Massimo Giletti, ho rifiutato l’offerta Rai perchè ho percepito una grande precarietà


Il giornalista spiega i motivi per i quali ha preferito restare a La 7. Il principale è la sensazione di grande precarietà avvertita nell'azienda di viale Mazzini.


La conferma ufficiale è avvenuta nel corso della conferenza stampa di presentazione dei palinsesti della rete di Urbano Cairo. Allora il giornalista aveva svelato di aver accettato la proposta di Cairo per l’offerta vantaggiosa non solo dal punto di vista economico ma anche professionale. E soprattutto per la libertà di cui ha sempre goduto insieme alla squadra di lavoro.

Adesso Giletti è stato più esplicito. E, in una intervista rilasciata al settimanale Chi di Alfonso Signorini, ha spiegato di essere rimasto a La7 “perché con Urbano Cairo si è stabilito un rapporto molto profondo che va al di là dei successi effimeri della tv”

Dunque è innanzitutto una considerazione personale alla quale è seguita, quella più esplicita sulla situazione che avrebbe avvertito a viale Mazzini.

Giletti ha ammesso di aver valutato con molta attenzione l’offerta della Rai. Ma “ho percepito una situazione precaria, non ho trovato certezze e certamente ce ne saranno ancora meno alla luce dell’autunno che sta per arrivare. Sono stato un buon profeta”.

Poi ha continuato: “Esistono tante Rai, c’è l’azienda che ha paura di cambiare ed è ancora viva. Ma per fortuna ci sono professionisti che vogliono imprimere un nuovo corso, spero lo possano fare”.

Infine il conduttore di Non è L’Arena ha svelato di avere avuto molte offerte di scendere in politica.

Più volte, mi hanno offerto la candidatura a sindaco di Torino, ma ritengo che la politica è insita nelle inchieste che propongo.

 E per il futuro ha detto: Non escludo nulla, ma io sono del parere che se si compie una scelta deve essere vera. Molti colleghi l’hanno fatta e poi sono tornati indietro. Credo che si debba avere il coraggio di arrivare fino in fondo.



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