Viale Mazzini in fibrillazione per il nuovo governo giallorosso. Trema la Rai sovranista

Tutti gli sconvolgimenti che si annunciano nelle stanze della tv pubblica all'indomani della fiducia concessa al nuovo governo giallorosso.


Innanzitutto la preoccupazione riguarda quei personaggi che avevano rivelato di essersi schierati con la parte politica che aveva formato il governo gialloverde, ovvero la Lega.

Mentre i grillini si sentono al sicuro, altrettanto non può dirsi per altri che adesso tentano di staccarsi dai carri politici precedenti e salire su quello del vincitore.

Intanto uno dei personaggi che sembra tornare in auge, e risalire in groppa al cavallo di viale Mazzini, è Matteo Renzi. L’ex Premier a cui si deve l’accordo tra Movimento 5 Stelle e Partito Democratico, potrebbe far sentire ancora la propria influenza nei corridoi della tv pubblica.

Secondo indiscrezioni, uno dei personaggi che sicuramente non ha nulla da temere dalle nuove dinamiche politiche è Stefano Coletta, direttore di Rai 3. L’emittente, sotto la sua guida, si è rigenerata con ascolti soddisfacenti.

Inoltre, viene addirittura evocato il ritorno di Mario Orfeo. L’ex direttore generale della Rai, che attualmente è presidente di Rai Way, potrebbe tornare a ricoprire un ruolo importante nella squadra della tv pubblica. Orfeo è stato l’artefice dell’allontanamento di Massimo Giletti dall’azienda.

In tale contesto si inserisce anche il nome del futuro direttore di Rai 2. Come sappiamo, Carlo Freccero dovrà abbandonare il suo posto di responsabile della rete a novembre.

I nomi del possibile successore erano iniziati a circolare già da tempo. Tra questi c’era Milo Infante in quota Lega. Ma le sue quotazioni sembrano in discesa alla luce della formazione del nuovo esecutivo. Crescono però quelle di Maria Pia Ammirati che, tra l’altro, sarebbe gradita non solo al Partito Democratico ma anche al neo ministro per le politiche giovanili e per lo sport Vincenzo Spadafora in quota Movimento 5 Stelle.

Un’altra incognita riguarda la direzione del TG2, adesso in mano a Gennaro Sangiuliano che ha collaborato in maniera molto stretta con Carlo Freccero soprattutto per la realizzazione di Tg2 Post, la striscia di approfondimento nell’access prime time della rete.

Sangiuliano grande amico di Giuseppe Conte, fin dai tempi dell’università, potrebbe rimanere in sella al notiziario della seconda rete.

Nessun problema sembra esserci per l’amministratore delegato Fabrizio Salini. Nel caso che il PD e soprattutto Matteo Renzi possano allungare la propria ombra sul futuro della Rai,l’ad potrebbe quasi certamente restare al suo posto.

Sempre secondo indiscrezioni la vittima sacrificale del nuovo governo giallorosso dovrebbe essere Teresa De Santis, responsabile della prima rete. Ma tale ipotesi potrebbe anche non essere contemplata se si riuscisse a scalzare Marcello Foa dalla poltrona di presidente Rai.

In questo caso bisognerebbe trovare un sostituto. Non sembra trovare credito l’indiscrezione che indica Antonio Di Bella attuale direttore di RaiNews. Ricordiamo che Di Bella finì nell’occhio del ciclone due anni fa per aver dedicato uno spazio, ritenuto troppo lungo, all’ultimo libro di Matteo Renzi.

Inoltre c’è da registrare lo slittamento della rubrica economica che avrebbe dovuto già condurre Monica Setta nella mattinata di Rai 1. Nell’attesa che si definisca il futuro di questo spazio, Storie Italiane ha allungato la durata di circa mezz’ora, iniziando alle 10:00 e concludendosi a mezzogiorno, quando la conduttrice Eleonora Daniele passa la linea a La Prova del cuoco.

Monica Setta era considerata in quota sovranista.



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