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Voyager- ai confini della conoscenza, puntata 22 gennaio

Voyager- ai confini della conoscenza: nella puntata odierna Roberto Giacobbo penetra nelle viscere del monte Soratte e vista la grotta di Chauvet

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Voyager- ai confini della conoscenza: nella puntata odierna Roberto Giacobbo penetra nelle viscere del monte Soratte e vista la grotta di Chauvet
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Voyager- ai confini della conoscenza | i luoghi visitati

In questa puntata il conduttore e nei pressi di Roma e si cala nelle viscere del Monte Soratte per un viaggio nel passato. I telespettatori conosceranno una vera e propria città sotterranea con quattro chilometri di gallerie all’interno della montagna. Un bunker segreto che permise alle truppe naziste di resistere al bombardamento da parte delle truppe alleate del 12 maggio del 1944. I lavori furono svolti sotto la direzione del Genio Militare di Roma e, ancora oggi, questo dedalo ipogeo costituisce una delle più grandi ed imponenti opere di ingegneria militare presenti in Europa. Che che è accaduto in seguito a queste gallerie sotterranee all’inizio degli anni ’60 in piena guerra fredda? E’ esistito l’oro del Soratte?

La seconda tappa di Giacobbo è in Francia, nella regione dell’Ardeche, per entrare nella Grotta di Chauvet, uno dei  più importanti siti preistorici europei scoperto nel 1994, ricco di testimonianze, simboliche ed estetiche, del Paleolitico superiore. È il più antico esempio di arte preistorica del mondo. Bellissime pitture rupestri come il “Gruppo di cavalli” proiettano una luce nuova ed affascinante sui nostri progenitori primitivi.
E un altro dipinto molto più recente è l’affresco “L’Italia tra le Arti e le Scienze” che Mario Sironi dipinse nel 1935 per l’inaugurazione dell’Università la Sapienza di Roma.Torna anche alla sua iconografia originale, dopo 67 anni di oblio dovuto alla sua ‘defascistizzazione’ voluta nel 1950. il 23 novembre 2017, alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, è stato svelato l’enorme dipinto commissionato a Sironi nel 1935 e da lui concepito come allegoria dell’Italia circondata da personaggi che raffigurano astronomia, botanica, geografia, architettura, lettere e storia.l’atmosfera è classica, e le riminiscenze mitologiche, ma tutto è supportato da linee contemporanee, con una Vittoria alata che ricorda i fasti romani. Si tratta di 140 metri quadri realizzati in appena due mesi, ora restaurati grazie a una collaborazione tra Miur e Mibact.

In linea con le nuove tecniche di restauro si sono alternati a curare l’affresco non solo storici dell’arte e restauratori ma anche chimici, fisici, biologi ed esperti di rilievo in 3D. Con questo restauro si torna all’originale, eliminando le ‘correzioni’ commissionate nel Dopoguerra e realizzate da Carlo Siviero per coprire i riferimenti iconografici littori e fascisti. Il restauro durato 26 mesi è stato seguito da Voyager in esclusiva.
Infine un lungo segmento dedicato alla scienza aereospaziale in cui l’Italia ha avuto un ruolo da protagonista  Da Luigi Broglio, considerato il padre dell’astronautica italiana, a Umberto Guidoni, alle passeggiate spaziali di Luca Parmitano, ma anche a tutti quei tecnici che permettono lo svolgimento delle operazioni a bordo delle basi orbitanti.


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Studentessa universitaria, grande appassionata di sport, in particolare la pallavolo, ha un debole per piccolo e grande schermo. Ama in particolare le serie televisive statunitensi e quelle europee.

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