La Rai con il cinema Italiano, conferenza stampa 20 maggio 2020


RaiPlay trasmette quattro nuovi titoli originariamente destinati alle sale cinematografiche ed altri quattro titoli direttamente sulla piattaforma dopo la visione nei cinema


La Rai con il cinema Italiano, conferenza stampa. Questa mattina, alla sede Rai di Viale Mazzini a Roma, si è tenuta la conferenza stampa di presentazione di “La Rai con il cinema Italiano”.

Per la prima volta su RaiPlay quattro nuovi titoli originariamente destinati alle sale cinematografiche ed altri quattro titoli direttamente sulla piattaforma dopo la visione nei cinema.

La Rai con il cinema Italiano, conferenza stampa – tutte le dichiarazioni

Intervengono alla conferenza stampa: Paolo Del Brocco (Amministratore Delegato Rai Cinema), Elena Capparelli (Direttrice RaiPlay), Ginevra Elkann, Riccardo Scamarcio, Alba Rohrwacher, Chiara Barzini, Lorenzo Mieli (Wildside). 

Per otto settimane, film che sarebbero stati destinati alla sala cinematografica saranno trasmessi da Rai Cinema.

Paolo Del Brocco: “Ci siamo chiesti in tutto il mondo del cinema cosa potevamo fare in questo momento per rispettare la sacralità della sala. E’ qualcosa di non ripetibile quella sensazione, ma non avendo ancora certezza di quando riapriranno i cinema, volevamo tenere un legame forte tra il pubblico e film che meritano attenzione. Trasmetteremo: Magari, Bar Giuseppe, La rinvicita, Lontano lontano, Ozzy e il mistero del tempo, Dafne, Un giorno all’improvviso. Tutti film con un ottimo cast e con un’ottima qualità produttiva. Molte sono opere prime. Siamo contenti che Rai cinema abbia voluto donare queste pellicole al grande pubblico”.

La Rai con il cinema Italiano, Elena Capparelli e Ginevra Elkann

Elena Capparelli: “Prima conferenza nella fase 2 dell’emergenza Coronavirus e sono contenta che si riparta dalla sala degli arazzi perchè è un modo per ricominciare. Il 28 febbraio lanciavamo Il sindaco del Rione sanità e da domani iniziamo questa offerta che vedrà un nuovo titolo ogni settimana in esclusiva su Rai play. E’ un passo importante per l’emergenza. Le sale rimangono la prima scelta, ma è un’opportunità per il nostro pubblico. E’ una rappresentazione del nostro paese molteplice e variegata. Domani il lancio di Magari sarà una grande opportunità per il pubblico di Rai play. Un racconto autentico per la sua raffinatezza e delicatezza. Penso sarà molto apprezzato”

Ginevra Elkann, regista di “Magari” – la prima pellicola che sarà trasmessa – interviene in collegamento: “Siamo contenti e speriamo di entrare in molte case. E’ molto emozionante, aspetto con ansia questo momento. Questo film nasce da una conversazione con Chiara Barzini e nella memoria degli anni ’80, dell’infanzia, la voglia di rientrare dentro i ricordi e di parlare dell’idea di famiglia. E’ un film sui sogni e le aspirazioni alla famiglia. Sono contenta che esca in questo momento in cui tutti noi in casa siamo in grande ricollegamento con la famiglia”.

La Rai con il cinema Italiano, Riccardo Scamarcio e Alba Rohrwacher

Riccardo Scamarcio racconta il suo personaggio: “Un padre che deve trascorrere le vacanze di Natale con i suoi figli, dovrebbero andare in montagna ma decide di portarli a Sabaudia, al mare. Già da questo capite che padre è. Passeranno queste vacanze natalizie in questa casa in spiaggia d’inverno. Il mio personaggio è un papà che non è abituato ad averli tutti intorno ed è la prima volta che passa così tanto tempo avendoli tutti e tre con sé. E’ idealista, ma un po’ incapace di assumersi le responsabilità. Non è completamente affidabile. Ho manifestato la mia preoccupazione a Ginevra: ‘il problema sono i bambini, come faremo con non professionisti? C’è da fare un grande lavoro’. Ero preoccupato per questa cosa qui. Devo dire che Ginevra è stata bravissima, da subito ho capito che avevo a che fare con una regista capace di entrare in empatia con i propri attori e di farsi sorprendere. E’ bello sentire che dall’altra parte del monitor c’è un regista che vuole farsi sorprendere. E’ stata una grande esperienza per me”.

Alba Rohrwacher svela dettagli sulla sua Benedetta: “Interpreto Benedetta, sceneggiatrice e compagna di Carlo (Riccardo), che si trova coinvolta in questa vacanza. Si troverà a far parte di questa famiglia allargata, una famiglia che si estende aldilà del legame di sangue. Benedetta verrà prima messa in discussione e poi accettata anche dai ragazzi. A questo nucleo si aggregheranno anche gli amici e si creerà una nuova idea di famiglia. I ragazzini conosceranno finalmente il genitore per quello che è”.

La Rai con il cinema Italiano, Barzini e Mieli

Chiara Barzini, sceneggiatrice di “Magari”, racconta come è nata l’idea di questo film: “Un giorno chiacchierando con Ginevra ho insinuato in lei la voglia di raccontare una storia in prima persona. Abbiamo una grande passione per le famiglie disfunzionali. Siamo fan dei sognatori, di personaggi romantici che proiettano sogni irrealistici. Le nevrosi degli adulti negli anni’80 emergevano in maniera diversa. Volevamo raccontare i genitori ed i figli senza giudizi. Volevamo avere empatia per questi genitori sgangherati che però hanno cuore”.

Lorenzo Mieli: “Un produttore può stare a casa e scrivere pensando ai progetti futuri. Il nostro lavoro è in parte girare film e produrli, ma c’è una parte importante che è anche scrivere e far scrivere e accompagnare e guidare in questa attività. Al momento penso che io e molti dei miei colleghi stiamo pensando a tutto ciò che si può dire e pensare dopo questo periodo. Magari è un film unico nel suo tono e nella sua voce e da produttore lo apprezzo moltissimo. Riccardo ed Alba sono stati fondamentali nel dialogo con Ginevra”.

La Rai con il cinema Italiano, le domande dei giornalisti

Dalla Sala stampa viene chiesto come Scamarcio e la Rohrwacher si siano immersi nel mondo della famiglia di Ginevra Elkann.

“Ginevra ci ha immersi in un mondo accogliente, vero, in cui era facile muoversi. Ci siamo trovati immediatamente a nostro agio. Era un mondo che derivava dalla sua memoria, quindi concreto e fatto di sensazioni ed emozioni, il suo mondo ma è stata talmente brava da farlo diventare immediatamente anche nostro. Questi personaggi esistevano e non mi sono mai chiesta dove iniziava la mia memoria e finiva quella di Ginevra e viceversa. La memoria di Ginevra in qualche modo mi riguarda, essendo coetanee. La sua capacità è stata creare un mondo in cui il mio ricordo potesse fare da supporto al suo per creare ciò che si era immaginata. Ginevra ha un potere magico, oppure possiamo dire che è una grande regista” – risponde la Rohrwacher.

“Aggiungerei soltanto che la mia memoria di bambino è entrata da subito in totale empatia con quella di Alma. Mi ricordo che da bambino i miei genitori litigavano, erano in minaccia di separazione, e andavo a letto facendo la preghierina che non si separassero. Il film da subito attraverso queste dinamiche delicatissime e precise ha fatto sì che io capissi subito il mio personaggio. L’ho costruito in memoria di quello che è il ricordo di mio padre. Un gran bel film è quello che riesce a mettere in scena dei personaggi in cui il pubblico riesce poi a trovare un pezzo di sé” – continua Scamarcio.

La Rai con il cinema Italiano, ulteriori domande

Viene chiesto a Ginevra Elkann come sia stato lavorare con bambini non professionisti.

“I bambini del cast sono stati scelti per la familiarità, non dovevano essere già attori. Sono stati meravigliosi, molto di più di quanto potessi immaginare. Si sono divertiti anche nei momenti più difficili. Sono stati coraggiosi e molto capaci. Bravura e capacità di comprendere ciò che stavano facendo” – risponde la Elkann.

A Scamarcio viene chiesto perchè i padri hanno sempre una grande carica di fascino che resta, soprattutto alle figlie femmine.

“E’ chiaro che i papà hanno un ascendente sulle figlie femmine. E’ una dinamica ancestrale, biologica. Conosco il padre di Ginevra, ma non mi sono lasciato condizionare e non ho neanche provato ad entrare in questa dinamica. Il film è una rielaborazione di ricordi di Ginevra che sono diventati il film che vedete tenendo conto però dei ricordi miei, di Alba, del vissuto dei bambini. E’ un’entità indipendente persino dalla regista, dagli attori e dai produttori. E’ l’unione di tutti questi pensieri e queste emozioni” – risponde lui.



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