I topi | serie tv | conferenza stampa in diretta


I topi | serie tv | la conferenza stampa in diretta. Tutte le dichiarazioni degli attori, del direttore di Raitre, del responsabile di Rai fiction intervenuti alla presentazione della nuova fiction.


Questa mattina, presso la Casa del Cinema, viene presentata la serie tv “I topi” con protagonista Antonio Albanese. L’attore sarà accompagnato da tutto il cast e dal giornalista Massimo Gramellini che ha moderato l’incontro. La serie comedy , composta da 6 episodi, andrà in onda nei giorni 6,13 e 20 ottobre alle 21.40 su Raitre. Sarà in anteprima online su Raiplay dal 2 ottobre. 

Seguiamo insieme la diretta.

La prima a prendere la parola è Eleonora Andreatta, responsabile di Rai Fiction : ” Uno dei doveri del servizio pubblico è lavorare sull’innovazione ed Albanese ci ha chiesto di alzare un po’ l’asticella rispetto a quello che abbiamo fatto in passato. Albanese racconta la mafia, con ironia, in modo da ribaltare l’idea che sia su di essa. E’ un motivo di orgoglio anche la formula produttiva in quanto abbiamo coinvolto la sede di Torino. Gramellini, con il suo programma, prepara il pubblico di Raitre.”

Massimo Gramellini ( conduce su Raitre il sabato “Le parole della settimana”): ” Raitre è il canale della sperimentazione. Ad esempio il weekend di Raitre è diventato il weekend di Raiuno (il riferimento è rivolto a Fazio con Che tempo che fa. E’ una rete che ha una forte identità.”

Stefano Coletta ,direttore di Raitre. ” Abbiamo cercato di riempire i vuoti di palinsesti, con i Topi portiamo un mood leggero che alla nostra rete mancava. Bisogna recuperara un’identità in toto della rete generalista.  Abbiamo fatto “Linea verticale” con molto successo. Speriamo che anche quest’opera, dall’atmosfera surreale, possa andare altrettanto bene. Vedere Albanese che torna su Raitre ci dà molta soddisfazione.”

Lorenzo Mieli della Wildside:” il progetto nasce da un’idea di Antonio Albanese. Il centro di Torino ci ha sorpreso per la sua preparazione ed organizzazione“.

Giampaolo Tagliavia,responsabile di Rai Play :” Apriamo la stagione di Raitre con questo secondo esperimento anche su Raiplay. La piattaforma ha già due anni di vita. Abbiamo 6 milioni di utenti registrati che ci visitano ogni tre mesi. Non serve solo per rivedere delle puntate ma come luogo di intrattenimento.

Antonio Albanese: ” L’idea era nata già tre anni fa, ci è venuto in mente vedendo un filmato in cui un uomo esce da un armadio. Negli ho raccontato il tema dell’illegalità da osservatore. Da questo uomo ho iniziato a fantasticare, ho letto molti libri per capire e cercare spunti. Ho iniziato a mettere giù una puntata e mi sono molto divertito. Ho incontrato degli artigiani,dei professionisti,degli artisti che mi hanno dato ancora più forza per questo progetto. Sono stati due mesi di lavoro intenso per ricostruire tutti gli ambienti, tutti i bunker e i cunicoli. Nella mia famiglia in cui sono il capofamiglia, ho una moglie “spensierata”, uno zio chiuso in un bunker da 12 anni che ascolta Rai Isoradio e mi chiede sempre che tempo fa lassù e se è giorno o notte. Ho un figlio che guarda in tv qualche programma di cucina . Ho una figlia che ci tiene all’istruzione. Sebastiano, il mio personaggio, è un uomo rassegnato,maschilista e profondamente ignorante. Cerca di non andare in galera ma in realtà è in galera da anni con le sue stesse mani.

Gramellini.Le storie di mafia raccontano sempre storie di famiglie. In questo caso la famiglia vive insieme h 24

Albanese. ” Una grande parte della famiglie è spenta, dominata dalla stupidità. Amo osservare e non mi faccio mai condizionare. Ho inseguito questo pensiero e penso che possa portare qualcosa in più. Per mio figlio, l’attore Andrea Colombo, è il primo lavoro. In Michela De rossi ho scoperto un talento. Con Lorenza Indovina lavoro da vent’anni e siamo come fratello e sorella. Con Nicola abbiamo anche vissuto due anni insieme,abbiamo frequentato insieme l’accademia, l’ho voluto ad accompagnarmi perchè per me è la pace.

Nicola  Rignanese (U stortu):Spesso troviamo la linea occupata al telefono perchè io sto chiamando lui e lui chiama me. Abbiamo condiviso tante cose insieme.”

Lorenza Indovina (Betta): ” Questo progetto è una particolarità, c’è un’ attenzione anche per ogni piccolo dettaglio da parte di Antonio Albane se. Sceglieva il colore dei miei vestiti in base a quelli dell’ambiente. In tutte le cose che ho fatto con lui c’era sempre un lavoro di questo tipo che porta un progetto ad essere un progetto speciale.”

NIcola Rignanese :” l’attore deve sempre alzare l’asticella, mettersi in discussione, non scegliendo i progetti più semplici e banali. Questo era l’insegnamento dei grandi maestri.

Clelia Piscitello (Zia Vincenza) : “Il mio personaggio rappresenta la casa, il modo di essere appartiene ad un certo tipo di mentalità.Non avevo mai avuto un personaggio di questo spessore e ringrazio profondamente Antonio.”

Antonio Albanese (Sebastiano). “ Purtroppo Tony Sperandeo non è potuto venire oggi per motivi di lavoro ma anche lui si è molto divertito”

Andrea Colombo (Benni) :” Volevo ringraziare le produzioni. Essendo la mia prima esperienza è stata anche la mia certezza, che da grande voglio fare l’attore. Sogno sempre di vivere ancora negli ambienti della serie.

Michela De rossi (Carmen).”Ho un’età di limbo in cui è difficile lavorare. Antonio ha scommesso su di me, si è fidato di me. Questo è raro nel nostro paese perchè alla nostra età non ci considerano come dei professionisti.

Le domande dei giornalisti.

D-  Volevo sapere da Albanese la scelta di una serie tv da regista. Se all’inizio aveva pensato ad un cortometraggio. Se il fatto dei topi che portano malattia è la metafora della mafia.

R-  Si la mafia porta infezioni nella società, come la portano i topi. Ho pensato a questo progretto già per la tv, avevo ideato quattro puntate.

D-  Come mai solo sei puntate?

R-  Queste puntate sono una buonissima partenze per capire il pubblico.

D-  Quali erano per Albanese i principali rischi? Quali erano i racconti di suo padre ad esempio su questo tema.

R-  Racconto la condizione dell’abbandono della terra, sono racconti che mi colpiscono in quanto anche io l’ho vissuto. Mio padre, un uomo onesto lavoratore e mia madre casalinga, sono andati via dal sud per costruire un futuro ed io sono nato a Lecco, in Lombardia. I racconti di mio padre sono veri,importanti. Ai rischi, invece, ci penso tantissimo. Abbiamo cercato anche di mostrare l’ignoranza dei personaggi. I soprannomi non sono scelti a caso ma ci sono volute settimane di ricerche.

D-  Quelle due stoccatine alla religione: dall’inchino alla processione al prete che chiede alla famiglie i soldi per realizzarla. VI siete ispirati a fatti di cronaca?

R-  E’ dalla notte dei tempi che funziona così. C’è un po’ di tutto.



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