Tutto può succedere | la serie condannata per una battuta sulla birra artigianale


Tutto può succedere | la serie condannata per una battuta sulla birra artigianale. Tremila euro è la cifra del risarcimento che servirà per una campagna pubblicitaria a favore della "bionda".


 La birra artigianale? Fa schifo avevano detto due attori nel corso di una scena. Tra l’altro la fiction andava in onda in prima serata dinanzi a un pubblico di 3 milioni di telespettatori.Quindi la compromissione dell’immagine dei produttori artigianali era ancora più grave.

Questa osservazione aveva fatto irritare l’Unione birrai che sta cercando dal 1998 di riunire i produttori di birre italiane genuine e realizzate con metodi molto più salutari durante la lavorazione.

La frase è stata pronunciata durante la settima puntata della serie Tutto può succedere di cui Rai 1 trasmetteva la seconda stagione. Era domenica primo giugno 2017 e nel dialogo tra due protagonisti era stata proprio pronunciata questa frase.

I telespettatori avevano assistito ad un dialogo tra i fratelli Alessandro e Carlo Ferraro interpretati rispettivamente da Pietro Sermonti e Alessandro Tiberi. I due stanno discutendo di birre dinanzi al bancone di un bar di un locale notturno molto frequentato. Tra una parola e l’altra, si mettono a esprimere i propri pareri sulla birra chiara che è stata appena servita.

Carlo interpretato da Alessandro Tiberi dice che è uno schifo e si inizia così uno scambio di battute con il proprietario del gestore.

L’Unione birrai italiani è stato molto offeso da questa frase ed ha presentato ricorso alla magistratura sottolineando che la la scena era stata resa ancora più discutibile dal fatto che era assolutamente gratuita.
A distanza di due anni il magistrato ha dato ragione all’Unione Birrai. In particolare il Giudice di Pace del tribunale di Milano competente perché proprio a Milano ha sede L’Unionbirrai, ha dato ragione ai produttori indipendenti. Ed ha condannato la Rai ad un risarcimento di 3000 euro per procurato danno all’immagine e alla reputazione di tutti quegli artigiani che cercano di produrre birra in una maniera più salutare sottraendola ai criteri della grande distribuzione.

I soldi che sono stati dati come risarcimento serviranno per una campagna pubblicitaria a favore della bionda



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