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Claudia Gerini: vorrei fare un varietà tv come autrice e conduttrice

Il sogno nel cassetto dell'attrice adesso sul set di Tutta colpa di Freud
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Il sogno nel cassetto dell'attrice adesso sul set di Tutta colpa di Freud
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“Tutta colpa di Freud”, il titolo. Una commedia, prodotta da Medusa e realizzata da Lotus Production. Un film con un budget consistente, come ormai non molto spesso accade (costerà 6 milioni di euro, quantifica l’ad di Medusa, Gian Paolo Letta, e uscirà nelle sale il 23 gennaio prossimo). E con un cast importante: Marco Giallini, Vittoria Puccini, Anna Foglietta, Laura Adriani, Alessandro Gassman e, appunto Claudia Gerini. Che torna al genere di film che l’ha resa celebre. Ma che, ci dice, pensa da tempo a una nuova esperienza.
Signora Gerini, quale coniglio le piacerebbe tirare fuori dal cappello?
“Vorrei fare un varietà, un varietà televisivo. Non solo condurlo, ma esserne l’autrice. Un varietà al femminile, con un largo spazio musicale. Un progetto già scritto, ma non definito. Ci vuole un piccolo schermo delle donne. Anche se in realtà io, sul piccolo schermo, guardo principalmente i programmi d’informazione”.
E’ sfumata la sua partecipazione a Miss Italia, quest’anno tormentatissima dopo il divorzio Rai?
“Un’idea in stato di bozzolo. Mi aveva chiamata Castellitto, poi non se n’è fatto più nulla”.
Nel film di Genovese lei è una donna misteriosa, che ogni giorno incanta il protagonista, il barbuto psicanalista Marco Giallini, soltanto passando sotto le sue finestre. Ci sveli qualcosa in più del suo personaggio.
“Questo ruolo è un’occasione nuova per me. Claudia è una donna sicura di sé, fredda, elegante, accompagnata sempre dal suo cagnolino. Di lei sappiamo poco, perché la vediamo sempre attraverso gli occhi dell’analista. Il quale si tende una trappola da solo. La figlia più piccola, diciottenne (Laura Adriani, ndr), si è innamorata di un uomo sposato (Gassman) che ha cinquant’anni. Così lui cerca di riannodare il legame tra moglie e marito sottoponendoli alla terapia di coppia. Ma lo scopo vero è allontanare il piacione dalla figlia. Solo all’ultimo però scopre che la moglie è proprio l’affascinante signora che guarda passare ogni giorno”.
Il personaggio di Giallini nel film si dedica molto, da professionista e da papà, anche alle altre due sue amate figlie, una innamorata di un sordomuto che ruba i libretti d’opera lirica nella sua libreria, l’altra omosessuale che però si impunta a diventare etero. Tre complicate vicende di diversità – d’età, sessuale e di  censo – che il lettino di Freud dovrebbe sbrogliare. Ma lei, signora Gerini, si è mai sdraiata su un lettino del genere?
“Sì. Ho avuto momenti molto difficili, la psicanalisi mi ha aiutato a conoscermi e a capire la strada che dovevo prendere. Per tre anni ho fatto la junghiana, poi quella cognitivista. Mi sono servite. Avendo tempo e denaro, questa cura è un regalo che una persona fa bene a concedersi”.
Lei ha anche conquistato una cintura nel taekwondo. Anche lo sport utile alla difesa personale fa bene alla psiche?
“Mi aiuta a mantenere l’autocontrollo. Da quando sono diventata madre rafforza la mia determinazione a proteggere, attraverso me stessa, i miei cuccioli. Praticare per oltre quattro anni le tecniche di autodifesa mi ha messo in condizione di essere pronta, reattiva”.
Ma si è mai trovata in condizione di pericolo?
“No, ma in quelle in cui bisogna usare la razionalità per stare calmi. Poi, parecchi anni fa, sono stata vittima di stalking telefonico. Peccato che non si possa picchiare attraverso la cornetta. O il cellulare”.


Che ne dice di “Tulpa”, il film diretto dal suo compagno Federico Zampaglione?
“E’ il secondo film girato con lui. Un ruolo diverso dai soliti, una pellicola a bassissimo costo che ci siamo divertiti a fare. Io non sono solo attrice da commedia, sono attrice e basta. Tulpa sarà distribuito in Usa, il pubblico estero ci ha premiati. Più di quello italiano, forse non abituato all’horror”.
In “Indovina chi viene a Natale?” di Fausto Brizzi, che uscirà a dicembre, è accanto alla sua prima figlia, Rosa Enginoli.
“Nel copione c’era una parte per una bambina di nove anni, appunto come la mia. E poiché da un anno e mezzo segue un corso di teatro e le piace molto recitare, l’ho proposta. Detto fatto, Rosa è venuta sul set con la sua mamma. Bellissimo”.


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Lidia Lombardi, free lance dopo essere stata per 35 anni nella redazione del quotidiano "Il Tempo" dove ha ricoperto il ruolo di responsabile del servizio Cultura e Spettacoli dal 2001 al 2013. La sua più ferma convinzione professionale: il giornalismo non è per solipsisti, ma un lavoro d'equipe.

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Un giorno in pretura 2021 la Petrelluzzi racconta Raffaele Cutolo

Tutte le anticipazioni sulla puntata del programma ideato e condotto da Roberta Petrelluzzi. Protagonista Raffaele Cutolo.
Massimo Luciani

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Un giorno in pretura 2021- Roberta Petrelluzzi
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Un giorno in pretura con l’edizione 2021, torna sabato 8 maggio su Rai 3. L’appuntamento con la conduttrice e ideatrice storica del programma, Roberta Petrelluzzi, è in seconda serata su Rai 3.

Un giorno in pretura 2021, La Petrelluzzi racconta Raffaele Cutolo

Nella puntata di Un giorno in Pretura in onda sabato 8 maggio, alle 24.25 su Rai 3, Roberta Petrelluzzi riproporrà la storia di Raffaele Cutolo.  Mafioso italiano, fondatore nonché capo della Nuova Camorra Organizzata, aveva due fratelli, Pasquale e Rosetta Cutolo. Anche loro hanno intrapreso una carriera criminale. In particolare Rosetta ha condiviso le sorti di Raffaele e la sua attività è stata fondamentale per le sorti  della NCO (Nuova Camorra Organizzata).

Dopo una lunga malattia, Raffaele Cutolo è morto lo scorso 17 febbraio 2021 all’età di 79 anni, essendo nato nel 1941. Da tempo era ricoverato nell’ospedale di Parma per le complicazioni legate a una polmonite. E gli erano stati negati gli arresti domiciliari.

Il re della nuova camorra organizzata ha finito i suoi giorni senza più poteri recluso in un carcere di massima sicurezza in regime di 41 bis. E muore con lui una pagina storica della criminalità napoletana. Il suo è stato l’ultimo tentativo di ingabbiare la scellerata e disordinata organizzazione camorristica in un ordine quasi militare tipico della criminalità mafiosa.

Era noto come ‘o Prufessore nonostante avesse solo una licenza elementare. Ed era figlio di un mezzadro e di una lavandaia di Ottaviano, alle falde del Vesuvio.

Il processo più significativo

Nella puntata di Un giorno in Pretura in onda sabato 8 maggio, Roberta Petrelluzzi ripropone il processo più significativo di tutta la vicenda penale di Raffaele Cutolo.  Ovvero quello per l’uccisione di Vincenzo Casillo, amico e braccio destro del boss fuori dal carcere. Un affresco che descrive in maniera mirabile la criminalità organizzata che ha sconvolto il Paese dalla metà degli anni Settanta fino alla fine degli anni Ottanta. Un processo che secondo alcuni è stato il primo tentativo riuscito di insabbiare i patti perversi tra stato e criminalità organizzata.


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Concerto Primo Maggio: la risposta della Rai in merito all’intervento di Fedez

Sul caso Fedez, avvenuto durante il concerto del Primo Maggio, è intervenuto anche l'Amministratore delegato Rai Fabrizio Salini. Ecco le sue dichiarazioni.
Irene Verrocchio

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Intervento Fedez Concerto risposta Rai 3
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In seguito a ciò che accaduto per l‘intervento di Fedez al Concerto del Primo Maggio, è arrivata la risposta da parte della Rai.

Ieri sera il rapper, prima dell’esibizione, ha cercato di puntare i riflettori sul Ddl Zan. E’ il disegno di legge contro le discriminazioni di genere. Sostiene che i ritardi della sua entrata in vigore dipendano da alcuni esponenti politici, in particolare della Lega. Ma sul palco del Primo Maggio non ha reso noti i nomi ai quali si riferiva nel discorso.

Una volta però rientrato in albergo sui suoi profili social ha pubblicato un video che in pochi minuti è diventato virale. Ha proposto la registrazione della sua telefonata con la vice direttrice di Rai 3, Ilaria Capuani.

Fedez ha tentato di denunciare il fatto che il Servizio Pubblico abbia tentato di censurare il suo monologo. Ed ha aggiunto che prima di potersi esibire con il monologo ha dovuto inoltrare alla Rai il testo per ottenere l’approvazione.

La Rai però si è subito difesa rendendo pubbliche le dichiarazioni della stessa Capuani. Sulla questione però è intervenuto anche l’Amministratore delegato Rai, Fabrizio Salini.

Intervento Fedez Concerto risposta Rai fabrizio salini

Intervento Fedez Concerto, la risposta dell’ Ad Rai Fabrizio Salini

In merito all’intervento di Fedez ecco le dichiarazioni dell’Amministratore Delegato della Rai su quanto accaduto ieri sera:

“In merito all’intervento di Fedez al Concerto del Primo Maggio, Rai3 ha spiegato di non aver mai censurato Fedez né altri artisti né di aver chiesto testi per una censura di qualsiasi tipo. Questo deve essere chiaro, senza equivoci e non accettiamo strumentalizzazioni che possano ledere la dignità aziendale e dei suoi dipendenti.

In questi tre anni ho sempre cercato in tutti i modi di garantire che in Rai fosse assicurata pluralità di voci e di opinioni perché ritengo sia il principale obiettivo della mission di Servizio pubblico. Lo testimonia la nostra programmazione tutti i giorni su tutti i canali televisivi, in radio e su RaiPlay.

Di certo in Rai non esiste e non deve esistere nessun “sistema” e se qualcuno, parlando in modo appropriato per conto e a nome della Rai, ha usato questa parola mi scuso. Su questo assicuro che sarà fatta luce con gli organizzatori del Concerto, che la Rai acquista e manda in onda fin dalla sua prima edizione, per capire come sia stato possibile soltanto ipotizzare un’aberrazione del genere e se esistano delle responsabilità aziendali.

Ringrazio profondamente tutti gli artisti che ieri si sono esibiti con performance straordinarie studiate appositamente per la Festa del lavoro, che danno lustro al Servizio Pubblico e ci hanno mostrato in modo evidente quanto l’arte sia fondamentale per la rinascita del Paese.”


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Milva è morta, scompare una delle più grandi artiste italiane

E' scomparsa una delle più grandi artiste italiane, da tempo malata. Il ricordo della Pantera di Goro nel mondo della musica e della tv.
Redazione

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Milva morta
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E’ morta a Milano Milva. Lo conferma la figlia, Martina Corgnati, spiegando che la madre era malata da tempo. La grande cantante e attrice, Ilvia Maria Biolcati, aveva 81 anni e viveva a Milano con la segretaria Edith e la figlia Martina, critica d’arte.

E’ morta Milva

Soprannominata “La Rossa” per il colore della sua chioma, Milva ha calcato i palcoscenici di tutto il mondo realizzando più di sessanta album. Nata a Goro, in Emilia Romagna, il 17 luglio 1939, nel corso della sua carriera ha partecipato 15 volte al Festival di Sanremo, un record di presenze che detiene insieme a Peppino Di Capri, Toto Cutugno e Al Bano.

Nel 2010 aveva pubblicato il terzo album scritto e prodotto per lei da Franco Battiato, intitolato ‘Non conosco nessun Patrizio’ e balzato immediatamente nella top 20 dei dischi più venduti in Italia.

Subito dopo aveva annunciato il suo addio alle scene, dopo mezzo secolo di palcoscenico. Nel 2018 era stata premiata al Festival di Sanremo: premio alla carriera ritirato dalla figlia.

Per molti è stata la «Pantera di Goro». Si è spenta ieri nella sua casa milanese dove viveva con Edith, la sua fidata segretaria, e la figlia Martina Corgnati, critica d’arte avuta con il produttore discografico Maurizio Corgnati.

La famiglia in questo momento sta organizzando l’ultimo saluto.

La carriera

Nella sua lunga carriera Milva è passata dalla canzone popolare al teatro di Giorgio Strelher. Ma anche per la musica di Franco Battiato, di Ennio Morricone, di Astor Piazzolla. Ha interpretato anche le canzoni dei grandi compositori greci, francesi, tedeschi ed è approdata sui palcoscenici di tutto il mondo.

La sua statura artistica è stata ufficialmente riconosciuta dalle Repubbliche Italiana, Francese e Tedesca, che le hanno conferito alte onorificenze.

Il 26 marzo scorso Milva, aveva anche ricevuto il vaccino contro il Coronavirus. “Io mi vaccino perché tengo alla mia vita a e alla vita altrui”, aveva scritto sulla sua pagina Facebook, “Fatelo anche voi. Abbiamo bisogno di tornare alla vita di prima, e di abbracciare i nostri cari. Tutti quanti insieme possiamo farcela a sconfiggere questo virus”.

Il ricordo di Franceschini

Così il Ministro della Cultura, Dario Franceschini, ricorda Milva nel giorno della sua scomparsa:

Milva è stata una delle interpreti più intense della canzone italiana. La sua voce ha suscitato profonde emozioni in intere generazioni. Una grande italiana, un’artista che, partita dalla sua amata terra, ha calcato i palcoscenici internazionali, rendendo globale il suo successo e portando alto il nome del suo Paese. Addio alla pantera di Goro”. 

 

FONTE: ANSA


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