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Il ricordo di Lucio Dalla

La morte di Lucio Dalla

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La morte di Lucio Dalla
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“Per me è stata una notizia sconvolgente.  E pensare che ci eravamo visti l’ultima volta al Festival di Sanremo. Lo avevo trovato molto malinconico e giù di corda. Era scoraggiato, mi aveva confessato, per tutto quanto ruota intorno a Sanremo e non riguarda la musica dal punto di vista professionale. Era amareggiato dai pettegolezzi, dalle chiacchiere e da quel gossip sfrenato che contaminava il mondo della canzone, danneggiandone la qualità. Avevamo chiacchierato parecchio, gli avevo espresso la mia solidarietà che, però, non era riuscita a scalfire il suo malumore. Lui era un amante della bella musica e del professionismo. Vi svelo anche un altro particolare: amava molto anche la canzone napoletana, quella tradizionale con la quale si era anche confrontato.

Alcuni anni fa io condussi su Raiuno il programma di musica e interpreti partenopei Napoli prima e dopo. Lui accettò di partecipare con una singolarissima rivisitazione della sceneggiata napoletana, in particolare de O zappatore, portata al successo da Mario Merola. Fu un momento di grande godibilità artistica apprezzato tantissimo dal pubblico. E non è certo facile per un bolognese calarsi vocalmente nella realtà della melodia made in Napoli”.

Ma i ricordi di Enzo Ghinazzi non sono limitati soltanto al mondo della musica. Continua a raccontare: “Spesso abbiamo giocato insieme nella Nazionale Cantanti, fondata dal nostro comune amico Gianni Morandi. Ci prendavamo in giro a vicenda, perchè noi due eravamo i più bassi di tutta la squadra. Ci chiamavamo i piccoletti della Nazionale.

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Posso confermare che tutto ciò che faceva era dettato dal suo cuore grande e dalla voglia di affermare la qualità e la meritocrazia in tutti i settori. Essendo amante del bello, era naturalmente un appasionato dell’arte in tutte le sue manifestazioni.  Ci mancherà molto”.

Infine: “a lui ho dedicato la puntata del mio programma radiofonico Attenti al Pupo, riproponendo molti dei suoi successi. Ed io stesso ha interpretato a modo mio Piazza Grande, una delle canzoni più belle piena di significati forse ancora da scoprire”.


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Giornalista, esperta di spettacoli, in particolare di televisione. È stata per dieci anni critico televisivo de Il Giornale d’Italia con la direzione di Luigi D’Amato. Dal 1997 si occupa per il quotidiano Il Tempo di spettacoli, soprattutto di tv. Si occupa di cultura per il sito di Panorama. Ha collaborato in passato con le maggiori testate nazionali, tra cui Il Sole 24 ore, Il Mattino, Il Giornale. Ha ricoperto il ruolo di docente di Teorie e tecniche della critica televisiva nel master per laureati in Scienze della Comunicazione, organizzato dall’Università La Sapienza di Roma. Ha vinto il dattero d’argento al Salone Internazionale dell’umorismo di Bordighera. É stata titolare per tre anni della rubrica “Dietro le quinte” su Il Giornale d’Italia, analizzando, ogni settimana, un evento di cronaca, di politica o di spettacolo sotto la lente dell’umorismo.

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