Carlo Freccero Direttore di Rai2 | 3 gennaio 2019 | Diretta conferenza stampa


Carlo Freccero Direttore di Rai2 | 3 gennaio 2019 | Diretta conferenza stampa. La diretta dall’incontro con i giornalisti del nuovo Direttore della seconda rete Rai.


Freccero torna a Rai2 dopo la direzione di cui era stato protagonista alla fine degli anni novanta. Ha parlato di un incarico con tempi – probabilemente meno di un anno – e budget limitati, durante il quale cercherà di valorizzare tutte le risorse interne, sia umane che tecniche, per rinnovare il canale in ottica informativa.

Netta la sua presa di posizione sulla necessità di differenziarsi da Rai1, di cui la seconda rete dovrà essere solo complementare. Ciò comporterà numerosi cambiamenti e la mancata conferma di alcuni programmi che erano diventati punti fermi negli ultimi anni.

Ecco quanto ha detto il neo-Direttore in un lungo interveto a briglie sciolte.

Carlo Freccero: “Voglio dire subito una cosa fondamentale. Qui è presente il Direttore del Tg2 – Gennaro Sangiuliano – con cui avremo una collaborazione strettissima e molto importante. Sarà una conferenza stampa centrata sull’informazione. Per evitare polemiche inutili, leggo innanzitutto le prime righe del mio piano editoriale: ‘La nuova Rai2 rappresenterà la soluzione al problema di conferire identità ad una rete generalista complementare a quella ammiraglia’.

Vivo questa sfida come un dottorato. Oggi fare una tv generalista vuol dire precoccuparsi della molteplicità di contenuti e di linguaggi e la mia ultima esperienza ruoterà intorno a questa sfida, che risentirà anche di budget e tempo limitato.

La tv generalista oggi ha il compito principale – soprattutto se parliamo di una rete complementare – di concentrarsi sulla fascia dalle 19:00 a mezzanotte. Tutte le energie saranno orientate a quella fascia oraria”.

Poi Freccero inizia un lungo discorso sull’identità che vuol dare al canale e la necessità di ricominciare a contare su prodotti connotati dall’italianità.

“Rai2 entrerà in competizione con le grandi multinazionali della comunicazione. Nel daytime vedremo molto sport – diventerà la tv del ciclismo – e l’informazione la farà da padrona. Dovremo offrire un’informazione pluralista, che è la sfida dell’informazione contemporanea.

A questo proposito, devo dire che l’immagine data dalla stampa del Direttore Sangiuliano era sbagliata. Ho trovato un intellettuale con cui è stato stimolante confrontarsi”.

Continua sull’informazione: “Oggi è importante il cigno nero. Voglio cantare i cigni neri, cioè le notizie che non vengono date, come quelle considerate complottiste perché anomale. E poi, in questi anni il servizio pubblico si è svuotato di una cosa fondamentale: l’informazione di approfondimento, a favore di altre reti come La7.

La vera novità sarà il lavoro per quelli che sono i primi compiti del servizio pubblico: l’informazione e l’approfondimento delle notizie del giorno. La Rai in ciò è debole e questa lacuna deve essere colmata, soprattutto in vista delle elezioni europee”.

Il rafforzamento di questo compito, annuncia, prevede l’introduzione di nuovi programmi. “Tra le altre proposte, ci sarà un talk di approfondimento connesso al telegiornale, di 20 minuti, e io vorrei che i conduttori venissero reperiti dalle risorse interne.

Verrà allungato anche il tg di 10 minuti per andare in questa direzione. Abbiamo fatto un piano editoriale, con il Tg2, pensato in tre fasce: quella mattutina, quella dell’ora di pranzo e del primo pomeriggio e quella serale. Saranno estese anche al sabato e alla domenica. L’informazione deve essere un vero e proprio prodotto televisivo. Inoltre, dalle 18:00 alle 18:50 dovrà incorporare l’impegno istituzionale. Confermo, infine, il Tg2 Dossier al sabato”.

Parlando dei nuovi programmi, il Direttore Freccero si scaglia contro Night Tabloid – “Un nome che non vuol dire niente” – che diventerà “Povera patria” e sarà completamente rinnovato. Tratterà del rapporto economia-politica per analizzare soprattutto come influiscono sulla nostra vita le grandi teorie economiche, i trattati internazionali, i vincoli europei, le legislazioni internazionali e così via.

In questa fase, Freccero sta facendo suoi molti argomenti e toni filo-governativi, ad esempio nel parlare del rapporto tra il nostro Paese e l’Europa.

“Nemo si sdoppierà. Alessandro Sortino – ora autore del programma – diventerà conduttore perché è giusto che anche gli autori ci mettano la faccia e poi è espressione di quel cattolicesimo incarnato dalla figura popolare di Papa Francesco.

Un altro programma che vedremo sarà quello che io chiamo “L’ottavo blog”, una rassegna stampa settimanale delle notizie che stando a certi canoni non devono essere diffuse e che invece trovano molto spazio in rete.

Enrico Lucci si dedicherà alla seconda anima in cui verrà sdoppiato Nemo, cioè “Reality Sciò”. “Metterà in scena – dice Freccero – l’Italia del selfie, il narcisimo dei poveri, ma senza mai assumere una visione moralista e sprezzante. Un’espressione della stessa impronta nazional-popolare che trasformò la visione della Rai da pedagogica a generalista”.

Veniamo all’intrattenimento

“The Voice si farà solo se trorveremo uno studio a disposizione, che al momento non c’è. Appaltare tutto ha un costo troppo alto. La questione è che alcuni programmi sono diventati proprietà delle tv a pagamento, che hanno dei mezzi incredibili, hanno fatto dei prodotti di altissimo livello e ciò ha cambiato lo scenario.

I talent, soprattutto, ora vengono declinati con un’estetica peculiare, studiata, curatissima e costosa. In pratica, la tv a pagamento si è impossessata e ha riscritto i programmi della tv generalista. La Rai  deve vedere cosa può fare, puntando ad un altro tipo di scrittura. Oggi l’intrattenimento è diventato drammaticamente un contenuto premium oppure diventa fiction. Ma nella nostra rete non potrà mancare la satira. Voglio riportare Luttazzi a Rai2”.

Continua, rimanendo sul terreno dell’intrattenimento. “Sono d’accordo con Renzo Arbore per fare un programma. Lui con Gianni Boncompagni ha plasmato il dna di Rai2. Con lui stiamo pensando a come realizzare un omaggio a Boncompagni”.

Per quanto riguarda la fiction, il Direttore Carlo Freccero si pone in maniera ancora più netta. “La fiction rappresenta l’immaginario della quotidianità. Il paradosso di una società che ha più paura in un mondo che in realtà sta diventando più sicuro, dipende anche dalla fiction.

Detesto prodotti come NCIS, anche per come declina la violenza e ne altera la percezione. Ricorreremo ad un “magazzino italiano” che ponga il nostro immaginario in alternativa a quello americano. Bisogna reintrodurre elementi identitari lontani da quelli statunitensi. Un’America di provincia, tra l’altro”.

Per questo, la domenica sarà dedicata alle repliche di fiction italiana. Meglio la replica che fa poca audience che l’ennesimo prodotto americano”.

In conclusione, critica alcune scelte passate, dicendo apertamente di non capire come la Rai sia riuscita a farsi scappare “La casa di carta”.  E annuncia da marzo un programma comico dalle 19:00 alle 20:30.

Iniziano le domande dei giornalisti

Qualche informazione in più su “L’ottavo blog”? In che fascia verrà posto? Con quale impostazione?

Carlo Freccero: “La fascia sarà quella di terza serata, e il programma sarà proposto con un’impostazione che vada contro il racconto mainstream di certi argomenti”.

Il programma di Lucci si sdoppierà, dunque?

Freccero:Nemo non esisterà e diventerà 2 programmi diversi: uno ancora senza titolo (Freccero lo chiama X, ndr), condotto da Sortino – una sorta di Nemo più tematico – con reportage laterali rispetto alle tematiche del palazzo; il secondo programma sarà “Reality Sciò”, molto poetico, un’analisi dolce ma crudele dell’Italia del selfie, che pensa che atteggiandosi sui social possa trovare un’identità”.

“Per inciso, oltre ai forti cambiamenti per La via di Damasco – con Eva Crosetta e Don Ivan Maffeis alla conduzione e una cura maggiore del programma – vorrei portare a Rai 2 anche un programma dedicato alla religione musulmana. Ce ne sono di dedicati a molte religioni, non si comprende perché non ce ne sia uno che parli dell’Islam”.

Per quanto riguarda la fiction, saranno confermati i titoli storici?

Freccero: “Faremo delle valutazioni. Ma c’è da dire che in primavera ci sarà “La porta rossa” e in autunno “Il Cacciatore”. E poi ci sarà un’altra serie di cui ancora non sappiamo. Tra l’altro, non ho capito perché The Good Doctor sia stata spostata su Rai1. Era una serie nata per Rai2, ma è stata portata su Rai1 in modo del tutto improprio”.

Ci dice qualcosa in più sull’approfondimento affidato al Tg2?

Freccero: “L’AD Fabrizio Salini incontrerà il Direttore del Tg2 e me per vedere come stabilirlo. Ma la Rai deve avere un programma di approfondimento, su questo non ci sono dubbi”.

Dunque ci sarà un talk di approfondimento dopo il tg?

Freccero: “Sì, dopo il Tg ci sarà un approfondimento che porterà alla prima serata”.

Come mai un Direttore di rete coinvolge così tanto l’Amministratore Delegato, tipicamente molto legato alla politica? E come si coniuga con il pluralismo?

Freccero: “Ho una visione complementare con il Tg2 perché entrambi lavoriamo con il politicamente scoretto. Fabrizio Salini è importante perché credo che lavorare sull’informazione sia preponderante nella missione del servizio pubblico. Quindi diventa una scelta strategica lavorare così vicino al Tg2 e plasmare tutto l’approfondimento insieme anche all’AD.

Diventa punto di forza per il servizio pubblico. Non è un programma della rete, diventa un programma della Rai.

Sul pluralismo dico che voglio più voci dissidenti, odio il pensiero unico, il conformismo. Ci sono notizie che l’informazione mainstream non fa conoscere e io voglio farle conoscere”.

Come farà a riportare in Rai l’intrattenimento con estetica premium ma a costi minori?

Freccero: “È un problema di scelte, di rinunciare a programmi per farne altri”.

Simona Ventura non ha più un contratto con Mediaset. Oltre a The Voice, in cosa potremmo vederla? E su quale fascia si concentrerà la sua Rai2?

Freccero: “Non posso fare contratti in esclusiva, anche perché rimarrò poco tempo. Ritengo la Ventura numero uno per il talent e quindi proveremo a fare qualcosa di questo tipo. Poi è diventata un po’ “zia”, generosa con tutti… Ci concentreremo nella fascia che va dal tardo pomeriggio alla tarda serata”.

Cosa ne sarà delle altre fasce?

Freccero: “Repliche. Manderemo in onda repliche, ma di contenuti alti”.

L’allungamento del Tg2 significa chiudere lo spazio di Luca e Paolo?

Freccero: “Purtroppo, oggi l’esigenza della Rai è di avere più approfondimento”.

Ha parlato del problema con gli studi che potrebbe compromettere la messa in onda di The Voice. Di cosa si tratta?

Freccero: “Arrivo a stagione inoltrata, con il piano di produzione già fatto. Quindi il talent The Voice ha disponibilità degli studi interni solo da metà marzo. Quelli esterni, però, costano troppo. Ora lo studio è occupato da “Ora o mai più”. Se non si trova una soluzione sarà difficile mandarlo in onda”.

Rispetto al cambio di Night Tabloid e ai rapporti Italia-Europa: sarà una tv sovranista?

Freccero: “Faccio la televisione di oggi. La tv generalista è una tv nazionale, l’opposto delle tv multinazionali. La tv generalista esalta l’identità nazionale, esalta la memoria storica, il Paese. Sennò sarebbe una tv tematica o complementare.

La tv generalista lavora sulla nostalgia, sulla memoria storica. A me la parola sovranista non fa paura, ma in ogni caso la tv generalista ha questo compito. Già nella mia passata esperienza di direttore di Rai2, c’erano programmi che avevano questa impostazione di fondo”.

Oltre al confronto con l’AD, una certa inclinazione culturale filosofica si vede. Si è confrontato con il Presidente Foa?

Freccero: “Lo farò oggi. Nella struttura aziendale attuale, l’AD ha bisogno di saperlo ancora prima e per questo ho parlato già con Salini e non ancora con Foa”.

Cosa intende per il “cigno nero”, quando parla di informazione?

Freccero: “Voglio dare le notizie occultate. Quelle che non vengono date perché fuori da schemi imposti. Ci sono cigni neri, come quello su Macron che è un personaggio bruciato mentre i giornali non l’hanno detto. Ci sono nuovi corsi delle notizie, e quelli vecchi tendono a censurarne alcune. E poi succede che non ci si è accorti che negli Usa stava arrivando Trump, mentre la Clinton era alla fine della sua esperienza politica”.

Il contratto di Costantino della Gherardesca non è rinnovabile. Quindi chiude Pechino Express?

Freccero: “No, assolutamente. Sto trovando il modo di prolungarne i diritti”.

Nel day-time, sono a rischio programmi come Detto fatto, I Fatti Vostri e così via?

Freccero: “Bisogna fare dei calcoli. Voglio essere complementare a Rai1, ma con un’identità chiara. Questi programmi potrebbero andare benissimo su Rai1, li vedo buoni per la prima rete, non per Rai2”.

Il ritorno di Daniele Luttazzi è certo?

Freccero: “Luttazzi non può andare in onda prima dell’autunno. Ma mi sembra essenziale il suo ritorno in Rai. C’è un problema di analisi da fare perché la sua è una satira feroce, ma non voglio lasciarlo nella censura del potere e voglio farlo a tutti i costi”.

Ha accennato al programma di Arbore su Boncompagni. Ce ne sarà un altro sulla canzone napoletana?

Freccero: “Arbore è uno dei fondatori di Rai2 e vedremo, ma per ora i progetti con lui si fermano alla primavera e poi bisognerà discuterne. La priorità è quella dell’omaggio a Boncompagni perché loro, insieme, hanno fondato Rai2. È un mio desiderio personale e professionale, insieme ad un omaggio a Bertolucci”.

Com’è nato tutto questo? Hai dovuto pensarci prima di tornare a Rai2?

Freccero: “Non ho voluto nessuna garanzia. Confesso che c’è stato un senso di rivincita, dopo essere stato messo da parte dal PD e da Berlusconi. La mia è una rivincita contro il potere che mi ha fatto molto male, ma per fortuna è un potere finito.

Anche se le esperienze sul satellite e con Rai4 mi hanno fatto capire molte cose sulla televisione digitale e moderna. A Rai4 ho mandato in onda titoli come Breaking Bad con cui ho anticipato perfino Sky Atlantic. Devo dire, però, che puntavo a Rai1 e pensavo di andare lì.

Voglio chiudere annunciando che sabato parteciperò ad un omaggio ad Adriano Celentano in occasione del suo compleanno. Si chiamerà ‘C’è Celentano’. Mi sento molto legato ad Adriano. Siamo due storti, come direbbe lui”. E sfida simpaticamente i giornalisti presenti: “Dai, fate il titolo e scrivete che voglio lanciare la serie animata su di lui fatta da Mediaset”.

La conferenza stampa finisce qui.



0 Replies to “Carlo Freccero Direttore di Rai2 | 3 gennaio 2019 | Diretta conferenza stampa”

Lascia un commento

Riempi tutti i campi per lasciare un tuo commento. Il tuo indirizzo non verrà pubblicato

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>
*