L’oro di Scampia, la recensione


Riflessioni sul tv movie con Beppe Fiorello


 Ispirato a questa vicenda vera è il tv movie L’oro di Scampia, andato in onda il 10 febbraio su Rai1. Nel ruolo del protagonista Beppe Fiorello che interpreta il personaggio di Enzo Capuano, liberamente ispirato a Gianni Maddaloni.

Diciamo subito che abbiamo assistito ad una buona ricostruzione dell’atmosfera nella quale si sono svolte le vicende raccontate. Girare nelle Vele di Scampia non è stato facile, ma il degrado del posto è stato reso in maniera abbastanza credibile.

I giovani interpreti, molti alla loro prima esperienza come attori, sono stati protagonisti di una dignitosa recitazione. A volte, però, i richiami al notissimo film Gomorra erano fin troppo evidenti, soprattutto nelle scene di violenza che pure non sono mancate. Erano anche evidenziati nella maniera di muoversi e di interagire del gruppo di giovani che, senza rendersene conto, si sono ispirati alla pellicola prendendola quasi come modello. Un errore evitabile che, comunque, non ha compromesso il lavoro dignitoso del regista Marco Pontecorvo.

Beppe Fiorello è oramai onnipresente nella fiction di casa nostra. E ha interpretato il solito personaggio positivo che si ritrova a combattere contro poteri della malavita organizzata. La sua recitazione è oramai fin troppo nota al grande pubblico generalista. Perciò, forse, questa volta, non ha emozionato quanto invece ci si aspettava nonostante l’impressionante battage pubblicitario che ha preceduto la messa in onda. Da La vita in diretta a Domenica in Fiorello junior è stato onnipresente nei giorni scorsi, e lunedì mattina, ha persino partecipato alla Edicola Fiore di suo fratello Rosario in onda su Radio2. E’ come se il pubblico generalista si fosse abituato alla maniera di recitare di Beppe Fiorello: i suoi personaggi sono prevalentemente eroi positivi che soffrono ma poi conquistano l’agognato premio finale. E’ accaduto anche ne L’oro di Scampia.

Nonostante la credibilità, la sceneggiatura talvolta è apparsa alquanto scontata e retorica, soprattutto nei quadretti familiari. Alcuni passaggi evidenziavano i soliti stereotipi napoletani che avrebbero potuto essere evitati. E si notava benissimo che tutti i vari passaggi erano finalizzati all’happy end finale, in una corsa che pure ha lasciato a terra un paio di morti.

Da sottolineare la grande prova d’attore di Nello Mascia nel ruolo di Lupo: anche se personaggio marginale, Mascia ha saputo conferirgli una grande dignità interpretativa.



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