza di Roma – si concentra sul film Psycho. Al capolavoro datato 1960, ha dedicato il libro Una visita al Bates Motel, pubblicato da Adelphi. Si focalizza sulle simbologie nascoste nella scenografia. Nell’intervista, con il suo commento aggiunge un ulteriore tassello alla complessità di riferimenti del regista.

Psycho di Alfred Hitchcock 1960

L’altra intervista dello Speciale Atlantide è riservata a Roberto Cicutto, Presidente della Biennale di Venezia. Insieme a lui, Andrea Purgatori continua a tratteggiare la figura di Hitchcock nella storia del cinema. Ma prova anche a capire quale forma potrebbe prendere la prossima edizione della Mostra del Cinema di Venezia, in piena epidemia da COVID-19.

Infine, spazio ai lasciti del regista francese François Truffaut, uno dei più grandi estimatori di Alfred Hitchcock. Fu trai primi a comprendere la ricchezza dei suoi lavori, in una fase in cui tutti rimanevano abbagliati per lo più dal successo dei film.
La stima era così profonda che ad Hitchock dedicò un’intervista rimasta agli annali. Cinquanta ore di colloquio con centinaia di domande. Uno sforzo talmente ampio da richiedere anni di lavorazione prima della pubblicazione.

Il profilo di Alfred Hitchcock
Il profilo di Alfred Hitchcock

Il lavoro di Truffaut su Alfred Hitchcock è uno spunto denso di riferimenti per ricostruire il profilo più celebre del cinema internazionale.

Il regista entrò nel mondo cinematografico come disegnatore, a venti anni. Si occupò presto anche di aiuto regia, sceneggiature e montaggio, fino ad avere la prima occasione come regista nel 1925, grazie Il labirinto delle passioni. Fu suo il primo film sonoro europeo, ovvero Ricatto del 1929.

Era appassionato di teatro e letteratura, e nei primi anni di carriera molte idee gli vennero da romanzi o commedie in cui si imbatteva.
Pensava che il cinema non dovesse essere obbligatoriamente troppo realistico. Eppure, dietro la voglia di fare spettacolo e sperimentare visioni, di ironizzare e giocare con la suspense per alimentare il coinvolgimento del pubblico, si nascondevano le sue incessanti riflessioni.

Quando si trasferì negli USA, nel 1940, la poderosa macchina hollywoodiana diede l’impulso definitivo ad una carriera che sarebbe rimasta nella storia del cinema.

Negli anni ’50 raggiunse probabilmente il suo apice. Affiancava alla ricerca continua di tecniche cinematografiche, la cura del linguaggio con cui esprimere i pensieri sull’umanità, le relazioni sentimentali e sociali. La fama che si era guadagnato sul campo gli permise di continuare a farlo del tutto liberamente fin quasi alla sua morte, nel 1980.



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